#PIN SOUND CHECK, MUSIC SHOW

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Ci sono pochi programmi in radio, e praticamente nessuno in tv, per chi ha gusti musicali che non siano dettati dai grandi ‘comunicatori’ generalisti, chiamiamoli così. Uno di questi programmi che ascolto con ammirazione è Sound Check di Gegè Telesforo, in onda il sabato e la domenica su Radio 24 alle 19.15. Una trasmissione di cui mi nutro, la migliore del 2015, per me.

Brani così importanti e ricercati, nelle versioni proposte, che persino Youtube (altro canale mediamente generalista, dopotutto) spesso ignora. Il che ci fa solo immaginare la quantità di musica a disposizione di Gegè. E’ lo stesso Telesforo a spigarne gli obiettivi dalla pagina web dedicata, “Sound Check è un talk show musicale. Si aprono le porte alla musica (dal Jazz al Pop, dalla Classica alla World Music), al variegato mondo sonoro, ai musicisti, professionisti e nuovi talenti, con l’obiettivo di proporre un’informazione musicale completa, stimolante, propedeutica, ma non banale, con l’intento di intrattenere piacevolmente, ricercando e promuovendo l’arte e il talento. E’ un programma fatto di musica e di storie di musica, che svelerà anche cosa e chi c’è dietro al successo e al lavoro di una band o di un artista: compositori, arrangiatori, ingegneri del suono, tour manager, producer discografici e di grandi eventi live“.

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I ‘TRE SEGRETI’ DI PIJI STANNO PER ESSERE SVELATI

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pji

Giornata di annunci sul profilo Facebook d Piji Siciliani, cantautore e showman, ottimo direttore artistico delle notti swing di Roma. Tutto è iniziato ieri quando si è dichiarato pronto a svelare nella giornata odierna, del 23 dicembre, tre importanti notizie. Chiamiamoli i tre ‘segreti’ di Piji. 

Fino a questo momento, le 20 circa, due dei tre annunci sono stati dati e prontamente ve li passo. 

ANNUNCIO N.1

Dal 26 dicembre al 5 gennaio nei locali di Splendor Parthenopes Roma, avrà luogo una 10 giorni di jazz & swing curata da Piji. Ecco il calendario super ricco

26|12 BIXI BIG BAND Omaggio a Frank Sinatra
27|12 GRETA PANETTIERI Mina in jazz
28|12 THE SWEET AND HOT BAND Ricordando Louis Armstrong
29|12 ADA MONTELLANICO Omaggio a Billie Holiday
30|12 GREG & THE FRIGIDAIRES

1|01 GOTHA SWING
2|01 LADYVETTE
3|01 GIORGIO TIRABASSI & HOT CLUB ROMA
4|01SUGARPIE & THE CANDYMEN Beatles in swing
5|01 MAX PAIELLA & BOTTA BAND

ANNUNCIO N.2

Lunedì 28 dicembre alle 23.00 su Rai2 dice Piji ‘incollatevi al televisore’. Va in onda ‪#‎quellidelloswing‬ con quelli del ElectroSwing e tante sorprese #‎PijiLIKESRenzoArbore‬. Ed ecco il promo del programma. Niente male direi!  Attendiamo pazientemente l’annuncio numero 3 e, a questo punto, visto il crescendo di belle notizie, aspettiamoci qualsiasi cosa.

TO BE CONTINUED ....

LUCIO DALLA, QUELLA NOTTE DI STELLE, DEL JAZZ

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Lucio Dalla

Un disco da avere, regalare o comunque ascoltare almeno sul web. “In Quella Notte di Stelle” è il primo documento completo, e con tutta l’elettricità del live, dell’amore di Lucio Dalla per il jazz. Con uno strepitoso Di Battista al sax, Lucio canta alcuni suoi classici e li affianca ad altri classici strumentali del jazz suonando il clarinetto e il pianoforte.

Un regalo di Natale che io farei a chi voglio veramente bene. Approfitto per ricordare, come ogni anno, di comprare MUSICA a Natale. Cerchiamo in questo momento dell’anno di essere persone migliori, ma veramente. Comprando musica di qualità aiutiamo un settore che regala emozioni tutto l’anno. E poi l’effetto sarà inaspettato, insomma farete di certo colpo. Chi più della musica ci aiuta a vivere e poi ricordare? In questi momenti di collettiva follia, dove regalare e possedere diventano un obbligo morale, almeno facciamo la cosa giusta. NO?

“La musica è un grande fiume, un grande mare, è una nebulosa misteriosa. Tutte le musiche sono compatibili, non c’è una musica che si respinge” Lucio Dalla

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LE BATACLAN, SIMBOLO DELLA MIA RESISTENZA

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A una settimana esatta dal massacro di Parigi, l’immagine di Le Bataclan diventa simbolo di una mia personale forma di resistenza. Questo scatto, fatto poco prima degli spari, durati dieci interminabili minuti, rimarrà per sempre impresso nella mia mente e, sono certa, nella memoria di tutti i miei colleghi e delle persone che lavorano come me nel mondo della musica. Ho letto le opinioni di molti negli articoli di questi ultimi sette giorni, per cercare di capire, ma nessuno mi da la risposta che vorrei.

Stanno dicendo che i proprietari de Le Bataclan sono di religione Ebraica, in realtà poi si scopre che lo sono gli ex proprietari, e che per questo sono stati colpiti. Dicono anche che per gli estremisti del Islam la musica dal vivo sia peccato. Per me sono tutti futili motivi per giustificare semplicemente la più grande delle guerre, quella che mira al potete in senso assoluto. Nessuno mi farà cambiare idea. I soldi sono la più grande religione del uomo che vuole il potere e chi arriva a tanto è perché è un estremista ‘del soldo’ e non del Islam. E’ stato un attacco ad un modello economico di successo e allo stesso tempo a un sistema libertino.

Quindi cerco di non cadere in riflessioni fatte-al-volo su ‘perché’ inesistenti. Me la cavo bene, invece, con le sensazioni e apprendo la lezione. Come diceva Bob Marley, la conoscenza non è sinonimo di libertà. Noi della musica siamo molto liberi e liberati. Liberi di essere un insieme nel nome di un’unica cosa. La musica. E chi se ne frega se la proprietà di un teatro è di chissà quale religione. Noi lo ignoriamo, pur sapendolo. E quando serve non ignorare, è solo per motivi di rispetto, per organizzare i nostri avvenimenti nel rispetto delle pratiche religiose degli artisti protagonisti.

L’abitudine al rispetto reciproco e all’unione indiscriminata, ci fa essere un esempio pericoloso per le sedicenti persone di fede estrema? Di certo il mondo della musica è uno dei pochi veri modelli di fruttuosa mescolanza, di principio e di fatto. Con alcune eccezioni, la trasversalità e le contaminazioni tra generi sono all’ordine de giorno. Ok, c’è sana concorrenza e, per carità, esistono invidie o malumori, ma resta il fatto che ci si sente come un’unica grandissima famiglia mondiale per via del mezzo, potentissimo che tutti viviamo e che è la musica, capace di parlare tutte le lingue e per la quale non serve un traduttore.

Sono addolorata? Moltissimo
Sono arrabbiata? No! Resto lucida
Ho paura? Si
Resistere? Si
Mollare? Mai!

di C. Piraino

AMEEN SALEEM A ROMA, UNA RISING STAR DEL JAZZ

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Foto di Paolo Soriani

“Il bassista Ameen Saleem è una delle rising stars del jazz statunitense” Padova Jazz Festival

Sarà grandissima la musica domenica 15.11 all’Auditorium Parco Della Musica, con il concerto di questa band che arriva direttamente da New York city, laddove tutto accade. E dove un ragazzo pluri-diplomato in jazz nelle migliori scuole Usa, Ameen Saleem, incontra le musiche di altri grandissimi, come in primis Roy Hargrove, un mito vivente che di lui dirà “E’ uno di miei musicisti preferiti “

Da questi incontri è nata una musica, la sua, che è veramente unica. Un po’ come se un pittore riuscisse a creare un nuovo colore unendo tinte già ben note, ma che così insieme nessuno aveva mai mischiato. Ameen ci è riuscito a creare questo nuovo colore, una fusione perfetta di jazz soul funk che qualcuno sta già definendo la ‘sua personale miscela di neo-soul’. Dice di lui Gegè Telesforo: “Con Ameen, un manipolo di musicisti super quotati. Il  suo laboratorio del groove è un album splendido” 

Chiamatela come vi pare, o voi che amate le etichette, ma di fatto la sua musica colpisce, come una cosa che proprio non t’aspetti, se non già per il fatto che è suonata a livelli che rasentano la perfezione e dico ‘rasentano’ perché il mondo ci ha abituati a credere che la perfezione umana non esista. Mettetevi alla prova, andatelo a sentire, ci sono ancora un po’ di biglietti del Concerto di Domenica 15 Novembre 2015 al Auditorium Parco della Musica [Teatro Studio Acquista ora].

“È un bassista completo perché ha gusto nell’accompagnare, creatività nei soli, Groove e suono. Quando ho suonato con lui era la mia prima volta con il contrabbasso ed era un piacere sentire le sue note e il suo timing perfetto a sostenere il tutto! Ameen attraversa i generi con naturalezza e dimestichezza, come solo i grandi musicisti sanno fare. È preciso, mai ridondante e per le cantanti è una manna” Silvia Barba, cantante e speaker radiofonica

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ELECTROSWING, UN FIUME DI MUSICA IN PIENA

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L’ElectroSwing è un genere musicale con origini inglesi che fonde lo stile swing con musica elettronica di vario stampo, tra cui House, Hip Hop, Turntablism e Pop. L’electro swing è un genere molto conosciuto in Europa e le sue maggiori influenze derivano da artisti dell’era Swing come Django Reinhardt con il suo Jazz manouche o Louis Jordan e Louie Prima che sono più influenzati dal jazz o dallo swing. Lo stile Electro Swing nasce in Italia da un’idea della band Jazzbit Jazbeat con il remix del brano famosissimo “Sing sing sing” poi ripreso da nel 2010 da Yolanda be cool e da un remix del brano “It don’t mean a thing” della band Gabin che hanno aperto la strada alle molteplici band europee come i Caravan Palace e Parov Stelar, a seguire gli Algorhytmik, i Deluxe e Odjbox (il cui Electro Swing si fa molto alla musica gitana). In Italia i rappresentanti maggiori di questo genere sono Jazzbit Jazbeat, Gabin, The Sweet Life Society, DJ Farrapo, Dj Ghiaccioli e Branzini, gli Swingrovers e Dj Grissino.

Lo Swing house è un sottogenere dell’ElectroSwing ed è stato popolare negli anni ’80 e i primi anni ’90 ma un ulteriore revival si è rivisto nel 2011. Entrambi i generi sono collegati al revival del ballo swing, in particolare il Lindyhop

 

Se volete ascoltare un po’ di musica, oltre a ricercare gli artisti italiani appena citati, ecco una selezione di brani ElectroSwing tra i più famosi
  • Jazzbit Jazbeat – Sing sing sing
  • Jazzbit Jazbeat – Swingin’ man
  • Gabin – Doo uap, doo uap, doo uap
  • Caravan Palace – Suzy
  • Caravan Palace – Jolie Coquine
  • Caravan Palace – Brotherswing
  • Parov Stelar – Libella Swing
  • Parov Stelar – Catgroove
  • Parov Stelar – Chambermaid Swing
  • Parov Stelar – Booty Swing
  • OdjBox – Baker’s Dozen
  • Algorhytmik – Andrew’s Break
  • Algorhytmik – Muppet Chaud
  • Deluxe – Pony

 

PS: una nota fatta per Roma Jazz Festival 2014
di C.Piraino

 

STROMAE, NON SBAGLIA MAI

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Mi piace tutto di Stromae. Ma è come dire mi piace un bella giornata di primavera. E sì, perché mentre pensavo che fossimo piombati in un autunno grigio e senza fine (sì lo so sono drastica e pessimista, e ci vado giù dura se la musica non mi piace – me lo ha detto anche Gino) ho trovato sul mio cammino questo folle-tto del nuovo secolo. E’ tutta un’altra storia Stromae. E’ Formidable e fa bene a dirselo.

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