STEVE KUHN A ROMA, UN GIGANTE NEL JAZZ CLUB

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“Few other pianists, regardless of genre, can tease such an evocative range of timbres from their instrument. Kuhn’s lower register is as dark and rich as Belgian chocolate, and his upper register has the light, translucent quality of ice-cold champagne.” – Jazziz magazine 

Arriva a Roma uno dei grandi pianisti del Novecento e dei nostri giorni. Il 10 e 11 Novembre ospite in casa Rubei, ci sarà Steve Kunh il quasi ottantenne che come compagni di conservatorio aveva Ornette Coleman, Don Cherry, Gary McFarland, Bill Evans, George Russell, Gunther Schuller, che giovanissimo fu chiamato da John Coltrane a suonare nel suo quartetto. La carriera di Steve Kuhn è costellata di dischi meravigliosi, band stellari e concerti indimenticabili. Come quello che si appresta a vivere Alexanderplatz JAzz Club nei prossimo giorni.

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PHILM DA BERLINO, UN PROGETTO SVEGLIO. PHILIPP GROPPER A ROMA IN CONCERTO

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Philipp Gropper

Giovedì 20 Ottobre 2016
PHILM Philipp Gropper da Berlino
Alexanderplatz Jazz Club
Open doors: 20:30 Live music: 21:30
#dinner #restaurant #livemusic #jazz
Info & Reservations 06 8377 5604
prenotazioni.alexanderplatz@gmail.com

Un progetto di grande impatto, in cui sperimentazione e tradizione si fondono nel modo di suonare di questo giovane ma già grande sassofonista tenore nato e cresciuto a Berlino, Philipp Gropper

SUL PALCO
Philipp Gropper, sax tenore e composizioni
Elias Stemeseder, piano  e synthesizer
Andreas Lang, contrabbasso
Oliver Steidle, batteria

Philm è vigile e sveglio. Suona la musica del nostro tempo. Intelligente, diretta e coinvolgente – è una vera dichiarazione. Il sound di Philm è modellato da un meraviglioso unisono di azioni musicali. La musica crea un vortice irresistibile e la ricompensa per l’ascoltatore è grande ed immediata. Insieme con Hyperactive Kid e TAU, Philm è il terzo progetto del sassofonista tenore Philipp Gropper nato a Berlino, dove vive. Le sue composizioni sono un distillato di idee che, come in un acceleratore di particelle, si scatenano per scontrarsi e reagire l’una con l’altra. La musica ha un focus ritmico distinto, quasi ossessivo: c’è grande chiarezza nelle idee, che restano con chi le ascolta.

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AMBRETTA | Two for The Road con Marcello Allulli

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Two for The Road

[SEGNALAZIONE] [fonte UFF Stampa Carlo Cammarella]

16 luglio 2016
Two for The Road “SENTIERI”
Special guest Marcello Allulli
presentazione new album
Ambretta / Eno-cibo-libro-teca
Dalle h.20:00

Sabato 16 luglio presso L’Ambretta del quartiere Garbatella, il duo Two For The Road presenterà il primo disco Sentieri, pubblicato dall’etichetta Filibusta Records. La formazione, composta dal chitarrista argentino Emmanuel Losio alla chitarra e dal pianista romano Marco Silvi, con la speciale partecipazione del sassofonista Marcello Allulli in qualità di special guest, sarà alle prese con il repertorio del disco che mescola tradizioni ed unisce suoni e colori appartenenti a radici culturali tanto solide quanto differenti. Sentieri, infatti, rappresenta un percorso, una pista, un viaggio attraverso elementi di tango, sapori della cultura napoletana, waltzer malinconici, echi lontani di blues e ritmi frastagliati. Un disco, dunque, che racconta storie e sogni di vite che appartengono a luoghi lontani costruendo un ponte naturale tra Italia ed Argentina.

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ALONG CAME JAZZ 2016 Caterina Palazzi Sudoku Killer

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Caterina Palazzi Sudoku 2016

DAL VIVO 11 LUGLIO H.20.30 *free entry* Piazza della Cueva – Bagni di Tivoli ALONG CAME JAZZ 2016 manifestazione realizzata grazie al sostegno della Società Acque Albule Spa e alla collaborazione con il Comune di Tivoli, nell’ambito della manifestazione Tivoli chiama.

“Sono consentiti solo numeri solitari” viene detto nelle istruzioni del sudoku. Ma parlerei, in questo caso specifico, di numeri uno, come Caterina Palazzi e il suo Sudoku Killer, progetto nato qualche anno fa che ha portato alla ribalta, anche internazionale, il cross over di matrice jazzistica della contrabbassista romana e della sua band. Dal loro primo disco del 2010 con titolo autoreferenziale “Sudoku Killer”, il gruppo ha riscosso certamente molto successo, ma ancora di più ha ottenuto il rispetto completo del settore. Caterina proprio nel 2010 ottiene infatti il JAZZIT AWARD come migliore compositrice italiana e l’album stesso ottiene la seconda posizione nella classifica dei miglior album italiani, la band ottiene il quarto posto tra le migliori formazioni.

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HUGH COLTMAN & STEFANO DI BATTISTA

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Hugh Coltman

Imperdibile concerto a Roma al Auditorium Parco della Musica il 25 Aprile prossimo. Per la prima volta in Italia una vera star del jazz europeo, una voce intensa, un musicista molto stimato dai colleghi e dal pubblico. Sarà al Teatro Studio con il suo quintetto e per l’occasione sarà con lui ad accoglierlo in città il nostro sassofonista più amato al mondo. Stefano di Battista.

Per avere i BIGLIETTI online subito!

Il crooner Hugh Coltman è già una star in posti come la Francia, dove il sold out è praticamente automatico. Arriva per la prima volta in Italia a presentare dal vivo i brani tratti dall’ultimo album “Shadows, Songs of Nat King Cole” prodotto da Sony/Okeh, che rappresenta un omaggio personale al grande jazzista. Un concerto intenso ed emozionante, quanto lo è il disco che sta riscutendo il favore della comunità jazzistica europea. Perchè Nat e le sue canzoni sono degi evergreen che ti scaldano il cuore e se, come Hugh Coltman, hai deciso cdi intraprendere lo stesso cammino del ‘King’, il tributo diventa una vera e propria necessità ad un certo punto della carriera. Un suo modo per dire grazie. Il disco sta andando benissimo e se avete occasione vi consiglio assolutamente di prenderlo. Sul suo sito troverete tutte le informazioni necessarie a conoscerlo meglio

Questa scuola di vocalist maschile che arriva da UK mi da proprio enormi soddisfazioni!

SUL PALCO
Hugh Coltman voce
Thomas Naim chitarra
Paul Lay pianoforte
Fabien Marcoz contrabbasso
Raphael Chassin batteria

special guest
Stefano Di Battista sassofoni

 

BIGLIETTI bit.ly/HughColtmanROMA

Hugh Coltman Stefano di Battista

DIALOGHI MORBOSI ALLA CASA DEL JAZZ IL 5 MARZO

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alessandro deledda casa del jazz

Morbid dialogues significa dialoghi morbosi: il desiderio di condividere con musicisti un palco per raccontarsi musicalmente racconti. Partire dal nulla, o meglio, da un elemento sonoro o improvvisativo per stabilire un forte contatto mentale con la composizione. Morbid dialogues non deve essere necessariamente un il titolo del mio disco, ma un modo di vivere la musica con tutti, attraverso la curiosità del ricercare e sperimentare, slegato da ogni schema ma con rispetto per le tradizioni ed i percorsi di qualsivoglia musicista che voglia, appunto, dialogare morbosamente, poiché solo con morbosità e curiosità si potrebbero ottenere musiche poi irriproducibili ed originali. [Alessandro Deledda]

Uscito il 13 Gennaio 2016 “Morbid Dialogues” è il nuovo lavoro discografico dell’eclettico pianista Alessandro Deledda, edito dall’etichetta Emme Record Label e Delexy, registrato al Tube Studio di Enrico Moccia. Sarà presentato in Prima Nazionale alla Casa del Jazz il 5 marzo 2016

SUL PALCO e nel disco
Alessandro Deledda Piano, Live Electronics, Accordeon
Francesco Bearzatti Sax and Clarinet
Silvia Bolognesi Double Bass
Ferdinando Faraò Drums

MAGGIORI INFORMAZIONI 

Evento FB
Biglietti

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DE VITO & MARCOTULLI. LE SIGNORE DEL JAZZ AL MONK

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de vito marcotulli_

Giov. 25.2.2016 h. 22
MARIA PIA DE VITO & RITA MARCOTULLI
rassegna: Jazz Evidence al Monk Club
Monk Club – via Giuseppe Mirri, 35
Ingresso con Tessera ARCI
Info Facebook

Senza dubbio e senza nulla togliere ad altre straordinarie artiste che numerose popolano il jazz italiano, Rita Marcotulli e Maria Pia de Vito sono oggi le due interpreti femminili che più rappresentano questa nostra musica contemporanea, anche nell’immaginario collettivo degli appassionati. Il loro punto di vista è quello di un genere in continua evoluzione e dalle ampie vedute, in cui il focus resta comunque l’improvvisazione. Per questo il duo non limita il proprio raggio di azione ad un unico filone tanto meno a ciò che tradizionalmente viene considerato ‘jazz’.

Le ‘signore del jazz’, che ritroviamo al Monk di Roma dal vivo giovedì 25 febbraio, hanno fatto della condivisione ed inclusione musicale i termini più giusti per definire un repertorio che sembra arrivare direttamente dall’anima e dal cuore. Le loro esperienze, gli incontri musicali, la vita vissuta e le musiche amate, con uno sguardo che punta alla contemporaneità e dove è forte il legame con i ‘ritmi’ della musica e del mondo. Un atteggiamento quasi ‘materno’, accogliente, verso quella parte della musica che segna e scandisce la vita e che appunto da il ritmo del tempo che viviamo.

E’ un concerto che vi consiglio per vivere o rivivere le magnifiche sensazioni che proprio al Monk qualche mese, durante un evento collettivo, i presenti non avranno dimenticato. Il loro magnifico intervento, tra Tom Waits e Pink Floyd, in quella occasione scatenò il più grande degli applausi, da parte di un pubblico assolutamente non jazzistico.

[Dal comunicato stampa a cura di Fiorenza Gherardi De Candei]. Nei loro live, tra composizioni originali firmate da entrambe e nuovi arrangiamenti, è evidente il rapporto con il ritmo in tutte le sue declinazioni: dal Nord Europa all’elettronica live, ma anche, in trasparenza, la loro storia di amore per il Mediterraneo, il Brasile e le forme strutturali e improvvisative derivate anche dalla musica indiana o dal flamenco. 

 
Ufficio Stampa Maria Pia De Vito: Fiorenza Gherardi De Candei
Tel. +39 328 1743236 E-mail fiorenzagherardi@gmail.com

 

di C.Piraino

IL ‘GALLEGGIARE’ DI SERENA BRANCALE

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Serena Brancale

“Galleggiare” è un dipinto dove la mia anima è protagonista a tutto tondo, cammina nuda tra le terre di Puglia tra grano e vento. Ho aspettato tanto questo momento. Il momento in cui chiudi un capitolo importante della tua vita con un disco che ti riconosce appieno”. (Serena Brancale)

Sabato 23/1/2016 h.21
SERENA BRANCALE “Galleggiare”
Auditorium Parco della Musica
Teatro Studio “Gianni Borgna”
€ 15.00

Arriva a Roma Serena Brancale per un’unica data al Auditorium PdM con il progetto ‘Galleggiare’ dall’omonimo disco nato dalla collaborazione con il produttore Michele Torpedine e prodotto dalla Warner Music. Un traguardo importante e meritato che l’ha portata fino al palco più grande, a Sanremo, tra le giovani proposte.

La ricordo molto bene in quella occasione per come ha cantato e certamente per il brano presentato, elegante e di alto livello, fin troppo raffinato per quella platea. Al Festival pero’ non si è vista neanche la metà di quello che lei sa fare. Va detto che Serena è un’artista completa musicalmente. E’ una musicista, per essere precisi. Viene facile definirla anche una vivace sperimentatrice di suoni, capace di mescolare la sua voce all’elettronica creando un caleidoscopio di colori che durante il concerto si rivelano in momenti unici ed irripetibili. Decisamente in marcia verso il soul/funk/R&B, la ragazza improvvisa e si diverte a farlo e contemporaneamente coinvolge il pubblico ipnotizzandolo con il suo multipad-scatola magica di suoni percussivi, fino a compiere una sorta di ‘fusione’ in cui non è chiaro se è il suono a rapire Serena o è lei a governarlo.

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