MAGGIO e POESIA a Roma

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20/5/2011
POETI LATINOAMERICANI & AQUELE JEITINHO
LAVORI IN CORSO Libreria
Via di San Martino ai Monti 7
h. 19:30 Ingresso gratuito

19:30 I Poeti
TONOS ENTRETEJIDOS
di Zingonia Zingone e Osvaldo Sauma

20:30 Concerto
VIAGGIO NELLA MUSICA BRASILIANA

Lisa Maroni Vocals
Alessandro Bravo piano
and Anna Benedetto soft brasilian percussions

Esistono serate magiche ogni tanto a Roma. E lo capisci subito quando sono così, perché l’aria si riempie di quell’invisibile energia che rende tutto speciale e dove la percezione delle regole (non scritte del come ci si dovrebbe comportare per essere ‘regolare’ in una situazione qualsiasi) é totalmente lasciata alla libera espressione. Questo accadeva la scorsa settimana, mentre poeti, psicologi, musicisti e pubblico iniziavano un dialogo senza né capo né coda (apparentemente) interrogandosi ognuno a suo modo su questa vita e su questo tempo che insieme condividiamo.

Il pubblico stimolato dagli psicologi diventava protagonista, prende la parola e dice la sua.. (per la cronaca si parlava delle regole d’oro dei single cronici). Poi a turno i Poeti iniziavano a disegnare con versi le immagini che hanno vissuto – piccoli scorci sulle vite di questi artisti forse troppo sottovalutati nell’era moderna. E la Musica, dalla chitarra di Luca Nostro, si poneva come trait d’union offrendo una pausa di riflessione tra una lettura e quella successiva. Venerdì 20 maggio facciamo il bis. Perché quando una ciambella viene col buco significa che la ricetta é buona.

NUOVO LOCALE: Sabay American Bar & Jazz Lounge

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Sabay American Bar
via Ostiense, 193
American & Wine bar 
Jazz di Venerdì
Ingresso Libero  >> locali di musica a Roma

Nuovo sito per il Jazz a Roma. A due passi dalla Basilica di S.Paolo, sulla via Ostiense al numero 193, vi consiglio di visitare di il nuovo American Bar aperto da pochi mesi da un appassionato di vini, musica e divertimento, che con questo locale vuole regalare alla città un luogo semplicemente raffinato dove è già possibile degustare ottimi cocktail a prezzi friendly, preparati secondo la migliore tradizione dell’American bar da una esperta barman. Da appassionato produttore di vini, il proprietario ha esteso il concept di cocktail bar a wine bar con una cantina molto speciale e ricercata che include anche una notevole selezione di distillati doc. Se si vuole bere con la B maiuscola allora questo è un posto da tenere inconsiderazione.

Ad animare le serate del venerdì ci sarà il Jazz. Con la direzione artistica di Cinzia Tedesco, cantante jazz, che ha già presentato un programma per il mese di maggio e giugno niente male, con Pietro Iodice, Stefano Sabatini, Aldo Bassi, Karl Potter, Alessandro Guiss, e molti altri..

PROGRAMMA

I prossimi ‘Venerdi del Jazz del Sabay American Bar’:

VENERDI’ 13 MAGGIO
METAL JAZZ Trio
Aldo Bassi, tromba effetti
Stefano Nunzi, contrabbasso
Davide Pettirossi, batteria

VENERDI’ 20 maggio
ALESSANDRO GWIS TRIO
Alessandro Gwis,  piano, laptop
Luca Pirozzi, contrabbasso, basso elettrico
Israel Varela, batteria, live electronics

VENERDI’ 27 maggio
Swinging… da Dean Martin a Fred Buscaglione
Pierluca Buonfrate, voce
Francesco di Giglio, pianoforte
Giulio Ciani, contrabbasso
Aurelio Rizzuti, batteria
Marco Guidolotti, sassofono

VENERDI 3 Giugno
MAURO BOTTINI TRIO in ‘Sax & Hammond in JAZZ’
Mauro Bottini, sax tenore e soprano
Matteo Nizzardo, organo hammond
Cristiano Coraggio, batteria

VENERDI 10 Giugno
SABATINI-PIROZZI-IODICE-INNARELLA quartet
Stefano Sabatini, pianoforte
Paolo Innarella, flauto
Luca Pirozzi, contrabbasso
Pietro Iodice, batteria 

VENERDI 17 Giugno
‘THE DRIVER’
Andrea Beneventano TRIO
Andrea Beneventano, pianoforte
Francesco Puglisi, contrabbasso
Marco Valeri, batteria

TUSCIA IN JAZZ FESTIVAL 2011 PROGRAMMA

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10 giugno
Apertura Ufficiale Tuscia in Jazz
Atrio Provincia di Viterbo
Via Saffi ore 21.30
Gegè Telesforo Quintet

BAGNAIA

17 giugno
ore 21.30
Aldo Bassi Trio

18 giugno
ore 21.30
Roberto Gatto Fabio Zeppetella Leonardo Corradi

19 giugno
ore 21.30
Karl Potter and Funk It Up

20 giugno
ore 21.30
Philadelphia Jazz Orchestra

CANEPINA

21 giugno
ore 21.30
Philadelphia Jazz Orchestra

SORIANO NEL CIMINO

16 Luglio
ore 21.30
Peter Bernstein Trio

Dal 17 al 23 luglio
ore 22.00
Jimmy Woode Award 2011

18 Luglio
ore 21.00
Crescent Super Band

24 Luglio
ore 22.00
All Stars present Tuscia in Jazz

25 Luglio
ore 22.00
Shawnn Monteiro quartet

26 Luglio
ore 22.00
Flavio Boltro, Aldo Bassi, Pippo Matino Bass Projet

27 Luglio
ore 22.00
Rick Margitza, Antonio Ciacca, Buster Williams Gegè Munari

28 Luglio
ore 22.00
George Garzone meets Eugenio Macchia Trio

29 Luglio
ore 22.00
Dave Kikosky meets Paolo Recchia Trio

30 Luglio
ore 22.00
George Garzone Kurt Rosenwinkel Buster Williams Antonio Sanchez
ore 23.00
Tony Monaco Leonardo Corradi Lucio Ferrara e Gegè Munari

31 Luglio
ore 21.00
Finale Jimmy Woode Award 2011

BAGNOREGIO

3 Agosto
ore 22.00
Eddie Gomez, Salvatore Bonafede, Joe La Barbera

4 Agosto
ore 22.00
Dave Kikosky piano Solo

5 Agosto
ore 22.00
Enrico Pieranunzi piano solo

6 Agosto
ore 22.00
Roberto Gatto Quartet

7 Agosto
ore 22.00
Maurizio Giammarco quartet

Ape-Jazz all’Alexanderplatz con la Voce del tango

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NORMA BEATRIZ SANTILLO LA VOZ DEL TANGO IN “TANGO Y ALGO MAS by cristiana.piraino
a photo by cristiana.piraino on Flickr.

NORMA BEATRIZ SANTILLO
“TANGO Y ALGO MAS”
10/5/2010
Alexanderplatz jazz club
Via Ostia 9 Prati-Roma
Info e prenotazioni 06 39742171
ingresso con tessera
dalle 20:00 aperitivo
dalle 21:30 concerto

Norma Beatriz Santillo, voce
Alessandro Gwiss, pianoforte
Gianni Iorio, bandoneon
Marco Siniscalco, contrabasso
Juan carlos albelo zamora, violino

Se siete in cerca di una vera dritta, questa sera dovete andare all’aperitivo all’Alexanderplatz, organizzato dagli stessi musicisti che poi suoneranno nel concerto delle 21:30 e che accompagneranno la cantante argentina Norma Beatriz Santillo. Perche’ dovete andare? Primo perche’ e’ una vera novita’, l’apertura anticipata dell’Alexander per apertitivo, poi perche’ li troverete un po’ del buon Jazz romano (Norma Beatriz Santillo, voce Alessandro Gwiss, pianoforte Gianni Iorio, bandoneon Marco Siniscalco, contrabasso Juan Carlos Albelo Zamora, Violino) e poi perche’ se c’e’ una cosa che va bene con l’aperitivo e’ proprio il jazz. Insomma se gia’ siete in zona Prati o no, allungate per Via Ostia 9. A seguire uno strepitoso concerto che ho avuto il piacere di ascoltare a villa Celimontana in passato e che mi ha regalato momenti di musica intensa e di alto livello.

 

NORMA BEATRIZ SANTILLO LA VOZ DEL TANGO IN “TANGO Y ALGO MAS”

 “Jorge Luis Borges ha detto nella sua Storia del Tango: è probabile che verso il 1990 si farà strada il sospetto o la certezza che la vera poesia del nostro tempo non si trova ne L’urna di Banch o in Luce di provincia di Mastronardi, ma piuttosto nei brani imperfetti conservati ne L’anima che canta”.Ed era stato profetico. Negli anni ‘40 fino a metà degli anni ’50 i poeti del tango, influenzati da Garcia Lorca e Neruda, il livello di perfezione raggiunto dagli strumentisti e la sempre più elevata capacità interpretativa dei vocalisti hanno portato il Tango alla sua massima espressione dando luogo alla famosa EPOCA D’ORO. In questo periodo i testi del Tango hanno dato vita allo stile nostalgico, triste e straziante col quale si sarebbe identificato per sempre. Nata a Buenos Aires da una famiglia di musicisti di Tango, Norma Beatriz Santillo è una storia di tango. Col suo timbro profondo e la sua intensa interpretazione che regala un vissuto emozionale carico di umanità, vi trasporterà in quel periodo attraverso le musiche e le parole dei brani da Lei più sentiti e specialmente ricercati. Certamente non mancheranno alcuni brani dei due “eroi” argentini: Carlos Gardel creatore del Tango-Cancion e Astor Piazzolla creatore del Tango Nuevo.

NEW CD: Paolo Recchia ‘Ari’s desire’

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COMUNICATO STAMPA

Il nuovo album di Paolo Recchia, maggio 2011 – Via Veneto Jazz

Paolo Recchia sax contralto
Alex Sipiagin tromba e flicorno
Nicola Angelucci batteria
Nicola Muresu contrabbasso

In cantiere già dal 2008, l’idea di questo disco, come molti altri dischi del genere, era nata grazie all’esperienza dei live, a piccole gigs, registrazioni e tutte quelle situazioni musicali che un qualsiasi jazzista vive e sperimenta nel corso della propria carriera. Oltretutto, vista l’ottima uscita del precedente, nonché esordio discografico, Introducing Paolo Recchia feat. Dado Moroni, i presupposti per un buon disco c’erano tutti: la solida presenza di Nicola Angelucci (batteria) e di Nicola Muresu (contrabbasso); il tutto suggellato dalla prestigiosa firma di Alex Sipiagin, che oltre alla volontà di partecipare a questo progetto, espressa dopo aver assistito a un concerto di Recchia all’Alexander Platz di Roma, aveva deciso anche di prendere parte alle date del suo tour italiano.

Sarebbe stato sicuramente un ottimo disco, non unico però. A renderlo tale è stato un evento eccezionale nella vita di Paolo, qualcosa che “ha fatto cambiare le genesi dei miei brani, la direzione delle mani sullo strumento e il suono di ogni singolo giorno della mia vita, ovvero, la nascita della mia famiglia”. Il titolo dell’album, infatti, prende il nome da un brano originale, Ari’s desire, dedicato a sua moglie che lo ha reso di recente padre per la prima volta.

“Ascolto questa musica con il sorriso sulle labbra. La maggior parte dei musicisti riesce a raggiungere un livello musicale per cui diventano buoni imitatori ed esecutori. Ce ne sono alcuni però che passano a un livello successivo, trasformando le informazioni assimilate con lo studio in un linguaggio ed in un suono personale. Paolo appartiene alla seconda categoria”. Queste alcune delle parole spese da Rick Margitza nei confronti di Paolo Recchia, talento emergente del sax alto.

Legato fedelmente alla tradizione (Coltrane, Rollins, etc.), Paolo Recchia opera da un lato precise e coraggiose scelte stilistiche proponendosi di ripercorrere, con originalità e intelligenza interpretativa, alcuni capolavori del jazz, dall’altro cavalca con estro e sensibilità la sua vena compositiva offrendo brani originali, intimi e ricchi di spunti free. A tutto questo va aggiunta la forza deflagrante di Sipiagin che arricchisce la sonorità del trio, aggiungendo prezioso spessore ed enfasi a un progetto già collaudato e che avrà modo di riconfermarsi nei numerosi concerti in programma.

TOUR 2011 special guest Alex Sipiagin

12/13/14 maggio Roma – Alexanderplatz Jazz Club
16 maggio La Spezia – NH Hotel
17 maggio Torino – Jazz Club Torino
20 maggio Campobasso – Young DLF Campobasso
21 maggio Latina – Living Bar
22 maggio Sperlonga – Baia Azzurra a go go
07 agosto Lido di Fondi – Sotto le stelle del Jazz

Paolo Recchia Trio
P. Recchia , P. Ciancaglini , N. Angelucci

UFFICIO STAMPA
Maurizio Quattrini 338.8485333
maurizioquattrini@yahoo.it

Guido Gaito 329 0704981 06 43416552
guido@gaito.itwww.gaito.it

BOOKING
Cristiana Piraino
Romalive Jazz Management
cristiana.piraino@gmail.com
www.romalivejazz.com
+39 3384772469

Tuscia in Jazz .. arrivederci a Luglio

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nella foto di Daniele Rotondo A.Bassi, sx, P.Matino e F.Boltro, dx

>> PROGRAMMA TUSCIA IN JAZZ 2011

Che bel festival.. Bravo Italo e ottima l’organizzazione in generale. Ci siamo divertiti e abbiamo ascoltato grande musica, condiviso soprattutto tante emozioni. Ci siamo spostati come una carovana festosa seguendo gli eventi del cartellone e, proprio come dovrebbe essere sempre, la musica ci ha uniti profondamente, musicisti e pubblico insieme hanno fatto un unico incredibile spettacolo. Il Tuscia Jazz Festival, nella sua versione primaverile-pasquale a Ronciglione, ha regalato 4 giorni di jazz di primissima qualita’ e si conferma come il festival che piu’ di altri incarna uno dei valori fondamentali del genere, ovvero la capacita’ di mettere al centro di tutto l’improvvisazione e di unire musicisti nel momento in cui suonano.

Anche i musicisti piu’ esperti, sono stati messi alla prova, totalmente superata, direi.. Nell’ultima giornata, il 25 aprile (per la cronaca Pasquetta), l’organizzazione ha invitato tutto il pubblico del Tuscia ad una divertente grigliata jazz. Tra salsiccie e standard e’ volato via un pomeriggio delizioso, durante il quale abbiamo consolidato le nostre relazioni e brindato (piu’ volte) in nome della musica, nell’attesa della serata di chiusura della rassegna. E che serata, con performance che difficilmente dimentichero’. Prima Flavio Boltro, Aldo Bassi e Pippo Matino hanno infiammato gli animi con un repertorio fatto di loro pezzi originali e qualche standard scelto con grande cura, poi Domenico Sanna, Marco Valeri e Giorgio Rosciglione hanno ospitato nel loro consolidato trio il grande Rick Margitza, un enorme sassofonista che non necessita di presentazioni ..

Pete Robbins Quartet@Cornelia Street Cafè di NY

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Pete Robbins Quartet@Cornelia Street Cafè di NY by cristiana.piraino

di Luca Nostro da NY city

Pete Robbins Quartet
Pete Robbins alto saxophone, compositions
Jacob Sacks piano
John Hebert bass
Dan Weiss drums

Ieri sera (sabato 23 aprile) ho visto un altro grande concerto, questa volta al Cornelia Street Cafè. Era di scena il Pete Robbins Quartet Pete Robbins è un grandissimo improvvisatore, ma improvvisa poco, cosa non consueta per un fiato. E’ comune da queste parti che i band leader lascino molto spazio agli altri musicisti. Il motivo è semplice: qui si fa quasi esclusivamente musica originale, perciò la cosa più bella per un compositore è sentire come gli altri vedono e interpretano la propria musica.

E poi spesso è più divertente, dopo un tema molto complesso e ‘forte’ come lo sono quelli di Pete Robbins, insistere sull’interplay collettivo e sugli incroci tra strumenti.

Come quello tra piano e batteria, che nel caso di Dan Weiss e Jacob Sacks è ormai diventato uno stile improvvisativo, dopo anni e anni di collaborazione in progetti propri e soprattutto al fianco di David Binney. Questo modo di concepire l’improvvisazione è meno prevedibile rispetto al jazz classico in cui lo schema tema-soli-tema può diventare ripetitivo, perché basato fondamentalmente sullo stesso giro armonico.

Qui invece la struttura del tema spesso non è quella su cui si improvvisa (che di solito è molto più semplice) e, come nella tradizione della musica classica, le dinamiche e le variazioni timbriche hanno un ruolo primario.

Nir Felder Quartet @ 55 Bar di NewYork

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Nir Felder Quartet @ 55 Bar  by cristiana.piraino
Nir Felder Quartet @ 55 Bar

di Luca Nostro 23.4.2011

Nir Felder Quartet @ 55 Bar

Nir Felder, Guitar (nella foto)
Kevin Hays, Keys
Scott Colley, Bass
Nate Smitz, Drums

Prima segnalazione della mia breve corrispondenza pasquale da New York.

Giovedì 21 aprile Nir Felder, giovane chitarrista in forte ascesa di Brooklyn, ha inaugurato la sua residenza al 55 Bar, uno dei templi, ormai da anni, della nuova musica newyorchese.

Partiamo dal suono, veramente notevole, morbido e penetrante. Caldo e consistente, come nel jazz contemporaneo (vedi Kurt Rosenwinkel e Johnathan Kreisberg), ma ottenuto, in controtendenza con quanto avviene di solito, con la Stratocaster, invece che con semiacustiche di vario genere. E allo stesso tempo potente aggressivo e “naturale”, come nel rock più classico, evitando le sofisticazioni della fusion anni novanta. Questo è il primo importante elemento di originalità, la voce di Nir Felder, che si traduce nella sua musica, fatta di ingredienti semplici e puri, ma complessa nella costruzione formale e ritmica.

Questa è un pò la caratteristica delle nuove avanguardie newyorchesi, definite di volta in volta, come contemporary jazz, progressive jazz o nuova fusion. Da un lato grande disinvoltura su tempi e strutture complesse, come nella fusion tradizionale, dall’altro una sensibilità pop rock che propone riff e temi semplici, essenziali ed accattivanti, che interessano e coinvolgono anche l’ascoltatore meno esperto.

In questo scenario, Nir Felder aggiunge bellissime atmosfere alla Coldplay e un linguaggio improvvisativo molto ricco e fantasioso. Dei suoi compagni, merita una particolare menzione il grande Scott Colley, testimone silenzioso e imprescindibile di alcuni dei più innovativi progetti degli ultimi anni, che ha sempre il grande merito di tenere insieme tutto quello che gli capita sotto le orecchie!

Ma perché gruppi come questo non li vediamo più spesso in Italia? Domanda retorica e oziosa giusto?!