IN INGHILTERRA UN PREMIO DI MTV LO AVREI VINTO DI SICURO

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Fabri Fibra – Speak English 2009

Grande fabri fibra. Arriva sempre al momento giusto. Mi piace questo testo perchè cinicamente mette a nudo alcune verità scomode, ma con le quali è meglio fare i conti .. prima o poi.

Io pero’ sto bene a Roma. ma vorrei un po’ di inghilterra qui.

 

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tratto dal web di Fabri Fibra – vi riporto un interessante punto di vista 

Fabri Fibra La crisi nera, in passato, ha spesso iniettato nella musica una dose extra di creatività e di realismo che, sfidando le leggi dell’economia in recessione o inflazione, spingeva più in là e più in alto i confini dei territori esplorati fino ad allora.

Questa volta non sembra stia andando così.

Dopo anni di radio e di televisione lisergica che creano assuefazione, piene di coloratissimi e scintillanti involucri del nulla, si galleggia passivamente accettando e premiando qualsiasi cosa abbia un’apparenza piacevole e rassicurante. In realtà è ormai evidente che le idee hanno iniziato a scarseggiare sul serio, lasciando tutti ad aspettare in un’inossidabile calma piatta, rassegnati, disillusi, ma sempre più o meno sazi.

Per fortuna che, in penombra, sulla soglia del salone principale delle feste, esiste una schiera di autori che non ripercorre mai alcuno schema, non ricalca testi inutili, ritornelli scontati, né musiche soporifere per hit radio, cercando di sostituire il tutto con una propria, forte, reale identità, in continua evoluzione.

Uno di questi è senza dubbio Fabri Fibra.

CONTRO I TAGLI AL FUS

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Attori, registi, musicisti, tecnici, scenografi, costumisti e tutte le categorie di lavoratori del mondo del cinema e del teatro hanno organizzato per oggi una manifestazione contro i tagli al FUS (Fondo Unico dello Spettacolo) da parte del governo.

Il corteo si riunisce oggi 20 luglio 2009 alle ore 17.00 davanti a Montecitorio, per protestare contro la politica culturale dell’attuale governo.

I 130 milioni di euro di taglio al Fondo, sceso a 380 milioni di euro rispetto ai 511 milioni previsti dal governo precedente per il 2008, mettono in gioco la sopravvivenza del cinema italiano.



“Due film a titolo esemplificativo per tutti: Il Divo e Gomorra. Usciti vincitori dal Festival di Cannes 2009, rappresentano nel mondo il meglio del cinema italiano contemporaneo. Hanno avuto successo di critica e di pubblico ovunque. Hanno restituito gran parte del finanziamento ricevuto. Oggi, con i tagli del Fus, non sarebbe stato possibile produrli. Cecità? giudicate voi”. (Andrea Occhipinti)

TINTARELLA (sulla) LUNA

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Sono passati solo 40 anni dall’allunaggio! Sembra così lontano nel tempo, e di certo l’essere umano ha fatto tanti passi avanti. Ma anche notevoli passi all’indietro..

In questo video del 1959 vediamo una Mina giovanissima, che come sempre anticipatrice dei tempi, ci parla di una ragazza che ama la notte e che la vive.. ed è per questo che, al contrario delle altre ragazze che si abbronzano al sole – paonazze e chiazze –  lei prende la Tintarella di Luna..  !! Siamo in pieno boom economico e le ragazze cominciano ad  emanciparsi – certo la strada è ancora lunga fino al ’68, ma è pur sempre un inizio. Sono un po’ più indipendenti dalle famiglie e  le più fortunate possono uscire anche la sera. Ed ecco che la bella delle belle è proprio lei  che se c’è la luna piena diventa candida.. Un brano pieno di ‘innocenti’ doppi sensi che si fa precursorne di una nuova epoca.

Ma quanto ci siamo emancipate da questo brano?

CAPELLI FUORI LE MURA

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Sab. 18|07|09
La casa circondariale di Velletri  e l’Associazione  IL PONTE MAGICO
presentano
CAPELLI
di Antonio Lauritano
collaborazione ai testi Terry Gisi

CENTRO CULTURALE SPAZIO Z.I.P.
Via Mamiani, 6  – Frascati (Roma)
Tel. 0697245570

h. 21:00  Ingresso gratuito fino a esaurimento posti

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Sono sempre più frequenti le iniziative artistiche che prendono forma all’interno delle carceri. Iniziative che nascono, grazie al coraggio e l’intelligenza di alcuni e dal desiderio di altri di una crescita interiore e riscatto verso se stessi e verso un mondo che inevitabilemente li mette in isolamento.

Romalive in passato ha presentato il progetto dei Presi per Caso, una splendida band rock-blues nata tra le mura di Rebibbia che da poco ha pubblicato un nuovo disco “…SENZA PASSARE DAL VIA!… e che il 30/7 sarà in concerto a Villa Celimontana >> info .

Oggi vi presento un’altra realtà, un progetto tra musica arte e teatro nato grazie all’’Associazione Il Ponte Magico che rappresenta un punto di riferimento all’esterno degli Istituti di Pena, a sostengno di coloro che, dopo aver passato del tempo incarcere, si ritrovano ad affrontare la realtà, con le problematiche personali e sociali che ne derivano.  L’Associazione, nelle persone dei soci fondatori, ha accumulato molti anni di esperienza nella formazione e nel recupero all’interno degli Istituti di pena della Regione Lazio.
Tra le esperienze fatte ha progettato e curato laboratori teatrali e musicali. CAPELLI è uno dei progetti realizzati e sarà portato all’esterno delle mura proprio per riuscire a tracciare quel ponte simbolo della stessa Associazione.

Non un concerto… non un recital…non un dramma…non una commedia. O forse tutte queste forme artistiche insieme a formare un percorso, un cammino attraverso l’universo femminile visto con gli occhi di un parrucchiere che guarda passare davanti a sè tanti piccoli mondi, apparentemente divisi ma uniti dai… capelli!

 

MORE INFO:

 semintesta.it

ilpontemagico.it/associazione.html

STRUMENTI RUBATI

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Amici di Romalive vi inoltro questo appello di un amico musicista al quale hanno rubato gli strumenti poche sere fa a Roma mentre stava per salire sul palco:
 

MESSAGGIO:

Salve, so che molti di voi già hanno appreso la notizia del furto che ho subito. Vorrei dare maggiori informazioni sui miei strumenti musicali, che il 2 luglio scorso a Roma in zona Testaccio nello spazio  Città dell’altra economia poco prima di un concerto mi sono stati rubati insieme allo zaino che li conteneva.

Un flauto marca Philipp Hammig serie 862? di cui purtroppo non ricordo esattamente la matricola,  con testata in legno Zaralli. Un ottavino Yamaha.

Prego chiunque venga a conoscenza di questi strumenti di mettersi in contatto con me. Grazie di cuore.

Elvio Ghigliordini  http://www.myspace.com/elvioghigliordini

 
Elvio è un musicista straordinario. Con il suo flauto è in grado di regalare momenti di grande forza ritmica e vivacità melodica e allo stesso tempo di vera poesia. Oltre ad essere un jazz man di grandissimo livello, conosce la magia della latin jazz e dei sound latino americani che riesce a trasferire ai massimi livelli a noi che lo ascoltiamo.

Se qualcuno di voi – e so che ci sono tanti musicisti che leggono questo blog -riuscisse ad arrivare a questi strumenti rubati o gli venissero proposti sulle bancarelle di Roma o ‘sottobanco’ perfavore contattateci anche direttamente attraverso Romalive scrivendo alla redazione romaliveventi@gmail.com o direttamente a me cristiana.piraino@gmail.com. E’ molto doloroso perdere così il proprio strumento, al di là della beffa subita. E se il ladro stesse leggendo queste righe gli chiedo di ascoltare come suona quel flauto nelle mani di Elvio. Perfavore riportaglielo. Grazie!!

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JACKO RACCONTATO DA ZEFFIRELLI

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In questi giorni, anzi, in questi ultimi anni molte persone si sono schierate contro Jackson. Sappiamo delle accuse e dei sospetti. Colpe, solo presunte, di aver commesso azioni che  però sono troppo  in contrasto con l’immagine dell’uomo che invece siamo stati abituati a percepire soprattutto attraverso la sua musica – la forma d’arte con la quale si è espresso.

Ora qualcuno inizia a dire come stanno le cose, come era la persona Michael Jackson. Fra questi ho notato nell’edizione del Messaggero del 1 luglio ’09 un articolo di Franco Zeffirelli, che lo ha incontrato più volte nella sua vita e che lo descrive come la buona persona che sembrava. Per altro sto cercando di verificare la notizia secondo cui il bambino che all’epoca  lo accuso’ di molestie sessuali, oggi divenuto uomo e alla luce della sua scomparsa confessa di essere stato obligato dalla famiglia a confermare i fatti. Certo tutto questo, se confermato, fa veramente schifo!

A seguire riporto il brano intero di Zeffirelli pubblicato dal Messaggero al  >> LINK

 

Il mio Amico Michael Jackson

 di Franco Zeffirelli

ROMA (1 luglio) – Avvenne allo stadio Flaminio nel 1988. Organizzammo una festa a casa mia assieme a Quincy Jones, il suo produttore. Invitammo Sofia Loren, che venne con il figlio. E c’erano Arbore, Ramazzotti, Bertolucci… Lui fu sensazionale, gentilissimo, beneducato, per nulla arrogante, un angelo. Indossava la sua uniformetta rossa, era anche innamorato. Non portava ancora i segni delle deturpazioni orrende che i chirurghi gli hanno poi lasciato in faccia. Gli restituii la visita nel 1991, in occasione del matrimonio di Liz, la Taylor, che sposava in abito giallo di Valentino il suo ottavo marito, Larry Fortensky, un oscuro manovale dal quale ha poi divorziato. Ero fra i duecento invitati, compresi i due presidenti Usa Gerald Ford e Ronald Reagan, e Gregory Peck con la moglie, a Neverland, il ranch di Jackson (nella foto con Liz Taylor e Franco Zeffirelli, ndr), che aveva offerto la sua sontuosa dimora, con un parco di piante stupende, al ricevimento di nozze.

Fu fantastico e dolcissimo anche in quel frangente. In un’altra occasione dovevo consegnargli un libro che mi aveva chiesto, e lo facevo con piacere capitai da lui in estate. Era molto caldo, mi dissero se potevo attendere perché Michael riposava ancora. In giardino c’era un sacco di biciclettine, macchinette, giocattoli. Amava stare con i bambini, con dei cuccioletti intorno, ma non ha mai usato loro violenza. Sono state le madri tremende di alcuni, assetate di soldi, a montare storie assurde, coartando i ragazzini perché dicessero certe cose contro Jackson.

Lui ha sempre solo tentato di ricostruire la propria infanzia. Ha sofferto molto. Si è fatto sfigurare, si è lasciato andare al meccanismo dello star system, stritolato dalle operazioni, dai farmaci, dai soldi, dai debiti e ancora dai soldi. Ma era un fenomeno vero. Un talento naturale esploso in tutto il mondo. La sua fine tragica non può non averci colpito. Terribili le descrizioni del suo corpo, ridotto alle sole ossa, con nello stomaco unicamente tracce di medicinali. Michael è stato un bambino dolce e insicuro. E un bambino non meritava questo tragico the end.

 
franco zeffirelli

 

WOODSTOCK 40 ANNI

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August 15 -18, 1969
Woodstock Music & Art Fair
Bethel, New York

Ieri all’Auditorium serata di Lezioni di Rock dedicata ai 40 anni del festival più importante di tutti i tempi. A condurre la lezione come sempre i due giornalisti con la G maiuscola, Gino Castaldo e Ernesto Assante, molto preparati e in particolare, ieri, ancor più emozionati per l’argomento. Perchè Woodstock è stato un momento che sicuramente ha segnato e cambiato anche la loro visione delle cose e l’ho capito dall’entusiasmo nei loro occhi mentre ci raccontavano le vicende di quei tre o quattro giorni meravigliosi nel cuore del 1969.

Io non ero nata nel ’69, ma porto dentro di me la memoria tramandata di quell’evento a dir poco ‘perfetto’ da tutti i punti di vista, della musica e dell’organizzazione, che ha regalato al mondo una lezione di pace e unione e ci dimostra che, se le vogliamo, entrambe le cose sono possibili.

Woodstock è diventato un mito perchè rappresenta tutto quello che vorremmo essere. Prima di tutto musicalmente. Ma anche umanamente, liberi e al sicuro, riuscendo a godere in pieno della vita e sentirci uniti in questo. Woodstock rappresenta la voglia di pace espressa dalla massa ma è anche un susseguirsi di eventi ‘naturali’. Perchè naturalmente ‘si è fatto da se’. Potrebbe sembrare una facile allusione ai contorni festosi del festival, la droga prima di tutto, invece è la verità. Il festival infatti pensato per accogliere 70 mila persone, improvvisamente assume una nuova forma, quando in 500 mila si sono visti arrivare ed invadere pacificamente un’intero villaggio nelle campagne di Bethel, nello Stato di New York.

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un giovanissimo Santana – Soul Sacrifice – Woodstock 1969

Gli organizzatori di un festival oggi sanno benissimo che  sarebbe impossibile agire di fronte a variazioni così repentine e giganti come fu per Woodstock l’aumento spropositato di pubblico. Piuttosto si annullerebbe l’evento. Invece a Woodstock si andò avanti in maniera assolutamente naturale, con quel pizzico di incoscienza tipica di quando si è giovani, ma con la consapevolezza di dover proseguire una grande opera. Gli organizzatori, il più anziano di loro aveva 26 anni, hanno dimostrato una grande intelligenza, totale flessibilità e una ampia visione sull’umanità. Quattro ragazzi che hanno cambiato la storia della musica, ma come  giustamente ha sottolineato Assante, la Storia stessa. Oggi con una terminologia contemporanea si direbbe che la ‘macchina organizzativa’ ha funzionato alla perfezione. Per Woodstock invece si deve parlare di Anima, una grande anima che dall’alto della sua importanza e soprattutto della sua modestia, quella dell’artista nei confronti della musica, ancora dopo 40 anni illumina il cammino della musica da seguire ed è giovane e attuale. Credo che lo sarà per sempre..

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 Joe Cocker – A Little Help From My Friends – Woodstock 1969

 

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links

>> WIKIPEDIA Woodstock

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ADV:

>>>> ESTATE ROMANA, Tutti gli eventi
>>>> in MUSICA di Roma giugno-settembre 2009

  

MICHAEL, NON TI DIMENTICHERO’ MAI

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Non riesco a credere.. Non è possibile… NO. E mentre le lacrime mi impediscono di vedere chiaramente il tuo volto in questa bellissima foto, che ha segnato un’epoca, come realmente tutto quello che hai fatto, dai Jackson Five fino all’ultimo album Invincible, cerco di scrivere, distrutta, queste due stupide righe. Per dire quanto sei stato importante per la musica, per me. Quanto la tua musica pop sia stata di grande valore.

Tutto quello che è stato detto poi, per me non conta, non ha mai contato. Ho solo sempre visto una persona che per donare al mondo la sua magnifica arte ha sacrificato la sua stessa anima. Non si può essere così grandi senza pagarne le conseguenze.

Resti tu, i tre concerti di te che ho visto, uno a Mosca e due in Italia, e tutta la tua musica stupenda che da sempre mi accompagna. Se ne avessi la possibilità, oggi partirei per Los Angeles e verrei a mettere un fiore sulla tua tomba, perchè lo meriti come il vero re della musica pop di tutti i tempi. 

Ma non solo, perchè è grazie a te che io mi sono avvicinata, bambina, al mondo della musica con il desiderio di conoscere sempre più a fondo questa forma d’arte che tu hai saputo esprimere al massimo delle possibilità umane. La tua maniera di fare musica ci ha fatto crescere bene e sani di mente, anche se per fare questo tu hai rinunciato a tutto o quasi.

Ciao Michael! I milioni di dischi che hai venduto sono i milioni di Grazie che ti vorrei dire.

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LINKs

>>> WIKIPEDIA

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