Una foto, questa, che racconta una bella storia e trasmette un grande sentimento, cari genitori. Grande come Massimo Nunzi. Un adulto raro, che non ha perso quella magnifica capacità di sognare, tipica dei più piccoli, che pero’ da ‘grandi’ trasforma il sogno in obiettivo. E quando si possiedono perseveranza e ottime idee, ecco che il sogno diventa realtà. Come la ormai celebre rassegna Giocajazz – che ha avuto inizio alla Casa del Jazz e che oggi ritroviamo nel cartellone del Auditorium. E’ la possibilità di sperimentare la musica attraverso il gioco e l’immaginazione. Un progetto che andrebbe esportato, come il parmigiano o la ferrari, perché i suoi tratti sono proprio italiani: la Musica, il Gioco, l’amore e l’attenzione per i più piccoli. Un’idea che dovrebbe diffondersi a macchia d’olio nelle scuole. Continua a leggere e scopri il prossimo appuntamento di GiocaJazz. Continua a leggere
RISCOPRIRE IL PRINCE DI MINNEAPOLIS A LEZIONI DI ROCK / 12 APRILE
StandardChi era Prince? Se lo faceva chiedere anche lui in uno dei suoi video-hit “Cream”. Chi ha meno di 30 anni molto probabilmente ha sentito parlare di lui il giorno della sua morte, il 21 aprile del 2016. La sua scelta di defilarsi dal web e quindi, con i tempi che corrono, di sparire, lo ha reso invisibile ai millennials e lo ha mandato nell’oblio, talvolta, anche per chi lo aveva tanto amato.
Ma per molti, ragazzi degli anni’80, Prince è la base, un ‘imprinting’ importante che ha segnato una linea di demarcazione tra chi ascoltava Musica ‘buona’ chi invece si accontentava delle canzonette.
QUESTO RENDE L’IDEA
Prince aveva le radici profondamente piantate nella musica black di tutti i tipi e di altissima qualità, era un vero musicista. La sua voglia di sperimentare e ricercare continuamente gli ha restituito una sua propria identità, dando vita un nuovo filone di musica. Quello ‘Prince’, un parametro di comparazione e ancora oggi fonte di ispirazione per moltissimi artisti.
Ora queste parole potrebbero sembrare vuote e scontate, ma dovete ascoltare per capire il fenomeno Prince in tutta la sua meravigliosa evoluzione. E’ per molti l’inizio di un viaggio chiamato Musica, ovvero un artista che ha avuto la capacità di trascinare le genti a se. La sua scomparsa dal Web, da lui decisa, lo ha di certo portato all’anonimato nei confronti delle più giovani generazioni. Ed è questo il prezzo da pagare del non-web. Ma la sua morte ha annullato questa sua scomparsa. E la rete – chiamiamolo scherzo del destino o forse karma, se la musica ne avesse uno – ha riportato in vita le sue note. Perché Prince ci deve essere e sempre ci sarà nella memoria collettiva universale. Ora anche in modo ufficiale.
Quindi “Who is Prince?” lo potete riscoprire il 12 aprile 2017 h.21 al Auditorium Parco della Musica di Roma quando Ernesto Assante e Gino Castaldo terranno una focus sul Principe di Minneapolis, Prince Rogers Nelson, durante uno speciale appuntamento di Lezioni di Rock.
Biglietti: Posto unico 9.00€ ridotto studenti: 5 €
#online http://bit.ly/2iUi5xY
Biglietteria 892.101 (Clicca e visualizza i costi del servizio)
Riduzioni: I Love Auditorium: giovani dai 18 ai 30 anni
Un evento di: Lezioni di Rock. Viaggio al centro della musica
+ info http://www.auditorium.com/it/biglietti/
GRAZIE al Fotografo Musicale Paolo Di Pietro per avermi concesso le foto 👆 di Cristiana Piraino Prince, you're my roots
TANGO DI FRONTIERA, DANIEL MELINGO IN CONCERTO / 2 DATE
StandardUn evento a dir poco imperdibile. A Roma l’8 e il 9 aprile arriva Daniel Melingo colui che oggi è considerato l’ambasciatore del tango cantato un ‘guerriero’ come lui stesso si definisce ‘che si toglie di dosso la polvere della battaglia e torna dopo aver combattuto, per raccontarla”. L’uomo che oggi è al fronte del tango, colui che lo porta avanti come deve esser fatto.
L’America ha Tom Waits
L’Italia ha Paolo Conte
L’Argentina ha Melingo
Daniel Milingo sarà protagonista di due concerti al Grand Hotel Palatino vicino ai fori di Traiano con la sua formazione (Melingo voce e clarinetto, Muhammad Habbibi El Rodra Guerra chitarra elettrica, Patricio Cotella contrabbasso, Arnaldo Zanelli piano) per cantare le storie del tango, racconti dai bassifondi di Buenos Aires, nati in quella lingua, il lunfardo, parlata dei carcerati per non farsi capire dalle guardie. Questo è il tango canción, sporco e oscuro come è l’animo umano. Non una moda da esportare, ma una danza fumosa che è tutto fuorché elegante, che è vissuta ai margini del consumismo e del benessere. Così è, così mi piace. E se l’America ha Tom Waits, l’Argentina ha Melingo, un illusionista scappato da un racconto di Borges, pronto a tornare con la sua voce, il clarinetto e la sua teatralità. Ogni suo brano palpita e fa vacillare.
L’occasione è importantissima se pensiamo alla musica. E infatti il mondo artistico romano già si è reso conto della presenza del grande tanguero in città. Ho chiesto ad Antonio Pascuzzo, cantautore visionario e passionale, nonché magnifico direttore artistico, di dirmi perché dovremmo andare a vedere Melingo.
“Melingo è un artista di qualità, secondo me geniale, è colui che sa far bene quello che fa e, come tutti quelli che sanno far bene, offrono già un motivo per andar a vedere il concerto. Ma Melingo sa stupire e cambiare le cose. Una volta in un suo concerto, l’ho visto stravolgere un teatro pieno di gente composta che a un certo punto ha cominciato a lanciare indumenti sul palco per quanto la performance fosse assolutamente onirica e surreale. Melingo è quindi capace di trasportare gli spettatori in un mondo parallelo, che è lo stesso motivo per cui vogliamo uscire e fare delle cose diverse ” A. Pascuzzo
L’evento sarà anche l’occasione, nella domenica 9 aprile, per una Milonga ‘clandestina’ prima del concerto – che domenica è pomeridiano dalle 17:00 – un appuntamento imperdibile per i tantissimi che ballano tango nelle numerosissime scuole della capitale.
STEFANO DI BATTISTA & KRYSTLE WARREN
StandardStefano Di Battista ha incontrato sul palco una straordinaria artista, Krystle Warren – nata in Kansas, una voce che riesce a fondere quasi ogni stile americano, dal country al folk al soul e al jazz, in canzoni ricche di emozione, che passano dall’essere ‘familiari’ a ‘Inattese’. La sua voce è unica, un vero valore aggiunto, potente che può diventare profonda e roca, ma puo’ arrampicarsi d’improvviso e salire di più ottave. Incredibile. E’ possibile ritrovare in lei echi di grandi artiste quali Nina Simone o Tracy Chapman, e Joan Armatrading. La serata, il 3 marzo 2017, al MORO di cava sei Tirreni è andata magnificamente. Speriamo si ripeta
Krystle Warren, voce e chitarra
Stefano di battista, sax
Seby Burgio, pianoforte e tastiere
Dario Rosciglione, contrabbasso
Luigi del Prete, batteria
Qualche video e foto per lasciarne traccia:
8 MARZO, UNA REGINA PER FESTEGGIARE LA DONNA
StandardLe canzoni della più grande interprete della musica del dolce Brasile risuonano in Via Ostia 9 il prossimo 8 marzo. Una Regina, per festeggiare la donna, perché lei è stata la protagonista del periodo più fruttuoso della musica brasiliana, gli anni ’70 quando nel mondo esplodeva la bossanova, e artisti come Elis Regina riuscirono a renderla un linguaggio comune. Per la grande forza espressiva ed un talento innato è ancora oggi un esempio da seguire.
Nella festa delle donne, l’Alexanderplatz Jazz Club ospita il set della cantante Cristina Ravot con un omaggio che ripercorre le varie tappe della vita artistica della grande interprete carioca. Nel repertorio del concerto sono presenti brani di MPB – Musica popular brasileira, Afro-Samba e Bossa Nova.
NUOVO LOCALE: RIVERSIDE, DOVE IL CIBO SUONA BENE
StandardMi viene in mente un bellissimo pezzo strumentale di Alex Britti, Tra Tevere e Blues, leggendo del nuovo locale in zona Piazza Sempione RIVERSIDE, anche se qui è più il caso di dire ‘tra Aniene e Spiritual’. Quel vecchio spiritual anni’20 infatti recitava I’m gonna lay down my sword and shield, down by the riverside. E proprio sulle sponde del nostro secondo fiume, l’Aniene, apre il Riverside e sceglie come payoff Food Sounds Good, una promessa rivolta ai clienti che rappresenta l’identità di un sito dove la musica vuole essere di qualità e il cibo ottimo.
Venerdì e Sabato sono i giorni della musica. Dal jazz al rock al cantautorato, il Riverside non si chiude in un genere prestabilito, ma rimane aperto alla qualità a 360 gradi. Nel programma di marzo, che potete trovare ben raccontato dalle pagine Social e Web del locale, spicca il jazz di un pianista affermato e follemente virtuoso come Daniele Pozzovio, così come la voce raffinata ed importante di Greta Panettieri. Ma troverete anche il rock acustico di Francesco Lucarelli e il cantautorato dei 5 CANI PER STRADA con un prezioso Tributo a Francesco De Gregori. Continua a leggere
DEDICATO A BILLIE – LUCIO TURCO 5ET AL PLATZ
StandardLucio Turco in un set dedicato a Billie Holiday. Le più belle canzoni della grande vocalist, icona del jazz, nel tempio del jazz romano. Merc. 1.3.2017 Alexanderplatz jazz Club Via Ostia 9 – Prati
Anna Mazzeo voce
Gabriele Manzi Piano
Fabio Fochesato contrabbasso
Lucio Turco Batteria
La bella ragazza sorridente con il fiore sulle ventitré, icona di un’epoca e ancor di più di un genere musicale, se dici Billie dici Jazz, nella sua esistenza è stata un’anima tormentata dalla stessa vita. La vicenda umana di bambina povera, nata da genitori adolescenti che non se ne curarono, è solo l’inizio di una vita difficile, piena di cadute e brevissima.
THEY RESIST & YOU? LYDIAN SOUND ORCHESTRA A ROMA
StandardAmmettiamolo. Non tutti avevano una conoscenza completa della Lydian Sound Orchestra fino all’uscita dei risultato del Top Jazz 2016 che li nomina “Miglior Formazione dell’anno”. Mea culpa. Questo fatto, non da poco, ci ha spinto a conoscere più a fondo l’orchestra guidata da Riccardo Brazzale che sulla pagina facebook si autodefinisce “Jazz Moderno e musiche originali fondata nel 1989, ha sede presso l’Istituto Musicale Veneto ‘Città di Thiene'”.
Una formazione longeva che al suo attivo conta ben 16 produzioni discografiche, incluso l’ultimo lavoro “We Resist” che sarà registrato dal vivo questa sera al Auditorium Pdm, durante il concerto al Teatro Studio (€10.00 acquista) un omaggio allo storico disco di Max Roach ‘’We Insist: Freedom Now’’, album del 1960 e opera fondamentale per lo sviluppo del free jazz, che celebrava i cento anni del Proclama di Emancipazione, documento con il quale Lincoln nel 1863 iniziava il processo di abolizione della schiavitù negli allora Stati Conferderati, decretando la liberazione di tutti gli schiavi.




