RICARICHIAMO WOODSTOCK CON ‘WIRE TRIO’ E LEZIONI DI ROCK

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Appuntamento con Speciale di Lezioni Di Rock “in Jazz” dedicato a Woodstock, la madre di tutti i festival che sta per compiere 50 anni, cosa che avverrà esattamente nell’agosto 2019. E se, in tanti anni di LdR, Ernesto Assante e Gino Castaldo più volte sono tornati a parlare di questa straordinaria rassegna che HA CAMBIATO per sempre il modo di proporre la musica dal vivo, hanno scelto di ripercorrere nuovamente i momenti più belli della più grande festa di “pace, amore e musica” attraverso un un nuovo format. Come avrete capito, con musica suonata dal vivo.

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MUSICA SOLIDARIETA’ e PACE: si può fare

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foto di Fulvio Celsi per >> S4C 

Il 19 marzo c’è stata una puntata veramente speciale di Lezioni di Rock nell’Aula magna della Sapienza a Roma, voluta e organizzata dai volontari italiani di P4P People 4 Peace che hanno presentato un video sulle iniziative della Prem Rawat Foundation grazie al quale si riesce a capire il lavoro ‘vero’ di tante persone impegnate nelle aree critiche del mondo dove la fondazione porta cibo e assistenza sanitaria in maniera concreta. E Pace, perchè dove c’è la Pace c’è sviluppo.

Grazie a Gino Castaldo e Ernesto Assante che ci hanno portato per mano in un viaggio incredibile, attraverso la Musica come strumento di impegno sociale e voce guida per il cambiamento. La Musica della generazione passata, che ancora oggi rimane la più importante del nostro secolo, da Bob Dylan a John Lennon, da George Harrison ai più recenti U2.

E poi Jimi Hendrix che rappresenta l’essenza di una intera epoca, che con la sua musica assume una posizione ben chiara in difesa della pace e contro l’ipocrisia della guerra, senza dire una parola.

E ancora i giovani di Woodstock, quelli di Berkeley e quelli della marcia di NY contro la guerra in Vietnam, quei giovani, liberi da ogni condizionamento ai quali noi tutti dobbiamo moltissimo. Invitando tutti a una riflessione su cosa siamo diventati oggi – vi lascio alcuni dei video che abbiamo visto ieri e che riassumono lo spirito della pace ma soprattutto la grande spinta verso la PACE che dovremmo tutti riuscire a trovare nuovamente. E non solo a parole.

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more about “Jimi Hendrix in Woodstock (Aug. 1969)…

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more about “John Lennon “Give peace a chance”

 

 MORE VIDEO:

>>> Da Woodstock ’69 Country Joe McDonald’s “F-U-C-K Cheer “I Feel Like I’m Fixing To Die

>>> U2 “Bad” Live Aid 1985

>>> John Lennon (e Yoko Ono) “Imagine”

WOODSTOCK 40 ANNI

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August 15 -18, 1969
Woodstock Music & Art Fair
Bethel, New York

Ieri all’Auditorium serata di Lezioni di Rock dedicata ai 40 anni del festival più importante di tutti i tempi. A condurre la lezione come sempre i due giornalisti con la G maiuscola, Gino Castaldo e Ernesto Assante, molto preparati e in particolare, ieri, ancor più emozionati per l’argomento. Perchè Woodstock è stato un momento che sicuramente ha segnato e cambiato anche la loro visione delle cose e l’ho capito dall’entusiasmo nei loro occhi mentre ci raccontavano le vicende di quei tre o quattro giorni meravigliosi nel cuore del 1969.

Io non ero nata nel ’69, ma porto dentro di me la memoria tramandata di quell’evento a dir poco ‘perfetto’ da tutti i punti di vista, della musica e dell’organizzazione, che ha regalato al mondo una lezione di pace e unione e ci dimostra che, se le vogliamo, entrambe le cose sono possibili.

Woodstock è diventato un mito perchè rappresenta tutto quello che vorremmo essere. Prima di tutto musicalmente. Ma anche umanamente, liberi e al sicuro, riuscendo a godere in pieno della vita e sentirci uniti in questo. Woodstock rappresenta la voglia di pace espressa dalla massa ma è anche un susseguirsi di eventi ‘naturali’. Perchè naturalmente ‘si è fatto da se’. Potrebbe sembrare una facile allusione ai contorni festosi del festival, la droga prima di tutto, invece è la verità. Il festival infatti pensato per accogliere 70 mila persone, improvvisamente assume una nuova forma, quando in 500 mila si sono visti arrivare ed invadere pacificamente un’intero villaggio nelle campagne di Bethel, nello Stato di New York.

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un giovanissimo Santana – Soul Sacrifice – Woodstock 1969

Gli organizzatori di un festival oggi sanno benissimo che  sarebbe impossibile agire di fronte a variazioni così repentine e giganti come fu per Woodstock l’aumento spropositato di pubblico. Piuttosto si annullerebbe l’evento. Invece a Woodstock si andò avanti in maniera assolutamente naturale, con quel pizzico di incoscienza tipica di quando si è giovani, ma con la consapevolezza di dover proseguire una grande opera. Gli organizzatori, il più anziano di loro aveva 26 anni, hanno dimostrato una grande intelligenza, totale flessibilità e una ampia visione sull’umanità. Quattro ragazzi che hanno cambiato la storia della musica, ma come  giustamente ha sottolineato Assante, la Storia stessa. Oggi con una terminologia contemporanea si direbbe che la ‘macchina organizzativa’ ha funzionato alla perfezione. Per Woodstock invece si deve parlare di Anima, una grande anima che dall’alto della sua importanza e soprattutto della sua modestia, quella dell’artista nei confronti della musica, ancora dopo 40 anni illumina il cammino della musica da seguire ed è giovane e attuale. Credo che lo sarà per sempre..

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 Joe Cocker – A Little Help From My Friends – Woodstock 1969

 

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links

>> WIKIPEDIA Woodstock

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