AVVISTAMENTI: RED HOT + BLUE

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Era l’alba degli anni ’90 del novecento. L’AIDS iniziava a terrorizzare tutti noi e la musica si metteva in gioco per far capire a tutti la gravità della situazione. Perché, diciamocelo, la musica arriva sempre prima. 

In questi giorni che Facebook è ossessionata dalle classifiche dei best-of di qualsiasi cosa, mi è arrivato un flashback direttamente dai miei vent’anni. Ho ritrovato così un disco che avevo del tutto dimenticato, una riscoperta mi ha sorpreso e regalato nuove gocce di felicità. Si tratta di una compilation dal titolo “Red Hot + Blue” e credetemi è una vera chicca che va riportata alla luce perché in pochi sicuramente la ricordano e i più giovani non avranno la possibilità di sapere se nessuno gliene parla [su iTunes solo Store USA].

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Video Review: U2 a Roma. Grazie a voi!

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Senza troppe parole, lasciamo che le immagini raccontino quello che è stato l’evento che ha segnato la settimana appena trascorsa a Roma. 8 ottobre 2010. U2 360° Tour Stadio Olimpico ..

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TRICOLOR in Villa, con una grande sorpresa finale.

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Tricolor, tre colori di una bandiera o tre differenti culture… Se pensiamo a questo progetto, allora il nome è un po’ sottodimensionato. Gioco di parole. Perchè in realtà è stato un concerto di mille colori, quello del 27 luglio scorso a Villa Celimontana per la rassegna Latin Jazz, evento nell’evento. Quattro musicisti straordinari che posseggono il talento unito all’esperienza, la padronanza del linguaggio e insieme la capacità di offrire sempre qualcosa di nuovo. Con un repertorio Brasilian ricco di melodia e ritmo, sono stati veramente interessanti e piacevoli come bere un qualcosa di rinfrescante. La musica volava nell’aria regalando il sorriso a quanti l’hanno saputa ascoltare con il cuore, oltre che con le più regolari orecchie. Potenti, direi. Nell’insieme hanno dato prova di armonica unità, nelle singole improvvisazioni hanno regalato ciascuno momenti da brivido. Michael Rosen, ormai ottimo amico di Roma, ha voluto per questo progetto dei veri numeri uno, come Natalio Mangalavite pianista argentino, o direttamente da Rio il pluripremiato Alfredo Paixao e infine Israel Varela nato a Tijuana in Mexico, prestigioso musicista e grande esperto di ritmiche latine. Vorrei sottolineare la grande emozione regalata da ognuno dei quattro musicisti, in particolare ho trovato un pianista, Natalio Mangalavite, che ormai arriva a toccare il cielo con le dita. Nelle sue mani c’è musicalmente l’intera cultura Latin che lui tramanda con passione, delicatezza ed estrema precisione. Bravo, anzi bravissimo.

Il risultato è stata una serata veramente divertente ed esplosiva e, come se non bastasse assolutamente a sorpresa è salito sul palco il batterista statunitense, Tommy Campbell, a Roma in questi giorni per la registrazione di un disco alla Casa del Jazz per Nicola Mingo, con Antonio Faraò e Marco Panascia. Campbell, artista colossale, è stato riconosciuto dai musicisti tra il pubblico, ed invitato ad eseguire un pezzo con il gruppo. Nel brano il drummer di Philadelphia, ma residente a Tokio, ha dato prova di ‘equilibrismo’ con un assolo suonato incrociando mani e piedi, al contrario e, in pratica, contro le più note leggi della fisica.

>> FOTO DELLA SERATA

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Per il Forum Multimediale un breve video amatoriale della serata

TOM HARRELL, la sua Roma in un disco

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E’ stata una grande emozione vedere una così bella performance prima e parlare con lui dopo. Scoprire che dietro a un musicista perfetto, capace di dosare la sua grande forza come un pennello leggero con cui dipingere immagini di cristallina bellezza, si cela una persona carica di emotività, apparentemente delicata come una farfalla.

Tom Harrell alla Casa del Jazz di Roma il 19 luglio scorso ha veramente stregato tutti con il suo quintetto, in un crescendo musicale di notevole intensità, con un repertorio dedicato a Roma e contenuto nel nuovo disco Roman Nights, notti romane. Per il tempo del concerto l’attenzione del pubblico è stata massima e i tre bis concessi alla fine, oltre al tentativo di richiesta del quarto bis, dimostrano un apprezzamento totale. Nella performance risaltano i suoi tratti più tipici che già conoscevamo come il suo affinato lirismo, la sua inesauribile vena compositiva, la sua generosità verso i musicisti che lo accompagnano, Wayne Escoffery al sax tenore, Danny Grissett al piano, Ugonna Okegwo al basso e Johnathan Blake alla batteria, quattro musicisti di primissimo ordine. Colpisce la compostezza di questa ritmica, che apparentemente rimane in disparte svolgendo per lo più un ruolo di accompagnamento, ma che senza voler strappare l’applauso rivela grandi capacità e costanza nello sviluppo dei temi e nella straordinarietà dei solo. Un ritmo incalzante, quando vuole ricordare la bossa o la ‘dance’ di fine anni settanta, sempre senza esagerare e superando ogni possibile cliché. Così è la musica di Tom Harrell, fonte di ispirazione per moltissimi artisti, anche in Italia. Il suo jazz è melodico anche quando affronta lo swing; è perfettamente impregnato della cultura afroamericana di sempre ma proiettato ai giorni nostri, con il sostegno di una ritmica che si lancia in sound accattivanti e più familiari alla contemporaneità. La tromba diventa lo strumento ideale attraverso il quale Mr. Tom Harrell esprime la sua grande sensibilità e una totale padronanza del linguaggio.

Ho avuto la fortuna di scambiare con lui una battuta alla fine del concerto. Già salendo le scale verso il suo camerino ho provato una grande emozione e nel vedermi davanti a lui ho sentito un vero tuffo al cuore. Impossible astenermi dal fargli ‘la’ domanda che sin dal primo momento avrei voluto chiedergli: … Tom che cosa di Roma ti ha dato l’ispirazione per scrivere un nuovo lavoro e dedicarlo proprio alla mia città?

Tom: “Cio’ che mi ha sempre interessato qui è la cultura in generale e lo stile di vita in particolare. Io seguo con molto interesse i temi legati alla longevità, e ho scoperto che l’olio d’oliva racchiude delle proprietà “antietà” uniche; proprio questo stile di vita in Italia, che io reputo salutare è importante per me, perché quando stai bene con te stesso e in salute allora sei capace di essere positivo anche con il mondo che ti circonda, di conseguenza hai la possibilità di essere più gentile nei confronti di tutti. Inoltre mi sento legato a Roma perché mia madre mi ha sempre detto che nella nostra famiglia c’è qualche radice romana” ….Allora sei uno di noi Tom! Sei un po’ romano anche tu!! Tom: “Oh si!! Sono anche io un po’ romano” (..ridendo di cuore!)

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Questo post è privo di immagini in quanto Tom Harrell ultimamente non desidera essere né fotografato, né registrato, né ripreso in video. Nel rispetto di questa decisione non abbiamo nessun contenuto multimediale per il suo concerto. Ci rimane il bellissimo ricordo di una serata veramente unica e indimenticabile alla Casa del Jazz di Roma.