TRA MUSICA E TEATRO

Standard

Lun. 2/02/2009   TEATRO/MUSICA
‘DONNE INVISIBILI’
 con Tiziana Foschi e Rossana Casale
Testi di Cinzia Villari 
Teatro Palladium, P.zza Bartolomeo Romano
INFO 06 57 33 27 68 dalle ore 16:00
h. 20:30 – ingresso libero

 

con la musica di
ROSSANA CASALE QUINTET
Rossana Casale, voce
Luigi Bonafede, piano
Aldo Mella, contrabbasso
Enzo Zirrilli, batteria
Roberto Regis, sassofoni

Un racconto di donne. Le donne di quei miti del jazz che ancora ci fanno emozionare. Donne invisibili, sconosciute e indispensabili. Donne a volte povere, a volte semplici ma spesso geniali: tanto da non esitare ad incastrare un pianoforte tra il frigo e la macchina del gas, perchè il loro uomo non smetta di suonare…

Ma anche donne che il Jazz “lo fanno diventare robba loro”, donne che cantano, suonano, parlano jazz… Quella minoranza coraggiosa che si è infiltrata con determinazione e gentilezza in un mondo di uomini. Un racconto attraverso le parole, la musica, il corpo e il silenzio.

 

           

IMPARATE A CONOSCERE IL JAZZ

Standard

IL JAZZ. E’ strano ciò che accade al Jazz. E’ poco seguito, sicuramente non capito, in qualche modo lontano dal clamori che caratterizzano generi diversi. Come il Pop, ad esempio. Eppure è evidente che il Jazz è da considerare musica colta così come lo è la Classica; l’accostamento è d’obbligo, dato che si attribuisce al Jazz il merito di essere nato dall’implosione della classica all’inizio del ventesimo secolo.  Come quest’ultima infatti il Jazz, per essere suonato bene, presuppone una conoscenza della musica e degli strumenti molto elevata. Ci vogliono anni di preparazione per poter diventare strumentista – molto di più per essere un musicista completo, capace di comporre e dotato di una cultura musicale profonda e globale.

Di conseguenza il Jazz (per generalizzare, ma non è sempre così) è caratterizzato da melodie e ritmi complessi e  racchiudere in se messaggi che non vengono percepiti in modo diretto, ma che spesso sono da decifrare. Va bene, è musica ‘difficile’ e i seguaci sono inevitabilmente un gruppo di eletti. Tutto ciò però crea una barriera culturale, oltre la quale molte persone non credono di poter andare. Perchè questa musica è solo per pochi? di conseguenza perchè il genere non arriva, tranne pochissime eccezioni, ai grandi numeri

eppure quando io ascolto il Jazz il mio pensiero arriva lontano. Nell’assenza del testo, ritrovo le parole che mi mancavano. Nei fill sento i campanelli della mia coscienza. Nelle improvvisazioni la voglia di correre libera

Uno dei motivi può essere il Tempo. In fondo il Jazz in Europa è giovane. Effettivamente 50/60 anni di storia sono pochi e sono quelli che vanno dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi. In quel periodo infatti cominciarono ad arrivare in Europa i tour dei jazzisti afroamericani, come ad esempio Miles Davis, a Parigi nel ’49. Ma la cosa che sicuramente ho notato di più è la mancanza di informazione e di cultura del genere. Cominciamo col dire che nei conservatori il jazz è arrivato da pochi anni come materia di studio. Dal punto di vista dell’ascolto noto che non esiste una radio completamente dedicata al jazz, non ne parla la televisione, i giornali lo fanno raramente e per questo una grande fetta di pubblico è completamente ignorante  in materia – nel senso di colui che ignora – e gli viene preclusa la possibilità di conoscere una musica che a mio parere è sublime, molto rappresentativa dello stato d’animo, ma soprattutto piacevole da ascoltare. Si cambierà mai questa tendenza? Forse, con il tempo. Per cominciare il jazz ha bisogno di pubblico per farsi conoscere ed apprezzare. Il pubblico ha bisogno di jazz per capire sempre più il jazz.

__________________________________________

Un’occasione ottima per avvicinarsi al mondo del Jazz è offerta dalla Casa del Jazz di Roma (Viale di Porta Ardeatina, 55 – tel. 06704731) Vi segnalo alcuni eventi già in programmazione. (fonte casajazz.it)

 

La Biblioteca e la Sala Multimediale di Casa del Jazz sono aperte al pubblico in occasione degli eventi e dei concerti in programma. Grazie ad una nuova donazione, “Hans Wyder”, è possibile consultare le annate di Musica Jazz dal 1956 ad oggi. E’ inoltre possibile accedere dalle postazioni multimediali della mediateca a numerosi estratti dalle esibizioni live degli ultimi due anni di attività della Sala Concerti e del palco all’aperto: Steve Kuhn, Dave Liebman, Gil Evans Orchestra, Brian Blade, Jack DeJohnette, Roberto Gatto, Miroslav Vitous, sono alcuni dei nomi in archivio

__________________________________________

Un nuovo appuntamento con il giornalista Marco Molendini e la storia della Bossa Nova attraverso ascolti, visioni e il racconto in viva voce delle vicende che hanno reso questo genere la poesia cantata del nuovo Brasile; tutto ruota attorno a tre personalità uniche e stravaganti: Joao Gilberto, Antonio Carlos Jobim e Vinicius De Moraes. MORE INFO

mar. 27/01/2009  h.19:00 
“João, Jobim, Vinicius: è Bossa Nova”
Ciclo di incontri a cura di Marco Molendini
Ingresso libero

mar. 3/02/2009 h.19:00 
“João, Jobim, Vinicius: è Bossa Nova”
Ciclo di incontri a cura di Marco Molendini
Ingresso libero

mar. 10/02/2009 h.19:00 
“João, Jobim, Vinicius: è Bossa Nova”
Ciclo di incontri a cura di Marco Molendini
Ingresso libero

_________________________________________

LINKs:

WEB CASA DEL JAZZ
Roma, Viale di Porta Ardeatina, 55
tel. 06704731

DUE CHIACCHIERE CON I SUBSONICA

Standard

Lunedì  26/01/2009
Auditorium Parco della Musica
Sala Petrassi h. 21:00

Questa sera all’Auditorium primo appuntamento degli Incontri d’Autore, una rassegna ideata e condotta dai giornalisti Ernesto Assante e Gino Castaldo. La rassegna prevede un incontro con gli artisti che racconteranno se stessi dal palco della Sala Petrassi.

I Subsonica sono una band Torinese nata nel 1996 e nel corso degli anni pluripremiata in Italia e in  Europa. Uniti dalla voglia di portare nuova musica e di raccontare le loro esperienze diverse, i cinque componenti del progetto Subsonica si riconoscono nel rock alternative e nell’elettronica, per meglio dire del synth rock il genere che unisce il rock con elementi di musica elettronica. Nei loro testi immagini vere di vita urbana.

Sono sicura che avranno molte cose da raccontare sui percorsi e gli obbiettivi della loro musica. Per questo vado e domani saprò dire di più.

Dall’album Eclissi ascolta il brano Nei nostri luoghi

Vodpod videos no longer available.  

LINK:

WEB SUBSONICA

WIKI SUBSONICA

INFO AUDITORIUM

PROGRAMMA INCONTRI D’AUTORE

VIDEO: ABBA, La dance fatta a mano

Standard

Dopo quasi 40 anni i mitici ABBA (1972-1982) ricevono milioni di  visualizzazioni su Youtube  per i loro successi senza tempo che di certo non avevamo dimenticato. Il fatto di averli potuti rivivere attraverso il musical movie MAMMA MIA dell’autunno è stata il giusto riconoscimento ad una musica veramente valida che, partendo dalle melodie del pop ha unito le ritmiche dance facendole evolvere e aprendo il cammino verso la dance più evoluta che ha poi caratterizzato il ventennio successivo e in parte ancora oggi.

La cosa che sicuramente colpisce è l’effetto evergreen di questa musica e il successo a livello mondiale del musical con la brava Maryl Streep ne è la dimostrazione. Il film è sicuramente andato bene e grand parte del merito viene attribuito agli ABBA, che hanno attirato nelle sale non solo il pubblico dei fun di allora, ma anche molte persone giovani che hanno potuto conoscere così una delle band più famose di un’epoca in cui non erano nati.

Gli ABBA è stato un gruppo pop-dance svedese presente tra il 1972 e il 1982, (fonte wiki). Hanno venduto in pochi anni centinaia di milioni di dischi e ancora oggi vendono qualche milione di dischi all’anno. A seguire il video del brano Lay All Your Love On Me

Vodpod videos no longer available.

NOTE:

Nel 2005 Madonna utilizza esattamente la stessa intro del brano degli ABBA Gimme! Gimme! Gimme! per iniziare il brano Hang Up contenuto nell’album dello stesso anno Confessions on a Dance Floor  (VIDEO)

 

LINKS

wiki ABBA

musical MAMMA MIA

POSTUMI DI ‘musica’

Standard

basta…… basta basta!!! Non ne posso più di svegliarmi la mattina e, accendendo radio o tv, sentire sempre gli stessi ‘musicisti’ (o i fac-simili) che cantano le solite noiose quattro note, credendo veramente di essere bravi, sostenuti nelle loro convinzioni dai produttori, convinti che il prodotto offerto sia innovativo e musicalmente buono. Invece purtroppo la parola d’ordine è “già visto” “copiato” “recliclato”. E per assurdo, se in questo mare (inondazione) di gente che fa musica ci fosse qualcuno veramente bravo, riuscirebbe ad emergere?  e noi saremmo capaci di distinguere il ‘bravo’ dal ‘camuffato’?

Un esempio? Alesha Dixon, un mix tra lo stile del Chiwawa mambo e le piccantissime girl band stile Pussy Cat Dolls. In questo caso la presenza degli ormai soliti culi all’aria in prima fila dovrebbe far superare il fatto che il brano oltre ad essere copiato è persino musicalmente inutile? Per me no. Non si supera. Ma questo è solo un esempio tra i tanti finti fenomeni musicali a livello worldwide.

Vodpod videos no longer available.

Io rimango incredula davanti alla mancanza di modestia con la quale chiunque voglia fare qualcosa in musica oggi si può mettere davanti a una telecamera e fare finta di farlo. Come sta accadendo sempre più spesso nei programmi fabrica star dove l’artista in erba per partecipare alla messainscena riveste abiti che non sono i suoi, rischiando di perdere, svendedolo, quel talento che lo aveva spinto ad arrivare fin lì. Eppure l’affluenza ai provini di questi programmi dimostra che il desiderio di partecipare è più forte della consapevolezza dei propri limiti. Senza pensare che in alto il vento è forte e le prospettive svaniscono facilmente.

Ora però siamo andati ben oltre. Non è più l’artista che si propone al pubblico con la sua idea, ma sono i produttori che cercano di capire i gusti delle persone e di creare dei veri e propri personaggi. Oggi è questo lo scenario che  favorisce la nascita delle ‘stelle’ – cioè la Televisione. Dove una qualsiasi persona totalmente inesperta di musica, seppur simpatica come Simona Ventura, può creare un bisogno e allo stesso tempo soddisfarlo, avendone tutta l’autorità, senza averne però l’autorevolezza.

 

Mi chiedo come il cane possa essersi morso la coda così ciecamente. La televisione rema forse contro se stessa, contro l’arte in genere? Cerca di camuffare la verità pur di offrire un bene momentaneo?  ma senza mai dire nulla di nuovo o influire sul cambiamento culturale che invece è necessario. O forse la tv è proprio quello che  il mondo è, con il suo rimandare frenetico di ciò che riesce a prendere, non importa quanta sia la qualità a vantaggio di una quantità che si è ormai trasformata in ‘troppo’. Se la risposta fosse ‘sì, il cane si è morso la coda!’ allora riuscirei a spiegare il perchè di programmi come x-factor, amici e reality in genere. Invece mi rifiuto di pensare che al mondo non ci sia più la qualità.

Ed ecco dunque redivivo il modello Colosseo 2009,  dove le fiere sono i giudici e l’arte, poca o tanta che sia quella dei concorrenti, viene data in pasto alle bestie, per il divertimento del pubblico. Sotto questa ottica, rispetto a un naturale percorso di musicista, la musica viene messa assolutamente da parte e usata come strumento per ottenere altri scopi.

Ma la storia ci trasmette esempi diversi. Del giovane Battisti che si presenta ai provini rai con la chitarra e il maglione da persona qualsiasi, oppure Mogol, che dopo averlo ascoltato per la prima volta, disse che la strada da percorrere sarebbe stata lunga ma che, per l’umiltà dimostrata, avrebbe comunque collaborato con lui. Oggi questa sembra una favola. Invece è così che dovrebbero andare sempre le cose perchè ci sono meccanismi interni dell’essere umano che sono immutabili. Come il fatto che se una cosa diventa facile o viene semplificata si perde quel gusto della sfida degli altri e di te stesso che in passato ha portato noi tutti fin qui. Dove ora ci siamo arenati.

Musicalmente ubriaca, ne vivo i postumi. Compreso il senso di nausa e la voglia di farne a meno di questa musica.

FABRIZIO DE ANDRE’ 10 Anni dalla morte

Standard

PROGRAMMAZIONE dedicata a DE ANDRE’

da lun. 12/01 a ven. 16/01 dalle 15:00 alle 16:00
RADIO 24 dedica 5 puntate allo Speciale Fabrizio De Andrè, per ripercorre la vita di Faber con materiale e interviste d’epoca, testimonianze di amici e colleghi e naturalmente le canzoni di Fabrizio De Andrè.

giov. 15/01 Concerto
Mille Papaveri Rossi a Romatribute band F. De Andrè
Locanda Hermann in Via dei Sabelli, 167b – San Lorenzo

___________________________________

 ….dai diamanti non nasce niente dal letame nascono i fiori.. diceva la verità Fabrizio De Andrè che a dieci anni dalla scomparsa, avvenuta l’11 gennaio 1999 a Milano, rimane nei nostri cuori come indimenticabile cantautore, poeta e grande musicista.

Proveniente da una famiglia borghese e benestante è uno studente di giurisprudenza della Genova bene, dove spicca per turbolenze caratteriali, quando decide di iniziare a fare musica. Tra i suoi amici ci sono Luigi Tenco e Gino Paoli. Lui è cantautore sin dalla prima nota.

Ma è nel 1972 che Mina decide di interpretare ‘La Canzone di Marinella’ [VIDEO] facendo arrivare in questo modo De Andrè al grande pubblico televisivo. Anche se credo che Faber sarebbe ugualmente arrivato presto al cuore di tutti noi.

Una personalità complessa ma molto chiara nella scelta della direzione da seguire, dettata sempre dal profondo desiderio di conoscere l’animo umano nelle sue numerose diversità e debolezze. Manca alla Musica la sua poesia

Vodpod videos no longer available.

___________________________________

APPROFONDIMENTI

>BIOGRAFIA<

>UNO SCRITTO DI FABRIZIO<

>FONDAZIONE<

>MOSTRA AL PALAZZO DUCALE< a Genova – fino al 3 maggio 2009

Genova rende omaggio a Fabrizio De Andrè a dieci anni dalla sua scomparsa con una grande mostra a Palazzo Ducale, organizzata in collaborazione con la Fondazione Fabrizio De Andrè e curata da Vittorio Bo, Guido Harari, Vincenzo Mollica e Pepi Morgia, che si presenta come un vero e proprio viaggio multimediale nella musica, nelle parole e nella vita di Faber. (fonte: Palazzo Ducale)

 

 

FEEDBACK Trombettisti, BOSSO,BASSI,FRESU

Standard

Come annunciato i giorni scorsi hanno visto la presenza a Roma di tre grandi trombettisti. Fabrizio Bosso insieme a Sergio Cammariere nella sala Santa Cecilia dell’Auditorium, Aldo Bassi all’Alexander Platz per un tributo a Miles Davis, Paolo Fresu nella Sala Petrassi dell’Auditorium esibirsi in un One Man Show.

Tre concerti completamente diversi nel genere eppure con il denominatore comune di una elevata qualità musicale, di una perfetta conoscenza dello strumento e della sua profonda espressività acustica. Abbiamo assistito alle variazioni di uno strumento veramente versatile ed emozionante come una voce umana.


 da sx. Fabrizio Bosso, Aldo Bassi, Paolo Fresu

leggi gli approfondimenti nelle RECENSIONI:

>> FEEDBACK   BOSSO

>> FEEDBACK   BASSI

>> FEEDBACK   FRESU

 

FEEDBACK: FABRIZIO BOSSO con SERGIO CAMMARIERE

Standard

Il duetto Cammariere-Bosso dal palco della Santa Cecilia dell’Auditorium il 3/01, ha presentato un repertorio misto, ma in questo nel complesso forse non molto omogeneo. Brani di Cammariere si sono alternati alla musica d’autore. Tre gli omaggi a grandi compositori scomparsi quali  Tenco, De Andrè ed Endrigo. Varie le aperture al mondo del jazz più tradizionale, come la versione del brano Mack the Knife, che ha riportato il pubblico alle atmosfere degli anni ’20. Gentile l’omaggio alla città di Roma con un brano della tradizione romana, anche se stilisticamente si distaccava troppo dal contesto.

 

Foto di Bruno Gianquintieri www.apj.it

Una performance per Cammariere insolita. Apprezzabile, ma non tanto quanto nel concerto di Roma del 6 luglio 2008 all’Auditorium di Via della Conciliazione. Bosso invece ha saputo catturare l’interesse della sala intera, anche del pubblico che, giunto all’evento sulla scia del cantautore piccolino, non aveva idea che il concerto avrebbe preso un  percorso musicale diverso  suggerito dalla tromba del musicista torinese. Nei fill e nei numerosi assolo, il trombettista ha dimostrato le sue ottime qualità melodiche e, ancora una volta, di possedere una grande tecnica e padronanza dello strumento. Molto emozionante l’esercizio di risonanza realizzato con la tromba sulle corde del pianoforte di Cammariere, che hanno vibrato ‘per simpatia’ senza che nessun tasto fosse sfiorato.

ALTRE RECENSIONI sulla TROMBA

>> FEEDBACK   BASSI

>> FEEDBACK   FRESU

 

>> PAGINA PRINCIPALE

 _________________________________

LINKs

>> WEB BOSSO

>> WEB CAMMARIERE