SOGNO REALIZZATO. PAUL MCCARTNEY A VERONA

Standard

paul verona di F.Magrelli
foto di F.Magrelli MMT Verona 2013

Ancora confusa di gioia provo a buttare giù i miei pensieri all’indomani del Concerto di Paul McCartney all’Arena di Verona il 25 giugno 2013 dalle ore 21:00 alle 0re 00:10. Ogni tanto succede, di realizzare un sogno. Per me era il principio degli anni ’80 quando iniziai a pensare con costanza all’idea di poter vedere The Beatles dal vivo. Ignoravo il fatto che già non fossero più i Fab4 e che John fosse già volato in cielo. Nè avevo la minima idea del perchè di quel desiderio. Lo avevo e basta. Provo a ricostruire. Fui folgorata da Let it be durante una vacanza irlandese in un collegio per sole bambine – quel Mother Mary evidentemente suonava tanto bene alle suore che ce lo cantavano sempre nei pomeriggi insieme. Anche se la Mary del brano è la madre di Paul il quale qui scrive delle sue speranze più intime di riunire nuovamente la band e dare seguito alla sua più grande vocazione, suonare dal vivo tutti insieme, perchè la dimensione live è il culmine di ogni esperienza musicale. Che in fondo è il mondo come ‘io lo vorrei’ e che cerco di raccontare in queste pagine da ormai 5 anni. Ma le cose accadono e solo poi vengono analizzate e spiegate, soprattutto quando di mezzo ci sono emozioni che generano qualcosa. Musica in questo caso. In conclusione ciò che ci infuenza lo fa a prescindere ma è in grado di segnare un’intera esistenza. Il 25 giugno all’Arena di Verona il mio cerchio si è chiuso e ho visto passare davanti a me passato presente e futuro.

Questo concerto di Paul McCartney è un fatto storico (della mia storia personale) che racconterei in un’autobiografia, anche se l’ho vissuto come se non fosse ‘vero’ fino al momento in cui è iniziato. Mi ci è voluto un po’ per assaporare pienamente ciò che fino a poco prima era stato solo un sogno chiuso nel cassetto. Invece poi mentre Paul cantava, una canzone dopo l’altra, mi sono resa conto che era tutto vero. Eleanor Rigby, a metà della serata, mi ha scosso e mostrato tutta la bellezza del momento. Indimeticabile per chi come me, a prescindere dal genere musicale preferito, prova una sincera devozione per la Musica. Paul, è veramente un grande, ma affinchè la grandezza del personaggio-storia vivente di tutti noi non faccia dimenticare le sue strepitose capacità di musicista devo sottolineare che lui è pefetto nel suonare, intenso nell’interpretazione e innovativo nei confronti di se stesso, cosa impensabile per un artista nato e cresciuto negli anni ’60. Proprio di quegli anni sono la maggior parte dei pezzi della sua setlist Veronese (che pubblico a seguire)  inclusi alcuni mai suonati prima in Italia e accolti con grande affetto dall’Arena, prima fra tutti Your Mother Should Know. Su tutto ricorderò l’intelligenza e l’eleganza degli arrangiamenti che ci consegnano i pezzi dei Beatles e del repertorio postbeatles immutati ma vestiti di nuova luce che ne intensifica i colori.  Accorgimenti stilistici di grandissimo valore che sono possibili solo a una mente in continuo fermento.

Ho ascoltato con tutta me stessa dalla prima all’ultima nota, evitando di urlare o di gioire per non distrarmi neanche un secondo e rischiare di perdere qualcosa. Quando Paul ha suonato The long and winding road ho pensato a tutti gli anni in cui ho aspettato quel momento e per un attimo ho creduto alla fortuna. E’ valsa la pena aspettare atanto e mi sono sentita molto fortunata di essere li a Verona in quel preciso istante. La ‘strada piena di vento’ è un modo di vivere non è solo una canzone

Scaletta del Concerto di Verona 1. Eight Days a Week (The Beatles song) 2. Junior’s Farm (Wings song) 3. All My Loving (The Beatles song) 4. Listen to What the Man Said (Wings song) 5. Let Me Roll It (Wings song) (“Foxy Lady” snippet) 6. Paperback Writer (The Beatles song) 7. My Valentine  8.Nineteen Hundred and Eighty-Five (Wings song) 9. The Long and Winding Road (The Beatles song) 10. Maybe I’m Amazed  11. I’ve Just Seen a Face (The Beatles song) 12. We Can Work It Out (The Beatles song) 13. Another Day  14. And I Love Her (The Beatles song) 15. Blackbird (The Beatles song) 16. Here Today  17. Your Mother Should Know  (The Beatles song) 18. Lady Madonna (The Beatles song) 19. All Together Now (The Beatles song) 20. Lovely Rita (The Beatles song) 21. Mrs. Vandebilt (Wings song) 22. Eleanor Rigby (The Beatles song) 23. Being for the Benefit of Mr. Kite! (The Beatles song) 24. Something (The Beatles song) 25. Ob-La-Di, Ob-La-Da (The Beatles song) 26. Band on the Run (Wings song) 27. Back in the U.S.S.R.  (The Beatles song) 28. Let It Be (The Beatles song) 29. Live and Let Die (Wings song) 30. Hey Jude (The Beatles song) BIS : 31. Day Tripper (The Beatles song) 32. Hi, Hi, Hi (Wings song) 33. Get Back (The Beatles song) BIS 2: 34. Yesterday (The Beatles song) 35. Helter Skelter (The Beatles song) 36. Golden Slumbers (The Beatles song) 37. Carry That Weight (The Beatles song) 38. The End (The Beatles song)

4 punti fermi

  1. C’è sempre un pezzo dei Beatles nella vita di tutti noi, in tv, nella pubblicità, nei cartoni animati, nel cinema.
  2. Ovunque è Beatles, nelle cose, nel design..
  3. Paul è un maestro di musica.. imparate giovani e meno giovani musicisti (anche se già avete preso parecchio da loro)
  4. I Beatles sono la Musica. Sono stati e rimangono gli autori migliori del 2o° secolo

.. YOU WERE ONLY WAITING FOR THIS MOMENT TO ARRIVE .. (Black Bird) YOU’LL NEVER KNOW THE MANY WAYS I’VE TRIED (The Long and Winding Road) …. CARRY THAT WAY A LONG TIME (Carry that weight) … AND I WILL SING A LULLABY (Golden Slumbers)

di CRISTIANA PIRAINO

JAZZ AL MASSIMO

Standard

massimotopsmall

20-30/6/2013
MASSIMO JAZZ 2013
Roma Jazz CD Release
Auditorium del Massimo EUR
via Massimiliano Massimo, 1
Prenotazioni 06 5426 0559
Cell dalle 15.00: 340 82 49 718
Inizio h. 21:45 € 8,00

> LE DATE DEI CONCERTI

Iniziata ieri nel buon nome del Jazz continua fino al 30 giugno Massimo Jazz evento interamente dedicato alle uscite discografiche jazzistiche. Saranno 8 gli artisti e 6 le etichette discografiche a presentare sul palco dell’Auditorium Massimo all’Eur le loro opere nella prima edizione di un rassegna a cui auguro un grande futuro. E’ unica oggi a Roma e nasce con lo spirito di unire l’utile al dilettevole. Perché la musica è sì diletto e soddisfazione sensoriale, ma non si deve mai dimenticare il suo valore sociale e storico né tantomeno la sua importanza artistica – soprattutto se parliamo di Jazz.

Possiamo dire che i dischi non li compra più nessuno, anche se la musica la sentono tutti e molto più del tempo in cui i dischi si vendevano veramente. Ma questo non frena il Jazzista, dato che lui o lei vive nella continua urgenza di fissare le proprie note e di consacrare la sua arte immortalandola per sempre in una registrazione. Per se stesso in primo luogo e per rispettare un rito codificato ma non scritto della condivisione e del miscuglio che il jazz da sempre prevede e persegue. Il disco di jazz non è quindi un qualsiasi disco che possa fare da sottofondo a una comitiva di amici o durante una cena di lavoro, ma al contrario la preziosità delle sue trame spesso disturba l’ascoltatore del contesto qualsiasi. E’ un’opera d’arte completa che riassume un pensiero, un modo di essere, sempre diverso come diversi siamo tutti noi. Con questo spirito va ascoltata e di certo merita il tempo che noi gli dedichiamo. Tale valore aggiunto spiega l’importanza di una rassegna dedicata all’opera discografica  jazzistica, dove l’artista non porta in scena una serie di pezzi del suo repertorio ma la rappresentazione ‘viva’ del suo lavoro registrato. Un po’ come guardare Picasso dipingere.

Applauso ai suoi ideatori capitanati da Marc Rayaund insieme alla inseparabile Natacha – proprietari del 28 DiVino di Roma – club sempre più elevato nel panorama capitolino vincitore 2012 dell’award JazzIt come miglior club italiano. La loro forza sta nel non mollare mai e continuare a portare avanti gli obiettivi di qualità e valore del jazz e della riscoperta del talento. Principi per loro irrinunciabili, nonostante la crisi durissima che sta colpendo indistintamente tutti i club romani. Al progetto CD Release collaborano anche Lorenzo Salvadori Amadei dell’Auditorium e Luna collaboratrice di Marc e Natacha già da tempo. In bocca al lupo a voi.

PROGRAMMA

20/6 | Andrea Gomellini “Met@morfosi” etichetta Zone di Musica
21/6 | Gabriele Buonasorte Quartet “Forward” etichetta NAU Records
22/6 | Gloria Trapani Quartet “Rough Diamond” etichetta Terre Sommerse
23/6 | Hic et Nunc quartet “Play Verdi” etichetta Crowdfunding Night
27/6 | Next “New EXperiences Time”etichetta Zone di Musica
28/6 | Not “Distopia” etichetta Brigadisco Records
29/6 | Massimo Pirone Quartet “Waiting” etichetta Kyosaku Records
30/6 | Matteo Cona Quartet “Altra corsa, altro giro” etichetta Zone di Musica

di C.Piraino

100 ANNI DI BOSSA. TRIBUTO AL GRANDE VINICIUS DE MORAES

Standard

Sab. 22/6/2013  
UNA NOTTE PER VINICIUS
tributo a Vinicius De Moraes
O.Vanoni e un cast d’eccezione
Auditorium Parco della Musica
Sala Sinopoli h. 21:00 € da 20 a 30 >buy online

> TUTTI I CONCERTI DEL’ESTATE A ROMA

Il 1958  l’album Canção do amor demais della cantante Elizeth Cardoso – di cui fa parte il brano che pubblico qui ‘Chega de Saudade’ – è considerato l’anno di nascita della Bossa. Autori del album furono Jobim e De Moraes che in quel momento e con questa opera, tracciarono l’inizio di una nuova strada che da allora non smette di essere seguita. Dal Brasile oggi la bossanova è diventata genere universale, cantata in tutto il mondo e in tutte le lingue. Il samba canzone, con ritmi più lenti e impreziosito da testi al principio ‘leggeri’ nel tempo, influenzata dai cambiamenti socio-politici (in particolare riferiti alla storia del Brasile) arriva a toccare temi di maggiore spessore. La bossa canta certamente l’amore ma allo stesso tempo dipinge le immagini di vita e, nel suo percorso, attraverso la storia complessa del suo paese d’origine, negli anni ’70 diventa anche la voce di una certa protesta e viene utilizzata dai cantautori per risvegliare le coscienze nel pesante contesto storico vissuto.

L’Auditorim di Roma, il 22 giugno presenta un evento unico in memoria di colui che è di certo uno dei principali padri della Bossanova. Vinicius de Moraes nasceva 100 anni fa, proprio nel 1913. Eppure lo sentiamo così vicino e presente nelle nostre vite. Un artista che non smette mai di stupire e che è vivo intorno a noi, perchè la sua musica – come nel caso dei grandissimi, non morirà mai ma continua ad essere fonte di ispirazione per musicisti e per gli appassionati come me.

A ricordare Vinicius su palco della Sinopoli ci sarà un cast d’eccezione. Voce Ornella Vanoni accompagnata da un grande attore quale voce recitante, Orso Maria Guerrini. Con loro tanti grandi artisti. Celso Fonseca – compositore e chitarrista brasiliano, Selma Hernandes – attualmente una delle più grandi interpreti contemporanee della musica popolare brasiliana. Ancora ci sarà  Tony Bungaro – cantautore, Carla Cocco – nuovo talento e Eddy Palermo prezioso virtuoso della chitarra, che voi lettori di Romalive, già conoscete bene. Anche lui come gli altri artisti qui citati ha dedicato la propria vita a questo genere musicale. Ma la serata sarà l’occasione per celebrare anche un grande amico di Vinicius, il cantautore italiano Sergio Endrigo dalla cui amicizia artistica scaturirono molte bellissime note. Attraverso la figlia di Sergio, Claudia, il pubblico potrà ripercorrere i momenti principali del loro legame umano e artistico.

Presenta la serata: Max De Tomassi di radio 1 brasil
Aidan Zammit, Direzione Musicale
Gianluca Persichetti, Chitarra Solista
Luca Pirozzi, Basso
Lucrezio De Seta, Batteria
Stefano Rossini, Percussioni
Eric Daniel, Flauto, Sax
Pasquale Filastò, Violoncello


Sergio Endrigo – Samba para Endrigo

di CRISTIANA PIRAINO

MEG. SONORITA’ ACUSTICHE E VERSATILITA’ ELETTRONICA

Standard

Sab, 15.6.2013
MEG + LN Ripley
iMusic Festival
ACROBAX Palco 2
Via della Vasca Navale 6
h. 21:00 € 8,00

Tra i concerti di questa sera voglio ricordarvi Meg una bellissima voce indipendente del panorama italiano, ‘troppo’ fuori dai grandi circuiti, per scelta, quando invece meriterebbe grandissime platee, ormai da anni si autoproduce con la sua etichetta Multiformis. A oggi due sono le produzioni da solista, nel 2004 “Meg” e nel 2008 “Psychodelice”, ottimi lavori che vi consiglio di avere nella vostra library. Il primo singolo estratto dall’album “Psychodelice” è Distante, di cui posto sopra il video ufficiale. Dalle pagine del suo sito Meg ci dice: “Sono felice di annunciarvi che il 4 Giugno usciranno in contemporanea su iTunes due Ep di remix. Uno di “Promemoria” e l’altro de “Il confine tra me e te”. Sono ancora piu’ felice di dirvi che ogni remix avra’ un suo video fatto ad hoc.”

> link spotify album Meg – Meg
> link spotify Meg – Psychodelice

Il live di Meg è qualcosa di indimenticabile. Di base un repertorio di pezzi originali sempre molto ben costruiti musicalmente dai testi raffinati che mandano segnali di profondità, per dirla alla Capossela, in un mix perfetto di musica elettronica, ottimi arrangiamenti di chi la musica la conosce e la respira sin da piccolissima e ‘belcanto’ anche se son sicura che a Maria di Donna, compositrice a 360° delle sue canzoni, questa definizione non piacerebbe. Eppure per me Meg è oggi una delle interpreti più complete con una voce volta alla sperimentazione e alla ricerca continua di nuovi percorsi da tracciare, di intrecci tra sonorità acustiche che incontrano la potenza e la versitilità dell’ellettronica per offrire un risultato di grandissima qualità. Come se in Meg, ben radicata nel suo dna italiano, si fondesse la cultura contemporanea forgiata in nuova materia, con uno stile vocale che non in pochi poi hanno seguito.

Meg sarà questa sera ospite della rassegna iMusic Festival, Festival di arti indipendenti, che con la data odierna conclude la sua seconda edizione che ha visto al centro della sua programmazione cinque spazi occupati della città di Roma quali Acrobax, dove stasera si celebrerà una grande maratona di musica dal vivo dalle ore 17:30 con Giulia Anania e Filippo Gatti sul Palco 1 per poi proseguire dalle ore 21.00 con Meg e LN Ripley sul Palco 2 e si concluderà con Jazzsteppa e Aliencrime&Jesterphunk e Sonicvisioner sul Palco 3 dalle h. 1:30 (di notte). L’ingresso sarà per tutti di € 8,00


Notte Bianca dal primo album solista ‘Meg’ del 2014

MEGGIORI INFO

iMusic Festival: Acrobax, America, Teatro de Merode e Volturno, punti sulla mappa di Roma sottratti all’abbandono e alla speculazione coltivano con forza progetti di riappropriazione, e che per iMusic Festival nella sua II edizione sono oggi i luoghi dove si materializza l’azione concreta di produrre dal basso arte e musica no sponsored. L’indipendent Music Festival con un programma esteso tra arti visive, teatro e cinema.

Il progetto LNRipley nasce a Torino nel 2006, con l’idea di contaminare drum ‘n’ bass, punk, elettronica, strumenti reali e distorsioni. Una versione di “Killing in the name of” dei Rage Against The Machine si fa ascoltare molto nei locali e precede la pubblicazione di un eponimo album di debutto (2007) e numerose apparizioni live, fra le quali un’apertura per Fatboy Slim.

di CRISTIANA PIRAINO

ROMA CALLING MILANO: JAZZ CLUB MILANO

Standard
Jazz Club Milano by cristiana.piraino
Jazz Club Milano, a photo by cristiana.piraino on Flickr.

Questa mattina sul Facebook della gemella Elena Giorgi  leggo di un nuovo luogo del Jazz milanese. Incuriosita vado subito a visitare la pagina fan del JCM su facebook e scopro che è nata una nuova realtà dove poter ascoltare jazz a Milano. Come prima cosa clicco subito ‘Mi Piace’. Ma la mia curiosità non è del tutto appagata e così decido di visitare il loro sito > web  nelle cui pagine scopro  che “L’idea è quella di fornire alla città di Milano un punto privilegiato d’incontro tra i musicisti ed il pubblico, dando ai primi un posto dove poter esprimere i loro progetti e le loro idee in un locale studiato ed attrezzato esattamente per i loro scopi, e nel contempo dando ai secondi un luogo dove poter ascoltare, apprezzare ed approfondire la propria conoscenza della musica Jazz.”

Ma esattamente di cosa si tratta? E’ forse un teatro oppure un club tradizionale.. come funziona per i musicisti? Insomma un mare di curiosità mi spinge a voler ottenere delle risposte.. che non tardano ad arrivare dato che proprio questa mattina Elena, dedica a questa nuova realtà un post nel suo blog, che come sempre vi invito caldamente a seguire, se ancora non lo avete fatto. Ci tengo a sottolineare che non ci siamo messe d’accordo su cosa postare oggi. Questo è un esempio di gemellaggio telepatico!

Ecco cosa dice : …. Superata l’entrata di un enorme e anonimo condominio, si attraversa una porta grigia, si scendono alcuni scalini e ci si ritrova, positivamente basiti, in un accogliente spazio, luminoso quel tanto che basta per vantarsi di avere la tipica aria dei piccoli jazz club d’oltreoceano.. 

CONTINUA A LEGGERE IL POST di Elena Giorgi a questo   >LINK 

In bocca al lupo agli amici di Milano e lunga vita al JCM!

di C. Piraino

OTHERWISE… FILIPPO TIRINCANTI

Standard

Sab. 15/6/2013 h. 21.00
FILIPPO TIRINCANTI TRIO
Rassegna BovillEstate 2013 
Apre la serata la band ‘Overdriver’
tribute band Joe Satriani
Parco della Pace (anfiteatro) 
Via Appia Nuova km 18.200 
Ingresso € 8,00  Biglietti WEB bookingshow.it

Filippo Tirincanti, voce e chitarra
Marco Cartamantiglia, basso 
Chicco Capiozzo, batteria

Dall’album d’esordio ‘Otherwise’ del 2011 si capisce perfettamente la direzione Soul, Blues, Pop, Rock & Jazz intrapresa da questo progetto molto interessante nato dalle corde del chitarrista Filippo Tirincanti, voce graffiante e strumentista notevole. Un progetto unico e che non dovete perdere il 15 a Boville a due passi da Roma.

Tirincanti ha collezionato nel tempo ottime collaborazioni e già è noto a livello internazionale, al fianco di Terence Trent D’Arby o con Jestofunk, con Witney Houston, e anche con artisti come Fabrizio Bosso o Randy Bernsen e molti altri. Otherwise è probabilmente la somma di tanti anni di lavoro e la dimostrazione che perseguire obiettivi superiori nel tempo è la strategia vincente, se non altro per la musica. Otherwise è uno di quei dischi che potrei ascoltare senza mai stancarmi. Il sound è fantastico e i musicisti che vi hanno partecipato hanno reso le composizioni di Filippo ancora più belle. Randy Bernsen, Roberto Cecchetto e Egidio Marchitelli alle chitarre, Fabrizio Bosso alla tromba e flicorno, Luca Mannutza al pianoforte e arrangiamenti, Francesco Puglisi al basso e contrabbasso e Lorenzo Tucci alla batteria e piccole percussioni. Questa band si commenta da se.

L’insieme delle sonorità e il mood del progetto, pur riferendosi esplicitamente alla cultura musicale americana degli ultimi cinquanta anni, ha una sua anima indipendente e pura e riesce ad ‘essere diverso’ cosa che oggi è forse tra le qualità più difficili da ritrovare in un progetto che prende il volo dal nulla. In arrivo intanto per il chitarrista riminese un nuovo lavoro, così come viene comunicato attraverso il suo sito filippotirincanti.com che, per quanto mi riguarda, attendo con grande curiosità certa che sarà un’altra bellissima opera da conservare nella mia library.

Filippo Tirincanti COVER otherwise

di C.Piraino

MERAVIGLIOSO ISAAC. MA I BAMBINI LASCIATELI CON LE BABYSITTER

Immagine

Bellissimo Isaac, ma i bambini lasciateli con la babysitter

Spettacolare apertura del Soy Latino con un artista cubano che rappresenta la grande musica latina. Isaac Delgado è una vera e propria icona del son amato e conosciuto in tutto il mondo. Vi lascio questa foto inviatami dall’ufficio stampa. Un bel momento e un forte ricordo per tutti quelli che hanno avuto la possibilità di essere presenti.

ATTENZIONE A TUTTI I GENITORI CON BAMBINI e passeggini presenti al concerto. Siete di un egoismo unico oltre che leggermente ignoranti. La sordità da rumore è in genere graduale ed indolore ma, sfortunatamente, permanente. Una volta danneggiati, il nervo acustico e le sue cellule sensoriali non si riparano più e vostro figlio rimarrà sordo a vita. Suoni che sono maggiori di 85 dB possono causare la perdita permanente dell’udito. Il sistema uditivo può essere danneggiato non solo da una forte esplosione, ma anche dalla prolungata esposizione a elevati livelli di rumore. (fonte Logopedista Pianeta Mamma)
Un concerto come una discoteca producono da 100 a 130 decibel. I tappi, se anche fossero usati, ridurrrebbero il suono di 15 masismo 30 dB. Diciamo, per concludere, che il bambino NON deve assistere ad un evento a tale volume. Colpa anche dell’organizzazione che permette l’ingresso ai bambini?  Non so. Di certo il genitore è il primo responsabile dell’incolumità del minore, lo dice anche la legge. E certo mi piacerebbe andare a fondo e capire meglio l’eta minima necessaria ad accedere ad un  luogo dove il volume supera i 100 dB.

Sono stata presente personalmente sin dal primo Fiesta. Non ricordo più che anno fosse, ricordo solo che eravamo nel parcheggio del palaeur, ora palalottomatica, ma ricordo sin da allora e con grande pena che il popolo del latino americano, molti non italiani e moltissimi italiani, non si fa scrupoli a portare bambini anche piccolissimi ai concerti e nelle discoteche. Spesso mentre ballano o bevono il bambino piagnucola, si lamenta, vorrebbe dormire, insomma ‘rompe’ un po’ secondo il loro metro di giudizio, tanto che spesso ho assistito a genitori che hanno rimproverato o comunque indicato il piccolo come un capriccioso. Insomma ho assistito a scene penose, cose che non mi sarei mai aspettata da persone che hanno avuto le mie stesse possibilità di capire la vita. Una volta un neonato di meno di un mese di età fu esposto sotto il palco de Los Van Van come si esponeva nell’antichità il neonato figlio del re al popolo, o in chiesa. Insomma un gesto di una presunzione e allo stesso tempo egoismo non lo avevo mai visto. Ma soprattutto un gesto di una pericolosità inaudita, perchè in quel momento il bambino si trovava a circa 5 metri dal palco esattamente alla destra, molto vicino ad una colonna doppia di casse acustiche nescessarie ad amplificare il suono per decine di migliaia di persone. Ho sentito io dolore in quel momento come mamma ‘cosmica’ e non solo dei miei figli e negli anni ho sperato che quella creaturina non avesse avuto danni da quel gesto di uno stupido, che purtroppo è anche suo padre.

PERDERE L’UDITO E’ SENZA RITORNO. Anche una perdita minima causerà a vostro figlio una perdida della capacità di comprendere perchè non sentendo bene sarà frastornato da parole che non capirà del tutto. E via a spendere soldi di logopedisti e ripetizioni. A  scuola rimarrà indietro, al liceo quindi non ci andrà, e sarà uno sfigato per tutta la vità.. perchè lo avrete rimbambito portandolo per anni ed anni al Fiesta, al Parco Rosati, al Cubano a cena e nelle discoteche del latino americano sparse per Roma dove se vai un ragazzino ce lo trovi sempre.