FLASH NEWS: Tuscia in Jazz apre il Festival con Gegè Telesforo Quintet

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TUSCIA IN JAZZ FESTIVAL 2011 - PROGRAMMA by cristiana.piraino

Il ‎10.06.2011 nella sede della Provincia di Viterbo apertura del Tuscia in Jazz 2011 con Gege’  Telesforo Quintet. Il concerto di apertura sarà l’unico a pagamento per motivi di ordine pubblico. Disponibili solo 140 posti. Per il program[ma dei foncerti – tutti gratuiti – potete consultare la pagina dedicata >> PROGRAMMA    per info e prenotazioni contattare 393 9511130

Vi ricordo inoltre che nei giorni del festival ci sarà anche il workshop di fotografia musicale aperto a tutti i livelli  [date workshop 26-28 luglio 2011] per info e contatti: davide_susa@yahoo.it .   >>Evento Facebook

Per i musicisti, il Tuscia in Jazz offre interessanti Marsterclass di approfondimento [date masterclass 25-31 luglio 2011] per info e prenotazioni italoleali@tusciainjazz.it  +39 393 9511130   >> Evento Facebook 

Strumenti/Docenti:

Piano Dave Kikosky
Sax George Garzone and Rick Margitza
Bass Buster Williams
Guitar Kurt Rosenwinkel
Drums Antonio Sanchez
Hammond Tony Monaco
Voice Jazz Shawnn Monteiro
Trumpet Flavio Boltro, Aldo Bassi
Eletric Bass Pippo Matino
Percussion Karl Potter
Combo 1 Giorgio Rosciglione
Combo 2 Tony Monaco
Combo 3 Gege Munari
Combo 4 all teachers
Big Band Antonio Ciacca

Silenzio imbarazzante. Niente Musica Oggi.

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Per figli dimenticati, abbandonati, uccisi.

‘Chiuso per grave lutto, si prega di non rivolgere domande inopportune’. Questo è il cartello appeso fuori di un asilo nido in un caldissimo giorno di fine maggio in Umbria. Poniamo l’accento sulla parola ‘caldo’ perché, apparentemente e nuovamente proprio l’afa é colpevole di un’altra morte tanto assurda da imporre il silenzio della scuola, delle autorità, della chiesa e persino della famiglia e degli amici, in realtà di un paese intero forse di una nazione. Silenzio troppo silenzio. Perché seppur l’imbarazzo e il ’non sapere proprio come giustificarla, questa volta’ sono comprensibili, non possiamo tacere davanti alla morte per distrazione paterna di un essere umano di pochi mesi di vita. Ancora uno.

Per questo mi sento di tornare indietro alla scorsa settimana, quando la piccola Elena moriva dopo due giorni di agonia nell’ospedale di Ancona per un edema celebrale formatosi nelle quasi 6 ore in cui suo padre, uno stimatissimo professore universitario e marito, l’ha dimenticata nell’auto parcheggiata al sole cocente. Rifiutandomi di comprendere il perché si tentava di attribuire la colpa a un’amnesia, quasi a voler macchiare la vicenda di un non so che di patologico, come fosse una malattia, tanto crudele quanto improvvisa (e reversibile), che avrebbe colto un uomo sano, ho preferito assegnare all’accaduto il primo posto nella classifica delle Distrazioni di certi padri. Se la prima morte crudele mi ha lasciato sbigottita, insinuando in me il dubbio, la seconda quella del piccolo Jacopo, mi ha fatto così incazzare tanto da sentirmi a mio modo colpevole di non aver gridato prima un pensiero che covo da tempo, ma che ora confermato dai fatti diventa per me certezza. In questo paese i figli maschi crescono male, passando praticamente di balia in balia come eterni bambini, da madre a fidanzata, da moglie a figlia, con il risultato di rimanere incapaci di fare e di pensare allo stesso tempo, portati inconsciamente a respingere, da generazioni forse da sempre, un senso di responsabilità superiore e non scritto con il quale tutti però dobbiamo fare i conti come adulti e soprattutto come genitori. Troppe attività vengono ‘evitate’ al figlio maschio, nella casa o nelle cose semplici, privandoli così della possibilità di sviluppare quelle capacità multi-tasking cui invece le donne sono superdotate. In questo l’uomo e’ decisamente il sesso debole.

Mi scuso se ho generalizzato. Ma quanto è vero troppo spesso. Comunque vada quei due uomini devono pagare con l’aggravante dell’errore inqualificabile. Ora la parola passa, infatti, ai tribunali ai quali ricordo che la mamma della bimba deceduta la scorsa settimana aspetta un’altra bambina. Donne, queste madri, alle quali do tutto il mio sostegno, ma che dovrebbero dimenticare quei finti padri così come loro hanno fatto con i loro figli.

LEZIONI DI ROCK: ultimo appuntamento 2011

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Domenica 15/05/2011 ore 11
RED HOT CHILI PEPPERS – BLOOD SUGAR SEX MAGIK
Lezioni di Rock. Viaggio al centro della musica
Auditorium Parco della Musica
Teatro Studio

Ultimo appuntamento con Gino e Ernesto per questa stagione di Lezioni di Rock. Un altro anno veramente incredibile di lezioni. Ma il viaggio prosegue per chi vorra’ con una lezione itinerante, a Londra dal 16 al 18 settembre. Personalmente non vedo l’ora di vedere con i miei occhi tanti di quei posti che sono Storia ma di cui abbiamo solo sentito parlare e che fanno parte ormai del nostro bagaglio culturale.

Buona ultima lezione a tutti! e per saperne di piu’ sul Magical Mystery Tour a Londra ecco il del gruppo su FB >> LINK

La Foto del giorno

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La Foto del giorno di Roberto Panucci al concerto degli Aucan al Circolo degli Artisti di Roma il 10.5.2010

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MORE INFO
http://www.myspace.com/aucan

BLACK RAINBOW TOUR 2011
Apr 27 Lausanne CH Romandie
Apr 28 Legnano Land of Live
Apr 29 Lyon FR AfricAntApe FESTIVAL 2011
Apr 30 Arona (NO) IT Meltin’pop
May 06 Mantova Arci Tom
May 07 Brescia IT Vinile 45
May 10 Roma IT Circolo degli artisti
May 14 Firenze IT Ex 3
May 21 Milano IT TBA
Jun 10 Paris FR Machine du Moulin Rouge
Jun 17 Mandello Dell’ Ario IT Sonica Festival
Jun 25 Seravezza IT Galaxia Medicea
Jun 29 Bottanuco IT Rock Island con ZU e altri
Jul 15 Bucine IT Ne Pas Couvrir Festival
Jul 22 Brescia IT Musical Zoo Festival
Jul 23 Codroipo IT La Notte Della Tempesta
Sep 09 Aquaviva IT Live rock festival

TUSCIA IN JAZZ FESTIVAL 2011 PROGRAMMA

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10 giugno
Apertura Ufficiale Tuscia in Jazz
Atrio Provincia di Viterbo
Via Saffi ore 21.30
Gegè Telesforo Quintet

BAGNAIA

17 giugno
ore 21.30
Aldo Bassi Trio

18 giugno
ore 21.30
Roberto Gatto Fabio Zeppetella Leonardo Corradi

19 giugno
ore 21.30
Karl Potter and Funk It Up

20 giugno
ore 21.30
Philadelphia Jazz Orchestra

CANEPINA

21 giugno
ore 21.30
Philadelphia Jazz Orchestra

SORIANO NEL CIMINO

16 Luglio
ore 21.30
Peter Bernstein Trio

Dal 17 al 23 luglio
ore 22.00
Jimmy Woode Award 2011

18 Luglio
ore 21.00
Crescent Super Band

24 Luglio
ore 22.00
All Stars present Tuscia in Jazz

25 Luglio
ore 22.00
Shawnn Monteiro quartet

26 Luglio
ore 22.00
Flavio Boltro, Aldo Bassi, Pippo Matino Bass Projet

27 Luglio
ore 22.00
Rick Margitza, Antonio Ciacca, Buster Williams Gegè Munari

28 Luglio
ore 22.00
George Garzone meets Eugenio Macchia Trio

29 Luglio
ore 22.00
Dave Kikosky meets Paolo Recchia Trio

30 Luglio
ore 22.00
George Garzone Kurt Rosenwinkel Buster Williams Antonio Sanchez
ore 23.00
Tony Monaco Leonardo Corradi Lucio Ferrara e Gegè Munari

31 Luglio
ore 21.00
Finale Jimmy Woode Award 2011

BAGNOREGIO

3 Agosto
ore 22.00
Eddie Gomez, Salvatore Bonafede, Joe La Barbera

4 Agosto
ore 22.00
Dave Kikosky piano Solo

5 Agosto
ore 22.00
Enrico Pieranunzi piano solo

6 Agosto
ore 22.00
Roberto Gatto Quartet

7 Agosto
ore 22.00
Maurizio Giammarco quartet

Nord Africano Benvenuto nel Paese dei falsi cattolici!

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Shame on you Italy!! Eppure il monito era ben chiaro. Quello che succede in questi giorni tra il nord Africa e le coste dell’Italia meridionale è qualcosa che si poteva prevedere da tempo anticipando così la soluzione dei relativi disagi. Invece come d’improvviso veniamo invasi, secondo il governo, da una massa di persone in fuga da guerra e miseria. E’ questa la scusa per non essere preparati? L’accidentalità e l’imprevedibilità? Gli asini che volano, da tempo non volano più  e anche i fratelli nordafricani se ne sono accorti. Infatti non è un’invasione repentina, ma un passaggio storico obbligatorio, data la situazione di quei paesi. Mi viene da pensare dunque che tutte le relazioni che il governo Italiano, complice l’Europa, ha stretto in questa area geografica, siano state finalizzate al rafforzamento e al sostegno di quei governi/dittature locali, proprio per scongiurare quello che invece inevitabilmente sta capitando ora.  Ecco, è la presunzione di essere più grandi dell’inevitabile, che mi urta e che  mi fa capire che non c’è intelligenza nè saggezza nelle scelte di questo tipo.

Cosa si poteva fare? Almeno qualcosa. Oltre la mancanza totale di organizzazione e di conseguenza di rispetto verso chi ci sta chiedendo un aiuto, momentaneo per altro, dobbiamo sopportare come italiani di essere rappresentati da chi vuole strumentalizzare il dolore di tutti, senza mai risolvere. Mai in questi giorni ho sentito parlare di lavoro, di creazione di una task force per le relazioni tra aziende che offrono lavoro anche stagionale e persone che si offrono di lavorare. E la Comunità Europea in tutto questo dov’è? E’ giusto chiamarla ancora Comunità? Chi di noi non tenterebbe una fuga di famiglia in caso di guerra civile nel proprio paese? Chi vuole la guerra sotto casa? Non io. E ancora, non sono io che fingo di essere cattolica la domenica in Italia.

Il CLANDESTINO di Manu Chao. Ha senso oggi ri-ascoltare un brano emblematico, pubblicato nel ’98 nel primo album da solista del front man di Mano Negra, Manu Chao che ha conosciuto personalmente la fuga da una dittatura.

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Cammino solo con il mio dolore e sola è la mia condanna. Correre è il mio destino per ingannare la legge. Perduto nel cuore del la grande babilonia, mi chiamano il clandestino perchè non ho documenti. Sono andato in una città del nord per lavorare lasciando la mia vita tra Ceuta e Gibilterra. Sono una linea in mezzo al mare, sono un fantasma dentro la città, secondo l’autorità la mia vita va proibita. Mano Negra clandestina, Peruivano clandestino, Africano clandestino, Marijuana illegale. Perduto nel cuore del la grande babilonia, mi dicono clandestino, io sono il fuorilegge.

Solo voy con mi pena
Sola va mi condena
Correr es mi destino
Para burlar la ley

Perdido en el corazón
De la grande Babylon
Me dicen el clandestino
Por no llevar papel

Pa’ una ciudad del norte
Yo me fui a trabajar
Mi vida la dejé
Entre Ceuta y Gibraltar

Soy una raya en el mar
Fantasma en la ciudad
Mi vida va prohibida
Dice la autoridad

Solo voy con mi pena
Sola va mi condena
Correr es mi destino
Por no llevar papel

Perdido en el corazón
De la grande Babylon
Me dicen el clandestino
Yo soy el quiebra ley

Mano Negra clandestina
Peruano clandestino
Africano clandestino
Marijuana ilegal

Solo voy con mi pena
Sola va mi condena
Correr es mi destino
Para burlar la ley

Perdido en el corazón
De la grande Babylon
Me dicen el clandestino
Por no llevar papel

Irresistibile RAPHAEL GUALAZZI

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nella foto: Fabrizio Bosso e Raphael Gualazzi

E’ impossibile resistere al fascino della musica di questo giovanissimo pianista e vocalist italiano, cresciuto a jazz e blues, nel conservatorio di Urbino. Qualcuno ha già detto che nella sua musica si sentono echi di note del passato, semmai questo fosse un difetto, di sicuro non per la giovane generazione contemporana alla quale deve per forza risultare una novità e non può non suggerire una nuova strada, almeno da provare.

Ci ha riempito il cuore ieri sera dal palco dell’Ariston. Perchè dopo la sfilata di (pseudo) talenti sanremesi e canzoni mediocri, di colpo arriva lui, un po’ timido e impacciato, con l’atteggiamento di chi pensa di essere lì un po’ per sbaglio o forse per un colpo di fortuna. Poi mette le mani sul pianoforte e  nel tempo di poche batture riesce a cancellare dalla nostra mente ogni pensiero negativo. Nonostante la comprensibile emozione della primissima volta, suona veramente bene e canta ricordandoci che esistono le signore Voci, gioca con l’orchestra che finalmente si diverte e lo sostiene con passione e soprattutto trova grande interplay con Fabrizio Bosso alla tromba, un altro importante jazzista italiano, in un emozianante serie di scambi che avremmo voluto veder continuare all’infinito. Il brano è piacevolmente divertente, ma non è questo il punto.

Il palco e tutto l’Ariston sono con loro.  Fatica e suda Raphael, mentre  le sue mani scorrono a pieno ritmo volando sulla tastiera, e  regalano un momento toccante di improvvisazione. Forse potrà sembrare un marziano a chi non frequenta dal vivo musicisti di questo livello. Eppure è solo un Jazzista e per questo molti di noi ‘godono’ perchè finalmente la musica che amiamo di più occupa il posto che meriterebbe sempre di avere. Finisce il brano e Raphael sorride ora più disteso  e, mentre il teatro esplode in una applauso fortissimo, anche gli orchestrali posano gli strumenti per battere le mani.

Video dalla serata del 16.2.2011

Video Rai.TV – Sanremo – Raphael Gualazzi – “Follia d’amore”.

SENZA OSARE MAI: Sanremo 2011

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Dispiace dover tirare le somme della prima serata del Festival di Sanremo e notare che il bilancio segna un bel ‘meno’ alla voce canzone italiana. Quasi dalla prima all’ultima nota, non solo musicale. Dalla Clerici e la sua innocente bambina, alle Velone che a noi Donne fanno venire il sangue al cervello – proprio quando stiamo urlando al mondo che non siamo solo involucro, bensì menti capaci – tutto o quasi è andato male. Dispiace notare che comunque the show must go on.

E alla luce dei fatti, trovo assolutamente fuori contesto il tono entusiastico di molta, quasi tutta, la stampa che nel pre-festival ha inneggiato alla svolta, annunciando una rassegna ‘che finalmente riporterà alto il nome di Sanremo’. La stessa stampa che ha tentato di innalzare all’olimpo dei mostri sacri un cantante come Morandi, che nel corso di una carriera piuttosto casuale, ha sbagliato quasi tutto anzi ha fatto grossi danni al background culturale della persona comune. Per poi sentire al TG1 della notte, Vincenzo Mollica che si arrampica sugli specchi e parla di un livello medio alto dei brani. E ancora questa mattina alcuni titoli da lavaggio del cervello. ‘Festival iniziato col botto’ (il Messaggero). Per fortuna altre testate, si limitano a fare un resoconto della serata.

Non è così. E non posso tacere, come blogger musicale, la mia profonda rabbia. Non è il festival della canzone italiana, ma la guerra dei poveri. Ribadisco è l’Ultima Spiaggia. Un concorso di serie C, tra squadre al limite delle possibilità. Dove anche il più grande dei cantautori, come Battiato, scivola inesorabilmnte sulla buccia di banana e ammutolisce anche il più fedele dei suoi fan. E’ proprio vero, chi va con lo zoppo impara a zoppicare, perchè non illudiamoci, la presenza di un grande come Vecchioni, non servirà a far salire il livello, piuttosto anche i migliori saranno schiacciati da un meccanismo che non osa mai.

Esclusi Patty Pravo, Van De Sfroos e l’arrangiamento del brano di Albano, il resto è fuffa vera! Agghiacciante il contorno, che tocca l’apice del trash con il twist della Canalis. Per questo invito tutti ad andare oltre le apparenze, a chiudere gli occhi e lasciare che il suono vinca sulle immagini, nel bene e nel male.

la PAGELLA secondo ROMALIVE

Davide Van De Sfroos YANEZ = otto e mezzo
Patty Pravo IL VENTO E LE ROSE =   otto
Al Bano AMANDA E’ LIBERA = sei e mezzo
Roberto Vecchioni CHIAMAMI ANCORA AMORE = sei
Moda’ con Emma ARRIVERA’  = sei
Luca Madonia con Franco Battiato L’ALIENO =  cinque
Nathalie VIVO SOSPESA = cinque
Anna Tatangelo BASTARDO =  cinque meno meno
Giusy Ferreri IL MARE IMMENSO = 4 e mezzo
Anna Oxa LA MIA ANIMA D’UOMO = quattro
La Crus IO CONFESSO = due
Tricarico TRE COLORI = due
Max Pezzali IL MIO SECONDO TEMPO = due
Luca Barbarossa e Raquel Del Rosario FINO IN FONDO = n.c.