FROM BLUES TO BLUEGRASS

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Mar. 3/02/2009  BLUEGRASS
DANILO CARTIA BAND  – B.B.B. Night
a Journey from Blues to Bluegrass
WALLA WALLA via di Torpagnotta 371/B

h. 22:30

La Musica di Danilo Cartia è come un colpo di vento texano, che prima di arrivare a spettinarti, passa per l’Irlanda, la Scozia e poi arriva dritto al cuore. Nel Bluegrass, così come nel jazz, ogni strumento, a turno, prende il sopravvento sugli altri e improvvisa delle variazioni sul tema principale. L’importanza culturale e storica di questa musica va ricercata nel suo dna, dove sono presenti tracce di gospel, del blues e delle migrazioni dall’Europa verso gli Stati Uniti a cavallo tra la prima e la seconda guerra mondiale. DANILO CARTIA sarà al Walla Walla tutti i martedì.

Danilo Cartia  voice, acoustic guitar, 5 strings banjo
Alessandro Valle dobro, pedal steel guitar
Leonardo Petrucci voice, acoustic guitar, mandolin
Andrea Moneta voice Chapman stick

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Shenandoah Breakdown – Live in Milano

LINKs:

DANILO CARTIA

WALLA WALLA

             

TRA MUSICA E TEATRO

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Lun. 2/02/2009   TEATRO/MUSICA
‘DONNE INVISIBILI’
 con Tiziana Foschi e Rossana Casale
Testi di Cinzia Villari 
Teatro Palladium, P.zza Bartolomeo Romano
INFO 06 57 33 27 68 dalle ore 16:00
h. 20:30 – ingresso libero

 

con la musica di
ROSSANA CASALE QUINTET
Rossana Casale, voce
Luigi Bonafede, piano
Aldo Mella, contrabbasso
Enzo Zirrilli, batteria
Roberto Regis, sassofoni

Un racconto di donne. Le donne di quei miti del jazz che ancora ci fanno emozionare. Donne invisibili, sconosciute e indispensabili. Donne a volte povere, a volte semplici ma spesso geniali: tanto da non esitare ad incastrare un pianoforte tra il frigo e la macchina del gas, perchè il loro uomo non smetta di suonare…

Ma anche donne che il Jazz “lo fanno diventare robba loro”, donne che cantano, suonano, parlano jazz… Quella minoranza coraggiosa che si è infiltrata con determinazione e gentilezza in un mondo di uomini. Un racconto attraverso le parole, la musica, il corpo e il silenzio.

 

           

IMPARATE A CONOSCERE IL JAZZ

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IL JAZZ. E’ strano ciò che accade al Jazz. E’ poco seguito, sicuramente non capito, in qualche modo lontano dal clamori che caratterizzano generi diversi. Come il Pop, ad esempio. Eppure è evidente che il Jazz è da considerare musica colta così come lo è la Classica; l’accostamento è d’obbligo, dato che si attribuisce al Jazz il merito di essere nato dall’implosione della classica all’inizio del ventesimo secolo.  Come quest’ultima infatti il Jazz, per essere suonato bene, presuppone una conoscenza della musica e degli strumenti molto elevata. Ci vogliono anni di preparazione per poter diventare strumentista – molto di più per essere un musicista completo, capace di comporre e dotato di una cultura musicale profonda e globale.

Di conseguenza il Jazz (per generalizzare, ma non è sempre così) è caratterizzato da melodie e ritmi complessi e  racchiudere in se messaggi che non vengono percepiti in modo diretto, ma che spesso sono da decifrare. Va bene, è musica ‘difficile’ e i seguaci sono inevitabilmente un gruppo di eletti. Tutto ciò però crea una barriera culturale, oltre la quale molte persone non credono di poter andare. Perchè questa musica è solo per pochi? di conseguenza perchè il genere non arriva, tranne pochissime eccezioni, ai grandi numeri

eppure quando io ascolto il Jazz il mio pensiero arriva lontano. Nell’assenza del testo, ritrovo le parole che mi mancavano. Nei fill sento i campanelli della mia coscienza. Nelle improvvisazioni la voglia di correre libera

Uno dei motivi può essere il Tempo. In fondo il Jazz in Europa è giovane. Effettivamente 50/60 anni di storia sono pochi e sono quelli che vanno dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi. In quel periodo infatti cominciarono ad arrivare in Europa i tour dei jazzisti afroamericani, come ad esempio Miles Davis, a Parigi nel ’49. Ma la cosa che sicuramente ho notato di più è la mancanza di informazione e di cultura del genere. Cominciamo col dire che nei conservatori il jazz è arrivato da pochi anni come materia di studio. Dal punto di vista dell’ascolto noto che non esiste una radio completamente dedicata al jazz, non ne parla la televisione, i giornali lo fanno raramente e per questo una grande fetta di pubblico è completamente ignorante  in materia – nel senso di colui che ignora – e gli viene preclusa la possibilità di conoscere una musica che a mio parere è sublime, molto rappresentativa dello stato d’animo, ma soprattutto piacevole da ascoltare. Si cambierà mai questa tendenza? Forse, con il tempo. Per cominciare il jazz ha bisogno di pubblico per farsi conoscere ed apprezzare. Il pubblico ha bisogno di jazz per capire sempre più il jazz.

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Un’occasione ottima per avvicinarsi al mondo del Jazz è offerta dalla Casa del Jazz di Roma (Viale di Porta Ardeatina, 55 – tel. 06704731) Vi segnalo alcuni eventi già in programmazione. (fonte casajazz.it)

 

La Biblioteca e la Sala Multimediale di Casa del Jazz sono aperte al pubblico in occasione degli eventi e dei concerti in programma. Grazie ad una nuova donazione, “Hans Wyder”, è possibile consultare le annate di Musica Jazz dal 1956 ad oggi. E’ inoltre possibile accedere dalle postazioni multimediali della mediateca a numerosi estratti dalle esibizioni live degli ultimi due anni di attività della Sala Concerti e del palco all’aperto: Steve Kuhn, Dave Liebman, Gil Evans Orchestra, Brian Blade, Jack DeJohnette, Roberto Gatto, Miroslav Vitous, sono alcuni dei nomi in archivio

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Un nuovo appuntamento con il giornalista Marco Molendini e la storia della Bossa Nova attraverso ascolti, visioni e il racconto in viva voce delle vicende che hanno reso questo genere la poesia cantata del nuovo Brasile; tutto ruota attorno a tre personalità uniche e stravaganti: Joao Gilberto, Antonio Carlos Jobim e Vinicius De Moraes. MORE INFO

mar. 27/01/2009  h.19:00 
“João, Jobim, Vinicius: è Bossa Nova”
Ciclo di incontri a cura di Marco Molendini
Ingresso libero

mar. 3/02/2009 h.19:00 
“João, Jobim, Vinicius: è Bossa Nova”
Ciclo di incontri a cura di Marco Molendini
Ingresso libero

mar. 10/02/2009 h.19:00 
“João, Jobim, Vinicius: è Bossa Nova”
Ciclo di incontri a cura di Marco Molendini
Ingresso libero

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LINKs:

WEB CASA DEL JAZZ
Roma, Viale di Porta Ardeatina, 55
tel. 06704731

DUE CHIACCHIERE CON I SUBSONICA

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Lunedì  26/01/2009
Auditorium Parco della Musica
Sala Petrassi h. 21:00

Questa sera all’Auditorium primo appuntamento degli Incontri d’Autore, una rassegna ideata e condotta dai giornalisti Ernesto Assante e Gino Castaldo. La rassegna prevede un incontro con gli artisti che racconteranno se stessi dal palco della Sala Petrassi.

I Subsonica sono una band Torinese nata nel 1996 e nel corso degli anni pluripremiata in Italia e in  Europa. Uniti dalla voglia di portare nuova musica e di raccontare le loro esperienze diverse, i cinque componenti del progetto Subsonica si riconoscono nel rock alternative e nell’elettronica, per meglio dire del synth rock il genere che unisce il rock con elementi di musica elettronica. Nei loro testi immagini vere di vita urbana.

Sono sicura che avranno molte cose da raccontare sui percorsi e gli obbiettivi della loro musica. Per questo vado e domani saprò dire di più.

Dall’album Eclissi ascolta il brano Nei nostri luoghi

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LINK:

WEB SUBSONICA

WIKI SUBSONICA

INFO AUDITORIUM

PROGRAMMA INCONTRI D’AUTORE

FEEDBACK Trombettisti, BOSSO,BASSI,FRESU

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Come annunciato i giorni scorsi hanno visto la presenza a Roma di tre grandi trombettisti. Fabrizio Bosso insieme a Sergio Cammariere nella sala Santa Cecilia dell’Auditorium, Aldo Bassi all’Alexander Platz per un tributo a Miles Davis, Paolo Fresu nella Sala Petrassi dell’Auditorium esibirsi in un One Man Show.

Tre concerti completamente diversi nel genere eppure con il denominatore comune di una elevata qualità musicale, di una perfetta conoscenza dello strumento e della sua profonda espressività acustica. Abbiamo assistito alle variazioni di uno strumento veramente versatile ed emozionante come una voce umana.


 da sx. Fabrizio Bosso, Aldo Bassi, Paolo Fresu

leggi gli approfondimenti nelle RECENSIONI:

>> FEEDBACK   BOSSO

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FEEDBACK: FABRIZIO BOSSO con SERGIO CAMMARIERE

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Il duetto Cammariere-Bosso dal palco della Santa Cecilia dell’Auditorium il 3/01, ha presentato un repertorio misto, ma in questo nel complesso forse non molto omogeneo. Brani di Cammariere si sono alternati alla musica d’autore. Tre gli omaggi a grandi compositori scomparsi quali  Tenco, De Andrè ed Endrigo. Varie le aperture al mondo del jazz più tradizionale, come la versione del brano Mack the Knife, che ha riportato il pubblico alle atmosfere degli anni ’20. Gentile l’omaggio alla città di Roma con un brano della tradizione romana, anche se stilisticamente si distaccava troppo dal contesto.

 

Foto di Bruno Gianquintieri www.apj.it

Una performance per Cammariere insolita. Apprezzabile, ma non tanto quanto nel concerto di Roma del 6 luglio 2008 all’Auditorium di Via della Conciliazione. Bosso invece ha saputo catturare l’interesse della sala intera, anche del pubblico che, giunto all’evento sulla scia del cantautore piccolino, non aveva idea che il concerto avrebbe preso un  percorso musicale diverso  suggerito dalla tromba del musicista torinese. Nei fill e nei numerosi assolo, il trombettista ha dimostrato le sue ottime qualità melodiche e, ancora una volta, di possedere una grande tecnica e padronanza dello strumento. Molto emozionante l’esercizio di risonanza realizzato con la tromba sulle corde del pianoforte di Cammariere, che hanno vibrato ‘per simpatia’ senza che nessun tasto fosse sfiorato.

ALTRE RECENSIONI sulla TROMBA

>> FEEDBACK   BASSI

>> FEEDBACK   FRESU

 

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>> WEB BOSSO

>> WEB CAMMARIERE

FEEDBACK: ALDO BASSI “Kind of Blue Tribute” a Miles

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Lo storico jazz club romano, Alexander Platz, è stato luogo di un evento molto originale ed interessante lo scorso 6 gennaio 2009. Aldo Bassi Quartet ha ospitato i sassofoni di Gianni Savelli (tenore) e di Paolo Recchia (contralto) per ricreare le atmosfere del capolavoro di Miles Davis  ‘Kind Of Blue’ e ricordare con questo concerto il cinquantesimo anniversario della sua pubblicazione.

E’ un tributo significativo che Bassi ha voluto rendere al maestro ideale di tutti i trombettisti e compositori jazz. Nell’esecuzione sono stati rispettati l’ordine originale dei brani – di ogni brano le caratteristiche musicali-  e la durata dei vari assolo. Inoltre, utilizzando per l’occasione una tromba Martin, Bassi  è riuscito ad avvicinare il pubblico alle sonorità del grande trombettista afroamericano.



Scaletta del concerto “Kind of Blue Tribute” del  06.01.09

 

I Parte: So What, Freddie Freeloader, Blue in Green, All Blues, Flamenko Skatches.

II Parte: Straight No Chaser, Some day my prince will come, Round Midnight, It could happen to you, The theme.

 

Insieme a Bassi, oltre ai componenti del Quartetto, A. Bravo al pianoforte, S. Nunzi al contrabbasso e A. Marzi alla batteria, si sono alternati sul palco due ottimi sassofonisti, il tenore Gianni Savelli e il più giovane contraltista Paolo Recchia i quali hanno colmato gli spazi lasciati dalla tromba di Bassi con momenti di grande forza e notevole livello interpretativo. Importante il contributo di Stefano Nunzi che ha dato il meglio di se con il suo contrabbasso senza perdere mai un passo di ritmica e dimostrando oltrettuto buone doti da solista.

Bassi con sensibilità artistica che lo contraddistingue e grazie ad una ottima interpretazione del mood di Miles ha saputo coinvolgere il pubblico che, inaspettatamente, rispetto al normale vociare di sottofondo da locale notturno, ascoltava la lirica e i passaggi  melodici nel silenzio più totale.

LE ALTRE RECENSIONI SULLA TROMBA:


>> FEEDBACK   BOSSO


>> FEEDBACK   FRESU


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>> ALEXANDER PLATZ

 

FEEDBACK: PAOLO FRESU “Solo”

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 Il 7 gennaio abbiamo assistito ad un concerto diverso. In verità definirlo concerto è riduttivo e poi, anche se lo ha eseguito un jazzista di chiara fama, chiamarlo concerto di jazz non sarebbe esattamente corretto, ma ne limiterebbe il significato.

Paolo Fresu con il supporto tecnico di Francesco Carta alle luci, Fabrizio Dall’Oca al suono e Vittorio Albani alle basi, ha dato prova di essere un musicista versatile e completo. E per conoscenza musicale è probabilmente ‘onnivoro’ il che lo colloca certamente a livello dei più grandi. Ha eseguito brani di suggestiva atmosfera, spaziando dalla musica classica, al jazz, alla musica tribale africana, facendo affiorare echi del folclore sardo. L’utilizzo sapiente delle strumentazioni elettroniche, con l’impiego di harmonizer, lunghi riverberi, basi musicali ed altri supporti tecnologici, ha reso possibile la dura impresa dell’esecuzione in ‘Solo’. 

foto di "cellulare ma rende"

Così ha catturando l’attenzione del pubblico che ha ricambiato chiedendo due bis al termine dei quasi 60 minuti consecutivi di esibizione.  Ma Fresu ha dato anche prova di saper gestire molto bene lo spazio circostante, con varie postazioni microfoniche e  la ormai consueta “passeggiata” tra il pubblico. Bella anche la scenografia costruita attraverso un gioco di  luci molto armonico.

Di questo evento non potremo dimenticare la camminata sopra un simbolico filo  sospeso nel mezzo al palcoscenico, a simboleggiare la leggiadria di questo piccolo grande acrobata della musica  –  creato in realtà con luci proiettate sul pavimento – durante la quale Fresu ha suonando ininterrottamente la stessa stupenda nota per tre o forse più minuti. Una grande prova di respirazione circolare, l’esercizio che permette di respirare e soffiare nello strumento allo stesso tempo.

LE ALTRE RECENZIONI SULLA TROMBA

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