DUE CHIACCHIERE CON I SUBSONICA

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Lunedì  26/01/2009
Auditorium Parco della Musica
Sala Petrassi h. 21:00

Questa sera all’Auditorium primo appuntamento degli Incontri d’Autore, una rassegna ideata e condotta dai giornalisti Ernesto Assante e Gino Castaldo. La rassegna prevede un incontro con gli artisti che racconteranno se stessi dal palco della Sala Petrassi.

I Subsonica sono una band Torinese nata nel 1996 e nel corso degli anni pluripremiata in Italia e in  Europa. Uniti dalla voglia di portare nuova musica e di raccontare le loro esperienze diverse, i cinque componenti del progetto Subsonica si riconoscono nel rock alternative e nell’elettronica, per meglio dire del synth rock il genere che unisce il rock con elementi di musica elettronica. Nei loro testi immagini vere di vita urbana.

Sono sicura che avranno molte cose da raccontare sui percorsi e gli obbiettivi della loro musica. Per questo vado e domani saprò dire di più.

Dall’album Eclissi ascolta il brano Nei nostri luoghi

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WEB SUBSONICA

WIKI SUBSONICA

INFO AUDITORIUM

PROGRAMMA INCONTRI D’AUTORE

VIDEO: ABBA, La dance fatta a mano

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Dopo quasi 40 anni i mitici ABBA (1972-1982) ricevono milioni di  visualizzazioni su Youtube  per i loro successi senza tempo che di certo non avevamo dimenticato. Il fatto di averli potuti rivivere attraverso il musical movie MAMMA MIA dell’autunno è stata il giusto riconoscimento ad una musica veramente valida che, partendo dalle melodie del pop ha unito le ritmiche dance facendole evolvere e aprendo il cammino verso la dance più evoluta che ha poi caratterizzato il ventennio successivo e in parte ancora oggi.

La cosa che sicuramente colpisce è l’effetto evergreen di questa musica e il successo a livello mondiale del musical con la brava Maryl Streep ne è la dimostrazione. Il film è sicuramente andato bene e grand parte del merito viene attribuito agli ABBA, che hanno attirato nelle sale non solo il pubblico dei fun di allora, ma anche molte persone giovani che hanno potuto conoscere così una delle band più famose di un’epoca in cui non erano nati.

Gli ABBA è stato un gruppo pop-dance svedese presente tra il 1972 e il 1982, (fonte wiki). Hanno venduto in pochi anni centinaia di milioni di dischi e ancora oggi vendono qualche milione di dischi all’anno. A seguire il video del brano Lay All Your Love On Me

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NOTE:

Nel 2005 Madonna utilizza esattamente la stessa intro del brano degli ABBA Gimme! Gimme! Gimme! per iniziare il brano Hang Up contenuto nell’album dello stesso anno Confessions on a Dance Floor  (VIDEO)

 

LINKS

wiki ABBA

musical MAMMA MIA

POSTUMI DI ‘musica’

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basta…… basta basta!!! Non ne posso più di svegliarmi la mattina e, accendendo radio o tv, sentire sempre gli stessi ‘musicisti’ (o i fac-simili) che cantano le solite noiose quattro note, credendo veramente di essere bravi, sostenuti nelle loro convinzioni dai produttori, convinti che il prodotto offerto sia innovativo e musicalmente buono. Invece purtroppo la parola d’ordine è “già visto” “copiato” “recliclato”. E per assurdo, se in questo mare (inondazione) di gente che fa musica ci fosse qualcuno veramente bravo, riuscirebbe ad emergere?  e noi saremmo capaci di distinguere il ‘bravo’ dal ‘camuffato’?

Un esempio? Alesha Dixon, un mix tra lo stile del Chiwawa mambo e le piccantissime girl band stile Pussy Cat Dolls. In questo caso la presenza degli ormai soliti culi all’aria in prima fila dovrebbe far superare il fatto che il brano oltre ad essere copiato è persino musicalmente inutile? Per me no. Non si supera. Ma questo è solo un esempio tra i tanti finti fenomeni musicali a livello worldwide.

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Io rimango incredula davanti alla mancanza di modestia con la quale chiunque voglia fare qualcosa in musica oggi si può mettere davanti a una telecamera e fare finta di farlo. Come sta accadendo sempre più spesso nei programmi fabrica star dove l’artista in erba per partecipare alla messainscena riveste abiti che non sono i suoi, rischiando di perdere, svendedolo, quel talento che lo aveva spinto ad arrivare fin lì. Eppure l’affluenza ai provini di questi programmi dimostra che il desiderio di partecipare è più forte della consapevolezza dei propri limiti. Senza pensare che in alto il vento è forte e le prospettive svaniscono facilmente.

Ora però siamo andati ben oltre. Non è più l’artista che si propone al pubblico con la sua idea, ma sono i produttori che cercano di capire i gusti delle persone e di creare dei veri e propri personaggi. Oggi è questo lo scenario che  favorisce la nascita delle ‘stelle’ – cioè la Televisione. Dove una qualsiasi persona totalmente inesperta di musica, seppur simpatica come Simona Ventura, può creare un bisogno e allo stesso tempo soddisfarlo, avendone tutta l’autorità, senza averne però l’autorevolezza.

 

Mi chiedo come il cane possa essersi morso la coda così ciecamente. La televisione rema forse contro se stessa, contro l’arte in genere? Cerca di camuffare la verità pur di offrire un bene momentaneo?  ma senza mai dire nulla di nuovo o influire sul cambiamento culturale che invece è necessario. O forse la tv è proprio quello che  il mondo è, con il suo rimandare frenetico di ciò che riesce a prendere, non importa quanta sia la qualità a vantaggio di una quantità che si è ormai trasformata in ‘troppo’. Se la risposta fosse ‘sì, il cane si è morso la coda!’ allora riuscirei a spiegare il perchè di programmi come x-factor, amici e reality in genere. Invece mi rifiuto di pensare che al mondo non ci sia più la qualità.

Ed ecco dunque redivivo il modello Colosseo 2009,  dove le fiere sono i giudici e l’arte, poca o tanta che sia quella dei concorrenti, viene data in pasto alle bestie, per il divertimento del pubblico. Sotto questa ottica, rispetto a un naturale percorso di musicista, la musica viene messa assolutamente da parte e usata come strumento per ottenere altri scopi.

Ma la storia ci trasmette esempi diversi. Del giovane Battisti che si presenta ai provini rai con la chitarra e il maglione da persona qualsiasi, oppure Mogol, che dopo averlo ascoltato per la prima volta, disse che la strada da percorrere sarebbe stata lunga ma che, per l’umiltà dimostrata, avrebbe comunque collaborato con lui. Oggi questa sembra una favola. Invece è così che dovrebbero andare sempre le cose perchè ci sono meccanismi interni dell’essere umano che sono immutabili. Come il fatto che se una cosa diventa facile o viene semplificata si perde quel gusto della sfida degli altri e di te stesso che in passato ha portato noi tutti fin qui. Dove ora ci siamo arenati.

Musicalmente ubriaca, ne vivo i postumi. Compreso il senso di nausa e la voglia di farne a meno di questa musica.

FABRIZIO DE ANDRE’ 10 Anni dalla morte

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PROGRAMMAZIONE dedicata a DE ANDRE’

da lun. 12/01 a ven. 16/01 dalle 15:00 alle 16:00
RADIO 24 dedica 5 puntate allo Speciale Fabrizio De Andrè, per ripercorre la vita di Faber con materiale e interviste d’epoca, testimonianze di amici e colleghi e naturalmente le canzoni di Fabrizio De Andrè.

giov. 15/01 Concerto
Mille Papaveri Rossi a Romatribute band F. De Andrè
Locanda Hermann in Via dei Sabelli, 167b – San Lorenzo

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 ….dai diamanti non nasce niente dal letame nascono i fiori.. diceva la verità Fabrizio De Andrè che a dieci anni dalla scomparsa, avvenuta l’11 gennaio 1999 a Milano, rimane nei nostri cuori come indimenticabile cantautore, poeta e grande musicista.

Proveniente da una famiglia borghese e benestante è uno studente di giurisprudenza della Genova bene, dove spicca per turbolenze caratteriali, quando decide di iniziare a fare musica. Tra i suoi amici ci sono Luigi Tenco e Gino Paoli. Lui è cantautore sin dalla prima nota.

Ma è nel 1972 che Mina decide di interpretare ‘La Canzone di Marinella’ [VIDEO] facendo arrivare in questo modo De Andrè al grande pubblico televisivo. Anche se credo che Faber sarebbe ugualmente arrivato presto al cuore di tutti noi.

Una personalità complessa ma molto chiara nella scelta della direzione da seguire, dettata sempre dal profondo desiderio di conoscere l’animo umano nelle sue numerose diversità e debolezze. Manca alla Musica la sua poesia

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APPROFONDIMENTI

>BIOGRAFIA<

>UNO SCRITTO DI FABRIZIO<

>FONDAZIONE<

>MOSTRA AL PALAZZO DUCALE< a Genova – fino al 3 maggio 2009

Genova rende omaggio a Fabrizio De Andrè a dieci anni dalla sua scomparsa con una grande mostra a Palazzo Ducale, organizzata in collaborazione con la Fondazione Fabrizio De Andrè e curata da Vittorio Bo, Guido Harari, Vincenzo Mollica e Pepi Morgia, che si presenta come un vero e proprio viaggio multimediale nella musica, nelle parole e nella vita di Faber. (fonte: Palazzo Ducale)

 

 

FEEDBACK Trombettisti, BOSSO,BASSI,FRESU

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Come annunciato i giorni scorsi hanno visto la presenza a Roma di tre grandi trombettisti. Fabrizio Bosso insieme a Sergio Cammariere nella sala Santa Cecilia dell’Auditorium, Aldo Bassi all’Alexander Platz per un tributo a Miles Davis, Paolo Fresu nella Sala Petrassi dell’Auditorium esibirsi in un One Man Show.

Tre concerti completamente diversi nel genere eppure con il denominatore comune di una elevata qualità musicale, di una perfetta conoscenza dello strumento e della sua profonda espressività acustica. Abbiamo assistito alle variazioni di uno strumento veramente versatile ed emozionante come una voce umana.


 da sx. Fabrizio Bosso, Aldo Bassi, Paolo Fresu

leggi gli approfondimenti nelle RECENSIONI:

>> FEEDBACK   BOSSO

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FEEDBACK: FABRIZIO BOSSO con SERGIO CAMMARIERE

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Il duetto Cammariere-Bosso dal palco della Santa Cecilia dell’Auditorium il 3/01, ha presentato un repertorio misto, ma in questo nel complesso forse non molto omogeneo. Brani di Cammariere si sono alternati alla musica d’autore. Tre gli omaggi a grandi compositori scomparsi quali  Tenco, De Andrè ed Endrigo. Varie le aperture al mondo del jazz più tradizionale, come la versione del brano Mack the Knife, che ha riportato il pubblico alle atmosfere degli anni ’20. Gentile l’omaggio alla città di Roma con un brano della tradizione romana, anche se stilisticamente si distaccava troppo dal contesto.

 

Foto di Bruno Gianquintieri www.apj.it

Una performance per Cammariere insolita. Apprezzabile, ma non tanto quanto nel concerto di Roma del 6 luglio 2008 all’Auditorium di Via della Conciliazione. Bosso invece ha saputo catturare l’interesse della sala intera, anche del pubblico che, giunto all’evento sulla scia del cantautore piccolino, non aveva idea che il concerto avrebbe preso un  percorso musicale diverso  suggerito dalla tromba del musicista torinese. Nei fill e nei numerosi assolo, il trombettista ha dimostrato le sue ottime qualità melodiche e, ancora una volta, di possedere una grande tecnica e padronanza dello strumento. Molto emozionante l’esercizio di risonanza realizzato con la tromba sulle corde del pianoforte di Cammariere, che hanno vibrato ‘per simpatia’ senza che nessun tasto fosse sfiorato.

ALTRE RECENSIONI sulla TROMBA

>> FEEDBACK   BASSI

>> FEEDBACK   FRESU

 

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LINKs

>> WEB BOSSO

>> WEB CAMMARIERE

FEEDBACK: ALDO BASSI “Kind of Blue Tribute” a Miles

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Lo storico jazz club romano, Alexander Platz, è stato luogo di un evento molto originale ed interessante lo scorso 6 gennaio 2009. Aldo Bassi Quartet ha ospitato i sassofoni di Gianni Savelli (tenore) e di Paolo Recchia (contralto) per ricreare le atmosfere del capolavoro di Miles Davis  ‘Kind Of Blue’ e ricordare con questo concerto il cinquantesimo anniversario della sua pubblicazione.

E’ un tributo significativo che Bassi ha voluto rendere al maestro ideale di tutti i trombettisti e compositori jazz. Nell’esecuzione sono stati rispettati l’ordine originale dei brani – di ogni brano le caratteristiche musicali-  e la durata dei vari assolo. Inoltre, utilizzando per l’occasione una tromba Martin, Bassi  è riuscito ad avvicinare il pubblico alle sonorità del grande trombettista afroamericano.



Scaletta del concerto “Kind of Blue Tribute” del  06.01.09

 

I Parte: So What, Freddie Freeloader, Blue in Green, All Blues, Flamenko Skatches.

II Parte: Straight No Chaser, Some day my prince will come, Round Midnight, It could happen to you, The theme.

 

Insieme a Bassi, oltre ai componenti del Quartetto, A. Bravo al pianoforte, S. Nunzi al contrabbasso e A. Marzi alla batteria, si sono alternati sul palco due ottimi sassofonisti, il tenore Gianni Savelli e il più giovane contraltista Paolo Recchia i quali hanno colmato gli spazi lasciati dalla tromba di Bassi con momenti di grande forza e notevole livello interpretativo. Importante il contributo di Stefano Nunzi che ha dato il meglio di se con il suo contrabbasso senza perdere mai un passo di ritmica e dimostrando oltrettuto buone doti da solista.

Bassi con sensibilità artistica che lo contraddistingue e grazie ad una ottima interpretazione del mood di Miles ha saputo coinvolgere il pubblico che, inaspettatamente, rispetto al normale vociare di sottofondo da locale notturno, ascoltava la lirica e i passaggi  melodici nel silenzio più totale.

LE ALTRE RECENSIONI SULLA TROMBA:


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FEEDBACK: PAOLO FRESU “Solo”

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 Il 7 gennaio abbiamo assistito ad un concerto diverso. In verità definirlo concerto è riduttivo e poi, anche se lo ha eseguito un jazzista di chiara fama, chiamarlo concerto di jazz non sarebbe esattamente corretto, ma ne limiterebbe il significato.

Paolo Fresu con il supporto tecnico di Francesco Carta alle luci, Fabrizio Dall’Oca al suono e Vittorio Albani alle basi, ha dato prova di essere un musicista versatile e completo. E per conoscenza musicale è probabilmente ‘onnivoro’ il che lo colloca certamente a livello dei più grandi. Ha eseguito brani di suggestiva atmosfera, spaziando dalla musica classica, al jazz, alla musica tribale africana, facendo affiorare echi del folclore sardo. L’utilizzo sapiente delle strumentazioni elettroniche, con l’impiego di harmonizer, lunghi riverberi, basi musicali ed altri supporti tecnologici, ha reso possibile la dura impresa dell’esecuzione in ‘Solo’. 

foto di "cellulare ma rende"

Così ha catturando l’attenzione del pubblico che ha ricambiato chiedendo due bis al termine dei quasi 60 minuti consecutivi di esibizione.  Ma Fresu ha dato anche prova di saper gestire molto bene lo spazio circostante, con varie postazioni microfoniche e  la ormai consueta “passeggiata” tra il pubblico. Bella anche la scenografia costruita attraverso un gioco di  luci molto armonico.

Di questo evento non potremo dimenticare la camminata sopra un simbolico filo  sospeso nel mezzo al palcoscenico, a simboleggiare la leggiadria di questo piccolo grande acrobata della musica  –  creato in realtà con luci proiettate sul pavimento – durante la quale Fresu ha suonando ininterrottamente la stessa stupenda nota per tre o forse più minuti. Una grande prova di respirazione circolare, l’esercizio che permette di respirare e soffiare nello strumento allo stesso tempo.

LE ALTRE RECENZIONI SULLA TROMBA

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