Strepitoso Gualazzi [auditorium 24.6.2011]

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Bravo, anzi bravissimo. Forte, deciso, intenso, divertente e generoso. Questo e molto altro é Gualazzi. Dal ragtime a Tom Waits passando per un grande come Duke Ellington e senza dimenticare i maestri Buscaglione e Conte, e poi il Blues e la soul music, insomma dalle sue mani esce un pezzo di storia di musica. Quella a mio parere piú giusta che il giovane pianista italiano (nato nel 1981) rimodella seguendo canoni (se esistono) contemporanei, ricordandoci che con la Musica si puo’ giocare ma non scherzare! Lui e’ una vera stella e si vede, si sente. A Roma ha regalato un concerto indimenticabile che le oltre 3000 persone presenti potranno confermare. Divertente e incalzante, suonato molto bene e senza lasciar dubbio sul talento che lui  ha da vendere. Meraviglioso il remake di Caravan di Duke Ellington, come anche i numerosi brani originali meno noti e ovviamente le canzoni che lo hanno portato all’attenzione popolare, come Follia d’amore, da Sanremo 2011 e Reality & Fantasy del 2010. Per uno dei tre bis voluti dalla Cavea dell’Auditorium, dove il 24.6.2011 si é tenuto il concerto, Rapahel ha eseguito un omaggio alla cittá con Vacanze Romane [di cui il video amatoriale caricato su youtube]

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Per l’occasione ho acquistato un suo disco registrato qualche anno fa – Love outside the windows, nel quale segnalo una grandiosa versione di Besame Mucho, accelerata e perfetta! e se amate il jazz, quello piú accattivante allora non potete fare a meno di avere questo CD nelle vostre discoteche.

da comprare:Love outside the windows
R. Gualazzi 2005

ITINERARI JAZZ. 24 ore a Umbria Jazz Winter

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Locandina di Umbria Jazz Winter 17° ed
Photo by cristiana.piraino

Il jazz d’inverno è come mettere sù un braciere per scaldare l’anima*. Con questa convinzione sono partita da Roma, per arrivare a Orvieto, gioiello umbro a  un’ora dalla capitale, che dal 30 dicembre al 3 gennaio è stata lo scenario della 17° edizione del festival di Umbria Jazz Winter. Per cinque giorni la cittadina si è trasformata in un contenitore soprattutto di musica, d’arte in genere e di molti eventi culturali.

Passare ventiquattro ore lì è stato magnifico. Abbiamo provato l’entusiasmo del bambino dentro un ‘parco giochi’ perchè Orvieto è scenario e protagonista allo stesso tempo di questo spettacolo di ottima musica che da 17 anni anima e celebra il jazz invernale in italia. Le sue viuzze fanno da sipario che d’improvviso di apre ora sulla facciata millenaria del duomo, cui la costruzione risale alla fine del XIII sec., ora sulla bellezza del campanile dodecagonale della basilica paleocristiana di S. Andrea, sorta  nel VI sec., o sugli scorci della vallata sottostante la rupe di tufo sulla quale sorge la cittadina al confine con la provincia di Viterbo, che di tanto in tanto fa capolino in mezzo ai palazzi. Insomma è stato un viaggio nel viaggio e la musica è stata sempre presente.  


Duomo di Orvieto h. 2:30 di notte
Photo by cristiana.piraino

*CITAZIONE: Gino Castaldo, Musicologo e Giornalista, nonché il mio Guru

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POST APPROFONDIMENTO

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