e’ Nato!

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Dopo un bel po’ di lavoro finalmente possiamo a vedere i nostri sforzi conctretizzarsi in un bellissimo link, quello di iTunes dove potrete – volendo – acquistare il nuovo disco di Aldo Bassi Quartet “New Research”.

60 minuti di musica che racchiudono quasi due anni di lavoro dalla prima nota scritta da Aldo all’ultimo giorno di promozione. Per Romalive è stata un’esperienza unica che spesso abbiamo definito ‘un parto’ per la tanta energia che abbiamo speso, per le urla di gioia, e non solo, tirate per l’aria e per la felicità di vedere questo disco, completamente autoprodotto, muovere ora i suoi primi passi sul mercato discografico.

La musica di New Research è jazz assolutamente contemporaneo e molto piacevole da ascoltare. Ora tocca a voi acquistarlo

ECCO IL >> LINK 

GIANNI SAVELLI MEDIA RES al Convoglia

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Sab. 27/03/2010
GIANNI SAVELLI MEDIA RES

Convoglia     >> more about Convoglia   >> music clubs in Rome
Via Giolitti 36
h. 21:00 Ingresso con cena a buffet 15.00 €

Assente dalla scena romana da un po’ Gianni Savelli presenterà sabato 27 marzo al Convoglia un po’ della sua magnifica maniera di suonare. Profondo, sorprendente, anticonvenzionale, pieno di talento. Gianni Savelli è un sassofonista ricco di sfumature che sa dosare, con sapienza, nelle sue composizioni. L’ultimo album  “Que la fête commence” è un viaggio per chi ama viaggiare e rappresenta un sogno ad occhi aperti verso mondi apparentemente lonani, ma che in fondo, possiamo ritrovare dentro di noi. Suoni e ritmi di culture diverse sono filtrati da armonie europee e più tipicamente jazzistiche dando vita ad un linguaggio fortemente evocativo di un percorso immaginario popolato di emozioni.

Gianni Savelli sassofoni e flauti
Aldo Bassi tromba, trombino e flicorno
Pierpaolo Principato pianoforte
Luca Pirozzi contrabbasso
Alessandro Marzi batteria

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Gianni Savelli sarà ospite del programma RAI Radio 3 Suite il giorno venerdì 26 alle ore 22.30, per ascoltare il programma è possibile sintonizzarsi il sul canale radiofonico al >>LINK

>>> ACQUISTA  Gianni Savelli Media Res su iTunes

FRANCESCO FORNI “Solo”

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Photo by Simone Cecchetti

Merc. 24/03/2010
FRANCESCO FORNI “Solo”
dal vivo chitarra e voce
Riunione di condominio
Via dei Luceri 13 (San Lorenzo)
h. 22:30 Ingresso gratuito

Francesco Forni è un artista incredibile. La sua capacità di comunicare attraverso la musica rivela una grande dedizione e una forte preparazione musicale alla base della sua arte. E’ un vero musicista, come sinonimo di colui che conosce la musica. Non me ne vogliano altri, ma oggi in questa esplosione continua di ‘talenti’ spinti a venir fuori da un sistema che ne produce a iosa, non sempre però il talento è sostenuto dal sapere. Francesco Forni, cantautore e compositore, è invece un bel pozzo di scienza musicale in primo luogo, ma è anche una persona colta e intellettualmente raffinata, con il quale parlare significa compiere un’esperienza costruttiva.

In questo ultimo periodo Francesco alterna il suo lavoro in teatro, come compositore di musiche originali, con la scrittura di brani che presto diventeranno il nuovo album, atteso da un pubblico che ha già potuto apprezzare Tempi Meravigliosi, primo album d’esordio dallo stile omogeneo ma ricco di momenti di musica diversa, dal blues al folk alla canzone popolare e dove, di tanto in tanto, spiccano rispettosi omaggi al jazz.

Mercoledì 24 marzo al Riunione di Condominio, nuovo locale di San Lorenzo che si propone tra i siti di musica dal vivo romani con un concetto assolutamente innovativo, di cui vi parlerò in seguito, vedremo Francesco Forni esibirsi in Solo, accompagnato nell’apertura dalla voce di Ilaria Graziano e dal basso di Emanuele Brignola.

Con la chitarra e voce, sarà un percorso fra i Tempi Meravigliosi, tributi a grandi interpreti e a sopresa qualche brano inedito, tanto per assaporare il nuovo album, la cui uscita è prevista per la prossima estate.

 

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>>> Acquista Tempi Meravigliosi su iTunes

>>> Evento su Facebook

>>> post ‘francesco forni il blues d’autore’ 

LEGGERE LA CANZONE: Masters of War

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Ci sono brani nella storia della musica la cui importanza è fondamentale per comprendere i valori più profondi ai quali l’umanità deve assolutamente attenersi per sopravvivere. Dichiarazioni per una Vita che potrebbe essere migliore se a questi brani fosse data una legittimità. Se nelle scuole venissero insegnati o se diventassero le leggi per una comunità. 

Masters of  War scritto nel 1963 da Bob Dylan è proprio uno di questi brani. Un testo forte, diretto e senza mezzi termini, a volte ‘violento’ nell’uso delle parole contro i signori della guerra, quelli che si arricchiscono vendendo armi e promuovendo nuovi conflitti per il proprio tornaconto. Vili, che si nascondono dietro una scrivania mentre nel mondo le loro bombe uccidono. Come Giuda, traditori dell’umanità. Non degni del sangue che gli scorre nelle vene. Il monito di Dylan risuona pieno di rabbia quando scrive ‘tutti i soldi che farete, non vi serviranno a riavere la vostra anima’ o quando ancora dice ‘voi che non costruite mai nulla, ma siete solo capaci di distruggere’ .

Questo brano tutt’ora viene considerato da molti un inno al pacifismo, essendo datato in un momento in cui la guerra del Vietnam mostrava tutti gli errori e gli orrori del conflitto bellico. Sebbene la lettura che va data al testo della canzone in realtà è diversa e a dirlo è lo stesso Bob Dylan in un’intervista del 2001 rilasciata a USATODAY: “Purtroppo, le persone sono state portate sulla strada sbagliata da pseudo-intellettuali che non hanno mai veramente colto lo spirito culturale che si respirava nel momento in cui scrivevo determinate canzoni. Masters of War, per esempio, viene definita una canzone pacifista contro la guerra. Non è una canzone contro la guerra, ma contro ciò che Eisenhower chiamava il complesso militare industriale, in un momento in cui il suo mandato di Presidente era quasi concluso. Questo ‘spirito’ era nell’aria e io l’ho colto“. 

Per ascoltare questo brano ho scelto la versione live dei Pearl Jam, che offrendo un’ interpretazione magnifica, dimostrano di percepire pienamente lo spirito con il quale Dylan otre ’40 anni fa scrisse queste parole e musica. Il brano non ha tempo e non sarà mai superato fino a che ci saranno i Signori della Guerra.

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MASTERS OF WAR Bob Dylan 1963

dall’Album “The Freewheelin’ Bob Dylan”

Come you masters of war
You that build all the guns
You that build the death planes
You that build the big bombs
You that hide behind walls
You that hide behind desks
I just want you to know
I can see through your masks

You that never done nothin’
But build to destroy
You play with my world
Like it’s your little toy
You put a gun in my hand
And you hide from my eyes
And you turn and run farther
When the fast bullets fly

Like Judas of old
You lie and deceive
A world war can be won
You want me to believe
But I see through your eyes
And I see through your brain
Like I see through the water
That runs down my drain

You fasten the triggers
For the others to fire
Then you set back and watch
When the death count gets higher
You hide in your mansion
As young people’s blood
Flows out of their bodies
And is buried in the mud

You’ve thrown the worst fear
That can ever be hurled
Fear to bring children
Into the world
For threatening my baby
Unborn and unnamed
You ain’t worth the blood
That runs in your veins

How much do I know
To talk out of turn
You might say that I’m young
You might say I’m unlearned
But there’s one thing I know
Though I’m younger than you
Even Jesus would never
Forgive what you do

Let me ask you one question
Is your money that good
Will it buy you forgiveness
Do you think that it could
I think you will find
When your death takes its toll
All the money you made
Will never buy back your soul

And I hope that you die
And your death’ll come soon
I will follow your casket
In the pale afternoon
And I’ll watch while you’re lowered
Down to your deathbed
And I’ll stand o’er your grave
‘Til I’m sure that you’re dead

ISPIRAZIONE

>> Lezioni di Rock Lezioni di Pace

FONTI

>> USATODAY

>> Originale Masters Of War di Bob Dylan

INFO

TRACK LIST

Blowin’ in the Wind
Girl from the North Country
Masters of War
Down the Highway
Bob Dylan’s Blues
A Hard Rain’s a-Gonna Fall
Don’t Think Twice, It’s All Right
Bob Dylan’s Dream
Oxford Town
Talkin’ World War III Blues
Corrina, Corrina
Honey, Just Allow Me One More Chance
I Shall Be Free

MUSICA SOLIDARIETA’ e PACE: si può fare

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foto di Fulvio Celsi per >> S4C 

Il 19 marzo c’è stata una puntata veramente speciale di Lezioni di Rock nell’Aula magna della Sapienza a Roma, voluta e organizzata dai volontari italiani di P4P People 4 Peace che hanno presentato un video sulle iniziative della Prem Rawat Foundation grazie al quale si riesce a capire il lavoro ‘vero’ di tante persone impegnate nelle aree critiche del mondo dove la fondazione porta cibo e assistenza sanitaria in maniera concreta. E Pace, perchè dove c’è la Pace c’è sviluppo.

Grazie a Gino Castaldo e Ernesto Assante che ci hanno portato per mano in un viaggio incredibile, attraverso la Musica come strumento di impegno sociale e voce guida per il cambiamento. La Musica della generazione passata, che ancora oggi rimane la più importante del nostro secolo, da Bob Dylan a John Lennon, da George Harrison ai più recenti U2.

E poi Jimi Hendrix che rappresenta l’essenza di una intera epoca, che con la sua musica assume una posizione ben chiara in difesa della pace e contro l’ipocrisia della guerra, senza dire una parola.

E ancora i giovani di Woodstock, quelli di Berkeley e quelli della marcia di NY contro la guerra in Vietnam, quei giovani, liberi da ogni condizionamento ai quali noi tutti dobbiamo moltissimo. Invitando tutti a una riflessione su cosa siamo diventati oggi – vi lascio alcuni dei video che abbiamo visto ieri e che riassumono lo spirito della pace ma soprattutto la grande spinta verso la PACE che dovremmo tutti riuscire a trovare nuovamente. E non solo a parole.

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more about “Jimi Hendrix in Woodstock (Aug. 1969)…

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more about “John Lennon “Give peace a chance”

 

 MORE VIDEO:

>>> Da Woodstock ’69 Country Joe McDonald’s “F-U-C-K Cheer “I Feel Like I’m Fixing To Die

>>> U2 “Bad” Live Aid 1985

>>> John Lennon (e Yoko Ono) “Imagine”

LEZIONI DI ROCK, MESSAGGIO DI PACE ALLA SAPIENZA

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Ven. 19/03/2010
LEZIONI di ROCK, LEZIONI di PACE

incontro con Ernesto Assante e Gino Castaldo
Aula Magna Università LA SAPIENZA di Roma
Piazzale Aldo Moro, 5
 h. 18:30  Ingresso libero  >> evento su Facebook  

INFOLINE  3332378378

Alla fine non c’è dubbio che l’idea di una”terra promessa”
sia un’idea trainante, una forza propulsiva
che ha attraversato il rock dalle origini, fino ai nostri giorni.

di Gino Castaldo La terra promessa

Evento promosso dal III Municipio di Roma e l’Associazione P4P presentano e con il progetto umanitario della Prem Rawat Foundation, ospite speciale Mondo senza Guerre

Arriva alla Sapienza di Roma la Lezione di Rock più amata in città, quella di Ernesto Assante e Gino Castaldo, critici musicali, giornalisti e scrittori, ma soprattutto i nostri Professori del Rock. Le loro domenicali LEZIONI di ROCK all’Auditorium di Roma sono diventate un appuntamento fisso i tantissimi amanti di questo genere, tanto da risultare spesso sold-out al botteghino. Venerdì 19 alle 18:30 nell’aula Magna de La Sapienza saranno eletti per qualche ora ‘docenti universitari’  e condurranno una lezione molto speciale perchè dedicata al Rock e all’impegno umanitario della musica nel nome della Pace. Attraverso i loro racconti veranno ricordate le tappe principali del cammino che ha portato la musica giovanile dalla dimensione di puro intrattenimento a quella di una profonda riflessione su sè stessi e sul mondo, fino all’ impegno sociale, politico e umanitario.

Durante il pomeriggio saranno presenti i volontari italiani di P4P che presenteranno le iniziative della Prem Rawat Foundation, associazione umanitaria impegnata nei paesi critici del mondo dove si adopera con le proprie strutture per portare cibo e assistenza sanitaria. Il suo fondatore Prem Rawat ci ricorda che “Smettere di sognare, è lo sbaglio più grande che fanno le persone” >>web fondazione

Voi vi nascondete nei vostri palazzi mentre i sangue dei giovani scorre dai loro corpi e viene sepolto nel fango (Bob Dylan- Masters of War)

 

IN PILLOLE: perchè SUDOKU KILLER

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 Caterina Palazzi Quartet - Sudoku killer 

La fantasia dei musicisti a volte si rivela anche nei titoli che loro stessi assegnano ai brani o, come in questo caso, ad un album intero. Sudoku Killer, disco d’esordio della contrabbassista Caterina Palazzi, prodotto da Zone di Musica, ha messo in moto la mia curiosità tanto da voler rivogere all’autrice la domanda ‘perchè sudoku killer?’

Caterina Palazzi: “Un sudoku killer è una variante piu’ complessa del normale sudoku. Anche se ascoltando a mia musica molto melodica non si direbbe che sono un’appassionata di giochi matematici. Ho scelto questo titolo perche’ così come il sudoku e’ un intreccio di numeri collegati tra loro il mio CD e’ un intreccio di storie collegate tra loro, seppur con trame diverse. La vedova nera, dalla trama ironica, parla di una donna che decide di sposare un uomo ricco e anziano per eliminarlo subito dopo il matrimonio e godersi l’eredità , Vampiri parla di una bambina appassionata di noir che va nel bosco alla ricerca dei vampiri e li trova.  >> more about

DOVE COMPRARE IL CD “SUDOKU KILLER”

>>>> CD FISICO (su ordinazione)

>>>> PER SCARICARLO DA iTunes

 

LEZIONI DI ROCK ricordando Wayne e Joe

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Dom. 14/03/2010
WEATHER REPORT – I SING THE BODY ELECTRIC
Rassegna Lezioni di Rock
a cura di G. Castaldo e E. Assante
Auditorium Parco della Musica
Teatro Studio
h. 11:00 a.m. 5,00 €

Oggi una puntata molto speciale delle LEZIONI di ROCK di Gino Castaldo e Ernesto Assante, perchè dedicata ai Weather Reports, una formazione di grande energia dei primissimi anni ’70. Basti pensare ai suoi  fondatori il pianista Joe Zawinul, scomparso di recente, e il sassofonista Wayne Shorter, quest’ultimo dopo dopo aver militato a lungo nel mitico quintetto di Miles Davis, danno vita a uno dei gruppi ‘padri’ del jazz fusion.

Lo stesso Miles Davis alla fine del 1969 pubblica il disco Bitches Brew nel quale utilizzando le strumentazioni elettroniche del rock, risce a trovare un nuovo stile, che vede il jazz tradizionale, sempre presente nell’improvvvisazione, mescolarsi con le ritmiche del funky. Questo album, come molte delle cose scritte da Miles, ha generato un nuovo stile che fu definito sin da subito fusion, proprio per la sua caratteristica di realizzare una fusione tra stili diversi. E proprio in questo lavoro di Miles è presente Joe Zawinul, che ormai passato alle tastiere dal pianoforte, contribuisce alla svolta stilistica.

Sulle orme del suo precedente band leader, Shorter insieme a Zawinul danno vita ai Weather Report, che sin da subito viene considerata la band più innovativa del jazz fusion e oggi, a distanza di molti anni, la più importante.

Medley dall’album I sing the body electric, 1972 Weather Report

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