TRIO DI ROMA – Umbria Jazz 17° ed. 2010

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….. una chicca

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Bye Bye Blackbird, eseguita a  Umbria Jazz Winter ed. 17 
Orvieto 2.1.2010 – Autore:  nickingos

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ITINERARI JAZZ. 24 ore a Umbria Jazz Winter

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Locandina di Umbria Jazz Winter 17° ed
Photo by cristiana.piraino

Il jazz d’inverno è come mettere sù un braciere per scaldare l’anima*. Con questa convinzione sono partita da Roma, per arrivare a Orvieto, gioiello umbro a  un’ora dalla capitale, che dal 30 dicembre al 3 gennaio è stata lo scenario della 17° edizione del festival di Umbria Jazz Winter. Per cinque giorni la cittadina si è trasformata in un contenitore soprattutto di musica, d’arte in genere e di molti eventi culturali.

Passare ventiquattro ore lì è stato magnifico. Abbiamo provato l’entusiasmo del bambino dentro un ‘parco giochi’ perchè Orvieto è scenario e protagonista allo stesso tempo di questo spettacolo di ottima musica che da 17 anni anima e celebra il jazz invernale in italia. Le sue viuzze fanno da sipario che d’improvviso di apre ora sulla facciata millenaria del duomo, cui la costruzione risale alla fine del XIII sec., ora sulla bellezza del campanile dodecagonale della basilica paleocristiana di S. Andrea, sorta  nel VI sec., o sugli scorci della vallata sottostante la rupe di tufo sulla quale sorge la cittadina al confine con la provincia di Viterbo, che di tanto in tanto fa capolino in mezzo ai palazzi. Insomma è stato un viaggio nel viaggio e la musica è stata sempre presente.  


Duomo di Orvieto h. 2:30 di notte
Photo by cristiana.piraino

*CITAZIONE: Gino Castaldo, Musicologo e Giornalista, nonché il mio Guru

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POST APPROFONDIMENTO

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>>> PASSEGGIATA POMERIDIANA CON IL FUNKY

>>> CENA INSIEME AGLI STANDARD

>>> DOPOCENA IN VIAGGIO CON LA GUITAR HISTORY

>>> GIG NOTTURNA DEI TOP JAZZ ITALIANI

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PASSEGGIATA POMERIDIANA CON IL FUNKY

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Funk Off nelle strade di Orvieto 
Photo by 
cristiana.piraino

Appena giunti in città, dopo solamente un’ora di treno da Roma, ti accoglie per le strade della città una formazione di incredibile forza i Funk Off la marchin’ band nata nel 1988 da un’idea del sassofonista Dario Cecchini e che partecipa da allora in importanti manifestazioni di street art e molti festival tra i quali anche Umbria Jazz Winter dove hanno suonato in più edizioni.

Al loro passaggio inizia una grandissima festa, la gente è entusiasta e i bambini urlano sorpresi dall’emozione alla vista di questa coloratissima band che a suon di funky marcia danzando per le strade aprendo con la forza delle note e tutta le loro energia un varco tra la folla che li segue formando un fiume festaiolo..

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CENA INSIEME AGLI STANDARD

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Alessandro Bravo  
Photo by cristiana.piraino

Passare da un bar a un’enoteca nelle vie del centro nell’ora dell’aperitivo, significa anche percorrere un piccolo itinerario tra i vari generi musicali e assaporarne l’ebrezza. Un po’ di blues nel baretto di Luca in via del Duomo, un pizzico di smooth jazz in via Cavour e un po’ di classical jazz con Allan Harris Quartet al Palazzo dei Sette.

Assaggi di note, che come il tipico aperitivo ci portano verso la cena per la quale scegliamo il San Giovenale e gli standard del quartetto del sassofonista umbro Filippo Bianchini (nella foto) accompagnato al pianoforte da Alessandro Bravo.

Filippo Bianchini sax
Alessandro Bravo pianoforte
Andrea Ambrosi contrabbasso
Lucio Giovannella Batteria

Ospite del quartetto Benedetta Gelati voce

Partendo da via del Duomo e percorrendo via Cavour in direzione nord, superata la basilica di S.Andrea ci si addentra in viuzze e vicoletti che si aprono d’improvviso sulla piazza dominata dal San Giovenale nel Quartiere Medievale. Il colpo d’occhio è notevole. L’edificio dalla imponente facciata costituita da finestroni gotici è con ogni probabilità la prima chiesa costruita a Orvieto dagli Agostiniani nel 1264. Questo enorme finestrone che da’ sulla piazza, ricavato in seguito ai più recenti restauri, ha riportato alla luce la vecchia struttura e oggi ospita l’omonimo ristorante che insieme alla Chiesa di San Giovenale, considerata dagli storici il primo Duomo di Orvieto, e al Convento degli Agostiniani rappresenta uno degli angoli più suggestivi del borgo.

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DOPOCENA IN VIAGGIO CON LA GUITAR HISTORY

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John Scofield 
Photo by gdcesare

John Scofield & Larry Goldings
h. 22,00
Palazzo del Popolo – Sala de i 400

Accompagnati dalla chitarra del grande John Scofield ripercorriamo un viaggio nella storia dello strumento. Brani suonati da una delle leggende viventi del chitarrismo jazz.

John Scofield e Larry Goldings hanno presentato un repertorio trasversale dando anima a sonorità particolarmente ‘rare’ dal funk jazz al blues arrivando a regalare la loro personale interpretazione del più contemporano (post) hard-bop. La chitarra di Scofield si completa con l’hammond di Goldings creando una perfetta sintonia.

Molti hanno aderito con la dovuta elettrica emozione all’evento, scegliendolo tra i tanti concerti in cartellone per ovvi motivi. Ma poi  assistendo alla performance devo dire, per onor di cronaca, che invece è stata decisamente noiosa. Il John Scofield che tutti conoscono non c’era. Il repertorio presentato era un monologo introspettivo incapace di trasmettere un vero e proprio messaggio univoco. Dunque dispersivo e contraddittorio e non riportava neanche lontanamente il ricordo del John Scofield dei tempi di Davis o Pastorious.

A peggiorare la situazione un caldo insopportabile nel gremito e imponente salone dei 400 e un’acustica penosa.

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GIG NOTTURNA DEI TOP JAZZ ITALIANI

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Trio di Roma – Umbria Jazz Winter
Photo by cristiana.piraino

TRIO DI ROMA
Rea Pietropaoli Gatto
Club Bevipiano (…ma suona Jazz )
Centro storico
h.24:00

Usciti dal Salone dei 400  a concerto non proprio finito (vd. post precedente), ci ritroviamo in molti nelle stradine di Orvieto. Il confronto è inevitabile e i commenti ci trovano tutti d’accordo. Scofield ci ha deluso. Di discorsi se ne possono fare tanti, ‘non era la serata giusta’, ‘ il repertorio era sbagliato’, ‘l’acustica inadatta’ .. etc.. resta il fatto che i sentimenti post-concerto vanno dalla delusione all’incazzatura forse anche per i 28 euro versati a biglietto..

Ma la notte ci riserva ancora un grande momento, a cui tutti cerchiamo di partecipare. Al Bevipiano sta per iniziare una Gig con il Trio di Roma. Tre amici per la pelle con la loro amicizia nata tra i banchi di scuola a Roma e che oggi rappresentano una delle formazioni più interessanti a livello nazionale che si riflette anche sulla scena internazionale, portando il jazz italiano sui palchi più prestigiosi.

A parte queste considerazioni che sono dati di fatto, il gruppo è strepitoso e la loro musica ci coinvolge dalla prima all’ultima nota. La gig è stata l’apice di una giornata da sogno!!

Il Trio di Roma ha presentato alcuni brani del loro ultimo (e primo) lavoro discografico dedicato alle colonne sonore di film celebri e meno noti. L’idea è unica in quanto lo è lo stile e la realizzazione stessa. Più volte sono stati presentati progetti in jazz legati a importanti colonne sonore, ma questo lavoro non è assolutamente scontato e rappresenta una vera novità anche perchè, dopo oltre 20 anni di intensa collaborazione, questo disco effettivamente è il primo per lo storico Trio. Alla fine del concerto ho acquistato il CD e ora me lo sto ascoltando per il piacere del mio udito.

Infine una bella sorpresa. Il Trio ha invitato sul palco due amici colleghi, Rosario Giuliani e Aldo Bassi, per suonare insieme due pezzi e concludere in modo esplosivo una performance indimenticabile (nella foto il momento in cui Aldo e Rosario sono saliti sul palco del Bevipiano). I pezzi suonati sono stati Straight no Cesar e Cherokee.

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