LA BOSSA SUONATA IN JAZZ

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Ven. 1.03.2013
BOSSA & JAZZ
Beba do Samba
Via de’ Messapi 8 San Lorenzo
h. 22:00 Ingresso tesserati

Aldo Bassi, tromba
Eddy Palermo, chitarra

Due musicisti di grande esperienza che si incontrano sul palco per la prima volta. Un progetto adatto a chi ama la bossanova vista da una prospettiva jazzistica. I brani proposti fanno parte del repertorio storico del jazz ripetutamente percorso negli anni dalle più disparate formazoni. Brani come Girl from Ipanema oppure Retrato en branco e preto e ancora Nica’s Dream sono delle pietre miliari della bossa nova jazzistica che in questo progetto verranno eseguiti con doveroso rispetto stilistico. Il set in scena al Beba Do Samba è di quelli unici e imperdibili. Aldo e Eddy sono due musicisti della old school, che prevede una condizione, la continua ricerca della perfezione stilistica nel rispetto della tradizione e un rapporto continuo e crescente con lo strumento come proiezione della propria arte. Questo progetto, che li vede in scena insieme per la prima volta, nasce da un desiderio comune, più che un’idea, di approfondire queste tematiche in modo che siano trasmesse al pubblico esattamente come sono, nel modo in cui i rispettivi compositori li pensarono, tanti anni fa.

di CRISTIANA PIRAINO

IRONIA: OGGI SONO TUTTI MUSICISTI E IL PUBBLICO DI ESPERTI.

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Senza girarci intorno, perchè mi piace parlare in modo diretto. Sono in troppi ormai a suonare, a fare concerti,  a formare gruppi, a incidere dischi e persino, di conseguenza, a ottenere una certa fama. Il mondo della musica ormai è un formicaio di gente che si affanna a suonare note, per lo più già scritte, quando in fondo non sarebbe necessario. Questo forse per sfuggire a una realtà, che il più delle volte invece gli stà lì davanti a indicare tutta un’altra strada da percorrere. Ma nessuno, tanto meno io, potrà porre rimedio a questo nuovo fenomeno. Da paese di cantanti, ora l’Italia è un paese di musicisti. All’incirca, perchè di fatto e statisticamente, come avveniva in passato, anche oggi il talento continua ad essere un dono che arriva dall’alto, a volte dal profondo – tuttavia ancora e per fortuna assegnato in modo randomico e con il contagoccie.

Se chi fa musica con superficialità o senza vere e proprie doti non puo’ essere fermato, il consiglio rivolto a chi la musica la ascolta e basta è di fare un passo indietro. Al pubblico in pratica, che trascinato in questa orgia festosa di vacua creatività, ormai si sente ‘colto’ e ‘capace’ di valutare il livello della musica. Ma non lo dico per criticare, lo dico come monito. Perchè la musica è sì intrattenimento, ma è arte e come tutte le forme d’arte è il modo con cui la storia contemporanea tramanderà se stessa al futuro. Sarà un domani il modo per comprendere l’oggi. Attenti a chi mandimo avanti. Attenzione a giudicare un artista come Artista. Curare il livello del nostro ascolto è importante come la selezione di ciò che mangiamo, perchè come il corpo anche l’anima ha bisogno di sostanze salutari.

di CRISTIANA PIRAINO

SCUOLA DI MUSICA: Paul Weller

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Style Council

Certo il tempo passa. E non me ne accorgo quando mi guardo allo specchio tutte le mattine, ma quando trovo cose come il video del 2006, che posto qui sotto, in cui una splendida Amy Winehouse canta accompagnata da una vera e propria icona della musica contemporanea. Paul Weller. Allora si, mi accorgo che del tempo ne è passato, dalla fine degli anni ’80 quando mi innamoravo della musica degli Style Council che partiti dal Regno Unito infammiarono le platee di mezzo mondo. Facciamo un passo indietro. Già nel nome si nasconde il ‘programma’ culturale. Council come ‘comitato’ o ‘consiglio’ dello Stile. Eh sì, proprio uno stile unico e inconfondibile che spaziava dal pop rock al jazz al soul. Eleganti, forti, totalmente innovativi all’epoca. Musicalmente al top di qualsiasi possibile classifica. Questi erano gli Style Council, per la cronaca Paul Weller e Mick Talbot. Loro sono assolutamente da conoscere. Fatelo voi, io vi do solo lo spunto e l’indicazione della ‘retta’ via. E’ importante capire chi eravamo per sapere dove siamo oggi.


The Style Council – My Ever Changing Moods (Piano Version)


Amy Winehouse & Paul Weller – I Heard It Through The Grapevine (Hootenanny, 2006) [HQ Audio]

INFO

> Official Web

> Wikipedia

di CRISTIANA PIRAINO

24.2.2013 SI VOTA!!

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Oggi si vota. Ma non possiamo ‘S’parlare di politica, giustamente. C’è il silenzio. Voglio solo eleggere, in una classifica tutta mia e tutta personale tra cose che ho visto in questi ultimi mesi di moscissima e vuotissima guerra (più che campagna) elettorale, quello che per mè è stato lo spot più interessante e la campagna che ha talmente attirato la mia attenzione da volerlo raccontare a tutti. ANDATE A VOTARE!!

 

di CRISTIANA PIRAINO

GIANNI SAVELLI, UN SIGNORE DELLA MUSICA

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gianni savelli

Sab. 23.2.2013
Gianni Savelli MEDIA RES
Casa del Jazz
Viale di Porta Ardeatina, 55
h. 21:00 Ingresso € 10,00

Un live che produce sempre grandi vibrazioni al pubblico e ai musicisti stessi. Questa sera alla Casa Del Jazz di Roma sale sul palco Media Res di Gianni Savelli , un progetto in continua evoluzione stilistica sebbene mantenuto negli anni rigorosamente acustico, come lo stesso Savelli ama ricordare nell’intervista postata sotto che il mio amico Nicola Navazio gli fece nel 2011 prima di un concerto. Non sarebbe la prima volta che ascolto il progetto Media Res che ogni volta è riuscito ad attirare la mia attenzione dalla prima all’ultima nota. E non stiamo qui a fare una sorta di commento o valutazione sulle composizioni o sulla capacità strumentale di questi musicisti perchè è fuori di ogni dubbio che qui stiamo parlando del top di qualsiasi classifica (se esistesse), anzi si parla di veri fuori-classe. Quindi lascio ogni valutazione ai colleghi esperti di jazz. Io parlo di emozione, che è la cosa mi porta sempre da queste parti a scrivere.

Con Media Res l’emozione è forte. Affascina, incanta, turba, sconvolge, colpisce, ti stringe forte per farti volare alto. E’ assuefazione per le orecchie  .. è inevitabile. Questo è un progetto scritto con l’anima, non per vendere o solo per fare un disco, ma è l’esigenza di un artista di tirare fuori quello che la natura gli ha donato, il talento, e che come tutti i grandissimi vive all’ombra della sua musica senza mai attirare un riflettore su se stesso. Non mi stupisce il fatto che su Facebook il suo gruppo sia frequentato da poche decine di persone. Se poi avete ancora il dubbio se andare o non andare, vi elenco a seguire il gruppo di Gianni (e non lo dico io, ma cito il portale Teatro on line che parla dell’evento):

Aldo Bassi
trombettista e compositore, è uno dei più interessanti musicisti di jazz in Italia. Tiene il corso di Jazz presso il conservatorio di Musica di Benevento.
Enrico Zanisi
giovane pianista vincitore del Top jazz come miglior nuovo talento
Luca Pirozzi
musicista creativo di grande esperienza. E’ tra i bassisti maggiormente richiesti per il suo modo di suonare solido e sicuro, ma al tempo stesso etereo e leggero.
Alessandro Marzi
nato in una famiglia di musicisti, è un batterista assai apprezzato per la sua profonda sensibilità e la spontanea musicalità.

Approfitto per ricordare Nicola Navazio, giornalista appassionato e amico di molti di noi che stiamo dietro le quinte del jazz e che ci lasciò una notte di quasi due anni fa nel sonno. Nicola non ti dimentichiamo!


Interview by Nicola Navazio (Jazz Channel TV) in Rome, Casa del jazz Festival, JUL 29 2011


Semplice – track from “Que la fête commence” album – 2009 Alfa Music

 

di CRISTIANA PIRAINO

POTEVA ESSERE UN FESTIVAL NIENTE MALE

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marcello coleman almamegretta

Salvare SanRemo da se stesso è praticamente impossibile. Ammettiamolo. Vale anche per questa edizione 2013 che prometteva il miglior festival del secolo! E forse le premesse c’erano e il fatto che alla fine abbia vinto Elio (secondo dopo Mengoni per la cronaca) tutto sommato è il segnale che la Musica è stata in parte riconosciuta.  Ma se si potesse tornare indietro forse sarebbe un altro Festival. Quindi ora ci provo io a riavvolgere il nastro su questa 63esima edizione del Festival della Canzone Italiana, perchè sono testarda e perchè io credo di avere ragione, almeno sulla musica che sta sul pentagramma. Inoltre lo faccio perchè è importante ricordare che va votata la canzone e non l’artista. Poi i gusti sono gusti. E quindi ecco i brani eliminati! Complimenti Fazio, bella st’idea di far scegliere a una massa di pecoroni televotanti della prima sera e una giuria di qualità momentaneamente scossa e provata – altrimenti non mi spiego le scelte fatte, quindi diciamo che lo stato confusionale c’è stat0.

Di questo festival mi ricorderò per sempre il brano ‘Ragazzo della via Gluck’ cantato da Marcello Coleman di Almamegretta.

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Raphael Gualazzi ‘Senza Ritegno’

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Malika Ayane ‘Niente’

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Simona Molinari e Peter Cincotti ‘Dr. Jekyll and Mr. Hyde’

Uno swing scritto da Lelio Luttazzi inedito fino ad ora ed è il brano che dà il nome al nuovo album di Simona Molinari uscito il 14.2.2013

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Max Gazzè ‘I Tuoi Maledettissimi Impegni’

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Simone Cristicchi ‘Mi Manchi’

di CRISTIANA PIRAINO

DISCHI FRESCHI: ALTRI DUE GRAMMY PER ESPERANZA

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Dopo una settimana a dir poco assurda per la musica in Italia in cui il festival ci ha dato una lezione di vita su come NON si deve fare musica, e per questo stendiamo un velo pietoso sul 90% di quello che abbiamo visto (salvando Caetano, Bollani, Bosso, ovviamente l’orchestra, in primis Tofanelli ndr. tromba solista, i pezzi di Gualazzi e Molinari, il giovane Rubino e i fiori di Sanremo) – ritorno in me e mi accorgo che Esperanza lo ha fatto ancora!   

Esperanza Spading

News del 11 febbraio, 2013
Il 10 febbraio scorso Esperanza Spalding ha ricevuto due importanti premi durante la cerimonia per i Grammy Awards 2013. Il primo premio come Miglior Album di Jazz Vocale per ‘Radio Music Society’ e insieme a Thara Memory (ndr. grandissimo compositore afroamericano, trombettista) ha vinto il premio per il Miglior Arrangiamento Strumentale per Vocalist con il brano ‘City of Roses’. La cerimonia si è tenuta allo Staples Center di Los Angeles. Congratulazioni a Esperanza, che come già detto in precedenza si conferma come una vera speranza per questo nostro Jazz. Il disco uscito nel 2012 mostra una prospettiva dei temi classici di radio music utilizzando l’amore come filo conduttore, tema trattato dai suoi vari punti di vista. Un disco assolutamente da avere che certamente si avvicina al gusto popolare ma che nel suo profondo mantiene tutta la bellezza e il fascino della composizione jazz.

di CRISTIANA PIRAINO

LA CLASSE NON E’ ACQUA. Simona Molinari, una ragazza del jazz

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Che la classe non sia acqua, si sa. Ma questa l’Italia che si sente esperta, solo perche segue certi talent canori, l’Italia che deve sempre e a tutti costi esprimere un’opinione senza avere riferimenti e soprattutto cultura, si pemette di bocciare la classe di questi due meravigliosi artisti, solo perchè sono troppo lontani dal comprenderli. Io appoggio Simona come appoggio Raphael, perchè ci rappresentano e sono capaci di portare la musica a livelli alti.

Simona Molinari Peter Cincotti Sanremo 2013