‘PRESI PER CASO’ DALLA MUSICA

Standard

Giov. 16/04/2009 
PRESI PER CASO

La band nata tra le mura del carcere di Rebibbia
ALPHEUS, via del commercio 36 –  Gazometro
h.21:45  solo 5,00 euro

Si chiama Senza Passare Dal via! il terzo cd dei PRESI PER CASO.  Un disco pieno di suoni e creatività, invenzioni musicali e testi intrisi di ironia e calore. Lo presentano ufficialmente a Roma questa sera 16/04  h. 21:45 , al Alpheus, in una serata speciale piena di gags, musica trascinante, monologhi dissacranti e tanta energia. Molti gli ospiti previsti che accompagneranno la band, tra loro molto attesa la partecipazione della sezione fiati delle RADICI NEL CEMENTO.

Insomma un concerto che… ne vale la PENA!. Criminale chi se lo perde!!!!

 Gente !! sosteniamo questo Gruppo!! Esilaranti e bravissimi Musicisti !! Vi inoltro il messaggio che mi hanno mandato:   

Allora, ci siamo! dopo mesi di fatiche, riflessioni, risse e duelli vari, il nuovo disco è pronto. E’ un disco fantastico (dieci tracce) piene di novità, invenzioni sconvolgenti, humor e crudo realismo e tanta, tantissima splendida musica. Per noi è un momento delicato e importante: dopo 5 anni di attività sociale e musicale fuori le mura, abbiamo bisogno di parecchio sostegno. Il che significa:

1) Viecce al concerto e comprate il cd
2) Non venicce al concerto ma almeno fa’ vveni’ un pò d’amici tua
3) Non venicce, mandace pure a quer paese ma fai veni’ al concerto almeno 20 amici

__________________________________

LINKs:

alcuni brani degli album precedenti,
TOTTI’   http://www.youtube.com/watch?v=DxB6J8Wjs_w  FIESTA  http://www.youtube.com/watch?v=FWafKcweS6g

>>> RADICI NEL CEMENTO

MUSICA e TERREMOTO: ALESSANDRA CORA

Standard

Si è parlato molto in questi giorni dell’Aquila come città universitaria nella quale ricordiamo anche la presenza del Conservatorio ‘A. Casella’. Una città piena di gente giovane e per questo centro pulsante di vita e cultura. Alessandra Cora è una di loro. In realtà era. Anche se, avendo lasciato il suo contributo in musica, come tutti gli artisti continua ad essere presente. Con lei e con questo video, vorrei fare un piccolo omaggio ai tanti ragazzi dell’Aquila, e tra loro ai musicisti, che non ci sono più o che pur rimasti in vita stanno soffrendo come mai. 

Vodpod videos no longer available.

Alessandra Cora canta Mercy di Duffy

_____________________________________
Alessandra Cora, 22 anni, cantante. Ha partecipato al premio Mia Martini per le Giovani promesse. Per dare continuità vorrei esprime un giudizio su questa giovane voce, come faccio sempre dalle pagine di questo blog nel presentare un artista, perchè Alessandra aveva scelto questa strada e sono sicura che lo avrebbe apprezzato. Dunque, premesso che non basta ascoltare un solo brano per capire l’interprete, la sua è una voce piacevole, dal timbro interessante e pulito, sicuramente con le potenzialità giuste per poter realizzare un buon progetto. Carattere e ritmo non mancano alla voce e l’artista sembra aver accumulato una buona cultura dell’ambito musicale in cui si distigue. Appropriata l’interpretazione del testo. Il brano qui presentato non è facilissimo e per questo Alessandra fa risaltare, nell’esecuzione piuttosto ‘pulita’ le sue buone doti naturali. L’intonazione c’è anche se a volte si perde, ma questo succede anche ad artisti affermati. Giudizio complessivo: mi piace!

Ciao Alessandra!

_____________________________________

LINKs:

>>> FACEBOOK fun club di Alessandra Cora

>>> WEB CONSERVATORIO  A. Casella dell’Aquila

>>> RADIO ROCK PER IL TERREMOTO

>>> MADONNA PER IL TERREMOTO

THE BEATLES, I WANT YOU!

Standard

Il 10 aprile 1970 si scioglievano ufficialmente The Beatles, la band di Liverpool che in pochi anni, dal 1962 al 1970, aveva cambiato la musica in maniera forte e radicale, influenzando la moda e il costume. Dalla loro musica scaturisce il genere che oggi riconosciamo come musica pop, anche se la base Beat  in fusione con il rock, il blues e le influenze delle avanguardie musicali come pure del movimento hippy, senza dimenticare il fascino che il gruppo subisce dalla cultura indiana, creano il Beatles Style, inconfondibile e indimenticabile.  Il loro ultimo lavoro è Abbey Road (fonte wiki), che contiene capolavori quali Come Together, Here Comes The Sun e She Came in Through the Bathroom Window. L’ album viene pubblicato dopo anni di forti discussioni all’interno della band che però, nonostante le divisioni ormai insanabili, proprio con Abbey Road riesce a confermare la propria grandiosità e unità musicale.


Roof concert part 1/2


Roof concert part 2/2

Dal canale YouTube di Romalive la playlist dello storico Roof Concert dei Beatles del 30 gennaio 1969. Se esistesse la macchina del tempo vorrei ritornare esattamente in quel giorno e in quel posto di Londra.

_______________________________________________

Questa sera Romalive consiglia:

Ven. 10/04/2009
SAVILE ROW Acoustic Band

BEATLES TRIBUTE BAND
Big Mama, Vicolo di S.Francesco a Ripa, 18
h. 22:30

Savile Row, la band romana che presenta la magia dei Beatles in chiave acustica, inedita e appassionante. Quattro voci, un basso, due chitarre acustiche e una semiacustica, le preziose armoniche e il sax di Alberto Solieri, l’emozione della più importante band di sempre.

I Sevile Row parlano dal loro MySpace “Ci emozioniamo con la musica dei Beatles ed è ciò che succede a tutti i nostri spettatori: per questo pensiamo che la scelta dei brani abbia una grande importanza. Non mancano i classici immortali quali Let It Be, Come Together, Hey Jude, Here Comes The Sun, e tanti altri”

Sir Steve Pile, Stefano Pilo al BASSO
Lord Mark Goodson, Marco Bonfiglio al VOCE e CHITARRA, giornalista e scrittore
Ricky Rooons, Riccardo Ronsivalle al VOCE e CHITARRA
Danny Boy Stakes, Daniele Paletti  al VOCE e CHITARRA
Big Al, Alberto Solieri al SAX che ha allietato platee anche internazionali

_______________________________________________

Romalive consiglia di leggere:

 

The Beatles For Sale
Il romanzo di Marco Bonfiglio

La storia dei Beatles come nessuno l’ha mai raccontata. Le librerie sono piene di biografie, saggi, studi sulla musica della favolosa band e sui suoi componimenti. Nessuno, però, aveva mai raccontato la loro avventura in forma di romanzo.

Marco Bonfiglio vive a Roma dove è nato nel 1980. è laureato in Scienze della Comunicazione. Ama Omero e sogna un mondo dove i grandi classici siano accessibili ad ogni tipologia di lettore. Folgorato dai Beatles nell’adolescenza, suona la chitarra e canta nel gruppo Savile Row, che ha all’attivo concerti nei più importanti locali di musica dal vivo della capitale. Giornalista sportivo esperto di basket, ha fondato il sito www.terzo-tempo.org  scrive per testate di settore come Superbasket ed è Direttore della WEBTV www.tripladoppia.com 

_______________________________________________

Romalive consiglia il web:

 

Le finalità preminenti di Beatlesiani D’Italia Associati, secondo lo Statuto, sono quelle di mantenere sempre alto l’interesse e l’entusiasmo per l’arte dei Beatles, promuovendo concerti, mostre e conventions,  cercando ogni volta che se ne è presentata l’occasione e secondo il motto: “BEATLE PEOPLE FOR PEOPLE”, di promuovere le attività benefiche di Enti umanitari come l’UNICEF, AMNESTY INTERNATIONAL, chi si occupa di AIDS, ecc. Un modo, questo, per rendersi utili divertendo e divertendosi.

MORE INFO nel loro sito >>> BEATLESIANI 

ALDO BASSI QUARTET: LIVE JAZZ

Standard

 

Giov.  2/04/2009 JAZZ
ALDO BASSI QUARTET
– New Reserch
BEBA DO SAMBA in Via De’ Messapi, 8
San Lorenzo h. 22:00

Il quartetto presenta in anteprima i brani originali del trombettista romano, che saranno contenuti nel CD in uscita New Research. Il repertorio si accosta al mondo europeo e a quello americano, mostrando le nuove tendenze del jazz di ultima generazione. Nei brani sono frequenti tempi dispari e poliritmie, mentre armonie e melodie attingono alla familiarità della musica classica.

Aldo Bassi (tromba)
Alessandro Bravo (pianoforte)
Stefano Nunzi (contrabbasso)
Alessandro Marzi (batteria)

Una serata di ottima musica e grande livello performativo di una formazione molto affiatata in grado di regalare al pubblico momenti di vera emozione. Per chi desidera avvicinarsi al jazz può essere la giusta occasione per conoscere senza difficoltà il genere musicale più rappresentativo dell’animo umano dato dall’elevato livello di improvvisazione presente come elemento forte che completa il “sound” del gruppo e che fa di ogni performance del Aldo Bassi Quartet un evento unico.

____________________________________

FOTO:
http://www.flickr.com/photos/aldobassi/

INFO:
www.aldobassi.it
info@aldobassi.it

UFFICIO STAMPA:
romaliveventi@gmail.com

____________________________________

FOCUS ON:

STEFANO NUNZI, Aldo Bassi Quartet, classe 1974, contrabbassista, session man di molte importanti formazioni romane. Capace di sostenere una varietà di ritmi incredibilemente diversi, dimostrando così una grande versatità nel genere, questo ragazzo non perde un colpo! Short bio a seguire.

Nasce a Porto S. Giorgio (AP) il 28 Aprile 1974, si diploma in contrabbasso nel 1998 presso il conservatorio G. ROSSINI di Fermo sotto la guida del maestro Alfredo Trebbi. Contemporaneamente si avvicina al Jazz, che e’ la sua grande passione, studiando con Palle Danielsson, Furio di Castri, e Pietro Ciancaglini. Nel 2000 si trasferisce a Roma dove inizia a suonare in diverse situazioni di stampo Jazzistico collaborando con musicisti come Maurizio Giammarco, Carlo Atti, Walter Blending, Vincent Herring, Vinve Benedetti, Mario Raja, Milcho Leviev, Pietro Lussu, Max Ionata, Enrico Bracco, Luca Mannutza, Lorenzo Tucci, Eddy Palermo, Luca Velotti, Tiziano Ruggeri, Carlo Conti. E’ membro stabile della nuova Big Band di Mario Raja, dell’ “Erico Bracco Quintet” e del quintetto “i Conti Ruggeri”. Ha accompagnato Amy Stewart nel suo ultimo lavoro teatrale dedicato a Billie Holiday. Nel 2002 fonda l’NBN TRIO con il chitarrista Enrico Bracco e il batterista Andrea Nunzi, suo fratello, con cui si è esibito in molti teatri e festival Italiani ed ha accompagnato importanti musicisti Italiani ed internazionali in Italia e all’estero.

Nel 2003 incide con il chitarrista Roberto Zechini il disco “Pietraltrove” per l’etichetta “Arte Nomade”. Sempre nel 2003 registra con Amii Stewart il disco “Lady Day” che è la colonna sonora di un musical sulla vita di Billie Holiday  al quale partecipa per due stagioni. Nel 2004 incide “A Portrait of  Trombone” con Massimo Pirone  e “In The Mood For Melodies” del “Cerrone – Schiavi 6et” con Vince Benedetti al pianoforte, tutti e due per la “Isma records”. Nel 2005 registra con il quintetto capeggiato da Enrico Bracco il disco “Tjololo” uscito nel 2006 per l’etichetta tedesca “YVP” e nel quale militano anche Pietro Lussu al pianoforte, Daniele Tittarelli al sax alto e Andrea Nunzi alla batteria. Sempre nello stesso anno nasce il gruppo “I Conti Ruggeri 5et” capeggiato da Tiziano Ruggeri alla tromba e Carlo Conti al sax alto e in cui il “NunziBraccoNunzi trio” è la sezione ritmica. Con questa formazione nel 2006 incide “Cabosong” edito dalla “Philology”. Ancora nel 2006 partecipa alla registrazione del disco di Silvia Manco “Big City Is For Me” prodotto e pubblicato dalla “Micca Club Records”. Nel 2007 diventa  membro stabile del quartetto e della nuova Big Band di Mario Raja.

foto di Stefano Nunzi del Forografo Andrea Conti

FRANCO CALIFANO a ROMA

Standard

Sab. 28/03/2009 MUSICA D’AUTORE
FRANCO CALIFANO live pensieri e musica
JET SET – Piazza U.E. Terracini
INFO  3296946426

All’interno di una serata di puro entertainment organizzata da una organizzazione romana di eventi, Odissey 2001, il grande Franco  Califano, semplicemente per noi il CALIFFO, farà rivivere le emozioni di un tempo presentando i suoi più grandi successi e stralci del suo pensiero, profondo ma basic, così come deve essere lui. Un artista che negli anni ha saputo costruire un’immagine di se vera, con le contraddizioni che lo caratterizzano e le debolezze nelle quali il pubblico che lo ama e lo segue si riconosce, espresse con un linguaggio diretto, pop, che però contrasta con il pensiero cinicamente profondo e in questo terribilmente umano.  

Tutto il resto è noia è una grande verità. In questo brano si può individuare una filosofia di vita, quella di Califano ma condivisa da molti, ed anche il manifesto dell’insofferenza epocale segnata dai profondi dubbi umani sull’importanza del rapporto di coppia per il raggiungimento della felicità. Epoca storica che ha visto fino al 70% (ufficiale) di rapporti di coppia falliti e che forse ora si sta concludendo con il passaggio di una generazione di ‘insofferenti’ all’età più adulta. Parole e musica hanno aiutato a prendere coscienza di questa tematica. In questo il Califfo è maestro di vita e grande autore.

Vodpod videos no longer available.

 

Tutto Il Resto è Noia

Si, d’accordo l’incontro
un’emozione che ti scoppia dentro
l’invito a cena dove c’è atmosfera
la barba fatta con maggiore cura.
la macchina a lavare ed era ora
hai voglia di far centro quella sera
si d’accordo ma poi..
tutto il resto è noia
no, non ho detto gioia, ma noia, noia, noia,
maledetta noia.
Si, lo so il primo bacio
il cuore ingenuo che ci casca ancora
col lungo abbraccio l’illusione dura
rifiuti di pensare a un’avventura.
Poi dici cose giuste al tempo giusto
e pensi il gioco è fatto è tutto a posto
si,d’accordo ma poi…
tutto il resto è noia
no, non ho detto gioia, ma noia, noia, noia
maledetta noia.
Poi la notte d’amore
per sistemare casa un pomeriggio
sul letto le lenzuola color grigio
funziona tutto come un orologio.
La prima sera devi dimostrare
che al mondo solo tu sai far l’amore
si, d’accordo ma poi..
Tutto il resto è noia
no,non ho detto noia
ma noia, noia, noia
maledetta noia.
Si d’accordo il primo anno
ma l’entusiasmo che ti resta ancora
è brutta copia di quello che era
cominciano i silenzi della sera
inventi feste e inviti gente in casa
così non pensi almeno fai qualcosa
si, d’accordo ma poi..
Tutto il resto è noia,
no, non ho detto gioia, ma noia, noia, noia
maledetta noia

IL POP AZIENDALE DI RIBES

Standard

Nato all’alba di molti anni fa in una ruvida cittadina piemontese, Ribes Romano, semplicemente Ribes per gli amici, impara assai presto i fondamenti della musica, divenendo già alla tenera età di 2 mesi polistrumentista con spiccata vocazione alla lirica, partecipando a numerosissime serate revival, e ponendo sempre come suo sommo punto di riferimento i maggiori artisti dell’epoca, tra cui val la pena di ricordare: Il Quartetto Cetra, Dario Baldan Bembo e Jimmy Fontana.

Vodpod videos no longer available. 

Purtroppo varie e tormentate vicende familiari lo porteranno ben presto a entrare nel mondo del lavoro strettamente impiegatizio, nel senso più brutale del termine. Inizierà dunque solertemente a lavorare in numerose aziende multinazionali e locali divenendo a tempo record un impiegato modello. Ma durerà poco. Verificando lui stesso le indicibili angherie psicologiche alle quali venivano sottoposti i suoi malcapitati colleghi di lavoro, decide ben presto di ribellarsi a questo sistema ingiusto e tirannico, trasformandosi sorprendentemente in un instancabile paladino di tutti gli impiegati, guida morale per tutti i tapini, simbolo inimitale della lotta contro il mobbing. Tornato alla musica, il suo primo e unico amore, inizia un contorto ma straordinario percorso che lo porterà a fondere le sue due anime, quella aziendale e quella musicale, innovando in maniera drastica il modo di fare musica pop. Nasce così un personalissimo stile da molti definito “pop aziendale” o “musica aziendale”. In perenne e costante litigio con tutti i più potenti Uffici del personale d’Italia si dedica ora a tempo pieno, al tempo vuoto perso dalle persone rinchiuse otto ore al giorno in tutti gli uffici d’Italia. Spazientito e irascibile a seguito di tutto ciò, nell’estate 2008 rompe gli indugi pubblicando il suo primo singolo cult: “E’ morto il capoufficio”. Per il lancio ufficiale del brano provvede personalmente all’invio gratuito delle prime 1000 copie ai più tremendi e bestiali capouffici d’Italia.

DOMENICA ‘IN FAMIGLIA’ con la PMJO

Standard

Dom. 15/03/2009  JAZZ
PMJO
presenta “Il Viaggio di Sindbad”
di Pino Iodice e Raed Khoshaba
Auditorium, Sala Sinopoli.
h. 18:00  € 10,00  Biglietteria 199.109.783 

Raed Khoshaba oud e composizioni
Giuliana Soscia fisarmonica
Emanuele Smimmo percussioni
Pino Iodice pianoforte, composizioni e arrangiamenti

La musica dell’iracheno Raed Khoshaba (maestro di oud) e quella di Pino Iodice (pianista e curatore degli arrangiamenti) si fondono in un progetto unico, all’insegna della contaminazione multietnica, che guarda alla musica come grande opportunità di incontro, scambio e integrazione fra le culture. Il concerto è tratto da un progetto più ampio destinato a favorire occasioni d’incontro fra musicisti italiani e iracheni, a creare un coro di bambini arabi e italiani, e a costituire un fondo per la realizzazione di una casa musicale italo-irachena nella città di Baghdad (fonte, tratto da: auditorium.com)

Vodpod videos no longer available.

OUD (fonte wikipedia) >> MORE

L’ud o ud sharqi è uno strumento cordofono, membro della famiglia dei liuti a manico corto, con cassa piriforme con tre fori decorati a rosette (uno sotto le corde, gli altri 2 lateralmente) e privo di tastatura. Al Oud in arabo significa legno.

Una leggenda araba attribuisce all’oud una storia illustre, che risale alla notte dei tempi, attribuendone l’invenzione a Lamak, nipote di Adamo ed Eva. Secondo gli storici musicali, progenitori dell’oud risalgono all’antico Egitto.

MOONDOG: il Vichingo della Grande Mela

Standard

FEEDBACK dell’evento:  Moondog, il vichingo della Sixth Avenue 
PMJO Parco della Musica Jazz Orchestra, del 04/03/2009

Lo hanno visto tutti i passanti tra la 52esima e la 53esima strada nel cuore di New York, dal ’43 al ’74, con un elmo da vichingo in testa, la lunga barba bianca, una lancia appuntita tra le mani e un mantello lungo fino ai piedi. Chiamato dalla gente il  ‘Vichingo’  è stato il più geniale, imprevedibile poeta e musicista di strada mai vissuto nella Grande Mela (fonte auditorium.com).  La PMJO di Maurizio Giammarco con eccezionale bravuta nell’esecuzione lo ha ricordato il 4 marzo 2009 nella Sala Petrassi  dell’Auditorium di Roma, con un bellissimo concerto che ha trasmesso unsa grande emozione, vista reazione della sala che non voleva far smettere i musicisti. Sono andata a cercare più informazioni possibili su questo compositore che pochi conoscono ma che tutti dovrebbero ascoltare e mi sono accorta che non c’era neanche una pagina su Wikipedia, almeno fino a poche ore fa.

moondog1

Louis Thomas Hardin (1916-1999), al secolo Moondog, compositore, poeta, musicista di strada, cieco dall’età di tredici anni è stato l’inventore di nuovi suoni e di strumenti musicali impensabili. La sua vita ruota intorno al suono. Dal boato provocato dal candelotto di dinamite esploso tra le sue mani di bambino – boato che ritroviamo come ultima battuta in ogni sua composizione, forse a segnare la fine e il principio di tutto – fino al suo stesso nome Moondog, il cane che abbaia alla luna, che lui stesso decise di darsi. Nelle sue note si ritrova il suono della sua vita, vissuta principalmente su un marciapiede davanti ad un grande albergo di New York. La melodia si materializza dal ‘frastuono’ di fondo (il traffico) e la malinconia di quel elemento melodico unico ci riporta alla solitudine provata in mezzo a migliaia di persone, allo stesso tempo drammatica e meravigliosa. 

Hardin riceve l’imprinting musicale dal ritmo dei nativi d’America, quel battito della terra che infulenzerà tutta la sua opera. Nasce infatti nel Kansas, terra di prateria nel cuore degli Stati Uniti.  Studia molto e in maniera approfondita i vari aspetti della Musica, composizione, contrappunto, fuga, arrivando a conoscere gli strumenti molto bene al punto da poterne costruire di nuovi al ricerca continua di un suono diverso e unconventional, che poi riutilizzerà per le sue partiture. Lo studio della musica classica e poi, dal 1943 al 1974, tutto il jazz assorbito senza barriere mentali ne visive dalle gigs newyorkesi che lo circondano, sono il collante della sua opera e il punto di partenza per una composizione frenetica e vasta che, come la foce di un grande fiume, raccoglie tutte le influenze per coinvogliarle in un unico grande flusso minimalista e sicuramente avanguardista capace di  trasportare le  emozioni fino alla parte profonda dell’animo umano.  A seguire  il brano Bird’s Lament scritto da Hardin in memoria del grande sassofonista Charlie Parker, detto appunto Bird.

Vodpod videos no longer available.

Durante in concerto Moondog, il vichingo della Sixth Avenue, eseguito dall’orchestra PMJO, un vero fiore all’occhiello per la città di Roma, sono stata letteralmente rapita dalla musica. In lei ho trovato la base – o il suono originario – di molti generi che al momento in cui Hardin li ha composti, non erano neanche in uno stato embrionale. Mi azzardo a considerare la sua musica come precursore del Rap, nato nella seconda metà degli anni ’70 proprio nelle strade e dal rumore di fondo della stessa città, New York, identificabile anche nella sofferenza che inevitabilmente si assorbe vivendo  la strada. Nella composizione di Moondog ci ritrovo proprio il ‘beat’  ripetuto infinite volte che caratterizzerà successivamente il Rap, anche se ottenuto attraverso una vera partitura e non attraverso la campionatura di suoni come invece accade nel Rap.

MORE >>> Wikipedia

Per me Moondog è stata una vera scoperta e mi rendo conto che lo è  e lo sarà per molti che ancora  non lo conoscono. Lo scopo di questo post si traduce nel mio desiderio di divulgare la  sua storia. Quindi buon knowledge sharing. 

LINKs.

Sidewalk Dances – Music

Album sul web