JAZZ AL POPOLO 2012 PROGRAMMA

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JAZZ AL POPOLO 2012  by cristiana.piraino

dal 8.06 al 7.07 2012
J2P – JAZZ AL POPOLO III ed.
Csoa ExSnia
Via Prenestina 173  www.exsnia.it  contatti@exsnia.it
Sottoscrizione: 4,00 € Inizio h. 22:00.
Anche birreria e trattoria di pesce
Bus 81 – 810 – 12  Per info: 3389410892

Questa rassegna ha il sapore di un romantico circo itinerante del passato, dell’incontro dei nomadi artisti, della creazione e della creatività. Uno spazio libero e liberato, dove l’espressione artistica è intesa come un vero dono per le persone. Andateci.  >> leggi il POST completo

Ven. 1.06.2012
inaugurazione non ufficiale
JAZZ AL POPOLO 2012

Musicisti di J2P si esibiranno in strada nell’isola pedonale del Pigneto, Via del Pigneto altezza civ.38,  a sostegno della lotta degli abitanti Senegalesi di via Campobasso 16, sfrattati circa due mesi fa e ancora in presidio contro la speculazione immobiliare e gli sfratti, per il diritto all’abitare nel proprio quartiere

Ven. 8.06.2012
SONGS FROM THE TOP OF THE WORLD

Nina Pedersen, voce
Aldo Bassi, Tromba
Carlo Cossu, violino
Luca Pirozzi, contrabbasso
Lutte Berg, chitarre
Massimo Carrano, percussioni

Live Painting di Alessio Fralleone

 L’ultimo lavoro discografico realizzato da Alfamusic. “Songs From the Top of the World” è una selezione di famose canzoni tradizionali norvegesi ed include due canzoni inedite composte da Nina. I brani sono arrangiati in un moderno stile ethno-jazz, dove il sound, l’elegante atmosfera ed uno straordinario interplay fra imusicisti sono ingredienti davvero unici ed originali nel genere. I diversi background e l’interpretazione delle musiche scandinave da parte dei cinque musicisti italiani che partecipano al progetto, innovano arricchendola, l’antica e prestigiosa tradizione della musica norvegese. “Songs from the top of the world” è un percorso musicale in luoghi nascosti e mistici, è un viaggio attraverso le quattro stagioni in una terra dove la Natura regna. E’ un cammino nostalgico nel passato.

Ven. 15.06.2012
ECHOES TRIO
Davide Grottelli, sassofoni
Marco Siniscalco, basso elettrico, live electronics
Armando Croce, batteria
Live Painting di Bol 23

Ven. 22.06.2012
GIORGIO TIRABASSI TRIO
Giorgio Tirabassi, voce e chitarra
Massimo Fedeli, fisarmonica
Luca Chiaraluce, chitarra
Daniele Ercoli, contrabbasso
Giovanni Lo Cascio, batteria
Live Painting di Cancelletto

Ven. 29.06.2012
I MOSTRI
Carlo Conti, sax
Manlio Maresca, chitarra
Luca Fattorini, contrabbasso
Enrico Morello, batteria
Live Painting di DolceQ

Giov. 5.07.2012
LUZ
Giacomo Ancillotto, chitarra
Igor Legari, Contrabbasso
Federico Leo, batteria
Animazioni di Alberto Giammaruco

Ven. 6.07.2012
EXTREME QUARTET
Sandro Satta, sax alto
Claudio Corvini, tromba§
Iacopo Ferrazza, contrabbasso, basso elettrico
Gianni Di Renzo, batteria
Live Painting di Alessio Fralleone

Sab. 7.07.2012
LUCA PIROZZI QUARTET
Michael Rosen, sassofono
Luca Pirozzi,  basso
Enrico Zanisi,  piano
Alessandro Paternesi,  batteria
Live Painting di Andrea Kiv (TNT)

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Roma: Bentornato Music Inn

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MUSIC INN
Jazz Club
Largo dei Fiorentini 3,
Roma in zona Via Giulia
Ingresso 10.00 € di tessera compresa 1 consumazione

Apertura spettacolare per il Music Inn giovedì scorso 7 aprile. Quello che fu il locale del Jazz più importante di Roma dal ’72 fino alla chiusura nel ’93 con la scomparsa dell’ultimo dei suoi fondatori. E’ un luogo ormai leggendario e come i grandi, prematuramente scomparsi, è diventato mito. Tornerò a parlare di Picchi e di Pepito Pignatelli, fondatori del Music Inn, della loro bellissima avventura e della triste conclusione delle loro vite. Hanno lasciato in eredità l’esempio di come si può gestire in modo speciale un jazz club, che ha accolto negli anni grandissimi musicisti, ma non solo perché, da visionari e appassionati quali erano, hanno aiutato la musica e soprattutto i giovani musicisti.

Personalmente mettendo piede nel Music Inn, per la prima volta nella mia vita, ho provato una certa emozione. Il sentir parlare da sempre di questo mitico locale offre una forte suggestione, tanto che le pareti sembrano raccontare un po’ di quella storia sprigionando una sorta di energia ancora presente. A riscaldare ulteriormente l’atmosfera molta gente e ottimi musicisti nella serata inaugurale – Marcello Allulli, in primis che segue la direzione artistica e ancora Enrico Zanisi, Riccardo Gola, Francesco Diodati. La zona palco – che mi dicono essere nella stessa posizione di prima – ricorda la sala di un piccolo teatro, con sedie e tavolini per appoggiare un bicchiere o un poco di più. Il buio che qui avvolge la platea, interrotto di tanto in tanto da piccole candele rosse poste sui tavolini, è complice del musicista che ottiene l’attenzione del pubblico. L’atmosfera è ideale quando nel momento del concerto tutti si possono sentire parte di un qualcosa insieme alla musica. Al Music Inn  è accaduto e devo ammettere che non mi capitava da tempo.

Per mangiare e chiacchierare basta decidere di rimanere in una delle due sale dedicate al convivio, la prima all’ingresso a livello stradale che ricorda un comodo salotto e la seconda al piano inferiore nella zona bar più adatta ad una cena in piena regola. La prima impressione è dunque molto positiva. Questo locale ha buone possibilità di diventare un numero uno a Roma e le qualità giuste per farti passare una bella serata. Accogliente, intimo e al passo con i tempi.  Aspettiamo di conoscere la programmazione artistica futura, ma sembra che finalmente Roma abbia a disposizione un locale per live music che sia anche un po’ glamour e che abbia il giusto phisique du role della Roma più internazionale.



OPENING A VILLA CELIMONTANA 2010

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La sensazione che un altro anno sia passato mi avvolge appena varcato il cancello, nel viale di ingresso alla misteriosa e bella Villa Celimontana. Siamo di nuovo qui, alla diciassettesima edizione del festival del Jazz possiamo dire, senza offendere nessuno, più importante di Roma. L’atmosfera è quella di sempre e il venticello fresco sulle spalle aiuta proprio a buttare via l’ultimo pensiero spiacevole del giorno e invita a lasciarsi cullare ai suoi movimenti.

A parte qualche variazioni nella zona della ristorazione, l’aspetto del festival non ha subito cambiamenti rispetto allo scorso anno. Il palco è sovrastato da una struttura a mezza cupola con copertura trasparente, che offre la suggestione di uno spazio sconfinato dove la musica rappresenta il mezzo per compiere un viaggio pieno di scoperte. Il calendario dei concerti rispecchia questa idea, con artisti provenienti origini e culture diverse, offrendo così una panoramica piuttosto completa di quello che è oggi lo scenario del jazz. -> PROGRAMMA

L’opening del XVII Villa Celimontana Jazz Festival è stata affidata a tre grandi musicisti che lo stesso Giampiero Rubei ha presentato come l’eccellenza del jazz italiano. Un trio meraviglioso e magnetico, composto da artisti che negli anni hanno saputo affinare le proprie capacità, già doni di natura, arrivando a quella che noi umani potremmo paragonare alla perfezione. TAVOLAZZI TRIO,  a nome del contrabbassista Ares Tavolazzi accompagnato da Danilo Rea al piano e Ellade Bandini alla batteria.

Le mani di Rea scorrono sulla tastiera in modo sublime, sempre elegante e attraverso lo strumento il pianista riesce a trasmettere grande pathos, tanto da suscitare in me il pensiero che il piano sia stato inventato proprio per lui. Rea non smette di incantare mai. Ne frattempo Tavolazzi al contrabbasso non si limita a toccare le corde, ma le fa vibrare quasi a renderle melodicamente indipendenti e capaci di creare un proprio percorso, realizzando lo spostamento della ritmica a carico del pianoforte. Un’inversione di ruoli non solo ben riuscita, ma tremendamente interessante e segno di altissime capacità tecniche. E mentre le mani di Danilo Rea continuano a scivolare fluidamente verso la dolcissima fine di un brano, la batteria ricorda a tutti di non essere uno strumento di puro supporto, Ellade Bandini mette in evidenza una notevole sensibilità unita ad una forza che spesso domina la scena.

I brani sono dei più vari, dalla tradizione della canzone d’autore italiana, come ‘Un giorno dopo l’altro’ di Tenco o citazioni da ‘La canzone di Marinella’ di De Andrè, fino al pop più romantico di Elton John. Il repertorio, senza un vero e proprio filo conduttore che possa legare tutti i brani, diventa solo il pretesto per suonare e inauguare magnificamente, come è giusto che sia, una nuova stagione di Villa Celimontana.

DA NON PERDERE

oggi 5/07 a Villa Celimontana concerto di Antonella Vitale -> POST