NEW CD: Paolo Recchia ‘Ari’s desire’

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COMUNICATO STAMPA

Il nuovo album di Paolo Recchia, maggio 2011 – Via Veneto Jazz

Paolo Recchia sax contralto
Alex Sipiagin tromba e flicorno
Nicola Angelucci batteria
Nicola Muresu contrabbasso

In cantiere già dal 2008, l’idea di questo disco, come molti altri dischi del genere, era nata grazie all’esperienza dei live, a piccole gigs, registrazioni e tutte quelle situazioni musicali che un qualsiasi jazzista vive e sperimenta nel corso della propria carriera. Oltretutto, vista l’ottima uscita del precedente, nonché esordio discografico, Introducing Paolo Recchia feat. Dado Moroni, i presupposti per un buon disco c’erano tutti: la solida presenza di Nicola Angelucci (batteria) e di Nicola Muresu (contrabbasso); il tutto suggellato dalla prestigiosa firma di Alex Sipiagin, che oltre alla volontà di partecipare a questo progetto, espressa dopo aver assistito a un concerto di Recchia all’Alexander Platz di Roma, aveva deciso anche di prendere parte alle date del suo tour italiano.

Sarebbe stato sicuramente un ottimo disco, non unico però. A renderlo tale è stato un evento eccezionale nella vita di Paolo, qualcosa che “ha fatto cambiare le genesi dei miei brani, la direzione delle mani sullo strumento e il suono di ogni singolo giorno della mia vita, ovvero, la nascita della mia famiglia”. Il titolo dell’album, infatti, prende il nome da un brano originale, Ari’s desire, dedicato a sua moglie che lo ha reso di recente padre per la prima volta.

“Ascolto questa musica con il sorriso sulle labbra. La maggior parte dei musicisti riesce a raggiungere un livello musicale per cui diventano buoni imitatori ed esecutori. Ce ne sono alcuni però che passano a un livello successivo, trasformando le informazioni assimilate con lo studio in un linguaggio ed in un suono personale. Paolo appartiene alla seconda categoria”. Queste alcune delle parole spese da Rick Margitza nei confronti di Paolo Recchia, talento emergente del sax alto.

Legato fedelmente alla tradizione (Coltrane, Rollins, etc.), Paolo Recchia opera da un lato precise e coraggiose scelte stilistiche proponendosi di ripercorrere, con originalità e intelligenza interpretativa, alcuni capolavori del jazz, dall’altro cavalca con estro e sensibilità la sua vena compositiva offrendo brani originali, intimi e ricchi di spunti free. A tutto questo va aggiunta la forza deflagrante di Sipiagin che arricchisce la sonorità del trio, aggiungendo prezioso spessore ed enfasi a un progetto già collaudato e che avrà modo di riconfermarsi nei numerosi concerti in programma.

TOUR 2011 special guest Alex Sipiagin

12/13/14 maggio Roma – Alexanderplatz Jazz Club
16 maggio La Spezia – NH Hotel
17 maggio Torino – Jazz Club Torino
20 maggio Campobasso – Young DLF Campobasso
21 maggio Latina – Living Bar
22 maggio Sperlonga – Baia Azzurra a go go
07 agosto Lido di Fondi – Sotto le stelle del Jazz

Paolo Recchia Trio
P. Recchia , P. Ciancaglini , N. Angelucci

UFFICIO STAMPA
Maurizio Quattrini 338.8485333
maurizioquattrini@yahoo.it

Guido Gaito 329 0704981 06 43416552
guido@gaito.itwww.gaito.it

BOOKING
Cristiana Piraino
Romalive Jazz Management
cristiana.piraino@gmail.com
www.romalivejazz.com
+39 3384772469

Tuscia in Jazz .. arrivederci a Luglio

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nella foto di Daniele Rotondo A.Bassi, sx, P.Matino e F.Boltro, dx

>> PROGRAMMA TUSCIA IN JAZZ 2011

Che bel festival.. Bravo Italo e ottima l’organizzazione in generale. Ci siamo divertiti e abbiamo ascoltato grande musica, condiviso soprattutto tante emozioni. Ci siamo spostati come una carovana festosa seguendo gli eventi del cartellone e, proprio come dovrebbe essere sempre, la musica ci ha uniti profondamente, musicisti e pubblico insieme hanno fatto un unico incredibile spettacolo. Il Tuscia Jazz Festival, nella sua versione primaverile-pasquale a Ronciglione, ha regalato 4 giorni di jazz di primissima qualita’ e si conferma come il festival che piu’ di altri incarna uno dei valori fondamentali del genere, ovvero la capacita’ di mettere al centro di tutto l’improvvisazione e di unire musicisti nel momento in cui suonano.

Anche i musicisti piu’ esperti, sono stati messi alla prova, totalmente superata, direi.. Nell’ultima giornata, il 25 aprile (per la cronaca Pasquetta), l’organizzazione ha invitato tutto il pubblico del Tuscia ad una divertente grigliata jazz. Tra salsiccie e standard e’ volato via un pomeriggio delizioso, durante il quale abbiamo consolidato le nostre relazioni e brindato (piu’ volte) in nome della musica, nell’attesa della serata di chiusura della rassegna. E che serata, con performance che difficilmente dimentichero’. Prima Flavio Boltro, Aldo Bassi e Pippo Matino hanno infiammato gli animi con un repertorio fatto di loro pezzi originali e qualche standard scelto con grande cura, poi Domenico Sanna, Marco Valeri e Giorgio Rosciglione hanno ospitato nel loro consolidato trio il grande Rick Margitza, un enorme sassofonista che non necessita di presentazioni ..

Anche in Vietnam “The times they are a changin'”

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Anche in Vietnam "The times they are a changin'" by cristiana.piraino

Mancano poche ore all’inizio del concerto di Bob Dylan a Ho Chi Minh City, nuovo nome di Saigon. Oggi, 10 aprile 2011 il menestrello del rock si esibirà all’interno dell’università della città Vietnamita. L’evento è di per se pieno di significato considerando che Dylan, leader ideologico del movimento pacifista alla fine degli anni ’60, si opponeva alla guerra del Vietnam e che con un brano come Blowin’ in the Wind ha regalato al mondo un vero e proprio manifesto del pacifismo.

Arriva da Pechino dove nel concerto di tre giorni fa alcuni pezzi sono stati censurato. Brani simbolo come “The Times They Are a-Changin'” e “Blowin’ in the Wind” sono stati considerati troppo ‘pericolosi’ per l’attuale governo cinese. A me viene da dire peccato per la Cina, ha perso un’altra buona occasione. Ma non io di riascoltarmela..

Vodpod videos no longer available.

Bob Dylan – The times they are a changin’, posted with vodpod

Dylan oggi si esibirà all’interno della Università, in un contesto che potrebbe essere interessante se metterà a confronto due generazioni, di chi ha vissuto la guerra e gli attuali giovani. Gli gli organizzatori vietnamiti sperano che questi ultimi possano raccogliere l’eredità così grande di Dylan e comprendere quanto il cantautore ha fatto per la musica.

In rete girano varie informazioni sull’evento e la più gettonata è la notizia del costo elevato del biglietto, 900 mila dong, equivalente secondo i parametri vietnamiti ad uno stipendio medio. Tutto sommato i circa 30 € del costo del biglietto a noi non sembrano molti e, secondo parametri occidentali non sembrano neanche sufficienti alla macchina organizzativa per coprire i costi, ovviamente tutto è relativo. Aspettiamo di vedere come andrà il concerto. Peccato non essere presenti oggi a Saigon..

ALDO BASSI QUARTET al Gregory’s

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ALDO BASSI QUARTET  al Gregory's di Roma by cristiana.piraino

Sab. 9.4.2011 ALDO BASSI QUARTET
Gregory’s Jazz Club
Via Gregoriana 54/a
vicino P.zza di Spagna
Ingresso gratuito
Possibilità prenotare tavoli cena e/o concerto
TEL: 06 679 6386

ALDO BASSI QUARTET
Aldo Bassi,tromba
Alessandro Bravo,piano
Stefano Nunzi, contrabbasso
Alessandro Marzi batteria

Aldo Bassi Quartet nasce nel 1998 dall’esigenza del trombettista jazz e compositore Aldo Bassi di dare vita a un repertorio di suoi brani originali. Il quartetto ha già realizzato tre album – Distanze nel 1999 e Muah! nel 2004, con la presenza nel disco del sassofonista Rick Margitza. Nel 2010 ha pubblicato New Research, terzo e atteso album del quartetto che comprende 8 brani orginali di Aldo Bassi. Per questa pubblicazione si è deciso di affidare l’esclusiva della distribuzione a Believe Digital, leader europeo della distribuzione digitale, segnando un importante passo verso l’adattamento del mondo del jazz ai nuovi processi di vendita e distribuzione sul web.

Con una ritmica che negli anni è cambiata, per esigenze compositive, la formazione iniziale includeva Enrico Bracco alla chitarra, Stefano Cantarano al basso, Alessandro Svanpa alla batteria, successivamente Pino Iodice al piano, Ganluca Renzi al basso e Pietro Iodice alla batteria, il quartetto ha sempre mantenuto alto il livello qualitativo e perfezionato lo stile. Proprio con questo ultimo lavoro New Research si arriva a percepire una crescita nella scrittura e una profonda maturità raggiunta dal compositore nell’affrontare le tematiche e a svilupparne le trame. Una raffinatezza di fondo è l’amalgama dei musicisti Alessandro Bravo al pianoforte, Stefano Nunzi al contrabbasso e Alessandro Marzi alla batteria, che insieme ad Aldo Bassi, alla tromba e flicorno sono oggi ALDO BASSI QUARTET.

In una situazione live ABQuartet presenta un repertorio di brani tutti originali tratti dai vari album realizzati in particolar modo, per il tour 2010, dall’ultimo lavoro New Research che stilisticamente si accosta sia al genere europeo che a quello americano, seguendo le trasformazioni che il jazz ha vissuto negli ultimi anni. Nei brani sono frequenti tempi dispari e poliritmie, mentre armonie e melodie attingono alla familiarità della musica classica. L’improvvisazione rimane l’elemento forte che completa il “sound” del gruppo capace di regalare dal palco grandi emozioni al pubblico per l’elevato livello di interplay scaturito da una lunga e ormai consolidata collaborazione.

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INFO & BOOKING
http://www.romalivejazz.com
cristiana.piraino@gmail.com

DANIEL MELINGO, L’UOMO DELLA NUOVA FRONTIERA PORTEÑA

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Daniel MILINGO by cristiana.piraino

Giov. 31.3.2011 MELINGO in concerto
Tango Cancion
Teatro Studio
Auditorium Parco della Musica
Viale de Coubertin Roma
Posto unico: 15.00 €  h.21:00
Biglietteria 892982

Daniel Melingo voce, chitarra, clarinetto
Rodrigo Guerra chitarre, oud, trombone, sega
Romain Lécuyer contrabasso
Manolo Cedron bandoneon
Diego Trosman chitarra

Aprendo la pagina del suo sito colpisce molto la frase Melingo no està loco. No, non è pazzo. E’ un musicista, un tanguero, un bohemien argentino, uno di quegli Artisti, come la leggenda vuole che siano; poeta che si danna nei bassifondi dell’anima, spinto a vivere con arte anche al di fuori della performance, come se la  vita fosse il palcoscenico. E’ lui uno degli  ultimi in questo mondo di musicisti scienziati più che artisti? Sicuramente una qualche forma di follia dà vita ai suoi tanghi, la stessa vena artistica che ha creato il personaggio e prima ancora l’uomo. E ancora citandolo, nella perfetta definizione di se stesso, dice:  Para ser Melingo hay que caminar por la calle olfateando la poesía como un perro de presa. Hay que bailar como un látigo y cantar como una cicatriz. [trad: Per essere Melingo devi camminare per strada fiutando la poesia come un segugio. Devi ballare come una frusta e cantare come una cicatrice].

In mezzo al fumo dei locali di Buenos Aires si è sempre trovato a suo agio e  per capire fino il fondo il tango è qui che dobbiamo arrivare con il pensiero e possiamo farlo, attraverso la sua voce profonda o leggendo tra le righe della sua grande personalità. E’ lui che ha dato una nuova connotazione al tango cancion più tradizionale e fondamentale per la cultura stessa del tango. Nel sottolineare, come più volte verrà detto di lui, che nella sua essenza sono presenti tracce evocative di altri artisti enormi come Tom Waits o il cantautore italiano Piero Ciampi purtroppo scomparso nel 1980, mi chiedo dunque se esista un’elite di artisti completamente immersi nella propria forma d’arte che allo stesso tempo diventa il vissuto, per tutti ugualmente ‘difficile’ e volutamente portato ai livelli più profondi dell’anima dove la sofferenza è spiritualità e allo stesso tempo ispirazione, dove la creazione finale restituisce l’immagine del dolore e della verità, che rendono grande chi ne fa tesoro. In questa elite va annoverato anche Daniel Melingo. Verrà a riportare ordine, mi auguro, in un’Italia dove la passione – quella del tango – è stata ridotta a disciplina sportiva, dove danzare è solo un modo per passare il tempo o per sentirmi meno soli.

Vi presento LUCA NOSTRO, nuova penna di Romalive.biz

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Vi presento LUCA NOSTRO, nuova penna di Romalive.biz by cristiana.piraino

Nuova penna di Romalive.biz LUCA NOSTRO, per ‘indole’ è un bravissimo chitarrista e compositore, anche lui nasce a Roma in una tiepida giornata del giugno 1971. Tuttora vive a Roma, anche se in realtà la capitale è piuttosto la base di partenza e di ritorno dalle sue numerose avventure. WEB myspace.com/lucanostro 

STUDIARE

Diplomato al liceo classico e laureato alla Luiss di Roma in Giurisprudenza con indirizzo economico, frequenta per due anni la Facoltà di filosofia alla Sapienza di Roma. [ndr.. ben presto però capisce che la sua strada è tutt’altra]

Il suo rapporto con la musica comincia con il pianoforte, che studia dall’età di 10 anni, suonando anche in una piccola orchestra diretta da uno dei maestri del coro della Cappella Sistina. In seguito passa alla chitarra, cominciando a studiare chitarra classica e poi chitarra moderna. Nel 1998 si diploma all’Università della Musica, specializzandosi in jazz con Fabio Zeppetella. Studia anche con Ramberto Ciammarughi e, tra gli altri con Umberto Fiorentino, Massimo Moriconi Giovanni Tommaso, Danilo Rea, Maurizio Giammarco, Rosario Giuliani, Fabrizio Sferra, Andrea Avena e Roberto Spadoni. Partecipa a numerosi seminari sull’improvvisazione. [insomma.. Luca ha avuto dei grandissimi maestri e alcune guide ‘spirituali’]

SUONARE

[ndr: se avete la cena sui fornelli, vi consiglio di spegnere tutto prima di leggere quante cose ha fatto Luca]

  Come musicista si esibisce in varie formazioni (dal jazz, al pop, alla classica, alla bossa nova, fino al soul e Rhythm ‘n’ Blues) sia a proprio nome che di altri. Ha collaborato, tra gli altri con, Donny McCaslin, Dan Weiss, Francois Moutin, Antonio Sanchez, Scott Colley, Mark Turner, Johnathan Stockhammer, David Moss, Lilli Greco, Mariano Rigillo, Roberto Cecchetto, Flavio Tanzi, Antonio Caggiano, Michael Rosen, Massimo Moriconi, Aldo Bassi, Luca Bulgarelli, Maurizio Giammarco, Paolo Ravaglia, Antonio Caggiano, Johnatan Kane, Sandro Deidda, Susanna Stivali, Umberto Forentino, Tassili Bond, Rhys Chatham, Glenn Branca, Slawomir Kurkiewicz, Radek Nowicki, Marcela Szurkalo, Pablo Moyano, Francesco Puglisi, Stefano Cantarano, Cristiano Lui, Massimo Fedeli, Riccardo Pellegrino, Cristal White, Renato Serio, Andy Gravish, Sandy Muller, Alessandra d’Andrea, Nicola Angelucci, Carlotta Proietti, Lorenzo Feliciati, Claudia Arvati, Michael Supnik, Massimo Davola, Andrea Avena, Fabrizio Cardosa. Come compositore ha collaborato spesso con artisti visivi e attori di teatro quali Mino Trafeli, Ilir Zefi, Stefano Tonelli, Fabiana Yvonne Lugli, Luigi Mezzanotte e Carlo Ragone.

 Si è esibito in alcuni tra i più importanti clubs e teatri d’Italia, come la Casa del Jazz e l’Ambra Jovinelli a Roma e il Blue Note a Milano, e all’estero, come il Teatr Wytwornia a Varsavia.

 A New York registra, nello studio Systems Two di Brooklyn, un cd con otto brani di sua composizione con Donny McCaslin al sax tenore, Francois Moutin al contrabbasso e Dan Weiss alla batteria (Luca Nostro NYC Unser Quartet, Ulrich, Orkaan Music + Art Productions, Gema 2007), trasmesso e recensito in varie radio (TVN Warszawa, Anima Jazz, SBS Radio etc.) e riviste (Jazzwise e Chitarre) e presentato anche all’estero (Teatr Wytwornia, Varsavia).

 Con lo Sprachspiel Quintet partecipa al Festival Summer Jazz Days a Varsavia.

 Insieme al pianista Emilio Merone, registra a New York un cd con 8 brani originali insieme a Scott Colley e Antonio Sanchez (Emilio Merone/Luca Nostro SYS2 Quartet, Element, pubblicato dal Saint Louis Jazz Collection).

 Su invito dell’Istituto Italiano di Cultura di Varsavia partecipa, con la sua composizione Burj Babil Tones per chitarra e live electronics dedicata al tema della Torre di Babele e alla traduzione, alla Giornata Europea delle Lingue a Varsavia in rappresentanza dell’Italia, con il contributo del filosofo Guido Traversa e la partecipazione dell’attrice Parolina Dafne Porcari.

 Partecipa al tour di Sandy Muller, cantante e autrice italo-brasiliana (Sandy Muller, Universo-Sony 2006) insieme a Claudio Pezzotta, Emilio Merone, Guerino Rondolone, Mauro Colavecchi, per il nuovo album Linha del 2007.

 Partecipa, suonando anche il banjo, allo spettacolo musicale Jazz Amore, composto da Francesco Pascarito (Rai), con cui si esibisce al Teatro Verdi di Padova e al Messapia Jazz Festival nel Salento.

 Partecipa, come chitarrista allo spettacolo “Sono un uomo di Tango” sulla vita di Astor Piazzola, prodotto dalla Spe Spettacoli, con gli attori Mariano Rigillo e Anna Teresa Rossini, il bandoneonista e fisarmonicista Cristiano Lui e i ballerini argentini Marcela Szurkalo e Pablo Moyano.

 Registra a New York il disco Incipit di Govinda e Ananda Gari, con Mark Turner e Gabriele Pesaresi.

 Nel 2008 entra a far parte del progetto Sign of Sound, della pittrice performer Fabiana Yvonne Lugli, cui partecipano anche la vocalist Susanna Stivali e i danzatori Djassi Di Costa Johnson (Momix), Andrea Cagnetti (Ars Movendi), Fabia Pulcini e Barbara Berti, e la fotografa Cinzia Carbonelli.

 Dal 2009 con il suo trio suona, in un progetto dedicato alle grandi cantanti femminili (Cesaria Evora, Mercedes Sosa, etc) con la cantante Eleonora Bordonaro.

 In ambito pop collabora come compositore e chitarrista con Kavi Pratt (Warner) in un progetto R’n’B’.

 Dal 2011 ha fondato un duo insieme al percussionista Flavio Tanzi (PMCE, Accademia di Santa Cecilia)

 Con il PMCE
Partecipa come Guitar Leader dell’orchestra di 100 chitarre dell’Auditorium Parco della Musica di Roma alla prima europea dell’opera A Secret Rose del compositore americano Rhys Chatam.
–  In City Life di Steve Reich suona, come prima chitarra in 2×5 (prima mondiale) e in Electric Counterpoint con Roberto Cecchetto alla chitarra solista.
–  All’inaugurazione del MAXXI, suona in C di Terry Riley e, come solista Electric Counterpoint di Steve Reich.
–  Partecipa con il PMCE suonando chitarra classica, acustica, elettrica e banjo al concerto Get Ready to Zappa all’Auditorium Parco della Musicaprodotto da Fondazione Musica per Roma e Gail Zappa (vedova di Frank Zappa) eseguendo alcuni brani in prima mondiale con la direzione di Johnathan Stockhammer e la partecipazione di David Moss alla voce.

DISCOGRAFIA

BACK TO NEXT anno 2000
Luca Nostro con Alessandro Tomei, Emilio Merone, Fabio Penna, Mauro Colavecchi, .

ARCAMUSARITHMICA anno 2004
Arcamusarithmica, Sandy Muller, Emilio Merone, Fabio Penna.


ULRICH
anno 2007
Luca Nostro NYC Unser Quartet  feat. Donny McCaslin, Francois Moutin, Dan Weiss, Orkaan Music + Art Productions, Gema

ELEMENT anno 2008
Emilio Merone/Luca Nostro SYS2 Quartet, feat. Scott Colley and Antonio Sanchez, SLJC

JAZZ AMORE anno 2009
prod Raitrade & Francesco Pascarito con Alessandro Contini, Elisabetta Antonini, Fabiana Conti, Primiano Di Biase, Ermanno Dodaro, Francesco Bonofiglio, Michael Supnik, Massimo Davola.

INCIPIT in corso di pubblicazione nel 2011
Govinda Gari e Ananda Gari,  feat. Mark Turner

INSEGNARE

È tra i soci, insieme a Fabio Zeppetella, Massimo Fedeli, Stefano Micarelli e Massimiliano Rosati, della Percentomusica di Roma (www.percentomusia.com), diretta da Massimo Moriconi, dove insegna chitarra, laboratori di musica d’insieme e storia della musica. Ha insegnato al Liceo Orazio e alla scuola Sonus Factory, dove è stato responsabile della facoltà di chitarra.

SCRIVERE

Si occupa di filosofia della musica, scrivendo articoli e partecipando a convegni (La Sapienza) e a trasmissioni televisive (Rai Utile). Nel 2002 ha curato un libro sull’argomento (L’esperienza musicale. Per una fenomenologia dei suoni. Collana i Libri di Montag, Manifestolibri 2002), cui hanno contribuito filosofi e musicisti da tutto il mondo.

Dal 2009 scrive di musica su Ulisse, il mensile dell’Alitalia, su cui tiene una rubrica dal titolo Rolling Notes.

Pubblicazioni.
• Nostro, L. (2000) Bach scriveva fughe?, “Il Cannocchiale” 2000, 2, pagg. 121-141.
• Nostro, L. (2000) Mescolanza di colori fusione di suoni, “Le Tattiche dei sensi”, i Libri di Montag, 2000 Manifestolibri, pag. 160.
• Nostro, L. (2000) Musica: continuità e discontinuità, “Le Tattiche dei sensi”, i Libri di Montag, 2000 Manifestolibri, pagg. 162-163.
• Nostro, L. (2000) Musica frattale, “Le Tattiche dei sensi”, i Libri di Montag, 2000 Manifestolibri, pagg. 163-164.
• Nostro, L. (2000) Spazio sonoro, “Le Tattiche dei sensi”, i Libri di Montag, 2000 Manifestolibri, pagg. 166-167.
• Nostro, L. Traversa, G. (2001) “Perché ero più sano dei dottori”: terapie endogene ed empatia, “Filosofia della medicina”, i Libri di Montag, 2001 Manifestolibri, pagg. 37-46.
• Nostro, L. (2001) , Recensione del libro Non c’è giustizia senza conflitto. Democrazia come confronto di idee di Stuart Hampishire , “Alpha Omega”, 2001 pagg. 390-392.
• Nostro, L. (2002) La percezione del dettaglio musicale, “Linguaggio e percezione”, a cura di Roberto Contessi, Marco Mazzeo, Tommaso Russo 2002 Carocci, pagg. 80-87.
• AA.VV. (2002) L’esperienza musicale. Per una fenomenologia dei suoni, a cura di Luca Nostro, i Libri di Montag, 2002 Manifestolibri.
• Nostro, L. (2008) Time in Jazz, intervista a Paolo Fresu, Terz’Occhio, Italia, Italie, provincia o impero del mondo numero otto, ottobre 2008.
• Nostro, L. (2008) Tecnica Melodica. Esercizi per la fluidità scalare, Chitarre, Febbraio 2008.
• Nostro, L. (2008) Tecnica melodica. Esercizi per la fluidità scalare, Chitarre,
• Nostro, L. (2009) Quando Manhattan si mette a suonare, Ulisse, Novembre 2009, Alitalia.
• Nostro, L. (2010) Qual è la tua colonna sonora?, Ulisse, Luglio 2010, Alitalia.
• Nostro, L. (2010) All’Auditorium la musica ha carta bianca, Ulisse, Settembre 2010, Alitalia.
• Nostro, L. (2010) Rolling Notes, Ulisse, Ottobre 2010, Alitalia.
• Nostro, L. (2010) Rolling Notes, Ulisse, Novembre 2010, Alitalia.
• Nostro, L. (2010) Rolling Notes, Ulisse, Dicembre 2010, Alitalia.

Jazz@Lavori in Corso

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Jazz@Lavori in Corso 18 marzo 2011 by cristiana.piraino

Ven. 18/3/2011
Jazz@Lavori In Corso
Lavori In Corso [una nuova libreria caffetteria a Rione Monti]
Via San Martino ai Monti, 7/a
h. 20:30 Ingresso gratuito

>> FACEBOOK Event

In occasione della presentazione del libro “Pozzi di Noia” di Emmanuele Rossi (Edizioni DEd’A) Lavori in Corso, nuovo caffè letterario di Rione Monti offre una serata di jazz puro “LAVORI IN CORSO SULLE STRADE del JAZZ” con Aldo Bassi [tromba] & Stefano Nunzi [contrabbasso]

Viaggio attraverso l’universo del Jazz interpretato da uno dei trombettisti più sofisticati della Capitale. Aldo Bassi alla tromba, accompagnato da Stefano Nunzi, contrabbasso. Aldo Bassi è un trombettista colto ed elegante, forte per gli anni di esperienza in cui il suo sound si è arricchito di tanti diversi colori. Il suo stile compositivo si riferisce esplicitamente alle melodie della classica, pur rimanendo assolutamente legato alla contemporaneità del jazz e alle sue continue mutazioni.

Tra Aldo Bassi e Stefano Nunzi non c’è solamente un sodalizio artistico di lunga data, ma esiste un profondo legame umano, che si trasforma, nel momento di suonare, in una sintonia totale. Il risultato è un sound pieno di poesia, suonato fino infondo e con grande bravura.

MORE INFO:

-> Inizio presentazione del libro alle ore 19:00

-> Artistico musicale a cura di Romalive Jazz Management

-> Aldo Bassi >> More Info  

-> BIO: Stefano Nunzi controlla il contrabbasso in modo introspettivo e profondo. Importante session man dello scenario italiano del Jazz, conosce la musica e possiede una cultura jazzistica a 360°. Nunzi rappresenta una colonna fondamentale della formazione Aldo Bassi Quartet dimostrata anche negli assoli che in New Reserach sono suonati con grande forza e trasporto emotivo. 

Rompere le barriere tra rock e jazz

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"Ram Colours" Hard Chords Trio by cristiana.piraino

Ven 4.3.2011 presentazione disco
“Ram Colours”- Hard Chords Trio
William’s Club
Via Flaminia Vecchia, 575
h. 22:00 Ingresso 10€ con consumazione

INFO LOCALE >> visita la pagina del Locali

Hard Chords Trio
Lorenzo Ditta, piano
Paolo Grillo, contrabasso
Davide Pentassuglia, batteria

Questa sera nel rinnovato William’s Club, che ospita principalmente progetti della scena jazz romana – sarà presentato “RAM COLOURS”, primo disco della formazione Hard Chords Trio. Un progetto che trae ispirazione da importanti composizioni rock, dagli Stones ai Nirvana, ai Police e molti altri, da ri-scoprire attraverso preziosi arrangiamenti jazzistici. Tra i dischi in uscita,  Ram Colours è assolutamente da tenere in considerazoine. Soprattutto per chi coltiva la passione per il rock mista a un’ammirazione illimitata per il jazz. Insomma per chi ama la musica. Davide Pentassuglia e i suoi compagni nell’Hard Chords Trio sono stati capaci stupire con un progetto di grande prospettiva, rivelando che c’è ancora spazio per innovare o per porsi come minimo il problema. Avanguard.. o non Anvanguard

E poi, in un momento in cui si tende a fare troppe distinzioni tra generi e a voler classificare la musica a tutti i costi, come se si potesse classificare l’anima, questi tre musicisti, Lorenzo Ditta, Paolo Grillo e Davide Pentassuglia – con grande spirito creativo negli arrangiamenti e mossi da una forte spinta innovativa nel modo di suonare, hanno dato il proprio punto di vista rielaborando alcuni dei più brani più simbolici della musica rock  dimostrando che in fondo non esistono  barriere sul pentagramma e, come loro stessi affermano  “che la musica dal rock al jazz è un unico grande flusso in perenne movimento”.