DISCHI FRESCHI 1/2012

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Uscito giovedì 22 novembre per la Abeat Records “Face to Face”, il nuovo album di Fabrizio Bosso in duo con il fisarmonicista Luciano Biondini. I due musicisti arrivano finalmente a fermare su disco l’evoluzione di un incontro nato due anni fa e proseguito con innumerevoli concerti in tutta Italia. Il successo del trombettista torinese procede trasversalmente anche in altri ambiti con la partecipazione ai nuovi lavori discografici di Tiziano Ferro, Zucchero e Raphael Gualazzi.

Tour di presentazione del Disco: 
7.12.12 Fano
8.12.12 Porto San Giorgio
9.12.12 Gioia del Colle
11.12.12 Perugia
12.12.12 Calcinaia-Pisa
13.12.12 Bologna
15.12.12 Acqui Terme

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Approdato qui da Londra, la città della musica, -isq è un album interpretato da musicisti jazz con una line up composta da voce, pianoforte, contrabbasso e batteria. I musicisti della band omonima -isq vantano collaborazoini con una serie di musicisti incredibili tra cui alcune star della musica quali  Wynton Marsalis, Jason Yarde, Gilad Atzmon, Paul Weller, Tom Jones e Bjork; singolarmente sono saliti su prestigiosi palchi – Ronnie Scott, Montreal Jazz Festival, North Sea Jazz Festival, Royal Albert Hall, Queen Elizabeth Hall, 606 Club, LJF e anche i media nazionali li hanno notati. Oggi con questo progetto osano rompere gli schemi e diventare band, abbandonando l’idea di progetto o di quartetto, pur mandendosi saldamente ancorati al jazz. >> LEGGI IL POST DEDICATO

Tour di presentazione del disco:
30.01.13 London, UK Pizza Express Soho
01.02.13 Much Wenlock, UK The Edge Arts Centre

QUANDO LA MUSICA COLPISCE

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 -isq 'Unforgetable You' dal CD di esordio -isq (2012)  

…non posso fare a meno di condividere, affinchè non rimanga solamente una mia personale esperienza, e perché come diceva Bob Marley ‘Il bello della musica è che quando ti colpisce non provi dolore’

Poco tempo fa mentre eravamo a Londra con il tour Beatles, il mio amico Roby Rock (miles& miles) mi ha fatto scoprire una band, nuova sulla scena jazz della city. Dalle radici jazz, ben piantate sul terreno fertile della città che da oltre 50 anni sforna la musica più importante del pianeta,  -isq è attraversata dalla linfa di influenze pop, rock, electric punk per dare vita a una musica di ampio respiro e non più di nicchia, nonostante le improvvisazioni e il linguaggio di fondo jazzistico. Approvo la loro ambizione di superare il concetto di progetto per abbracciare l’idea di Band, dove la musica è il risultato del lavoro di tutti.  “Volevamo che fosse una band piuttosto che solamente il progetto di uno di noi – mi racconta via Skype Richard Sadler degli -isq (contrabbasso) – aperto all’interpretazione e in modo che tutti potessero scrivere o arrangiare i pezzi. Al principio ognuno ha buttato giù delle idee per poi condividerle con gli altri e valutare il gradimento collettivo.”

Colpiscono i testi centrati su fatti reali e quindi sintomo del vissuto, ma anche l’interpretazione cantautorale che Irene Serra, autrice di tutti i testi del loro album d’esordio, ci regala confezionando ogni brano come un’immagine perfettamente disegnata ad arte; mettiamoci in fine che questa idea di band si percepisce veramente.

Scoprili sul loro WEB  guardali su YOUTUBE  twitta con la band @isqmusic ma soprattutto ASCOLTA la loro musica in clip e poi FALLA TUA SU iTunes 

-isq sono

Irene Serra, voce
Richard Sadler, contrabbasso
John Crawford, piano
Chris Nickolls, batteria

di CRISTIANA PIRAINO

IL SUONO DELLE PAROLE: BASSVOICE al The Place

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Giov. 22.11.2012
BASSVOICEPROJECT
The Place
Via Alberico II 27/29
Ingresso (n.p.)

Silvia Barba, Voice
Pippo  Matino, Bass
Aldo Bassi, special ‘Trumpet’ guest
Nicola Angelucci, special ‘Drum’ guest

Dei progetti che ogni giorno arrivano a questa mail, quello della ‘premiata ditta’ Barba-Matino, per la cronaca Bassvoice Project, mi fa veramente battere il cuore. Pippo Matino musicista dall’enorme esperienza, è senza finte modestie uno dei bassista elettrici più eclettici dell scena jazz italiana. Un gioco di parole che perfettamente spiega il fortunato connubio con l’estro vocale di Silvia Barba, una trottola di creatività con una vocalità distinta, intensa e di vero spessore. Una ragazzina, che cantando diventa artista matura e consapevole. La sua voce conosce le modularità jazzistiche e possiede i colori della musica pop d’autore, e caspita se arriva. Anche per questo BassVoice è uno dei progetti tra i più ricercati dai gestori dei club.

Mi scrive Silvia che il project, nato più di quattro anni fa, strada facendo ‘ha sollecitato un dialogo fittissimo, un interplay serrato, fra rielaborazioni della musica d’autore e brani originali scritti da entrambi.’ Per spiegare un po’ l’idea dietro la musica, questo progetto si fonda sul principio di contaminazione, dal jazz al pop al canto melodico, nell’ottica e sotto l’influenza della cultura del sud d’europa, un mix per natura dove pero’ predominano le sonorità del mare Nostrum, ovvero il nostro Mediterraneo, il mare in mezzo alle terre che geograficamente le divide ma che per magia ne ha nei secoli unito le culture, proprio come l’acqua conduttore per natura, traghettando le idee da un posto ad un altro.

UNA DOMANDA A SILVIA

D: BASSVOICE PROJECT porta in scena oltre a te e Pippo, che siete indistintamente mente e braccio, una serie di musicisti che variano di volta in volta [Daniele Scannapieco, Claudio Romano, Giulio Martino, Francesco Bearzatti, Pietro Iodice, Paolo Recchia, Aldo Bassi e molti altri] e questo rende ogni performance un’esperienza differente e unica per voi e per il pubblico. Come nasce l’idea e perchè sentite questa esigenza?

R: Sia io che Pippo in questo progetto amiamo circondarci di musicisti spesso diversi fra loro, ma sempre con una capacità interpretativa molto forte. Sono canzoni, ma ogni volta, a seconda di chi le suona assumono una connotazione diversa e questa cosa le valorizza, le arricchisce. All’interno di ciascun concerto, ovviamente, ci sono dei momenti in cui siano ‘soli’, ovvero soltanto BASSO e VOCE e lì diamo la misura di quello che vorremmo trasmettere: un’idea di sonorità essenziale, melodica ma ricca di sfumature, di atmosfere diverse con un’attenzione alle parole, al suono delle parole su uno strumento così completo come il basso elettrico. Insomma, il concerto live è frutto di interazione e ci piace interagire con musicisti curiosi, attenti, sensibili a quest’idea. Fino ad ora abbiamo scelto il meglio!!!

di CRISTIANA PIRAINO

IL VENERDI’ SUONA FORTE E CHIARO

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FRIDAY SOUNDS GOOD - shot del sito web by cristiana.piraino
FRIDAY SOUNDS GOOD – shot del sito web, a photo by cristiana.piraino on Flickr.
Tramite Flickr:

9.11.2012 – 22.02.2013
FRIDAY SOUNDS GOOD
Teatro della Dodicesima
Via Carlo Avolio, 60 – 00128 Roma
Tel 06/5073074
Mobile 348/2530462
Inizio concerti h. 21:00
Ingresso unico: € 10,00

E mentre il nostro Ministero dei Beni Culturali rifiuta incredibilmente di rinnovare i finanziamenti alla prossima edizione dell’Umbria Jazz Festival perchè ‘Il jazz non è espressione diretta della cultura italiana’, il Teatro della Dodicesima del periferico quartiere di Spinaceto ospita la rassegna FRIDAY SOUNDS GOOD, e nell’attuale contesto questa bellissima iniziativa assume quasi i toni dello sberleffo alle Istituzioni che dovrebbero essere garanti della Cultura: vuoi perchè il Teatro in questione non riceve alcun tipo di finanziamento pubblico, vuoi perchè Friday Sounds Good nasce con l’intento di promuovere la scena musicale ITALIANA e nuovi progetti di artisti italiani, scardinando una sorta di ormai consueta dipendenza dalla scena musicale estera.

Da Novembre al prossimoFebbraio – la rassegna si è inaugurata venerdì scorso con il trio eccezionale del chitarrista Stefano Scarfone – il palco del Friday Sounds Good vedrà altenarsi altre 6 band con proposte musicali decisamente eterogenee, accomunate solo dall’originalità e autenticità dei loro progetti, dalla grande carica emozionale e dal fatto, molto importante, di essere state scelte perchè rappresentative di questo periodo.
Tutti i concerti sono di venerdì alle ore 21:00 e vale la pensa sottolineare che per i primi 10 biglietti venduti ad ogni concerto le persone riceveranno una copia gratuita della rivista Jazzit, main partner dell’ evento.

PROGRAMMA

Venerdì 9 novembre 2012
STEFANO SCARFONE TRIO “PRECIPITEVOLISSIMEVOLMENTE”
Stefano Scarfone, chitarre
Carmine Iuvone, violoncello, basso elettrico
Federico Leo, batteria

Vanerdì 30 novembre 2012
GABRIELE BUONASORTE QUARTET “FUNKAMENTE”
Gabriele Buonasorte, sassofoni
Angelo Olivieri, tromba
Mauro Gavini, basso elettrico
Mattia Di Cretico, batteria

Vanerdì 7 dicembre 2012
AIRFINGER “WHAT DO YOU THINK?”
Luigi Di Chiappari, piano, keyboard, elettronica
Alessandro Del Signore, basso elettrico, contrabbasso
Davide Di Pasquale, trombone, elettronica
Mattia DiCretico, batteria, elettronica

Venerdì 21 dicembre 2012
VANDA RAPISARDI QUINTET “ASSABBINIRÌCA”
Vanda Rapisardi, voce
Domenico Sanna, piano
Simone Alessandrini, sassofono
Jacopo Ferrazza, contrabbasso
Fabio Sasso, batteria

Venerdì 11 gennaio 2013
ACROSS “WHAT DOES MY HEART”
Fabio Nunziata, chitarra e synth guitar
Danilo Ciminiello, piano e keyboard
Giulio Ciani, contrabbasso
Mattia Di Cretico, batteria

Venerdì 25 gennaio 2013
GIORGIO FERRERA TRIO “NOTHING IS LIKE BEFORE”
Giorgio Ferrera, piano, elettronica
Alessandro Del Signore, contrabbasso
Pierluigi Tomassetti, batteria

Venerdì 22 febbraio 2013
ELECTRIC POSH “ELECTRIC POSH”
Aldo Bassi, tromba, elettronica
Luca Nostro, chitarra, elettronica

di DENISE CASH

BUONE NOTIZIE DAL MONDO DELLE FUSIONI

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IRENE E STEFANO

Dalla loro pagina Fb oggi dicono che il disco Irene Grandi & Stefano Bollani è entrato quinto nella classifica dei dischi più venduti! Bene. Questa è una buona notizia. Mi piace prima di tutto sapere che in molti, che ne ignoravano l’esistenza, ascolteranno quel pianismo perfetto, grazie alla voce calda e amica di Irene. Amica di un pubblico che la conosce e la segue dagli esordi e che ha apprezzato l’avvicinamento stilistico al jazz, che la pop-rock girl toscana dimostra nel progetto con il pianista Bollani. I due  con questo lavoro sottolineano un’amicizia artistica e umana di lunga data, ma tra le righe, inviano un messaggio a mio parere molto importante, relativo al fatto che i generi musicali oggi cominciano veramente a convivere dando vita a ulteriori nuovi generi e, come in questo  caso, portano il pubblico da un genere ad un altro con grande naturalezza. Va a questi progetti il merito di unire tutti noi. In questa chiave di lettura interpreto il meritatissimo posto in classifica.

Irene sta molto bene con il nuovo abito e la sua evidente vocazione rock e pop si sposa incredibilmente bene con agli arrangiamenti di (dio-piano) Stefano Bollani. Certo, già immagino i puristi rabbrividire leggendo queste poche righe. Ragazzi mettetevi un bel maglione. La musica di questo progetto pur dimostrando un forte attaccamento alle radici non può essere considerata jazz ovviamente, ma una fusione di due anime, che dimostrano qui la loro grande versitalità. Il disco uscito il 23 Ottobre 2012 si intitola “Irene Grandi & Stefano Bollani”

DOVE e QUANDO a Roma

Dom. 25.11.2012  h. 21.00
Auditorium PdM – Sala Santa Cecilia (2700 posti)
Roma Jazz Festival 2012 “Visual Jazz”

Platea: € 35.00
Galleria 1: € 30.00
Galleria 2: € 25.00

di CRISTIANA PIRAINO

CONSIDERAZIONI SULLA PUNTA DEL W-END

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E QUESTO SAREBBE IL MINISTERO DELLA CULTURA…

Tramite Flickr:  [nella foto del Resto del Carlino’]  Il ministero della Cultura taglia i fondi alla ventesima edizione invernale del Festival Jazz più importante di Italia dicendo contestualmente che il jazz non fa parte della cultura italiana. Andiamo bene! Ho talmente tante cose in testa che non le posso dire tutte insieme. Per ciò preferisco un silenzio di protesta, anche perchè è proprio il caso di dire ‘non ho parole’. Il saggio Arbore dice al Ministro ‘si informi’.

NUOVO ALBUM PER GEGE’

Esce il sei novembre 2012 (dopodomani) il nuovo disco di Gegè Telesforo, che promette bene. (Gira voce che sia un disco pazzesco). Intanto al promo do un bel 10 e lode per la simpatia tutta italiana. C’è del tenero tra il bassista di Gegè e la simpatica signora! Il disco si intitola NU JOY prodotto dallo stesso vocalist, edito dalla Columbia records e distribuito dalla Sony. Un bel passo per Gegè e anche per tutti i ragazzi della band che lo hanno aiutato Domenico Sanna al piano, Joseph Bassi al basso acustico, J.”Avatar” Telly e Roberto Pistolesi alla batteria, oltre a una serie di ospiti notevoli, tra i quali in particolare voglio farvi cadere l’occhio e l’orecchio su un giovanissimo nuovo talento vocale. Si chiama Arnaldo Santoro e la sua voce vi catturerà.

TERZO APPUNTAMENTO CON THE BEATLES

Ma prima di darvi la buonanotte vi ricordo che domani 05/11/2012 continua il nostro viaggio nel mondo dei Beatles, accompagnati per mano da Ernesto & Gino per la terza puntata di questa stagione di Lezioni di Rock dedicata ai dischi dei Fab4. Questa settimana si parlerà di A Hard Day’s Night.  Siamo nel 1964, sono passati solo due anni dal primo singolo e un anno dal primo album. Ma i Beatles sono già i padroni del mondo, si muovono alla conquista dell’America e sbarcano al cinema con il primo film che li vede protagonisti, A Hard Day’s Night. La Beatlemania dilaga e la musica dei favolosi quattro diventa più ricca, originale e matura. Alle h.21:00 nella  Sala Petrassi del Auditorium Parco della Musica Roma € 8.00

di CRISTIANA PIRAINO

CHI ERA TADD DAMERON. GIAMMARCO CE LO RACCONTA

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CHI ERA TADD DAMERON. GIAMMARCO CE LO RACCONTA by cristiana.piraino
CHI ERA TADD DAMERON. GIAMMARCO CE LO RACCONTA, a photo by cristiana.piraino on Flickr.
Foto: Giammarco di Franco Truscello for ALBA&JAZZ, di Dameron di ky_olsen (utente flikr)

Sab. 3.11.2012
MAURIZIO GIAMMARCO & SILVIA MANCO 4et
A Night in Dameronia
Alexanderplatz, via Ostia 9
h. 22.00 Ingresso Tesserati

Maurizio Giammarco, tenor sax
Silvia Manco, piano e voce
Vincenzo Florio, contrabbasso
Andrea Nunzi, batteria

Leggo sempre con una speciale attenzione le mail che mi arrivano dal ufficio stampa di Maurizio Giammarco. Nei suoi progetti intravedo un grande lavoro di ricerca spontanea, con nessun fine se non quello di capire realmente artisti, come oggi Tadd Dameron. Giammarco da l’impressione, e certamente è, uno di quei musicisti che ascoltano moltissima musica in modo trasversale e senza barriere di genere o stile. Nel farlo riesce  in qualche modo a ‘impossessarsi’ di certe note non sue che, magicamente, attraverso rielaborazioni sempre raffinate e perfette dal punto di vista stilistico e musicale, diventano proprie.  Progetti che aggiungono tanto alla musica in quanto conservano, nello spirito di ricerca che li contraddistingue, un valore oggi spesso dimenticato quale è la divulgazione fine a se stessa. Quella che io chiamo Cultura. Grazie a questi progetti,  veniamo a conoscenza di mondi ormai sommersi, che invece è giusto riportare alla superfice affinchè tutti li possano ammirare. Da anni questo grandissimo sassofonista romano ci sta insegnando molte cose.

Oltre a ricordare la sua brillante carriera sempre in crescendo, che inizia per lui in tenerissima età  [Roma lo ricorda appena maggiorenne sul palco dell’allora Music Inn, o a soli 25 anni in un tour europeo accanto a Chet Baker, ma potrei andare avanti con un lunghissimo elenco di cose] la mia mente ricorda l’esperinza totalmente illuminante del repertorio di Moondog, che  nel 2009 come direttore dell PMJO, Maurizio Giammarco presentò all’Auditorium di Roma >> POST DI ALLORA. Oltre a venire a conoscenza dell’esistenza di un compositore come Louis Thomas Hardin, forse un folle secondo i parametri comuni, ma di certo un illuminato, in quel momento ho provato a calarmi nel pensiero di Maurizio Giammarco, cercando di comprendere la sua profonda cultura e la sua generosità nel voler sottolineare l’importanza di  alcuni progetti o musicisti che inevitabilmente con il passare del tempo si vanno dimenticando.

Questa sera all’Alexanderplatz di Roma, Maurizio Giammarco, insieme a tre musicisti swing, ricorderà Tadd Dameron. Molti di voi non hanno mai sentito questo nome. E giuro, neanche io. Eppure questo artista, vissuto in America nel secolo scorso (muore nel 1965) è stato uno dei principali compositori e arrangiatori bebop della sua epoca per le grandi orchestre. Come leggo dal comunicato “Dexter Gordon, acutamente, lo aveva definito il romantico del movimento bebop. Famoso il suo disco Mating Call, realizzato con John Coltrane per la Prestige Records, che contiene alcune delle sue composizioni più importanti, rese al meglio dallo swing propulsivo di Philly Joe Jones. Dameron fu uno dei più influenti arrangiatori e compositori dell’immediato dopoguerra e scrisse pagine indimenticabili per le orchestre di Count Basie, Artie Shaw, Jimmie Lunceford, Dizzy Gillespie, Billy Eckstine e Sarah Vaughan, per la quale compose lo standard If You Could See Me Now che divenne uno dei suoi primi successi. Il brano, diventato un classico, fu poi ripreso anche da Chet Baker, con cui Giammarco ha a lungo collaborato.”

Che dire, se non ancora una volta Grazie Maurizio Giammarco!

di CRISTIANA PIRAINO

CONSIDERAZIONI DELLA FINE DI UN W-END

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Short-lesson di Larry Carlton sulla tecnica blues e jazz

Un altro weekend di musica sta finendo a Roma. Un w-end decisamente influenzato dal ritorno dell’ora solare.  Vi siete divertiti? Me lo auguro. Ma soprattutto, com’era la musica? Dopo anni in cui vi ho raccontato eventi e i loro protagonisti, suggerisco palchi sotto ai quali ascoltare buona musica, mi piacerebbe avere un feedback. E mentre voi ragionate sulla questione, io sto ascoltando alcuni file Mp3 arrivati via mail da Rocco Zifarelli, chitarrista con forti radici rock, blues e jazz. Ha suonato a Roma sabato 27 ottobre. Prima al Brancaleone, nel pomeriggio, dove ha partecipato alla trasmissione radiofonica aperta al pubblico di Radio Popolare  Non vedo l’ora con performance trasmessa anche in diretta su Popolare Roma 103.3, poi la sera alla Centrale Montemartini. Un progetto interessante dal titolo JAZZ ROCK PROJECT, sicuramente una fusione dei due generi più influenti di questa epoca, definizione che lascia pero’ aprire nella mia mente una serie di possibili scenari circa il risultato finale o, per meglio dire, il punto di partenza. Ma per non lasciare nulla all’immaginazione, qualche giorno fa ho preferito mandare a Rocco un paio di domande per capire più a fondo la sua musica e nello specifico la peculiarità di un progetto che si presenta come un qualcosa di innovativo. Dopo un rincorrersi virtuale, oggi pomeriggio Rocco, che ringrazio per il tempo dedicato, essendo molto impegnato, ha registrato le risposte (santi samrtphones) mentre guidava di ritorno dall’areoporto dove suppongo avesse accompagnato i suoi due colleghi nel progetto, i francesi Francio Lassus batteria voce e Romain Labaye al basso. Sto ascoltando e ‘sbobinando’ il suo racconto in cui  mi spiega il suo punto di vista sui generi e sulle loro fusioni e mi racconta della vita di musicista a Parigi e di come sono nate da questo molte cose.  A proposito, se non esistono più le bobine, come si dice per ‘farlo ‘ da mp3?

Quando avevo circa 17 anni un mio amico mi fece ascoltare un altro grande chitarrista del jazz moderno, Mike Stern all’epoca in cui era con Miles Davis. Rimasi folgorato da questa specie di Jimi Hendrix che suonava in maniera completamente nuova ai miei occhi e che utilizzava stranissime armonie. Proprio in quel momento si aprì la mia mente e cominciai ad ascoltare altra musica.

Questo breve estratto è parte del lungo racconto che sarà pubblicato qui nei prossimi giorni. Intanto vi lascio con una video-chicca di Larry Carlton, una delle figure artistiche nominate durante il racconto da Rocco, in cui descrive alcune cartatteristiche della tecnica jazz e blues.

GOSSIP DOMENICALE

Si dice che all’Auditorium di Roma la Lezione di Rock dedicata agli ultimi 50 anni, dalla nascita del genere ai giorni nostri, sia stata una vera bomba. Vedo un gran fermento sulla pagina del Gruppo Facebook con pioggia di ringraziamenti e congratulazioni. Chi non è andato deve aver perso un’occasione. Pero’ non sarà l’ultima. L’anno accademico con i Prof. Assante & Castaldo è appena iniziato e il cammino è lungo. Fra tutti i messaggi mi ha colpito questo di una signora ‘Carissimi Gino Ernesto Assante Castaldo oggi avete fatto una lezione perfetta che ha reso magnifica la giornata, dopo di voi, ricca di progettualità e creatività scaturita grazie alle vostre parole che ancora stimolano riflessioni!’  Il potere della musica è proprio grande. E anche Ernesto e Gino.

di CRISTIANA PIRAINO