Roma: Bentornato Music Inn

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MUSIC INN
Jazz Club
Largo dei Fiorentini 3,
Roma in zona Via Giulia
Ingresso 10.00 € di tessera compresa 1 consumazione

Apertura spettacolare per il Music Inn giovedì scorso 7 aprile. Quello che fu il locale del Jazz più importante di Roma dal ’72 fino alla chiusura nel ’93 con la scomparsa dell’ultimo dei suoi fondatori. E’ un luogo ormai leggendario e come i grandi, prematuramente scomparsi, è diventato mito. Tornerò a parlare di Picchi e di Pepito Pignatelli, fondatori del Music Inn, della loro bellissima avventura e della triste conclusione delle loro vite. Hanno lasciato in eredità l’esempio di come si può gestire in modo speciale un jazz club, che ha accolto negli anni grandissimi musicisti, ma non solo perché, da visionari e appassionati quali erano, hanno aiutato la musica e soprattutto i giovani musicisti.

Personalmente mettendo piede nel Music Inn, per la prima volta nella mia vita, ho provato una certa emozione. Il sentir parlare da sempre di questo mitico locale offre una forte suggestione, tanto che le pareti sembrano raccontare un po’ di quella storia sprigionando una sorta di energia ancora presente. A riscaldare ulteriormente l’atmosfera molta gente e ottimi musicisti nella serata inaugurale – Marcello Allulli, in primis che segue la direzione artistica e ancora Enrico Zanisi, Riccardo Gola, Francesco Diodati. La zona palco – che mi dicono essere nella stessa posizione di prima – ricorda la sala di un piccolo teatro, con sedie e tavolini per appoggiare un bicchiere o un poco di più. Il buio che qui avvolge la platea, interrotto di tanto in tanto da piccole candele rosse poste sui tavolini, è complice del musicista che ottiene l’attenzione del pubblico. L’atmosfera è ideale quando nel momento del concerto tutti si possono sentire parte di un qualcosa insieme alla musica. Al Music Inn  è accaduto e devo ammettere che non mi capitava da tempo.

Per mangiare e chiacchierare basta decidere di rimanere in una delle due sale dedicate al convivio, la prima all’ingresso a livello stradale che ricorda un comodo salotto e la seconda al piano inferiore nella zona bar più adatta ad una cena in piena regola. La prima impressione è dunque molto positiva. Questo locale ha buone possibilità di diventare un numero uno a Roma e le qualità giuste per farti passare una bella serata. Accogliente, intimo e al passo con i tempi.  Aspettiamo di conoscere la programmazione artistica futura, ma sembra che finalmente Roma abbia a disposizione un locale per live music che sia anche un po’ glamour e che abbia il giusto phisique du role della Roma più internazionale.



Anche in Vietnam “The times they are a changin'”

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Anche in Vietnam "The times they are a changin'" by cristiana.piraino

Mancano poche ore all’inizio del concerto di Bob Dylan a Ho Chi Minh City, nuovo nome di Saigon. Oggi, 10 aprile 2011 il menestrello del rock si esibirà all’interno dell’università della città Vietnamita. L’evento è di per se pieno di significato considerando che Dylan, leader ideologico del movimento pacifista alla fine degli anni ’60, si opponeva alla guerra del Vietnam e che con un brano come Blowin’ in the Wind ha regalato al mondo un vero e proprio manifesto del pacifismo.

Arriva da Pechino dove nel concerto di tre giorni fa alcuni pezzi sono stati censurato. Brani simbolo come “The Times They Are a-Changin'” e “Blowin’ in the Wind” sono stati considerati troppo ‘pericolosi’ per l’attuale governo cinese. A me viene da dire peccato per la Cina, ha perso un’altra buona occasione. Ma non io di riascoltarmela..

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Bob Dylan – The times they are a changin’, posted with vodpod

Dylan oggi si esibirà all’interno della Università, in un contesto che potrebbe essere interessante se metterà a confronto due generazioni, di chi ha vissuto la guerra e gli attuali giovani. Gli gli organizzatori vietnamiti sperano che questi ultimi possano raccogliere l’eredità così grande di Dylan e comprendere quanto il cantautore ha fatto per la musica.

In rete girano varie informazioni sull’evento e la più gettonata è la notizia del costo elevato del biglietto, 900 mila dong, equivalente secondo i parametri vietnamiti ad uno stipendio medio. Tutto sommato i circa 30 € del costo del biglietto a noi non sembrano molti e, secondo parametri occidentali non sembrano neanche sufficienti alla macchina organizzativa per coprire i costi, ovviamente tutto è relativo. Aspettiamo di vedere come andrà il concerto. Peccato non essere presenti oggi a Saigon..

Nord Africano Benvenuto nel Paese dei falsi cattolici!

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Shame on you Italy!! Eppure il monito era ben chiaro. Quello che succede in questi giorni tra il nord Africa e le coste dell’Italia meridionale è qualcosa che si poteva prevedere da tempo anticipando così la soluzione dei relativi disagi. Invece come d’improvviso veniamo invasi, secondo il governo, da una massa di persone in fuga da guerra e miseria. E’ questa la scusa per non essere preparati? L’accidentalità e l’imprevedibilità? Gli asini che volano, da tempo non volano più  e anche i fratelli nordafricani se ne sono accorti. Infatti non è un’invasione repentina, ma un passaggio storico obbligatorio, data la situazione di quei paesi. Mi viene da pensare dunque che tutte le relazioni che il governo Italiano, complice l’Europa, ha stretto in questa area geografica, siano state finalizzate al rafforzamento e al sostegno di quei governi/dittature locali, proprio per scongiurare quello che invece inevitabilmente sta capitando ora.  Ecco, è la presunzione di essere più grandi dell’inevitabile, che mi urta e che  mi fa capire che non c’è intelligenza nè saggezza nelle scelte di questo tipo.

Cosa si poteva fare? Almeno qualcosa. Oltre la mancanza totale di organizzazione e di conseguenza di rispetto verso chi ci sta chiedendo un aiuto, momentaneo per altro, dobbiamo sopportare come italiani di essere rappresentati da chi vuole strumentalizzare il dolore di tutti, senza mai risolvere. Mai in questi giorni ho sentito parlare di lavoro, di creazione di una task force per le relazioni tra aziende che offrono lavoro anche stagionale e persone che si offrono di lavorare. E la Comunità Europea in tutto questo dov’è? E’ giusto chiamarla ancora Comunità? Chi di noi non tenterebbe una fuga di famiglia in caso di guerra civile nel proprio paese? Chi vuole la guerra sotto casa? Non io. E ancora, non sono io che fingo di essere cattolica la domenica in Italia.

Il CLANDESTINO di Manu Chao. Ha senso oggi ri-ascoltare un brano emblematico, pubblicato nel ’98 nel primo album da solista del front man di Mano Negra, Manu Chao che ha conosciuto personalmente la fuga da una dittatura.

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Cammino solo con il mio dolore e sola è la mia condanna. Correre è il mio destino per ingannare la legge. Perduto nel cuore del la grande babilonia, mi chiamano il clandestino perchè non ho documenti. Sono andato in una città del nord per lavorare lasciando la mia vita tra Ceuta e Gibilterra. Sono una linea in mezzo al mare, sono un fantasma dentro la città, secondo l’autorità la mia vita va proibita. Mano Negra clandestina, Peruivano clandestino, Africano clandestino, Marijuana illegale. Perduto nel cuore del la grande babilonia, mi dicono clandestino, io sono il fuorilegge.

Solo voy con mi pena
Sola va mi condena
Correr es mi destino
Para burlar la ley

Perdido en el corazón
De la grande Babylon
Me dicen el clandestino
Por no llevar papel

Pa’ una ciudad del norte
Yo me fui a trabajar
Mi vida la dejé
Entre Ceuta y Gibraltar

Soy una raya en el mar
Fantasma en la ciudad
Mi vida va prohibida
Dice la autoridad

Solo voy con mi pena
Sola va mi condena
Correr es mi destino
Por no llevar papel

Perdido en el corazón
De la grande Babylon
Me dicen el clandestino
Yo soy el quiebra ley

Mano Negra clandestina
Peruano clandestino
Africano clandestino
Marijuana ilegal

Solo voy con mi pena
Sola va mi condena
Correr es mi destino
Para burlar la ley

Perdido en el corazón
De la grande Babylon
Me dicen el clandestino
Por no llevar papel

Kurt Cobain, schiacciato dalla musica.

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Kurt&Frances3 by cristiana.piraino
Kurt&Frances3, a photo by cristiana.piraino on Flickr.

Non piango spesso, oggi rileggendo queste parole mi è capitato. Probabilmente conoscete già la lettera che Kurt Cobain lascia al mondo prima di morire il 5 aprile di tanti anni fa, ma l’effetto che produce ogni volta è stranamente diverso, come se dipendesse dallo stato d’animo del lettore. Forse è la sincerità totale di queste dichiarazioni o forse è il pensiero che un uomo stava morendo. Oggi, nel leggere la lettera, che questa mattina ho sentito dalla voce di Emilio Pappagallo di RadioRock, mi sono commossa immedesimandomi nella figlia o nella compagna. Era un uomo, oltre che un musicista e forse è stato ucciso anche dalla sua stessa passione, la musica, che come un boomerang su di lui è tornata a colpire pesantemente. Mi fa riflettere. La popolarità e il fanatismo a volte possono distruggere il senso artistico. Ne lascio traccia in inglese perchè è lingua originale. Alla fine del post troverete il link per la versione italiana.

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di Kurt Cobain morto il 5 aprile 1994

Speaking from the tongue of an experienced simpleton who obviously would rather be an emasculated, infantile complainee. This note should be pretty easy to understand. All the warnings from the punk rock 101 courses over the years. Since my first introduction to the, shall we say, ethics involved with independence and the embracement of your community has proven to be very true. I haven’t felt the excitement of listening to as well as creating music along with reading and writing for too many years now. I feel guilty beyond words about these things. For example when we’re backstage and the lights go out and the manic roar of the crowd begins it doesn’t affect the way in which it did for Freddy Mercury who seemed to love and relish in the love and adoration from the crowd. Which is something I totally admire and envy. The fact is I can’t fool you. Any one of you. It simply isn’t fair to you or me. The worst crime I can think of would be to rip people off by faking it and pretending as if I’m having 100 % fun. Sometimes I feel as if I should have a punch in time clock before I walk out on stage. I’ve tried everything within my power to appreciate it, and I do. God, believe me I do but it’s not enough.

I appreciate the fact that I and we have affected and entertained a lot of people. I must be one of one of those narcissists who only appreciate things when they’re gone. I’m too sensitive. I need to be slightly numb in order to regain the enthusiasm I once had as a child. On our last three tours I’ve had a much better appreciation for all the people I’ve known personally and as fans of our music, but I still can’t get over the frustration, the guilt and empathy I have for everyone. There’s good in all of us and I think I simply love people too much. So much that it makes me feel too fucking sad. The sad little, sensitive, unappreciative, pieces Jesus man! Why don’t you just enjoy it? I don’t know. I have a goddess of a wife who sweats ambition and empathy and a daughter who reminds me too much of what I used to be.

Full of love and joy kissing every person she meets because everyone is good and will do her no harm. And that terrifies me to the point to where I can barely function. I can’t stand the thought of Frances becoming the miserable self-destructive, death rocker that I’ve become. I have it good, very good, and I’m grateful, but since the age of seven I’ve become hateful towards all humans in general. Only because it seems so easy for people to get along, and have empathy. Empathy! Only because I love and feel for people too much I guess. Thank you all from the pit of my burning nauseous stomach for your letters and concern during the past years. I’m too much of an erratic, moody baby! I don’t have the passion anymore and so remember, its better to burn out than to fade away. peace, love, empathy.

Kurt Cobain

Frances and Courtney, I’ll be at your alter. Please keep going Courtney For Frances For her life which will be so much happier without me. I Love you. I love you! Kurt

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versione italiana

Blues@FraNe presenta Alessandro LEPORE in Concerto

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Ven. 8 Aprile 2011
ALESSANDRO LEPORE ..Aperitif concert
LAVORI IN CORSO – art cafè
Via San Martino ai Monti, 7/a
h. 19:30 Ingresso libero

Alessandro LEPORE, friulano, è un cantaurtore di grande talento, come strumentista e compositore. La sua interpretazione dei brani è toccante, anche grazie ad una voce, vero dono naturale, di ampia estensione che parte dalle tonalità più basse per arrivare in alto, dove diventa graffiante, ma mai urlata.

Nel suo dna musicale ritroviamo Jimi Hendrix, Johnny Cash, Tom Waits, Bob Dylan, Willis Alan Ramsey… nel 2002 si trasferisce negli Stati Uniti a Phoenix, Arizona, dove trova l’ispirazione per le sue prime composizioni, raccolte ora in due album How Much Time nel 2005 e 24/7 twentyfourseven nel 2008.

Nei suoi testi, in parte autobiografici, l’amore è tema centrale, descritto in tanti piccoli quadri – che lui definisce ‘frammenti di realtà’ sul rapporto tra uomo e donna. Sa essere auto ironico quando racconta con il brano In the City (How Much Time del 2005) il suo viaggio verso gli Stati Uniti descrivendo la grinta iniziale di chi parte pieno di sogni e speranze e lo scontro, una volta arrivato, con la realtà, per capire che non è tutto oro quello che luccica.

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LEPORE:
BOOKING&PRESS
Cristiana Piraino
Romalive Musica Eventi
cristiana.piraino@gmail.com

CONCORSO MUSICALE ‘FONDIAMO IL TALENTO’ Edizione 2011

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FONDIAMO IL TALENTO 2011. Primo contest della Tosky Records by cristiana.piraino
Primo contest della Tosky Records
a photo by cristiana.piraino on Flickr

1-3 Luglio 2011
FONDIAMO IL TALENTO Ed. 2011
concorso musicale
Teatro della Fonderia delle Arti
Via Assisi n. 31a Roma

Il primo contest indirizzato ai talenti della musica italiana (solisti, duo e gruppi) organizzato dalla Tosky Records Fonderia delle Arti Allinfo.it. Al Primo Classificato andrà un Contratto Discografico, al Secondo Classificato un premio di 3500 €.  Il concorso si svolgerà dall’ 1 al 3 Luglio 2011 a Roma, presso il Teatro della Fonderia delle Arti ed è riservato a tutti coloro che hanno un’età tra i 15 e i 50 anni.

Le iscrizioni sono aperte dal 19 febbraio al 30 maggio 2011. Sono ammessi tutti i generi musicali con la presentazione esclusiva di n.2 brani inediti, sia in lingua italiana che straniera. Di particolare interesse i premi in palio: Il I classificato si aggiudicherà un contratto discografico con produzione a cura della Tosky Records di n.300 copie del disco promo di 2/4 brani, un videoclip promo a cura del Centro di Formazione Cinematografico Nazionale delle Fonderia delle Arti e la targa “Fondiamo il Talento” Edizione 2011. Il II classificato oltre la targa vincerà un premio del valore commerciale di € 3.500,00 in strumenti musicali offerto da Aramini, sponsor ufficiale della manifestazione. Il buono sarà spendibile in qualsiasi negozio coperto da Aramini sul territorio nazionale. Il III classificato si vedrà riconosciuta, oltre la targa, anche l’opportunità di essere inserito all’interno di un mini tour di almeno due date nella città di Roma. Nel corso delle semifinali i gruppi partecipanti potranno usufruire delle sale prove e della consulenza dei musicisti docenti della Scuola di Musica della Fonderia delle Arti. Fra i premi messi in palio dal concorso “Fondiamo il Talento” Edizione 2011 anche un accesso diretto e gratuito alle Semifinali del Concorso Nazionale della canzone d’autore Musica Controcorrente 2011-VII edizione. Istituito anche il Premio “Targa WEB” by Allinfo.it aperto a tutti i semifinalisti dell’Edizione 2011. La giuria tecnica che giudicherà i partecipanti durante le preselezioni, le semifinali e le finali è composta da musicisti, giornalisti, personaggi del mondo dello spettacolo e della discografia. Per tutte le informazioni, per scaricare il bando e per gli aggiornamenti: www.fonderiadellearti.com

TOSKY RECORDS Snc
di Giorgio Lovecchio & Davide Belcastro
ufficio stampa: Marina Luca
address: via Amelia, 5 – 00181 Rome – IT
e-mail: info@toskyrecords.com
web: www.toskyrecords.com

ALDO BASSI QUARTET al Gregory’s

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ALDO BASSI QUARTET  al Gregory's di Roma by cristiana.piraino

Sab. 9.4.2011 ALDO BASSI QUARTET
Gregory’s Jazz Club
Via Gregoriana 54/a
vicino P.zza di Spagna
Ingresso gratuito
Possibilità prenotare tavoli cena e/o concerto
TEL: 06 679 6386

ALDO BASSI QUARTET
Aldo Bassi,tromba
Alessandro Bravo,piano
Stefano Nunzi, contrabbasso
Alessandro Marzi batteria

Aldo Bassi Quartet nasce nel 1998 dall’esigenza del trombettista jazz e compositore Aldo Bassi di dare vita a un repertorio di suoi brani originali. Il quartetto ha già realizzato tre album – Distanze nel 1999 e Muah! nel 2004, con la presenza nel disco del sassofonista Rick Margitza. Nel 2010 ha pubblicato New Research, terzo e atteso album del quartetto che comprende 8 brani orginali di Aldo Bassi. Per questa pubblicazione si è deciso di affidare l’esclusiva della distribuzione a Believe Digital, leader europeo della distribuzione digitale, segnando un importante passo verso l’adattamento del mondo del jazz ai nuovi processi di vendita e distribuzione sul web.

Con una ritmica che negli anni è cambiata, per esigenze compositive, la formazione iniziale includeva Enrico Bracco alla chitarra, Stefano Cantarano al basso, Alessandro Svanpa alla batteria, successivamente Pino Iodice al piano, Ganluca Renzi al basso e Pietro Iodice alla batteria, il quartetto ha sempre mantenuto alto il livello qualitativo e perfezionato lo stile. Proprio con questo ultimo lavoro New Research si arriva a percepire una crescita nella scrittura e una profonda maturità raggiunta dal compositore nell’affrontare le tematiche e a svilupparne le trame. Una raffinatezza di fondo è l’amalgama dei musicisti Alessandro Bravo al pianoforte, Stefano Nunzi al contrabbasso e Alessandro Marzi alla batteria, che insieme ad Aldo Bassi, alla tromba e flicorno sono oggi ALDO BASSI QUARTET.

In una situazione live ABQuartet presenta un repertorio di brani tutti originali tratti dai vari album realizzati in particolar modo, per il tour 2010, dall’ultimo lavoro New Research che stilisticamente si accosta sia al genere europeo che a quello americano, seguendo le trasformazioni che il jazz ha vissuto negli ultimi anni. Nei brani sono frequenti tempi dispari e poliritmie, mentre armonie e melodie attingono alla familiarità della musica classica. L’improvvisazione rimane l’elemento forte che completa il “sound” del gruppo capace di regalare dal palco grandi emozioni al pubblico per l’elevato livello di interplay scaturito da una lunga e ormai consolidata collaborazione.

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INFO & BOOKING
http://www.romalivejazz.com
cristiana.piraino@gmail.com

AL FELT: LA PACE E’ NECESSARIA

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AL FELT: LA PACE E' NECESSARIA by cristiana.piraino

Gov. 31.3.2011  Peace needs to be FELT
Concerto di WORDREAM trio di Federico Laterza
FELT CLUB
Via degli Ausoni, 84 zona San Lorenzo
Inizio concerto ore 21:30
Ingresso con tessera 5,00 € (valida per un anno)

>> facebook event

Se ancora non sai cos’è il “jazz allargato”, il 31 Marzo può essere una buona occasione per colmare questa lacuna! “Peace needs to be FELT!” – “La Pace deve essere sentita” – è un’iniziativa che nasce nel 2009, dall’incontro di chi apprezza non solo la buona musica, ma tutto ciò che davvero può toccare il cuore di un essere umano. L’appuntamento del 31 marzo alle ore 21.30, FELT CLUB in San Lorenzo vedrà come protagonista il WORDREAM trio di Federico Laterza, reduce da numerosi successi in Italia e all’Estero. [per conoscere meglio la formazione di Federico Laterza >> LINK

La serata sarà anche un’occasione per avere un piccolo assaggio di un messaggio che sta toccando il cuore di migliaia di persone di ogni credo, razza, condizione sociale ed economica : il messaggio di Prem Rawat, un uomo che da più di 40 anni viaggia costantemente per rispondere agli inviti che gli giungono da molti Paesi, da parte di persone interessate al suo messaggio di pace e al suo insegnamento.  Visita il suo sito

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