OMBRE ROSSE, UN CUORE PULSANTE A TRASTEVERE

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Nel cuore di Trastevere, si lavora per rilanciare uno dei locali più veraci delle notti romane, le Ombre Rosse, club storico situato nella caratteristica Piazza Sant’Egidio. L’obiettivo è ambizioso e, al centro dell’attività, c’è la musica suonata dal vivo e senza limiti di genere.
Il ‘rilancio’ è già in corso e, visitando la loro pagina Facebook, ve ne potrete rendere conto. Ricca infatti è la programmazione musicale, iniziata con il nuovo anno, dal jazz allo swing, dal pop al country, dal blues al rock, ce ne è per tutti i gusti e per tutti i musicisti, dai i più noti dell’underground romana agli emergenti, che sul palco delle Ombre Rosse sono i benvenuti. In questa ‘ristrutturazione culturale’ il locale veste gli abiti del talent scout ed offre il proprio palco a musicisti e teatranti in fase di lancio, un’occasione che dai tempo del Talent Scout  (poi divenuto The Place) non si aveva in città.
E benvenuto è anche il pubblico, che sarà accolto anche da un ottimo menù e da un ricco assortimento di ‘buon bere’. Che dire di più! Ombre Rosse rappresenta senza dubbio una buona tappa nelle vostre serate capitoline.

DOVE

Piazza Sant’Egidio, 12
Trastevere – Roma
Tel. 06.5884155

 

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Di. C. Piraino

BLACKSTAR E IL JAZZ CONTEMPORANEO

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Ho chiesto al mio amico musicista, e bravissimo scrittore di cose di musica, Luca Nostro, di raccontarmi il suo punto di vista sull’incontro fortuito tra David Bowie e il jazz di Donny Mccaslin che ha prodotto l’ultimo meraviglioso disco del Duca Bianco “Blackstar”. Un post da leggere tutto d’un fiato. Grazie Luca

Quando ho saputo che Donny Mc Caslin con il suo fantasmagorico gruppo (Jason Lindner, Tim Lefebvre e Mark Guiliana, con l’aggiunta di Ben Monder alla chitarra) stava lavorando al nuovo disco di David Bowie, a parte realizzare che sarei potuto arrivare a Ziggy Stardust con una sola persona in comune (!), ho pensato a quando ho visto Donny per la prima volta con il suo gruppo quasi dieci anni fa alla Jazz Gallery a New York. In quel momento ho deciso che sarebbe diventato la voce della mia musica e che avrei inciso il mio primo disco da leader con lui. Poi negli anni successivi ho avuto la fortuna di conoscerlo meglio e di suonarci anche insieme anche dal vivo, una persona mite e serena ma con un’urgenza espressiva fuori dal comune, sempre e comunque al servizio della musica e della canzone.

Nel suo linguaggio ritmico e nel suo suono si annidano quelle sfumature che tengono insieme il jazz con il funk, il due con il tre, il rock con la canzone d’autore.

Ho sempre pensato che se il mio gruppo preferito, i Led Zeppelin, avessero avuto bisogno di un sassofonista sarebbe per forza dovuto essere lui, aggressivo e tagliente, avvolgente. Con questo gruppo una sera al 55 Bar c’era la stessa primordiale violenza di un concerto degli Zeppelin al Whisky a Go Go, prima con Antonio Sanchez alla batteria e poi con Mark Guiliana che in un momento di trance fece quasi a pezzi il charleston. Ma la cosa sorprendente fu vederli la mattina successiva nel glorioso studio Systems Two, dove stavo mixando un disco, riprendere dal punto in cui avevano smesso poche ore prima, ma questa volta in cuffia e senza altro pubblico che i microfoni e i pannelli vari della sala ripresa.

Per questo non mi ha sorpreso che David Bowie, insieme al suo produttore Tony Visconti, abbia scelto questo gruppo per il suo testamento musicale, Blackstar, disco bellissimo e pieno di vita perché vicino alla morte. Con semplicità la popstar inglese è diventato un altro membro della band, immagino il relax e la creatività che si respirava in quello studio. E ha dimostrato che cosa significa abbandonare le proprie certezze proprio quando si sa di dover morire, per cercare ancora una volta di dire qualcosa che non è stato ancora detto, altrimenti meglio il silenzio.  La musica di Donny e del suo gruppo ne esce trasformata, distillata, in un pop d’avanguardia in cui l’improvvisazione sembra scritta e la scrittura sembra improvvisata. Merito di quel Grande Ascoltatore che è David Bowie, che ha la grazia del genio e la leggerezza di una voce diafana e penetrante, che approfitta dei suoni per dire parole sommesse e universali, rimanendo a volte in primo piano, altre volte sullo sfondo, ma sempre dentro la musica. Due camaleonti che si incontrano non prendono mai lo stesso colore, non hanno bisogno di mimetizzarsi l’uno con l’altro. Ma rimangono pur sempre due camaleonti.

 

di LUCA NOSTRO
febbraio 2016

 

JAZZ WEEKEND & MORE 5-7 FEB | THE CAROUSEL

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COVER STORY: THE SWING FRIARS 5/2 allo Splendor Parthenopes Roma in via Vittoria Colonna32/c Direzione artistica di Piji Siciliani. Nel post tutte le info.

 

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Inevitabilmente e per fortuna sta per arrivare il weekend e come sempre, prima di organizzare le vostre notti sottopalco, vi consiglio di leggere la guida più cliccata di Roma. The Carousel. Per allettarvi, vi segnalo una jazz-selection di quello che troverete a partire da oggi e per tutto il weekend 5-7 Febbraio 2016. Ma poi continuate a leggere le informazioni complete e tutti gli altri concerti per tutti i gusti, nel sito stesso, cliccando sul logo. Perché su The Carousel trovi la programmazione completa di tutti i concerti a Roma, le Rassegne ed i Festival di musica dal vivo di ogni genere ed in qualsiasi quartiere e location. Inoltre puoi ascoltare gli artisti e trovare tutte le info utili relative ai locali, teatri, sale concerto e auditorium.

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Jazz presto all’Elegance cafè con Adriano Urso al piano e Giuseppe Ricciardo al sax .
Venerdì 5 febbraio 2016 | Elegance Café in Via Vittorio Veneto 93 alle **19:00**

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NUOVO CLUB: PINISPETTINATI

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E’ sempre un grande piacere per Romalive annunciare la nascita di una nuova realtà in città. In questo caso lo definirei un nuovo tempio della musica, costruito su misura per un pubblico di veri appassionati e di musicisti. Ma partiamo dal principio. Si chiama Pinispettinati, si trova in Via Campo Barbarico, nel cuore di Tor Fiscale, in una zona ex industriale circondata da aree ad alta densità di popolazione, un quartiere da qualche tempo impegnato in una ‘rinascita’ sociale ed urbanistica.

Questa è già di per se una bella notizia, ovvero è un bene portare la musica vicino alle persone decentrandola dai soliti circuiti. Ma c’è di più. La cosa che suscita grande interesse verso il club Pinispettinati è la qualità che i fautori di questa iniziativa si sono posti come obiettivo. In primo luogo va sottolineato un allestimento tecnico di grande livello. Con un palco di 30 mq. ed un impianto nuovo di zecca a marchio L’Acustic, uno dei più importanti del settore oggi, con un mixer digico SD9 ed un impianto luci adattabile ad ogni tipo di show, Pinispettinati punta decisamente ai vertici dell’offerta romana. Sono pochissimi infatti i club in Italia che possono contare su queste caratteristiche tecniche nell’allestimento e dimostrare in questo modo di mettere al centro prima di ogni cosa la musica, di conseguenza il pubblico e i musicisti. Perché si sa, non c’è cosa più piacevole di suonare o ascoltare un live come dio vuole.

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NON ESISTE IL DIRITTO DI PROIBIRE GLI STESSI DIRITTI

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30th March 1965: American civil rights campaigner Martin Luther King (1929 - 1968) and his wife Coretta Scott King lead a black voting rights march from Selma, Alabama, to the state capital in Montgomery. (Photo by William Lovelace/Express/Getty Images)

30th March 1965: American civil rights campaigner Martin Luther King (1929 – 1968) and his wife Coretta Scott King lead a black voting rights march from Selma, Alabama, to the state capital in Montgomery. (Photo by William Lovelace/Express/Getty Images)

Ieri sera ho visto Selma, il film che racconta la storica marcia di Martin Luther King per il diritto di voto degli afroamericani nel marzo 1965. Un film toccante, da Oscar (mancato), che aiuta a comprendere i nodi più intricati della battaglia per i diritti umani. Pensieri che molti di noi hanno, a volte in forma di nebulosa, ma che un film come Selma chiarisce definitivamente.

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JAZZ WEEKEND & MORE | The Carousel

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Fred Wesley
Fred Wesley al Elegance cafè il 30 gennaio
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Inevitabilmente e per fortuna sta per arrivare il weekend e come sempre, prima di organizzare le vostre notti sottopalco, vi consiglio di leggere la guida più cliccata di Roma. The Carousel. Per allettarvi, vi segnalo una jazz-selection di quello che troverete a partire da oggi e per tutto il weekend 28-31 gennaio. Ma poi continuate a leggere le informazioni complete e tutti gli altri concerti per tutti i gusti, nel sito stesso, cliccando sul logo. Perché su The Carousel trovi la programmazione completa di tutti i concerti a Roma, le Rassegne ed i Festival di musica dal vivo di ogni genere ed in qualsiasi quartiere e location. Inoltre puoi ascoltare gli artisti e trovare tutte le info utili relative ai locali, teatri, sale concerto e auditorium. Continua a leggere

IL ‘GALLEGGIARE’ DI SERENA BRANCALE

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Serena Brancale

“Galleggiare” è un dipinto dove la mia anima è protagonista a tutto tondo, cammina nuda tra le terre di Puglia tra grano e vento. Ho aspettato tanto questo momento. Il momento in cui chiudi un capitolo importante della tua vita con un disco che ti riconosce appieno”. (Serena Brancale)

Sabato 23/1/2016 h.21
SERENA BRANCALE “Galleggiare”
Auditorium Parco della Musica
Teatro Studio “Gianni Borgna”
€ 15.00

Arriva a Roma Serena Brancale per un’unica data al Auditorium PdM con il progetto ‘Galleggiare’ dall’omonimo disco nato dalla collaborazione con il produttore Michele Torpedine e prodotto dalla Warner Music. Un traguardo importante e meritato che l’ha portata fino al palco più grande, a Sanremo, tra le giovani proposte.

La ricordo molto bene in quella occasione per come ha cantato e certamente per il brano presentato, elegante e di alto livello, fin troppo raffinato per quella platea. Al Festival pero’ non si è vista neanche la metà di quello che lei sa fare. Va detto che Serena è un’artista completa musicalmente. E’ una musicista, per essere precisi. Viene facile definirla anche una vivace sperimentatrice di suoni, capace di mescolare la sua voce all’elettronica creando un caleidoscopio di colori che durante il concerto si rivelano in momenti unici ed irripetibili. Decisamente in marcia verso il soul/funk/R&B, la ragazza improvvisa e si diverte a farlo e contemporaneamente coinvolge il pubblico ipnotizzandolo con il suo multipad-scatola magica di suoni percussivi, fino a compiere una sorta di ‘fusione’ in cui non è chiaro se è il suono a rapire Serena o è lei a governarlo.

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