POESIE IN CERCA DI NOTE

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Poeti e poetesse di tutta Italia è il momento di farsi avanti !! Volete che una vostra poesia diventi una canzone?! ECOPOETICO vi da questa opportunità.

Inviate i vostri testi a ecopoetico@gmail.com entro e non oltre il 30 APRILE 2009. Le tre poesie migliori saranno musicate ed interpretate da  NUOVE FORME DI POESIA (NFDP). Ricordate di indicare nell’oggetto della mail la parola “CANZONE”.

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Ecco la poesia di Romalive inviata per il progetto:

PICCOLE COSE

Il nostro amore è fatto di sassi di stelle di sale
È fatto di luna piena di pane
È fatto di sussurri e grida sommesse
Di parole che diventano il filo che lega le nostre anime.

Il nostro amore è fatto di piccoli gesti
Un pezzo di cuore scambiato
Due voci fatte di aria e di terra
La felicità è il nostro amore e qui dimora.

Siamo cielo e terra, se la luce penetra,
i confini svaniscono in un orizzonte.
Nel nostro letto sorge il sole.

Questo amore è fatto di piccole cose
Stelle luna sassi vento terra pane
Roccia mani luce, è fatto d’amore.

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RELATED LINK:

omaggio a Piero Ciampi  musica poesia danza 
www.maledettidettimale.com

DANZA CONTEMPORANEA: CARMINA BURANA

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dal 3 al 6 Aprile 2009 DANZA CONTEMPORANEA
CARMINA BURANA
SPELLBOUND DANCE COMPANY
Direzione artistica Mauro Astolfi

Teatro Ambra Jovinelli
Via Guglielmo Pepe, 43
Platea 15,00 €
Galleria 12,00 €
pre-vendita online 800431003

3/03  h. 21:00
4/04  h. 21:00
5/04  h. 17:00
6/04  h. 10:00 mattinée

Produzione realizzata con il Contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali Dipartimento dello Spettacolo e dell’Azienda Autonoma  Soggiorno e Turismo di Maiori nell’ambito dei Grandi Eventi della Regione Campania.

I Carmina burana vennero ritrovati, numerosissimi (più di trecento componimenti di vario genere), in un manoscritto dell’abbazia di Benediktbeuren, da cui presero il nome. Vengono fatti risalire per la maggior parte al secolo XIII, quando non era troppo difficile, viaggiando per la Germania e la Sassonia, imbattersi nei goliardi (da cui il nome dato dalla tradizione italiana agli studenti universitari, che in realtà hanno poco o nulla da spartire con i loro omonimi medievali) o più propriamente clerici vagantes, letterati girovaghi studiosi della tradizione poetica greca e latina, cantori del vino, delle donne, del vagabondaggio e del gioco. Poesia burlesca, impudente, sovversiva: si parla senza troppi veli del corpo e della sua quotidiana avventura, se ne esplicano con gioia le funzioni, non si guarda all’altrove. Tace il linguaggio della ratio, si dimentica il decorum e si osa persino irridere audacemente al divino con le cosiddette  ‘kontrafakturen‘, ossia travestimenti di inni e motivi religiosi in canti profani che suonano come parodia degli evangeli, delle formule di confessione e delle litanie. Eros, dunque, riassorbe thanatos, l’homo faber si trasforma in homo ludens.      

Venus me telo vulneravit / aureo, quod cor penetravit“… “Venere mi ha colpito con una freccia d’oro, che mi è penetrata nel cuore”: il corpo (a differenza di quello dei dannati nei ‘Giudizi universali’ della pittura medievale che non conosce alcuna floridezza nella resurrezione, soltanto degradazione, pustole e infermità), non è mai detto animale, basso, ‘sozzo’, bensì viene innalzato, liberato e goduto, come nei versi di Ovidio, Marziale e Catullo. Da questo curioso magma di scurrilità plebea e raffinatezza cortigiana  Mauro Astolfi trae – o per meglio dire, deduce in piena libertà, senza alcuna intenzione filologica – una coreografia tutta giocata tra ‘larghi’ e ‘sfrenatezze’ (del resto, è un artista a cui il ritmo ‘medio’ poco o nulla si addice) che agisce lo spazio quasi a volerlo contestare, divisa essenzialmente in tre momenti che scandiscono un crescendo liberatorio: si passa da una brutale aggressione sotto il cupo rombare della pioggia battente a una parte irriverente e grottesca che allude alle giullarate, per culminare infine nell’incendium cupiditatum, lo scatenamento delle passioni, che avviene nella taberna (qui anche – come spesso anticamente – bordello), luogo di appagamento degli istinti primari… Due i simboli chiave di questo balletto, calati in un’atmosfera inquietantemente metafisica: un grande armadio (visto, si direbbe, con gli occhi dell’infanzia  che tutto colorano di mistero) e una tavola. Il primo (in cui i corpi dei ballerini si vanno quasi a riporre come abiti frusti), luogo di memorie, di segreti  di ‘scheletri’ ipocritamente celati; la seconda, altare sacrificale della terrena voluptas, imbandita di corpi esibiti come cibarie tentatrici (Gola e Lussuria, essendo due vizi capitali, sono figli della medesima cova)…

 ‘Carmina burana‘, dunque, come temerario ‘grido’ del dissenziente che si pone di fronte all’ ‘infrazione’ senza soverchia paura e al tabù con il palese desiderio di infrangerlo sfidando consapevolmente censure e anatemi, giocando a carte scoperte la quotidiana partita contro la morte, recuperando il caos di Pan attraverso l’armonia di Orfeo, accettando la realtà senza spiritualizzarla, magari sconfinando nella ‘trivialità’ e nell’ ‘osceno’… Non si aspettano futuri compensi, ma si vive nell’oggi, riconoscenti a divinità dal volto pagano che non minacciano castighi e non promettono compensi oltre ciò che può dare l’immediata contingenza: non dèi, ma più familiari demoni, da cui lasciarsi possedere e invasare, come Eros, il quale, a dire di Platone, “è un demone grande”, e come tutto ciò che è demoniaco è “qualcosa di mezzo tra il dio e il mortale”.

di  Riccardo Reim

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MORE info

Regia e coreografia: Mauro Astolfi

Musiche: Karl Orff, V. Caracciolo ( da “Passione Medioevale”), A.Vivaldi ( da “Dixit dominus”).

Disegno Luci: Marco Policastro

Scenografie: Stefano Mazzola

Costumi: Sandro Ferrone- Roma, Halfon- Roma

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Stage di Modern Contemporaneo

con MAURO ASTOLFI
Dir. artistico Spellbound Dance Company

Ven. 3/04/2009
Teatro Ambra Jovinelli
Roma – Via G. Pepe 43/47

Il lavoro si svolgerà in due turni:

14:00 – 15:30 primo workshop
15:30 – 17:00 secondo workshop
COSTO: 30,00 € 
che comprende un workshop e l’ingresso allo spettacolo “CARMINA BURANA”

FRANCO CALIFANO a ROMA

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Sab. 28/03/2009 MUSICA D’AUTORE
FRANCO CALIFANO live pensieri e musica
JET SET – Piazza U.E. Terracini
INFO  3296946426

All’interno di una serata di puro entertainment organizzata da una organizzazione romana di eventi, Odissey 2001, il grande Franco  Califano, semplicemente per noi il CALIFFO, farà rivivere le emozioni di un tempo presentando i suoi più grandi successi e stralci del suo pensiero, profondo ma basic, così come deve essere lui. Un artista che negli anni ha saputo costruire un’immagine di se vera, con le contraddizioni che lo caratterizzano e le debolezze nelle quali il pubblico che lo ama e lo segue si riconosce, espresse con un linguaggio diretto, pop, che però contrasta con il pensiero cinicamente profondo e in questo terribilmente umano.  

Tutto il resto è noia è una grande verità. In questo brano si può individuare una filosofia di vita, quella di Califano ma condivisa da molti, ed anche il manifesto dell’insofferenza epocale segnata dai profondi dubbi umani sull’importanza del rapporto di coppia per il raggiungimento della felicità. Epoca storica che ha visto fino al 70% (ufficiale) di rapporti di coppia falliti e che forse ora si sta concludendo con il passaggio di una generazione di ‘insofferenti’ all’età più adulta. Parole e musica hanno aiutato a prendere coscienza di questa tematica. In questo il Califfo è maestro di vita e grande autore.

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Tutto Il Resto è Noia

Si, d’accordo l’incontro
un’emozione che ti scoppia dentro
l’invito a cena dove c’è atmosfera
la barba fatta con maggiore cura.
la macchina a lavare ed era ora
hai voglia di far centro quella sera
si d’accordo ma poi..
tutto il resto è noia
no, non ho detto gioia, ma noia, noia, noia,
maledetta noia.
Si, lo so il primo bacio
il cuore ingenuo che ci casca ancora
col lungo abbraccio l’illusione dura
rifiuti di pensare a un’avventura.
Poi dici cose giuste al tempo giusto
e pensi il gioco è fatto è tutto a posto
si,d’accordo ma poi…
tutto il resto è noia
no, non ho detto gioia, ma noia, noia, noia
maledetta noia.
Poi la notte d’amore
per sistemare casa un pomeriggio
sul letto le lenzuola color grigio
funziona tutto come un orologio.
La prima sera devi dimostrare
che al mondo solo tu sai far l’amore
si, d’accordo ma poi..
Tutto il resto è noia
no,non ho detto noia
ma noia, noia, noia
maledetta noia.
Si d’accordo il primo anno
ma l’entusiasmo che ti resta ancora
è brutta copia di quello che era
cominciano i silenzi della sera
inventi feste e inviti gente in casa
così non pensi almeno fai qualcosa
si, d’accordo ma poi..
Tutto il resto è noia,
no, non ho detto gioia, ma noia, noia, noia
maledetta noia

BOB DYLAN A ROMA

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Ven. 17/04/2009
BOB DYLAN
Palalottomatica (Eur)

Tribuna centrale 69,00
Tribuna laterale 57,50
Parterre non numerato 46,00
Terzo anello num.centrale  46,00
Terzo anello num. laterale 40,25

Arriva a Roma ad aprile il cantautore e poeta americano Bob Dylan. E’ di sicuro uno degli ultimi miti viventi del ventesimo secolo. Ha dedicato la sua vita e continua a farlo alla musica, quella con la emme  maiuscola, impegnandosi per la Società civile armato pacificamente dei testi delle sue canzoni quelle che tutti ormai riconosciamo come Poesia.

Dylan è una delle più importanti figure nella musica degli ultimi cinquant’anni non solo per il suo paese, gli Stati Uniti, che proprio un anno fa nel 2008 gli assegnava il premio Pulitzer per essere il personaggio più rappresentativo della cultura e della storia americana.

[nota: Il Premio Pulitzer è un premio statunitense, considerato come la più prestigiosa onorificenza nazionale per il giornalismo, successi letterari e composizioni musicali. Fonte: wikipedia]

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 CONSIGLIATO

Parole nel vento
raccolta di saggi inediti su Bob Dylan

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Alessandro Carrera ha selezionato dodici magistrali saggi, tutti inediti in Italia, attraverso i quali vengono scandite le tappe della straordinaria carriera di Bob Dylan. Dal primo profilo dylaniano apparso sul “New Yorker” nel 1964, fino a un saggio su Dylan come maestro dell’arte della memoria, pubblicato nel 2006; ne emerge un ritratto multiplo ed esteso nel tempo, la biografia intellettuale a più voci di uno dei più significativi artisti del nostro tempo.

In Parole nel vento (ed. Interlinea) Alessandro Carrera ha raccolto e tradotto i migliori saggi di critica musicale inglese e americana su Dylan: da Ralph J. Gleason uno dei fondatori di “Rolling Stone” ad Alex Ross, critico musicale del “New York Times”, fino a Ellen Willis, giornalista moglie di Stanley Aronowitz che favorì l’incontro tra Dylan e i Beatles, solo per citarne alcuni. Ne emerge un ritratto multiplo ed esteso nel tempo. Completa il libro un interessante saggio di Carrera sulla traduzione della canzoni di Dylan e sulla difficoltà di renderne il significato in Italiano, non traducendo alcune parole dal particolare potere evocativo. 

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 .. non posso non dire che.. 

Portando Bob Dylan al Palalottomatica ancora una volta  si evidenzia quanto Roma sia carente di spazi di taglio medio per la musica di livello. Il Palalottomatica, negli anni certamente migliorato dal punto di vista dell’acustica, rimane tuttavia inadeguato ad ospitare un artista come Bob Dylan per evidenti problemi di sound che nonostante tutti gli sforzi fatti persistono in quella location che, sottolineiamo ancora una volta,  non è stata progettata per la musica. E proprio in occasione di tali concerti – dove è fondamentale ascoltare ogni singola nota, ogni parola e l’incontro delle due – che le amministrazioni locali romane e laziali dovrebbero assolutamente mettere in conto la costruzione di una location al chiuso che sia progettata in ogni suo dettaglio per assicurare un elevato livello acustico. Siamo a Roma e non si vive di soli centri commerciali!

DANZA: EMOTIONAL BALANCE

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Merc. 18/03/2009  DANZA CONTEMPORANEA
“EMOTIONAL BALANCE”
SPELLBOUND DANCE COMPANY
Direzione Artistica Mauro Astolfi

“BALLETO DI ROMA”
Estratti dalla tournee italiana

Teatro Cassia, Via Santa Giovanna Elisabetta 69 
h. 21.00  tel  06 9652 7967
Biglietti promozionali per scuole di danza

con Maria Cossu, Marioenrico D’Angelo, Barbara Pennavaria,  Gian Maria Giuliattini, Francesco Gammino, Sofia Barbiero, Marianna Ombrosi, Alessandra Chirulli, Camilla Brezzi

 contatti Spellbound Dance Company
+39 392 4854911    
+39 393 9162871
info@spellboundance.com
info2@spellboundance.com

Il Teatro Cassia apre il sipario quest’anno e propone da subito una programmazione forte nei contenuti e attenta alla trasversalità delle proposte evidenziando soprattutto la necessità nella capitale di nuovi spazi in grado di accogliere le proposte di danza e valorizzarne quindi sia il mercato di offerta che il pubblico che , crescente nelle ultime stagioni, ne applaude le proposte. Sul segmento rivolto  al balletto infatti la prima serata dedicata alla danza d’autore vede in scena nello stesso appuntamento due tra le realtà maggiormente rappresentative nel panorama nazionale : Balletto di Roma- Ente Nazionale del Balletto –   diretto da Walter Zappolini  e la Spellbound dance Company diretta da Mauro Astolfi.

Diverso e variegato il programma offre in una unica serata un ventaglio di creazioni di quattro  coreografi differenti.

Apre Spellbound dance Company con ” Emotional Balance”, un quadro  nato nel 2007 e composto da una raccolta di piccole coreografie  composte negli  ultimi due anni e arricchite da due nuovi passi a due realizzati nel 2009 , tutti lavori basati sulla  ricerca di equilibrio tra gesto e musica , tra movimento e melodia senza nessun altro tema conduttore se non l’emozionalità che emerge da questo connubio.

A seguire nella seconda parte il Balletto di Roma presenta una serie di estratti dalle produzioni recenti di maggior successo  e ancor oggi in tournee in tutt’Italia,  una carrellata di quadri coreografici  tratti da “Cenerentola” di Fabrizio Monteverde , da “Don Chisciotte” di Milena Zullo e “Noon” di Eugenio Scigliano  con l’aggiunta di una novità in esclusiva per la serata uno dei più  passo a due più celebri di “Barbablù” di Fabrizio Monteverde interpretato per la prima volta   a Roma  da due danzatori solisti della Compagnia.

DOMENICA ‘IN FAMIGLIA’ con la PMJO

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Dom. 15/03/2009  JAZZ
PMJO
presenta “Il Viaggio di Sindbad”
di Pino Iodice e Raed Khoshaba
Auditorium, Sala Sinopoli.
h. 18:00  € 10,00  Biglietteria 199.109.783 

Raed Khoshaba oud e composizioni
Giuliana Soscia fisarmonica
Emanuele Smimmo percussioni
Pino Iodice pianoforte, composizioni e arrangiamenti

La musica dell’iracheno Raed Khoshaba (maestro di oud) e quella di Pino Iodice (pianista e curatore degli arrangiamenti) si fondono in un progetto unico, all’insegna della contaminazione multietnica, che guarda alla musica come grande opportunità di incontro, scambio e integrazione fra le culture. Il concerto è tratto da un progetto più ampio destinato a favorire occasioni d’incontro fra musicisti italiani e iracheni, a creare un coro di bambini arabi e italiani, e a costituire un fondo per la realizzazione di una casa musicale italo-irachena nella città di Baghdad (fonte, tratto da: auditorium.com)

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OUD (fonte wikipedia) >> MORE

L’ud o ud sharqi è uno strumento cordofono, membro della famiglia dei liuti a manico corto, con cassa piriforme con tre fori decorati a rosette (uno sotto le corde, gli altri 2 lateralmente) e privo di tastatura. Al Oud in arabo significa legno.

Una leggenda araba attribuisce all’oud una storia illustre, che risale alla notte dei tempi, attribuendone l’invenzione a Lamak, nipote di Adamo ed Eva. Secondo gli storici musicali, progenitori dell’oud risalgono all’antico Egitto.

MOONDOG: il Vichingo della Grande Mela

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FEEDBACK dell’evento:  Moondog, il vichingo della Sixth Avenue 
PMJO Parco della Musica Jazz Orchestra, del 04/03/2009

Lo hanno visto tutti i passanti tra la 52esima e la 53esima strada nel cuore di New York, dal ’43 al ’74, con un elmo da vichingo in testa, la lunga barba bianca, una lancia appuntita tra le mani e un mantello lungo fino ai piedi. Chiamato dalla gente il  ‘Vichingo’  è stato il più geniale, imprevedibile poeta e musicista di strada mai vissuto nella Grande Mela (fonte auditorium.com).  La PMJO di Maurizio Giammarco con eccezionale bravuta nell’esecuzione lo ha ricordato il 4 marzo 2009 nella Sala Petrassi  dell’Auditorium di Roma, con un bellissimo concerto che ha trasmesso unsa grande emozione, vista reazione della sala che non voleva far smettere i musicisti. Sono andata a cercare più informazioni possibili su questo compositore che pochi conoscono ma che tutti dovrebbero ascoltare e mi sono accorta che non c’era neanche una pagina su Wikipedia, almeno fino a poche ore fa.

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Louis Thomas Hardin (1916-1999), al secolo Moondog, compositore, poeta, musicista di strada, cieco dall’età di tredici anni è stato l’inventore di nuovi suoni e di strumenti musicali impensabili. La sua vita ruota intorno al suono. Dal boato provocato dal candelotto di dinamite esploso tra le sue mani di bambino – boato che ritroviamo come ultima battuta in ogni sua composizione, forse a segnare la fine e il principio di tutto – fino al suo stesso nome Moondog, il cane che abbaia alla luna, che lui stesso decise di darsi. Nelle sue note si ritrova il suono della sua vita, vissuta principalmente su un marciapiede davanti ad un grande albergo di New York. La melodia si materializza dal ‘frastuono’ di fondo (il traffico) e la malinconia di quel elemento melodico unico ci riporta alla solitudine provata in mezzo a migliaia di persone, allo stesso tempo drammatica e meravigliosa. 

Hardin riceve l’imprinting musicale dal ritmo dei nativi d’America, quel battito della terra che infulenzerà tutta la sua opera. Nasce infatti nel Kansas, terra di prateria nel cuore degli Stati Uniti.  Studia molto e in maniera approfondita i vari aspetti della Musica, composizione, contrappunto, fuga, arrivando a conoscere gli strumenti molto bene al punto da poterne costruire di nuovi al ricerca continua di un suono diverso e unconventional, che poi riutilizzerà per le sue partiture. Lo studio della musica classica e poi, dal 1943 al 1974, tutto il jazz assorbito senza barriere mentali ne visive dalle gigs newyorkesi che lo circondano, sono il collante della sua opera e il punto di partenza per una composizione frenetica e vasta che, come la foce di un grande fiume, raccoglie tutte le influenze per coinvogliarle in un unico grande flusso minimalista e sicuramente avanguardista capace di  trasportare le  emozioni fino alla parte profonda dell’animo umano.  A seguire  il brano Bird’s Lament scritto da Hardin in memoria del grande sassofonista Charlie Parker, detto appunto Bird.

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Durante in concerto Moondog, il vichingo della Sixth Avenue, eseguito dall’orchestra PMJO, un vero fiore all’occhiello per la città di Roma, sono stata letteralmente rapita dalla musica. In lei ho trovato la base – o il suono originario – di molti generi che al momento in cui Hardin li ha composti, non erano neanche in uno stato embrionale. Mi azzardo a considerare la sua musica come precursore del Rap, nato nella seconda metà degli anni ’70 proprio nelle strade e dal rumore di fondo della stessa città, New York, identificabile anche nella sofferenza che inevitabilmente si assorbe vivendo  la strada. Nella composizione di Moondog ci ritrovo proprio il ‘beat’  ripetuto infinite volte che caratterizzerà successivamente il Rap, anche se ottenuto attraverso una vera partitura e non attraverso la campionatura di suoni come invece accade nel Rap.

MORE >>> Wikipedia

Per me Moondog è stata una vera scoperta e mi rendo conto che lo è  e lo sarà per molti che ancora  non lo conoscono. Lo scopo di questo post si traduce nel mio desiderio di divulgare la  sua storia. Quindi buon knowledge sharing. 

LINKs.

Sidewalk Dances – Music

Album sul web

LAMPADE “EXTRA” di Raoul Renzetti

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Ven. 13/03/2009  SCULTURA 
Lampade EXTRA di Raoul Renzetti
 
Galleria Extra, Via Giotto, 1/a (Piramide).
h. 22:00  € 4,00  quota associazione

Successivamente contattare il proprietario
in galleria nei giorni di apertura (gio-sab dalle 22:00)

>> Foto delle lampade SET completo su FLICKR

Le Lampade Extra, di Raoul Renzetti, proprietario dell’omonima galleria Extra a due passi dalla Piramide, sono delle vere e proprie sculture luminose. Pezzi unici nati dalla creatività di un artista che recupera materiali ferrosi inutilizzati – scarti di lavorazione industriale – e oggetti di epoche passate, come le biglie di vetro degli anni ’50, riciclandoli in oggetti dalla doppia valenza artistica, prima nella struttura, poi nel gioco di ombre create dall’elemento luce sulle pareti. Il richiamo alla natura è spesso evidente, come il giglio costruito sulla base di strumenti di un dentista degli anni ’40, le sculture in rame che riportano ad aironi e giraffe, i lamierini piegati come onde del mare.

Molto bella la trivella perforatrice, un elemento forte per sua natura, reso delicato nella nuova composizione che lo vede sospeso sul terreno non più minaccioso ma dedito ad un movimento ondulatorio che tende verso l’alto e che culmina in una luce sospesa delicatamente nell’aria. Il movimento lo ritroviamo in tutte le lampade scultoree capaci di ondulare per diversi minuti se messe in moto.