APERITIF MARKET AL LoKoo & Musica al Mercato

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Vi segnalo due ottime iniziative per il Weekend legate al Natale. Soprattutto per chi come me non ama lo shopping frenetico. Potrete fare i vostri acquisti in totale serenità ascoltando musica e soprattutto portando via con voi pezzi unici..

Oggi si rinnova l’appuntamento annuale con mercati e mercatini per gli acquisti natalizi ma anche per stare più insieme. Di tutti gli eventi vi segnalo la Musica al Mercato di Montagnola in Via Pico della Mirandola, appuntamento che dovrete cogliere al volo.. dato che praticamente sta iniziando. E’ molto caratteristico e interessante, vedere le persone fermarsi come d’incanto nonostante la fretta che in questi giorni tutti abbiamo. Come serpenti resi mansueti dal suono del piffero così le persone si fermano e si godono il momento.

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A Natale regalare Musica è un gesto importante

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Tramite Flickr:
A Natale basta il pensiero, a volte un piccolo dono per gli amici o per se stessi può’ rivelarsi un gesto pieno di significato. Perché non regalare un po’ di musica? e sostenere così i giovani talenti emergenti…  Potrete acquistare l’ultimo CD di Lala & Sade  ‘ANCHE LE BRICIOLE HANNO UN SAPORE’ a un prezzo molto scontato e riceverlo direttamente a casa vostra. Richiedete la vostra copia attraverso questa pagina FB www.facebook.com/lalaesade oppure scrivendo a romaliveventi@gmail.com indicando un indirizzo a cui ricevere il CD

Potrete richiedere una dedica e far firmare il CD per voi e/o per i vostri amici. In questo caso indicate anche a chi scrivere la dedica. Lala & Sade con questa iniziativa augurano auguriamo a tutti un felicissimo Natale e un fantastico 2014 !

COSTI: CD 12,00€ + 3,00€ Costo di spedizione in tutta italia
* Promozione valida fino al 8 gennaio 2014

UNA FESTA PER L’HAMMOND. Charity di Roma

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hammond al charity cafè

Giovedì 12 e Venerdì 13 Dicembre 2013
Charity Cafè e HAMMOND-ITALIA
(con lo zampino di Romalive) presentano

HAMMOND CELEBRATION Roma Days

Due serate dedicate interamente a questo magico e frizzante strumento. Progettato e costruito da Laurens Hammond alla metà degli anni ’30, nonostante il piccolo organo elettrico fosse stato ideato come alternativa ai più costosi organi a canne per le chiese, trovò presto la sua più giusta collocazione nel jazz e nel blues, nella musica gospel e poi sempre di più nel rock e pop. HAMMOND-ITALIA  è la mailing list italiana dedicata agli organi Hammond, ai Leslie, “vintage” e non, e a tutto ciò che ruota loro intorno, inclusi emulatori e cloni, software, manutenzione, ricambi, modifiche, mercatino, Hammond jazz, blues and rock. Dal Settembre 2000 è il mezzo migliore per scambiare informazioni, consigli tecnici e commerciali, notizie su concerti, registrazioni, audio e midi files, schemi, seminari (Joey Defrancesco e Tony Monaco fra gli altri) con centinaia di hammondofili. Hammond Italia è cresciuta fino a superare i 1.300 membri, non solo italiani, ed è il mezzo migliore per tenersi in contatto con gli “HAMMONDofili” della penisola, dove, com’è noto, l’organo Hammond e’ molto amato. Un forum di veri appassionati che il Charity Cafè vuole far conoscere a tutto il suo pubblico. Per questo insieme al Presidente di H-I Marco Montaruli abbiamo organizzato due serate di puro divertimento. Perché se c’è un Hammond è subito festa! Continua a leggere

BIG BAND, UN GRANDE AMORE

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Video di una eccezionale performance, esempio di grande Big Band, tenutasi tempo fa al teatro Eliseo di Roma. Direttore Tommaso Vittorini.

La Big Band è il Jazz? Su questo punto ci siamo confrontati più volte su queste pagine. Sicuramente rappresenta un momento di altissima condivisione e storicamente le BB sono un esempio perfetto di work in progress, capace di mettere a confronto e unire i musicisti per dare vita a un qualcosa che mostra di avere una sua propria anima indipendente e, nel miglior spirito di gruppo, una sola voce. E’ questa forse la magia della Big band? Una magia che se hai provato una volta, continui a ricercare? Cosa significa far parte di una Big band e successivamente cosa significa guidarla? Perché musicisti come Mario Corvini, Aldo Bassi, Mario Raja e Massimo Pirone a Roma si stanno cimentando in questa che è a tutti gli effetti una impresa difficile, impegnativa.. in pratica tanto ardua, quanto poco remunerativa. Se pensiamo che i club hanno problemi ad ospitare formazioni che superano la dimensione del trio. Tre dei musicisti citati provengono da una stessa Big Band, forse la ‘madre’ oggi in Italia delle BB del jazz. Ovvero la prestigiosa PMJO dell’Auditorium (ex Corvini-Iodice Roma Jazz Ensemble). Anche Raja è un veterano della Big band e ad oggi la sua è una delle più importanti realtà che abbiamo in Italia. Partendo da simili esperienze le iniziative quindi si moltiplicano. Iniziative che sono una dimostrazione concreta di ‘passione’ e da questo deduco che, come per tutte le cose difficili, anche una Big Band è il frutto di un grande Amore. Per scoprire se è così alla fine del post ho dato voce ad alcuni protagonisti. Tommaso Vittorini e Aldo Bassi ci raccontano la loro Big band come musicisti e direttori. Intanto a Roma questa sera vanno in scena due Big Band, quella di Massimo Pirone e di Mario Corvini, il 12 al Cantiere Jazz la big band di Mario Raja, poi il 20 dicembre sarà la volta della Light Big band di Aldo Bassi. Quattro progetti veramente interessanti e completamente differenti tra loro, che vi mostreranno svariati punti di vista e che vi consiglio per quanto nelle vostre possibilità di ascoltare.

Agenda in breve
Lunedì 9.12 MASSIMO PIRONE Big LaBand | Alexanderplatz Jazz Club
Lunedì 9.12 MARIO CORVINI New Talents Jazz Orch. & S. Di Battista | CdJ
Giovedì 12.12 MARIO RAJA Big Band | Il Cantiere
Venerdì 20.12 ALDO BASSI Light Big Band | BeBop Jazz Club

Nel dettaglio del singolo concerto…

Lunedì 9.12.13
MASSIMO PIRONE Big LaBand incontra MICHELE FIANCO
Concerto Reading
Alexanderplatz Jazz Club
Via Ostia 9 – Prati
h.22:0 Tessera club € 10,00

Roberta Giovanardi e Max Leoni – Voce | Gianni Falconi , M. Rossi, Gianluca Urbano -Trombe | G.Testa, E. Ferrante, S. Coccia – Tromboni | F. Coppa – Tuba | M. Di Marco, M.Raffa, A. Maduli Sassofoni | D.Diana, Batteria | D.Pimpolari Basso | G.Mastrovito Chitarra | M.Cannata Piano

La big band di Massimo Pirone incontra la scrittura di Michele Fianco. Da Ella, Sinatra e le grandi orchestre swing alla poesia contemporanea. Un incontro tra voci, passato e presente, America e Italia: una nuova frontiera. Il progetto big band del trombonista Massimo Pirone di 17 elementi si confronterà lunedì 9 dicembre sul palco dell’Alexanderplatz con Michele Fianco, scrittore, esperto di comunicazione e marketing culturale, che reciterà’ poesie in perfetta simbiosi con la musica. Dal sito di Michele Fianco, un pensiero che ho trovato e condivido con voi per sottolinearne l’importanza: Il concerto, il reading. Il matrimonio tra musica e poesia non è certo una novità, tuttavia l’idea di partenza e lo spirito forse sì. Oltre a unire due versanti, quella di autore di versi di ormai ventennale corso e di ‘buon ascoltatore’ jazz da ancora più tempo – l’idea, in breve, è quella di fare della poesia uno strumento solista. Senza intellettualismi, semplicemente cogliendo la natura ritmica dei versi e riconoscendo al jazz una forte influenza su questo modo di scrivere

La band di Pirone porta in scena repertori jazz che raccontano la storia di questa musica, tentativo che a loro riesce molto bene. Pochi giorni fa, con uno special guest veramente speciale, quale è Marcello Rosa, importantissimo trombonista italiano e forse padre putativo di tutti i più giovani strumentisti come Max, è stato presentato al Bebop un repertorio sulla storia del Jazz sotto lo slogan di grande effetto ‘Tutto quello che volevate sapere sul jazz e non avete mai avuto il coraggio di chiedere’.

Lunedì 9.12.13
New Talents Jazz Orchestra di MARIO CORVINI
Special guest Stefano Di Battista
La Casa del Jazz
Viale di Porta Ardeatina 55
h. 22:00 Ingresso € 10,00

Diego Bettazzi, Vittorio Cuculo – sax alto | Luciano Ciaramella, Emiliano Mazenga – sax tenore | Riccardo Nebbiosi – sax baritono | Andrea Priola, Stefano Monastra, Tommaso Iacoviello, Elena Bianchi – tromba | Riccardo Tonello, Stefano Coccia, Mattia Collacchi – trombone | Gianluca Lanzi trombone – basso | Marco Silvi – pianoforte | Luca Berardi – chitarra | Nicolò Pagani – contrabbasso | Davide Sollazzi – batteria

Incontro divulgativo questa sera alla Casa del Jazz – la New Talents Jazz Orchestra, formata da ragazzi dai 19 ai 26 anni che provengono da tutto il paese, è sicuramente un’orchestra differente, soprattutto per la giovane età dei suoi componenti. L’idea è di Mario Corvini, che con questo progetto continua ad affermarsi come uno degli artisti più competenti in questo specifico settore di attività. I ragazzi questa sera saranno onorati della presenza di Stefano di Battista come special guest.

Giovedì 12.12.13
MARIO RAJA Big Band
Il Cantiere
Via Gustavo Modena 92 Trastevere
h. 22:30 Ingresso € 5,00

Mario Raja Sax Tenore, Clarinetto, Arrangiamenti | Alice Ricciardi Voce | Daniele Tittarelli Sax Alto, Soprano | Carlo Conti Sax Alto, Baritono, Flauto | Claudio Corvini Tromba | Francesco Lento Tromba | Roberto Schiano Trombone | Enrico Bracco Chitarra | Luca Fattorini Contrabbasso | Pietro Lussu Pianoforte | Armando Sciommeri Batteria

La Mario Raja Big Bang esiste ininterrottamente dal 1988. In questi anni ne hanno fatto parte molti tra i più importanti musicisti italiani come Roberto Gatto, Maurizio Giammarco, Paolo Fresu, Danilo Rea, Enrico Rava, Stefano Di Battista, Fabrizio Bosso e Maria Pia De Vito, solo per citare alcuni nomi. La formazione attuale comprende alcuni dei più noti e interessanti jazzisti dell’area romana dell’ultima generazione ed è una specie di laboratorio permanente. L’orchestra ha un suono inedito, caratterizzato dall’uso della voce trattata come uno strumento e dalla scrittura molto particolare di Raja. Il repertorio è quasi tutto di composizioni originali, una parte del quale viene dall’elaborazione di alcune composizioni di Stravinskij in chiave jazzistica. Ci sono anche canzoni originali coi testi di Domenico Starnone e brani sorprendenti di Steve Lacy e Bjork. Ne viene fuori un suono quasi “sinfonico”, lontano dagli stilemi tradizionali della scrittura per big band, ma pieno di swing, gusto per l’avventura e la sperimentazione.

Venerdì 20.12.13
ALDO BASSI Light Big Band
BeBop Jazz Club
Via Giuseppe Giulietti 14
h.22:00 Ingresso tesserati

Aldo Bassi artista eclettico e dalla forte personalità è uno dei più rinomati trombettisti del jazz europeo ed oggi si presenta con il suo nuovo progetto Aldo Bassi Light Big Band, con un repertorio di canzoni americane prevalentemente tratte da musical o da film. Compositore, docente di Conservatorio, Aldo Bassi è un grande sperimentatore sempre spinto verso il nuovo ma con una attenzione costante al passato e proprio così, con questo progetto big band, riscopre la tradizione del jazz ripercorrendo il più noto repertorio dei musical americani o dei leitmotiv di film noti al grande pubblico. Almost Like Being in Love di Frederick Loewe, Summertime di George Gershwin, Route 66 di Bobby Troup, Birdland di Joe Zawuinul e When I fall in Love di Victor Young sono solo alcuni dei brani del repertorio che prende forma con una classica tipologia dell’ orchestra jazz, diretta dallo stesso Bassi che aggiunge alle esecuzioni il suo prezioso contributo solistico. La big band è composta da cinque sassofoni, quattro trombe, quattro tromboni e due cantanti accompagnati alla sezione ritmica da chitarra, pianoforte, basso elettrico e batteria.

mario raja big band

Foto Aldo bassi light big band
Big Band di Massimo Nunzi

Mario Corvini

VOCE AI PROTAGONISTI

TOMMASO VITTORINI: La big band è un luogo magico, in cui il risultato che si cerca è una coesione di musicisti che lasci ben libero l’ascoltatore di riconoscervi, in trasparenza, delle distinte personalità. Una big band priva di personalità di spicco potrà suonare con impeccabile precisione, e annoiare a morte in una manciata di minuti.

ALDO BASSI. Far parte di una BB all’inizio del percorso formativo di un musicista è importantissimo perché offre la possibilità di suonare con altri e uniformarsi al linguaggio universale, che è necessario conoscere se si vuole suonare il Jazz. La BB ti mette davanti a uno spartito e ogni musicista deve saperlo interpretare secondo i canoni specifici del linguaggio jazzistico; inoltre quando si fa parte di una sezione, che sia essa di bras o ance, spesso si suona in modo omoritmico (in armonizzazione) o all’unisono, che è una pratica delle più formative per i fiati perchè ti obbliga a ricercare il massimo dell’intonazione e mette alla prova la capacità di suonare esattamente insieme agli altri. Anche per la sezione ritmica il discorso è simile. Quando si ottiene un buon risultato, per il musicista è una vera gioa e soddisfazione constatare la riuscita dell’impresa .. e di poter apprezzare l’energia della musica soprattutto se suonata all’insegna della parola ‘magica’ swing. Nel caso specifico del mio progetto di direzione ho iniziato rilevando tre anni fa un ensemble già esistente ‘I Musicanti di Brema’, una formazione di 12 veri appassionati che si riunivano una volta ogni 15 giorni per assecondare la loro passione. Negli anni abbiamo montato vari repertori e con l’aiuto di alcuni professionisti, miei ex compagni della PMJO, abbiamo integrato le parti mancanti e oggi ci possiamo considerare a tutti gli effetti una Big Band. Non è la mia prima esperienza di direzione, ma provo ugualmente una forte emozione nel guidare tanti elementi, 23 in totale con gli ospiti in questo progetto. L’emozione viene quando si raggiunge un buon risultato nell’esecuzione, in particolar modo quando l’orchestra suona come una sola voce. Infatti, esiste un preciso momento in cui tutto l’ensemble raggiunge una sorta di stato sofronico per cui ci si estranea dall’ambiente circostante e prende forma l’anima della Big band che domina su tutti. In questo c’è sicuramente qualcosa di magico e inspiegabile allo stesso tempo. Sono sicuro che anche Massimo Pirone e Mario Corvini, che sono cresciuti nelle migliori Big Band romane insieme a me, sanno di cosa parlo e con i loro progetti, come me, dimostrano di avere a cuore i grandi ensemble, che di per se rappresentano un impegno grandissimo, soprattutto se fatto come direzione.. quindi suppongo che anche per loro, sia un grande amore.

di C.Piraino

ELEGANCE CAFE’ il Jazz a Via Veneto

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Jazz e ancora Jazz in città. Prendiamone atto, è una vera e propria epidemia, e per la prima volta non fa male! Non passa settimana senza che io non scopra una nuova iniziativa che prende vita a Roma. Qualche giorno fa, ero andata a curiosare nell’Agus Collective, splendida situazione di performance autogestita, mentre oggi vi parlerò di un contesto ben differente.

Siamo a Via Veneto, nel cuore di quella Roma che per tutti sarà sempre l’emblema della Dolce Vita, sinonimo di Bellezza e trend di Eleganza. Proprio qui – e se non qui dove – nasce Elegance Cafè. Di giorno è uno dei tanti luoghi di incontro e ristoro per il jet set romano e per tanti turisti e curiosi che passando per la Capitale non fanno a meno di visitare una delle strade più famose al mondo. Dopo le venti invece il bar mostra un carattere più forte proponendosi come live music bar e offre una una programmazione  piuttosto varia legata al Jazz. Per farlo ha scelto gli stili che più si accostano all’ambiente e alla clientela. Qui troverete anche lo swing, ma il luogo ha una vocazione più vicina al  nu jazz, smooth jazz, e anche all’ easy jazz (di cui ignoro ma immagino le caratteristiche, ma dopotutto non si smette mai di imparare). Ci faccio un salto e poi vediamo ! DOVE Elegance Café Via Vittorio Veneto 83/87  Mail: info@elegancecafe.it  Tel: +39 06 42016745  elegancecafe.it

Il programma di Dicembre …

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A PROPOSITO DI DOLCE VITA

..se siete appassionati di bellezza, vi consiglio di visitale la galleria dedicata al tema situata in di Via Palermo, 41 dove troverete esposte alcune delle più belle fotografie di Marcello Geppetti (1933 – 1998) che è stato uno dei grandi fotografi italiani del novecento. Divenne famoso per le foto della Dolce Vita e in particolare per “Il Bacio” tra Liz Taylor e Richard Burton che segna l’inizio della storia d’amore più famosa del cinema, in realtà fu un grande fotografo di cronaca e di vita tanto che il New York Times e Newsweek lo paragonarono a Cartier-Bresson e a Weegee. [http://www.dolcevita-gallery.com/]

IL JAZZ DELLA PORTA ACCANTO. Stasera Alexanderplatz

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Mart. 3.12.2013
WOMEN NEXT DOOR
Elisabetta Antonini
Alexanderplatz Jazz club
Via Ostia 9
Ingresso con tessera dalle h. 20.30
Inizio concerto h. 21.30

Elisabetta Antonini, voce
Gaia Possenti, pianoforte
Federica Michisanti, contrabbasso
Danielle Di Majo, alto sax

Women Next Door, ispirato e dedicato agli anni ’50 del novecento, è il progetto di Elisabetta Antonini che ci trasporta, come una magica macchina del tempo, a Manhattan nel momento in cui la beat generation non dormiva mai, in quella New York che stava per segnare una nuova era, la cui portata sarebbe stata amplificata fino ad estendersi a livello globale. Elisabetta ha seguito le tracce di grandi artisti come George Shearing, pianista e compositore molto prolifico che ha scritto più di trecento titoli, uno fra tutti Lullaby of Birdland; e poi di Frank Sinatra, vero fenomeno di massa all’epoca, Nat King Cole Trio tra i più celebri in assoluto, Louis Armstrong e le Voci di Anita O’Day, Billie Holiday, Ella Fitzgerald. Artisti che ancora oggi insegnano a cantare, a distanza di oltre 60 anni. Nel progetto Women Next Door a volte si aggiunge uno special guest al vibrafono,  Giorgio Cuscito, proprio a ricordare lo storico quintetto di Shearing che utilizzava il vibrafono e che regalò a quella generazione un sound incredibile ottenuto grazie specialissimi accorgimenti di stile e alla combinazione di vibrafono e chitarra, suonati all’unisono.

WOMEN NEXT DOOR, le ragazze della porta accanto, titolo che sottolinea la semplicità e allo stesso tempo il fascino di questo progetto, si ispira – come dice l’autrice dalle pagine del suo sito web “a questi magnifici artisti e alla loro indimenticabile comunicativa, e omaggia la musica dei grandi autori del jazz, riproponendo la forza espressiva di quelle melodie e la freschezza dei testi, attraverso un programma di songs che sono vere “perle del jazz”, nella veste elegante e vagamente easy di quegli anni.”

E’ proprio il caso di dire forza raJAZZe ! Saranno ospiti questa sera di Eugenio all’Alexanderplatz di Via Ostia 9. Dove troverete anche il CD WOMEN NEXT DOOR che vi suggerisco di comprare. Sempre #supportjazz con me.

di Cristiana Piraino

AGUS COLLECTIVE. Nasce la performance indipendente

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In un edifico occupato in cima a Viale Trastevere lato fiume sorge il Cantiere del Jazz. Qui, oltre a un regolare cartellone d’eventi che spaziano dalla recitazione alle danze africane, musica e iniziative di diversa natura, ha trovato sede per questa stagione Agus Collective. Già la scorsa settimana avevo espresso la mia curiosità circa questo collettivo e, per dirla tutta, la loro comunicazione ‘non comunicativa’ mi aveva procurato confusione, esattamente come tutte quelle cose che d’improvviso rompono uno schema.

Quindi ieri sera sono andata a vedere, per sapere. Arrivata al civico 92 di Via Gustavo Modena, si percepisce immediatamente l’idea di un gruppo, appunto un collettivo. Qui ogni persona che vedo è intenta a fare qualcosa, preparare la cassa, sistemare il palco, controllare i cavi, verificare le luci o sistemare un’area di piccola ristorazione, anche se manca veramente poco all’inizio del concerto. Per me è una piacevole confusione e subito riconosco, nonostante la penombra avvolgente e intrigante, alcuni musicisti. Armando Sciommeri, batterista, è il primo che incontro. Non perdo tempo e vado dritta al mio obbiettivo. Sferro una raffica di domande… chi siete, che fate, dove volete arrivare.. e soprattutto perché?

Vengo illuminata. Agus è un collettivo di 15 musicisti di jazz che con lo slogan Jazz Zone offrono una programmazione che apparentemente si oppone agli ‘ordini costituiti’ – il sistema club per intenderci – che loro considerano ‘non’ alla portata di un pubblico veramente allargato. Per diversi motivi. Primo fra tutti quello economico. Per cominciare diremo che i musicisti qui sono i padroni di casa e non gli ospiti; alle persone che una dopo l’altra si cominciano ad affacciare alla porta del Cantiere Jazz chiedono con grande autoironia ‘quanto vuoi per entrare?’. Il biglietto costa solo 5 euro e assicura un posto comodo nella platea di cinquanta poltrone rosse, che scende in picchiata verticale sul palco. Un’enorme slargo anch’esso rosso dove posso già immaginare i musicisti godersi la propria performance. Vediamo come sarà .. Tra poco suonano i Telegraph, band da Benevento che punta alla sperimentazione estrema mantenendo uno stretto rapporto, quasi maniacale, con la partitura.

Provo a interpretare la lista delle motivazioni che mi vengono date. Agus Collective, prima di ogni cosa, mostra che è avvenuto un cambiamento importante, ovvero un ribaltamento dei ruoli causato dalla necessità che questa crisi ci ha portato. Il problema impone di trovare una soluzione. E’ in questo momento, quando si tocca il fondo o lo si intravede, che la spinta creativa si contrappone alla caduta e, come risultato, ti offre inevitabilmente un’altra strada da percorrere. Agus Collective, così facendo, si autoproclama padrone assoluto della sua arte e per farlo prende iniziativa in modo diretto tagliando via ogni eventuale mediazione. Per offrire al pubblico qualcosa fatto completamente con le proprie mani, nel bene e nel male, prendendosene ogni responsabilità, colpa e merito.

La motivazione ufficiale, che con premura ci tengono a sottolineare è che Agus Collective nasce ‘affinché il jazz sia alla portata di chiunque abbia 5 euro da spendere e altri pochi euro per un bicchiere di vino rosso’. Beh, molto nobile, ma io preferisco la vostra dichiarazione non dichiarata di opposizione a schemi troppo assimilati, dentro i quali ci siamo tutti barricati, con risultati purtroppo non sempre positivi. La flessibilità e la capacità di cambiare sono fattori chiave in questa epoca storica. Di fatto non potete nascondervi dietro un altruismo manifesto. Siete Artisti e siete sulla buona strada per offrire nuove possibilità e una nuova visione delle cose.

Intanto accanto a me arriva l’aroma di un rustico alle verdure.. Eh si sembra proprio di essere in casa o in una jam session domenicale a New York. Ma siamo a Roma e, aprendo bene gli occhi, mi accorgo che tutto si sta muovendo intorno a me. Forse il dolore è stato necessario.

MAGGIORI INFORMAZIONI

TELEGRAPH su BandCamp  opera con la supervisione al mix di Luca Bulgarelli
“Giovanni Francesca, chitarra e live electronics, Dario Miranda, basso, el-basso, Kalimba, box Shruti e live electronics e Aldo Galasso batteria. La loro musica difficile da catalogare, si muove tra rock, jazz, musica classica e sperimentale, il tutto filtrato da live electronics. Questi musicisti stanno cercando di trovare un sound più personale e aggressivo, pur mantenendo in modo ossessivo la qualità della loro musica. ” Leo Feigin della Leo Records, piccola società indipendente che produce musica fortemente innovativa basata sull’improvvisazione.

 

di Cristiana Piraino

INCONTRO GENERAZIONALE. JAZZ in Cantina Sangallo

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Giorgio Rosciglione

Ven. 29.11.2013 h. 21.30
GIORGIO ROSCIGLIONE TRIO
Cantina del Sangallo
Via dei Coronari 180
€ 15 Musica, drink, dry snack

Giorgio Rosciglione contrabbasso
Riccardo Biseo pianoforte
Matteo Cidale batteria

Sarà un incontro tra generazioni quello che avverrà Venerdì 29 Novembre alla Cantina Sangallo, che da pochissimo ha fatto il suo ingresso nel mondo del live jazz, aggiungendosi alla lunga schiera in città di club, cantine e taverne dove il jazz è il benvenuto. Faccio notare che il direttore artistico delle rassegne jazz alla Sangallo è Dario Rosciglione e, data l’importanza di questo musicista, non posso far a meno di andare a vedere meglio cosa stia succedendo dalle parti di Via dei Coronari, e appena saprò di più ve lo dirò.

Tornando ai Rosciglione, sono una famiglia di grandi talenti che al jazz ha dato e continua a dare moltissimo. Oltre a papà Giorgio, il primogenito Dario, c’è anche Michel, il piccolo parigino ultimo figlio, e nel mezzo Fabiana, anche lei figlia di Giorgio e artista del Jazz, per esattezza vocalist. Tutti insieme formano una meravigliosa famiglia, che a raccontarlo sembra un film! Non nascondo un debole per la loro musica, in particolare provo una grande ammirazione per Giorgio, essere umano e musicista, per la sua eleganza soprattutto e trovo perfetto il suono del suo contrabbasso. Giorgio, inoltre, artista di grandissima generosità ha il merito di portare in scena i più giovani talenti in circolazione. E’ proprio il caso della gig di domani sera  che vedrà come batterista lo spezzino Matteo Cidale. Con lui ho avuto uno scambio veloce in chat su facebook questa mattina che vi ripropongo.

Matteo, il vostro è un vero e proprio incontro-scontro tra generazioni. Com’è suonare con artisti di tanta esperienza ? ed è vera la cosa che spesso si dice del ‘tramandarsi’ il jazz.. come avviene ? 

Con Giorgio ho già avuto il piacere di suonare in diverse occasioni mentre con Riccardo Biseo non ho mai suonato, in entrambi i casi è un vero onore condividere il palco con loro. Perché si può solamente imparare da questi personaggi che ‘fanno’ scuola . Il jazz è proprio questo e sì, è assolutamente vero che viene tramandato. Certo lo puoi imparare nelle scuole, ed è giusto andarci, ma in gran parte si impara soprattutto suonando e cercando di ‘rubare’ il più possibile dai grandi. E poi se hai la fortuna di suonarci assieme, allora metà del lavoro lo hai guadagnato. La serata di domani sarà proprio come dici tu un incontro tra generazioni diverse, ma che hanno come unico filo di congiunzione il linguaggio del jazz.

Da poche settimane ti sei trasferito a Roma da La Spezia, la tua città natale. Intanto benvenuto a Roma ! Da ‘forestiero’ come vedi la scena jazzistica romana? 

La scena romana e molto viva, pullula di magnifici musicisti e grandi talenti giovani. Poi ci sono le stelle , i veterani che hanno scritto pagine importanti nel jazz italiano e internazionale.

matteo cidale

Matteo Cidale ph di Hans Burger
 

di C. Piraino