MAURIZIO GIAMMARCO: FOLGORATO DA DUKE ELLINGTON

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giammarco

Maurizio Giammarco, romano, è un sassofonista, compositore, arrangiatore, oggi anche direttore della PMJO, in definitiva è un vero Jazz Man. Folgorato in tenera età, come lui stesso racconta nella sua biografia, da un disco di Duke Ellington e da un suo concerto al Sistina nel 1966, ne viene coinvolto a tal punto da volersi dedicare anima e corpo al Jazz.  Nella sua storia di certo la musica jazz rappresenta il punto centrale intorno al quale ruota una bellisssima carriera, sempre in evoluzione, di strumentista e compositore. Gli inizi con il rock progressive, il blues e la frequentazione del Folkstudio, che negli anni ’70 rappresentava  ‘il punto di incontro dell’underground romano’ lo rendono ai miei occhi un artista completo.

Leggendo tra le righe della sua biografia risaltano nomi veramente importanti del jazz, con i quali il tenorista è cresciuto musicalmente. Chet Backer, Enrico Pieranunzi, Lester Bowie, Roberto Gatto, Danilo Rea, Flavio Boltro e tanti altri. Un percorso molto interessante sviluppato sia in Italia sia negli Stati Uniti e per questo ricco di avvenimenti che lo hanno portato nel tempo alla realizzazione di  progetti ‘misti’ nei quali si percepiscono le diverse influenze musicali. Abbiamo occasione di ascoltarlo nella formazione del quartetto questa sera e domani nell’accogliente Charity Cafè di Roma, nel rione Monti.

Venerdì  27/02/2009
Sabato  28/02/2009
MAURIZIO GIAMMARCO QUARTET
 
CHARITY CAFE’ JAZZ CLUB h. 22:30
Via Panisperna, 68 – Rione Monti tel. 06. 47 82 58 81 

Questo progetto del tenorista trae ispirazione da varie correnti stilistiche, influenzate sia dal clima jazzistico della New York giovane sia dalla grande tradizione del jazz internazionale, con particolari riferimenti alle atmosfere cool di Lennie Tristano e Warne Marsh e alla complessità armonica di John Coltrane. Il programma musicale proposto dal quartetto, che comprende brani originali e standards, rivela quanto la composizione e l’improvvisazione siano ugualmente importanti.

Formazione del quartetto:

Maurizio Giammarco, Sax Tenore
Enrico Bracco, Chitarra
Stefano Nunzi, Contrabbasso
Andrea Nunzi, Batteria

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Maurizio Giammarco, è il direttore della PMJO,
Parco della Musica Jazz Orchestra

I prossimi appuntamenti  della PMJO presso
AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA
Viale Pietro de Coubertin

Domenica 15 Marzo – Sala Sinopoli ore 18
PMJO presenta “Il Viaggio di Sindbad”
di Pino Iodice e Raed Khoshaba.
con Raed Khoshaba, Giuliana Soscia, Arto Tuncboyaciyan


Domenica 12 Aprile Sala Sinopoli ore 18
PMJO presenta “Beat Bop: Una libera associazione di idee”
di Mario Corvini e Alfredo Saitto 
con Massimo Venturiello

Domenica 29 Marzo Sala Sinopoli ore 18
PMJO presenta Frank Tiberi “The Woody Herman Legacy in the Space Age”
con Frank Tiberi 

Domenica 26 Aprile Sala Petrassi ore 18
PMJO presenta “Soho Moods: uno sguardo alla loft scene newyorkese degli anni ’70”
di Maurizio Giammarco e Roberta Escamilla Garrison
con le danzatrici Djassi De Costa Johnson, Cinzia Franchi, Tery Weikel
 
Domenica 10 Maggio Sala Sinopoli ore 18
PMJO presenta Paolo Fresu
con Paolo Fresu

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ROMA, INIZIA IL 2009 A SUON DI TROMBA

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A Roma il 2009 avrà un inizio in Musica veramente unico. La prima settimana di questo giovane nuovo anno sarà segnata dalla strumento considerato il più vicino alla voce umana. La Tromba. Presente nelle narrazioni bibliche come pure nelle rappresentazioni pittoriche e iconografiche dei grandi eventi, dal secolo scorso viene considerata uno degli strumenti più affascinanti. Quando risuona obbliga a prestarle attenzione con il suo richiamo a volte urlante e stridente, altre caldo e avvolgente. Michelangelo Buonarroti, nel rappresentare il giudizio universale sulle volte della Cappella Sistina, esprime l’inquietudine profonda che attraversava il XVI secolo, dipingendo angeli che al suono di Tromba richiamano forme umane ormai prive di vitalità alla vita stessa – simbolicamente è il richiamo alla morale e la tromba è la voce di Dio. <FOTO>

« Il primo musicista jazz fu un trombettista, Buddy Bolden,
l’ultimo sarà un trombettista, l’arcangelo Gabriele » Wynton Marsalis 

Presente nella musica in modo trasversale dalla dance alla latin, dalla sinfonica al pop, passando per tutte le bande del mondo, la tromba viene soprattutto identificata con la musica afroamericana che la ha innalzata a strumento divino, grazie a musicisti come Bix, Dizzie, Miles, Chet e tanti altri. Possono essere considerati loro dei semplici musicisti? No. La tromba è il mezzo che ha permesso di trasferire i ‘sospiri interiori’ al cuore di chi ha ascoltato la voce. Nei primi sette giorni dell’anno Roma accoglie tre grandi trombettisti Italiani. Fabrizio Bosso, Aldo Bassi e Paolo Fresu. Tre differenti maniere di interpretare la musica attraverso la Tromba, sotto la guida di una stessa grande stella. Il Jazz.
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3/01/09   Sergio Cammariere e Fabrizio Bosso
                    
                      Jazz ‘n’ soul duet

                      Sala Santa Cecilia Auditorium h. 21.00
                     

6/01/09   Aldo Bassi Sextet
                    
                     Kind of Blue Tribute

                     Alexander Platz, Via Ostia 9  h. 22.00
                     INFO   MYSPACE

7/01/09  Paolo Fresu
                    
                     Solo
                     Sala Petrassi Auditorium h. 21.00
                    

 

FABRIZIO BOSSO, nella foto di sinistra, sarà all’Auditorium il 3 gennaio ad accompagnare il pianista compositore Sergio Cammariere. Un’accoppiata vincente che vede due artisti compensarsi a vicenda. Infatti, le sonorità di Cammariere che si riferiscono alla grande musica d’autore italiana contaminata dai colori vivi del jazz in chiave bossa nova,  incontrano il jazz puro di Bosso, un trombettista che si distingue per gradi virtuosismi tecnici. I brani del ‘Cantautore piccolino’ saranno interpretati in modo più intimo per un concerto unico, per pianoforte e tromba, con ampio spazio all’improvvisazione.

Il 6 gennaio al Jazz Club Alexander Platz ALDO BASSI, foto a destra di Andrea Conti, rende omaggio ai 50 anni di Kind of Blue, proponendo tutte le take dell’album e altri brani celebri di Miles Davis. Bassi è un interprete sensibile e raffinato, un compositore in continuo movimento alla ricerca di nuove sonorità. Per questa occasione sarà accompagnato da cinque musicisti, rispettando così la stessa formazione, un sestetto,  che allora incise l’album.  A cinquant’anni della sua pubblicazione avvenuta nel 1959 “Kind of Blue” di Miles Davis è il disco di jazz più venduto di tutti i tempi. Con la sua magia ha accompagnato momenti di vita di molte persone e i cinque brani originariamente contenuti – so what, freddie freeloader, blue in green, all blues, flamenco sketches – sono tasselli preziosi di un’opera d’arte e, singolarmente, ciascuno rappresenta un’opera d’arte in se. 

Aldo Bassi (tromba)                        
Paolo Recchia (sax contralto)        
Gianni Savelli (sax tenore)                
Alessandro Bravo (pianoforte)                                                                          
Stefano Nunzi (contrabbasso)         
Alessandro Marzi (batteria )           

LA FORMAZIONE DEL 1959 di Kind Of Blue: Miles Davis (tromba) Julian “Cannonball” Adderley (sax contralto, ad eccezione del brano Blue in Green) John Coltrane (sax tenore)  Bill Evans (pianoforte eccetto nel brano Freddie Freeloader) Wynton Kelly (pianoforte, nel brano Freddie Freeloader)  Paul Chambers (contrabbasso) Jimmy Cobb (batteria)

Il 7 gennaio, l’eccentrico trombettista sardo, PAOLO FRESU, avrà tutto per se il palco della Sala Petrassi all’Auditorium per un concerto “Solo”. Impresa ardita! Sessanta minuti di rara bellezza che incorporano la saggezza del suono e il calore dei colori e viceversa. (fonte:auditorium). Che cosa posso dire di Fresu che già non sia stato detto? Che trasmette emozioni,  che è coraggioso a prestare se stesso e la sua tromba alle imprese artistiche più disparate. Che lo ringraziamo per portare il nome del nostro paese così lontano e così in alto. Allo stesso modo ringraziamo gli altri due trombettisti qui citati, perchè dall’alto delle loro ‘nicchie’ musicali, questi tre artisti, ci dimostrano che oggi è ancora possibile fare, quindi per noi ricevere, buona musica di qualità. Va solo ricercata lontano dai clamori, come ormai abbiamo detto più volte dalle pagine di Romalive. Da non perdere!! quindi i tre appuntamenti di questo inaspettato e casuale viaggio nei diversi colori della tromba a Roma. Se questo è solo l’inizio… allora abbiamo i presupposti perchè il 2009 della capitale possa essere veramente un Buon Anno!