ATINA JAZZ WINTER DAL 4 AL 6 GENNAIO AD ATINA

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Dal 4 al 6 Gennaio torna Atina Jazz Festival in versione invernale ma con la stesso calore di sempre. Dopo una indimenticabile Notte di San Silvestro torna il Jazz ad Atina. Ingresso a tutti gli eventi è Gratuito

PROGRAMMA al  Palazzo Ducale

4 gennaio ore 21:00
Javier Girotto e Natalio Mangalavite | Estandars
Nuovo CD per due Argentini DOC, Javier e Natalio, compagni di palco da una vita entrambi da Cordoba, ripercorrono in chiave jazzistica il repertorio folkloristico argentino, includendo vari linguaggi musicali, come zamba, chacarera, chamamè, milonga, tango, candombe, ed altro. Un importante contributo alla musica con il chiaro obiettivo dei due compositori di ripercorrere insieme alcune tappe della loro crescita ed evoluzione artistica, partendo proprio dalle comuni origini e tradizioni.

5 Gennaio ore 18:00
Giorgio Ferrera TrioWinterreise
Il Giorgio Ferrera trio nasce nel 2011 per volontà del pianista e compositore Giorgio Ferrera, con l’intenzione di distaccarsi idealmente dai lavori precedenti (Chromosome, Jazz off Collection 2009 – Tour d’Italie, Jazzoff Collection 2010) e di approdare ad una nuova fase compositiva cercando scenari sonori fatti di linee fluide e pulite. Prende così forma il nuovo progetto “Winterreise” che si ispira al famoso ciclo di lieder di Franz Schubert “Winterreise”; registrato presso la Casa del Jazz di Roma.

5 Gennaio ore 18:00 ^ Extra cartellone Atina Jazz ^
Simona Sciacca Quartet *** Osteria al Osteria dei Frati Minori
ore 22 (cena e dopocena) –  La sua predisposizione per il canto la porta a spaziare tra diversi generi musicali, dal pop alla musica leggera, dal canto sacro alla musica popolare al Jazz. Ha prestato la sua voce al cantautore romano Alessandro Mannarino incidendo il brano “La strega e il diamante” nel cd ” Il Bar della Rabbia” e con lo stesso continua costantemente la collaborazione sia nei tour in giro per l’Italia sia nella registrazione dei suoi dischi.

6 Gennaio ore 17:00
GIOCAJAZZ di Massimo Nunzi per bambini di tutte le età con l’orchestra del Maestro Massimo Nunzi. Un Nuovo Disco (ED. Jando Music & Via Veneto Jazz) un divertentissimo progetto per salutare le feste in allegria! Portate i vostri bambini, giocheranno con le note e con l’orchestra … e portate anche il bambino che è in voi.


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ATINA JAZZ
Direzione Artistica Antonio Pascuzzo Vivodimusica
Comunicazione e Social Cristiana Piraino Social PopUp
Produzione Jaco Cecconi
Video maker Marco Nicolai

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#GRAZIE al Comune di AtinaOsteria dei Frati MinoriSotto Le Stelle PiciniscoGemar Balloons, Con la collaborazione di Pro Loco di Atina – “Dr. Carmelo Ferraro”. Con il Patrocinio della Regione Lazio, Con il sostegno della Camera di Commercio di Frosinone

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QUICK PRESS: JAMMIN’ PICCOLO MA GRANDE

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jammin' 2013

Giov. 12.9.2013
JAMMIN’ 2013 – doppio concerto
JUEGO di Natalio Mangalavite & Martin Bruhn
RADIOTRIO” (Marco Siniscalco, Emanuele Smimmo e Enrico Zanisi
Auditorium Parco della Musica
Teatro Studio | h. 21 | €10

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Questa sera secondo ed ultimo appuntamento con Jammin’ rassegna colta organizzata e promossa dal Saint Louis College of Music di Roma insieme alla Fondazione Musica Per Roma. Una rassegna che vorrei definire una vera chicca nel panorama dei grandi eventi romani a cui siamo abituati. Gioiellino confezionato ad arte, nella sua dimensione piccola ed intima è stato capace di portare al pubblico romano Musica di altissimo livello. E non lo dico tanto per ricamare una trama auto-celebrativa, ma lo dico perché è vero. E’ talmente vero che ieri sera, durante il primo giorno di programmazione, il Teatro Studio – appunto la più piccola tra le sale del mastodontico PdM, in coro si è commosso davanti alla bellezza cristallina di un disco appena pubblicato dalla URBAN49 eseguito dalle autrici Lala&Sade, voce e piano, accompagnate dalla BIM String Orchestra.

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Giovedì Jazz del Ducati

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Giov. 30/09/2010
Inaugurazione della stagione 2010-2011
Fabrizio Bosso e Natalio Mangalavite Duo

DUCATI Music Caffè
Via delle Botteghe Oscure, 35
h.22:00 Ingresso libero con consumazione obbl.
Tel 06.68891718
info@ducaticafferoma.com

Il Ducati è  un buon esempio di come, credendo nella musica si puo’ sovvertire l’ordine e riuscire ugualmente a fare i numeri.  Per il secondo anno consecutivo il Ducati Music Caffè, nato qualche anno fa come Concept Restaurant & Lounge Bar offrirà al pubblico la musica Jazz in maniera unconventional in un luogo che poco ha del tipico club di musica dal vivo.

Situato nel cuore di Largo Argentina, non si mescola con il contesto urbano che lo circonda, caratterizzato dalle rovine dell’antica Roma con i suoi gatti residenti o la storica Via delle Botteghe Oscure, dove epoche diverse  hanno lasciato il proprio segno. Riconoscibile invece per gli arredi dal design ricercato e ultramoderno, è per lo più frequentato da turisti di passaggio, almeno fino a quando lo scorso inverno ha cominciato a proporre musica dal vivo, spinto a farlo dal positivamente caparbio art director Riccardo Manenti (nella foto, ndr.) che ha visto nel Ducati delle grandi potenzialità  di sviluppare un progetto in cui la musica, rigorosamente suonata bene e dal vivo, rappresenta la caratteristica principale mentre l’ottima accoglienza diventa l’elemento distintivo. Dal 30 settembre, giorno di inaugurazione della stagione 2010-11, ci sarà un appuntamento fisso con il Jazz tutti i Giovedì, con un cartellone che si presenta decisamente interessante.  Per iniziare un signor trombettista Fabrizio Bosso, con un altrettanto illustre pianista Natalio Mangalavite. E’ proprio  questo spirito di conquista a rendere degno di nota il Ducati che, pur sapendo di non poter essere annoverato ancora  tra i club romani storici, dimostra attraverso una programmazione che va a toccare alcune delle nicchie più inesplorate del jazz contemporaneo, una notevole propensione a una pulsione di sana competitività.  Ottimo e raffinato anche il Menu’

PROGAMMAZIONE dei GIOVEDI JAZZ

30/09 Fabrizio Bosso Natalio Mangalavite Duo
7 /10 Karri Luhtala 
14/10 Federico La Terza World Dream
21/10 Daniele Bonaviri
28/10 Elisabetta Antonini Trio
4/11 Michael Rosen
11/11 Antonella Vitale
18/11 Ettore Fioravanti
25/11 Fabio Mariani

TRICOLOR in Villa, con una grande sorpresa finale.

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Tricolor, tre colori di una bandiera o tre differenti culture… Se pensiamo a questo progetto, allora il nome è un po’ sottodimensionato. Gioco di parole. Perchè in realtà è stato un concerto di mille colori, quello del 27 luglio scorso a Villa Celimontana per la rassegna Latin Jazz, evento nell’evento. Quattro musicisti straordinari che posseggono il talento unito all’esperienza, la padronanza del linguaggio e insieme la capacità di offrire sempre qualcosa di nuovo. Con un repertorio Brasilian ricco di melodia e ritmo, sono stati veramente interessanti e piacevoli come bere un qualcosa di rinfrescante. La musica volava nell’aria regalando il sorriso a quanti l’hanno saputa ascoltare con il cuore, oltre che con le più regolari orecchie. Potenti, direi. Nell’insieme hanno dato prova di armonica unità, nelle singole improvvisazioni hanno regalato ciascuno momenti da brivido. Michael Rosen, ormai ottimo amico di Roma, ha voluto per questo progetto dei veri numeri uno, come Natalio Mangalavite pianista argentino, o direttamente da Rio il pluripremiato Alfredo Paixao e infine Israel Varela nato a Tijuana in Mexico, prestigioso musicista e grande esperto di ritmiche latine. Vorrei sottolineare la grande emozione regalata da ognuno dei quattro musicisti, in particolare ho trovato un pianista, Natalio Mangalavite, che ormai arriva a toccare il cielo con le dita. Nelle sue mani c’è musicalmente l’intera cultura Latin che lui tramanda con passione, delicatezza ed estrema precisione. Bravo, anzi bravissimo.

Il risultato è stata una serata veramente divertente ed esplosiva e, come se non bastasse assolutamente a sorpresa è salito sul palco il batterista statunitense, Tommy Campbell, a Roma in questi giorni per la registrazione di un disco alla Casa del Jazz per Nicola Mingo, con Antonio Faraò e Marco Panascia. Campbell, artista colossale, è stato riconosciuto dai musicisti tra il pubblico, ed invitato ad eseguire un pezzo con il gruppo. Nel brano il drummer di Philadelphia, ma residente a Tokio, ha dato prova di ‘equilibrismo’ con un assolo suonato incrociando mani e piedi, al contrario e, in pratica, contro le più note leggi della fisica.

>> FOTO DELLA SERATA

Vodpod videos no longer available.
Per il Forum Multimediale un breve video amatoriale della serata

UN POPOLO CHE SCOMPARE E’ UNA FERITA PER LA TERRA

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Mart. 23/02/2010
NUKAK MAKU’ “Io esisto”

parole e musica per un popolo in via di estinzione
i grandi nomi del jazz e le voci del teatro
in una serata dedicata al popolo Nukak

Circolo degli Artisti
Via Casilina Vecchia, 42
h. 21.00  8,00 €

Massimo Nunzi presenta, coordina e suona con
i mucicisti:
Javier Girotto, sax
Natalio Mangalavite, pianoforte
Enrico Zanisi, pianoforte
Emanuele Smimmo, batteria
Lorenzo Feliciati, basso
Alessandro Gwiss, pianoforte
Alvaro Startua, voce
Reciteranno alcuni brani gli attori:
Marcello Mazzarella, Lucia Bendia e Alessandro Tiberi

I Nukak Makù sono un popolo indigeno millenario che vive nella selva colombiana. Sfollati dai loro territori a causa del conflitto armato e decimati dalle malattie, oggi vivono relegati in accampamenti privi di ogni servizio di base. Per questo i Nukak sono a rischio d’estinzione. L’incasso della serata organizzata dal musicista e compositore Massimo Nunzi e promossa dall’Associazione A Sud, sarà interamente devoluto al progetto di assistenza sanitaria al popolo Nukak Makù.

 

intervista a Javier Girotto

“”Ogni popolo che scompare è una grave ferita per la vita, riduce la vita e lascia posto alla sopravvivenza. Ogni volta che si estingue una specie, l’uomo si avvicina alla propria estinzione“” sono parole tratte dal “Testamento del Popolo U’wa” della Colombia, che alla fine degli anni ’90 minacciò il suicidio di massa se fossero proseguite le ricerche di petrolio nel loro territorio. Gli U’wa consideravano il petrolio il sangue della terra e in questa circostanza, per loro nefasta, diffusero il testamento come monito alle future generazioni. Il solo pensiero fa rabbrividire e anche se siamo lontani geograficamente, è impossibile non sentire amore e solidarietà verso questi esseri umani. Abbiamo chiesto a Javier Girotto, sassofonista argentino, di spiegarci cosa si prova in più davanti a un simile episodio, perchè anche lui viene da quella parte del mondo.

ROMALIVE: Javier, la tua presenza alla serata dedicata al popolo colombiano dei Nukak Makù è significativa in quanto essendo argentino rappresenti questa parte del mondo, da dove arriva la richiesta di aiuto.  Qual è il messaggio principale che vuoi trasmettere attraverso la tua presenza e la tua musica?

JAVIER GIROTTO: Non conosco bene la situazione del popolo Nukak Maku’ anche se vedendo le fotografie mi ricordo di averli visti in qualche documentario o in altre occasioni di solidarietà. Io stesso mi dedico e seguo le travagliate vicende di molte popolazioni che da anni sono costrette a vedere annullati i propri diritti e ad avere la dignità calpestata nella negazione dei loro usi e costumi. La maggior parte sono popoli che vivono in armonia con l’ambiente circostante all’interno di Comunità che cercano di proteggere dalle insidie dell’esterno. Ad oggi l’ONU e gli enti mondiali preposti si muovono con lentezza e spesso con disinteresse e quindi dobbiamo fare almeno noi occidentali qualcosa per portare a conoscenza dell’opinione pubblica il loro dramma e far comprendere allo stesso tempo la bellezza della loro esistenza. Le persone qui vanno a vedere Avatar al cinema, ma basta guardare popoli come i Nukak Maku’ per ritrovare in loro tutto ciò. 

ROMALIVE: Nella vostra storia nazionale esistono esempi di “sterminio” e immagino che in qualche modo tu possa capire ancora di più una simile vicenda.

JAVIER GIROTTO: Sì, anche in Argentina ci sono tantissime comunità minori come i mapuche, araucanos, quechua, che non trovano il loro spazio perchè i vari governi hanno tolto loro le terre che gli appartenevano da secoli e adesso sono relegati in piccoli fondi con terreni difficili da coltivare perchè posti in zone impervie e aride. Inoltre sono trattati con indifferenza e totalmente abbandonati. Quando Massimo Nunzi mi ha chiamato per questa serata mi è piaciuta l’idea perchè almeno così posso testimoniare il mio interesse verso queste problematiche e lo ringrazio fin da ora per aver pensato a me in un evento di solidarietà. Quando mi è possibile io partecipo sempre a queste iniziative anche con Amnesty International e altre associazioni di volontariato per aiutare il più debole o l’emarginato, o  semplicemente aiutare dove c’è bisogno.

ROMALIVE: E noi cosa possiamo fare per essere ancora più vicini a questa popolazione colombiana?

JAVIER GIROTTO: Partecipare il 23 sera insieme noi! Venire al concerto sarà un contributo enorme per un’iniziativa nata, si può dire, tra amici. Ringrazio ancora Massimo e l’Associazione a Sud che hanno questa grande coscienza civile e solidale. Al concerto probabilmente la questione del popolo Nukak Maku’ sarà descritta con maggiori dettagli, perciò coloro che saranno con noi quella sera potranno approfondire la storia di questa comunità e con la loro presenza aiutare ad aumentare i fondi che saranno devoluti interamente a questa popolazione colombiana. In cambio offriremo la nostra musica .. per cui vi aspettiamo. 

CONTAMINAZIONI all’Alexanderplatz

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Giov. 1|10  e Ven. 2|10|2009
OPENING della STAGIONE
Alexanderplatz Jazz Club
Via Ostia, 9 tel. 06 39742171
Ingresso con tessera associativa
aperto dall 20:30 concerti dalle h.  22:00

con il concerto di

Fabrizio Bosso & Javier Girotto 
LATIN MOOD

Fabrizio Bosso  tromba
Javier Girotto  sax soprano, baritono
Natalio Mangalavite  piano
Luca Bulgarelli  
contrabbasso
Lorenzo Tucci
batteria
Bruno Marcozzi percussioni

Latin Mood, guidato dal duo Fabrizio Bosso e Javier Girotto, apre la stagione dell’Alexanderplatz il locale di Roma entrato nella classifica dei migliori locali jazz del mondo, stilata dall’autorevole rivista musicale statunitense Down Beat.

Il quintetto italo-argentino rappresenta l’incontro di diversi generi che dialogano in perfetta sintonia attraverso il linguaggio del jazz. Insieme a Bosso e Jirotto, cui il talento è indiscutibile, ci sarà Natalio Mangalavite, pianista argentino, pieno di anima che generosamente condivide con il pubblico mentre suona. E ancora Luca Bulgarelli al contrabbasso, Lorenzo Tucci alla batteria e Bruno Marcozzi alle percussioni. Un insieme di grandissimi musicisti che presenta un repertorio latin con una attenzione particolare per il tango.


Latin Mood (foto di roberto panucci)

Nel repertorio brani originali di Girotto, Mangalavite e Bosso e alcuni tra i brani più consacrati della musica latino-americana, come la poetica Quizàs, quizàs, quizàs del cubano Osvaldo Farrés e ancora Volver di Carlos Gardel e Alfredo Le Pera.

Questo concerto, che si ripeterà il giono seguente, apre una nuova stagione per l’Alexanderplatz che metterà in primo piano le contaminazioni del jazz derivanti dall’incontro con i diversi generi dell’universo musicale.

FEEDBACK: Norma Beatriz Santillo 13/8/09

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foto: robertopanucci.it

Ecco un concerto diverso e unico. Il nome dell’evento stesso preannunciava ciò che è accaduto. E’ stato proprio ‘Algo Diferente’  – qualcosa di diverso – per contenuti e per la  musica stessa, la sua qualità elevata, o forse per le volte in cui mi sono veramente emozionata e con me la platea di una Villa Celimontana stracolma.

Ieri sera 13|08|09 a Villa Celimontana Norma Beatriz Santillo, cantante argentina, ha interpretato Tango con grande bravura e sentimento. Attraverso i racconti con i quali ha introdotto ogni pezzo ho  compreso meglio il genere che fino a ieri per me, come credo per molti, era legato più al ballo che alla musica. La moda del Tango oggi dilaga anche in Italia ma quanti conoscono fino in fondo la storia della Cancion? Norma Santillo ci ha fatto ‘assaporare’ il Tango e ha raccontato un po’ di storia di un popolo, la sua decadenza e la rinascita, in un continuo ed incessante alternarsi di vita e passioni. Ogni brano racconta un fatto e ne dipinge, attraverso i dettagli, gli aspetti più emotivi. L’amore è il filo conduttore ed il principio di quasi ogni storia. Struggente e decadente come in Que falta que me haces, canto all’amore perduto o allegro e sbarazzino come nelle due Milonga che Norma ha interpretato in modo perfetto ieri sera.

Tra i brani in scaletta Malena scritto dal regista Homero Manzi, e musicato da Lucas Demare, come pure Milonga Sentimental, che sono tra i brani più significativi della tradizione tanguera.  E poi l’incredibile ma semplice Balada para un loco composta da Astor Piazzolla e Horacio Ferrer nel 1969, un brano di grande potenza che all’epoca segnò la rottura con la tradizione precedente e oggi rappresenta una pietra miliare del Tango cancion. Con la Balada del loco, la cantante argentina, che oltre a cantare Tango recita con una compagnia teatrale, ha dimostrato ottime doti interpretative, in un  brano a metà tra canzone e recitazione.
 
La musica non è arrivata seconda e ci ha offerto emozioni forti. Come quelle che ci ha ragalato Natalio Mangalavite, che al pianoforte ha diretto l’ensemble e ha arrangiato tutti i brani del concerto. Natalio – è molte cose – ma sicuramente è il Tango, nelle sue mani c’è la tradizione e la storia di questo genere pieno di pathos. Toccato dalle sue mani infatti il pianoforte si anima e invita a riflettere sulla vita. Juan Carlos El Cubanito, violino e armonica, che già ho potuto ascoltare in diverse formazioni, e che ha sostituito Michele Ascolese alla chitarra, ha dimostra grande versatilità e conoscenza dei diversi linguaggi musicali. Elevatissima inoltre la sua capacità di improvvisazione con entrambi gli strumenti. Meraviglioso anche il violoncellista Piero Salvatori che porta nelle sue corde la scuola della classica e riesce ad essere per questo (praticamente) perfetto. Ottimo anche l’arrangiamento per il bandoneon che grazie alla bravura di Davide Precetto ha ricreato l’atmosfera del barrio argentino.

Norma ha concluso il concerto con un brano autobiografico Renacer, un dolcissimo tango composto dalla stessa cantante che racconta di una perdita in un momento difficile e della rinascita verso la sua nuova vita e verso nuovi amori.

 

Il Disco

Non perdete il suo disco appena uscito ‘Algo Diferente’ che Norma ha presentato ieri sera alla fine del concerto, contiene tutti i brani che abbiamo ascoltato ieri sera e le parole del brano autobiografico Renacer.

(Per acquistare il disco contattare romaliveventi@gmail.com)

MALENA (Demare-Manzi 1941)
QUE FALTA QUE ME HACES (Caló, Pontier, Silva 1943)
CAFETIN DE BUENOS AIRES (Mores – Discepolo 1948)
NADA (Dames-Sanguinetti 1944)
EL DIA QUE ME QUIERAS (Gardel-Le Pera 1935)
EL ULTIMO CAFE (Stamponi-Castillo 1963)
QUE TANGO HAY QUE CANTAR (Juárez-Castaña 1986)
LOS PAJAROS PERDIDOS (Piazzolla-Trejo 1973)
VIDA MIA (O.Fresedo-E.Fresedo 1933)
EL CORAZON AL SUR (Blázquez-Blázquez 1976)
CHAU NO VA MAS (V.Expósito-H. Expósito 1974)
BALADA PARA UN LOCO (Piazzolla-Ferrer 1969)

 

Approfondimento

Balada para un loco, brano composto da Astor Piazzolla e y Horacio Ferrer nel 1969, che all’epoca segnò la rottura con la tradizione precedente e oggi rappresenta una pietra miliare del nuovo Tango cancion.
Il tema fu presentato per la prima volta al Festival de Buenos Aires de la Canción y la Danza en el Luna Park nel ’69. Alla fine della performance nel pubblico fu diviso in due, tra coloro che ritenevano che questo non era il tango, e chi invece vedeva una nuova maniera di interpretare il genere. Per evitare che Balada para un loco  vincesse il festival – dato che tutto portava a crederlo, gli organizzatori misero insieme una giuria popolare, che finì per modificare la  la decisione della giuria internazionale, composta tra gli altri da Vinicius de Moraes, Chabuca Granda, e premiò un tango chiamato Hasta el último tren cantata da Jorge Sobral.

Lo scandalo fece ‘bene’ al brano che il giorno seguente uscì nei negozi come singolo. La città fu subito invasa da pupazzi con un melone in testa, così come recitava la canzone e un mese dopo il brano fu registrato da Roberto Gonyeneche illustre cantor de tango dell’epoca.

Nello scrivere questo pezzo, gli autori furono influenzati dal film Rey por Inconveniencia, diretto dal regista Phelippe de Broca, che narra la storia un ospedale psichiatrico abbandonato durante la Seconda Guerra Mondiale nel quale i ‘matti’ diventano i proprietari.  

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