PER RICORDARE FREDDY

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Nel giorno dell’anniversario della sua morte avvenuta il 24 novembre 1991, per ricordare il grandissimo Freddy Mercury vi segnalo due interessanti video che contengono un’intervista con sottotitoli in italiano nella quale si intravede la persona più che il personaggio, il musista più che il mito.

Mi piace scoprire il lati più umani di queste grandi persone che hanno cambiato la musica con la loro semplicità di esseri umani.

COLLEGAMENTO A YOUTUBE:

>>>>> INTERVISTA PART 1

>>>>> INTERVISTA PART 2

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>>>BIO on WIKI

>>> RARE PERFORMANCES

LEZIONI DI ROCK: sold out per Michael J.

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dal 01/11/2009 al 16/05/2010
LEZIONI DI ROCK
Viaggio al centro della musica –  V Ed.
a cura di Ernesto Assante e Gino Castaldo
Auditorium Parco della Musica
Teatro Studio, Sala Petrassi
h. 11:00 € 5.00
Info 06 80241281

Dom. 22/11/2009
Michael Jackson – Thriller

Domani Lezione di Rock dedicata all’amatissimo Michael Jackson. L’evento è sold out da almeno due settimane e i fortunati che sono riusciti a comprare il biglietto assisteranno ad una puntata della rassegna a cura di Gino Castaldo e Ernesto Assante, critici musicali, giornalisti, che si annuncia straordinaria.

Qualcuno, spero, me lo raccontarà, perchè io stessa non sono riuscita a prendere i biglietti e, ai cari amici dell’Auditorium, dico solo che avrebbero potuto assegnare una sala più capiente, vista la massiccia richiesta di biglietti.

MORE:  

>>> PROGRAMMA COMPLETO DELLA RASSEGNA

 

ANTONELLA VITALE – BIO & DISCOGRAPHY

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Antonella Vitale, Italian Jazz Vocalist

SHORT BIO Ha iniziato i suoi studi musicali nel 1990 presso la Scuola Popolare di Musica Testaccio di Roma, dove ha frequentato corsi di canto con Giuppi Paone e pianoforte con il Maestro Andrea Beneventano e i laboratori di improvvisazione jazz tenuti da Nicola Stilo e Roberto Ottini, entrando a far parte della big band di Danilo Terenzi come cantante solista.

Ha cantato in varie formazioni di Trio e Quartetto con Andrea Beneventano, Nicola Angelucci, Pietro Ciancaglini, Lorenzo Tucci, Francesco Puglisi, Nicola Stilo, Stefano Sabatini, Alessandro Marzi, Eddy Palermo, Nicola Puglielli, Aldo Bassi, Marco Valeri, Marco Loddo, Claudio Colasazza, Gianni Savelli, Mauro Verrone, Mauro Battisti, Carlo Battisti, Stefano Cantarano, Gianluca Renzi, Stefano Nunzi, Cinzia Gizzi, Andrea Avena, Massimo D’Agostino, Paolo Tombolesi, Paolo Recchia, Gerardo Di Lella Big Band, Enzo Scoppa, Fabrizio Bosso, Luca Bulgarelli, Antonello Vannucchi, Marcello Di Leonardo, Massimiliano Coclite, Mauro De Federicis, Luca Bulgarelli, Riccardo Biseo, Gerry Popolo, Claudio Colasazza, Fabrizio Mandolini.

Vodpod videos no longer available.

 

DISCOGRAFIA

ULTIMO CD:

2010. L’elegante voce di Antonella Vitale, matura ed equilibrata, offre un’incredibile performance attraverso brani di musica italiana, scelti in maniera pressoché casuale “Random”, appunto nel nostro ”passato prossimo” musicale. Con lei, un gruppo di musicisti dal “grande suono”, in grado di seguirla su percorsi impegnativi di un pop elevato ad un grado di raffinatezza inusuale. Una registrazione effettuata con un approccio ricercato e diretto, dove gli strumenti sono stati “ripresi” e non “ricreati” per conservarne il carattere e la dinamica, il respiro e l’emozione, pur mantenendo la precisione ed il controllo della performance in studio. Un disco da ascoltare tutto di un fiato per apprezzare al meglio le doti di impianti estremamente raffinati, pronto a diventare il prossimo riferimento negli ascolti più audiophile.

Nel giugno 2008 viene pubblicato  “Raindrops” il nuovo e terzo CD prodotto da Velut  Luna e distribuito Egea,  una originale rilettura in chiave jazz dei più grandi successi di  B. Bacharach,  oltre a tre composizioni originali  da lei scritte. Collaborano con Lei, Andrea Beneventano, Francesco Puglisi, Alessando Marzi, Jerry Popolo, Aldo Bassi, Enrico Bracco.

Nel giugno del 2006 è ospite come vocalist del Cd di Massimiliano Coclite “Live alla Palma”, insieme a Vittorio Matteucci, Fabrizio Bosso, Luca Bulgarelli, Marcello di Leonardo, Fabrizio Mandolini, Bruno Marcozzi, Mauro de  Federicis.

Nel novembre 2003 viene pubblicato il suo secondo Album come cantante solista dal titolo “The Island” (AudioRecords); collaborano con lei Andrea Memeo, Francesco Puglisi, Alessandro Marzi.

Nell’aprile del 2003 viene pubblicato il suo primo Album come cantante solista dal titolo “The Look Of Love” (Alfamusic); collaborano con lei Andrea Beneventano, Francesco Puglisi, Lorenzo Tucci ed Aldo Bassi.

MORE LINKS

>> MySpace Antonella Vitale

>> ALBUM FOTO a cura di robertopanucci.it (necessario login Facebook)

booking and contacts:  cristiana.piraino@gmail.com

BLUE FRETS

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Giov. 19|11|2009
BLUE FRETS
Cantine Blues    >>> more INFO sul LOCALE
Via della Batteria Nomentana 66 
h. 22:00 Ingresso gratuito   
Info. 349/6694810

I Blue Frats sono:
Danilo Caria, chitarra e voce
Marie Keane, voce
Michele Anselmi, dobro, armonica e voce
Andrea Moneta, contrabbasso e voce

Domani al Cantine Blues, locale caldo e accogliente in zona nomentana, il Quartetto acustico Blue Frets fondato dallo straordinario e senza dubbio unico banjoista Danilo Cartia. In questa speciale formazione utilizzerà la chitarra per presentare un repertorio molto vario che spazia dalla tradizione folk anglo irlandese americana, ai sapori bluegrass, country, blues e tex-mex, senza rinunciare a qualche inserimento eccentrico, inatteso, magari in italiano.

I suoni sono essenziali, gli arrangiamenti ricchi di fantasia e le rielaborazioni hanno un gusto piacevole anche quando si tratta dei classici evergreen. Ritmo e melodia, note morbide e stacchi aggressivi, Dublino e Nashville unite da un metaforico Atlantic Bridge.  

3 buoni motivi per esserci:

1) Questo genere musicale, rappresentato egregiamente dai Blue Frets, è molto interessante, dato che racchiude in se anni di storia della grande musica USA – con contaminazioni di cultura europea dal sapore antico.

2) Il locale Cantine Blues è accogliente, dispone di un menù birre notevole!!

£) Ingresso gratuito per il concerto.

link utili

>>> LIVE-MUSIC CLUBS IN ROME

TEANO JAZZ WINTER 2009

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5-6-7/12/2009
TEANO JAZZ FESTIVAL

Chiesa di San Pietro in Aquaris
Teano – Caserta
h.20:30 Ingresso Gratuito

Questa V edizione del Teano Jazz Winter mostra, forse più che in altre precedenti edizioni, la sua anima minimalista. Tutto è ridotto al minimo. Il numero delle serate, i gruppi invitati e la composizione degli stessi, le atmosfere minime della Chiesa di San Pietro in Aquaris, nel centro medievale dove da anni ha luogo la rassegna. Tutto portato al minimo, all’essenziale, a quanto occorre tuttavia per proporre una manifestazione che abbia un senso dal punto di vista artistico culturale. E’ forse una metafora , una chiave di lettura dei tempi che viviamo.

La rassegna che si svolge dal 5 al 7 dicembre, è incentrata sulla figura di una icona del jazz italiano, il pianista Franco D’Andrea (nella foto) che a 68 anni mostra una vitalità invidiabile e sembra rivivere una seconda giovinezza. La presenza del suo nome e dei suoi progetti in molti cartelloni di festival sia estivi che invernali è la riprova di questa ritrovata energia. La sua esibizione in trio al festival è un omaggio dovuto non solo ad un Maestro del jazz, ma soprattutto ad un uomo dalla sensibilità non comune. Franco D’Andrea è accompagnato nella sua esibizione del 6 dicembre a Teano da due musicisti molto apprezzati, Mauro Ottolini al trombone e Daniele D’Agaro al clarinetto.

Nell’ambito delle proposte Altre, cui il festival, nella sua edizione invernale, avremo due proposte di sicuro interesse. Il 5 dicembre ad aprire la rassegna una formazione d’eccezione, il duo Bassi-Bravo, tromba e piano, del trombettista Aldo Bassi e del pianista Alessandro Bravo, mentre il 7 dicembre si esibisce la giovane, ma già nota formazione, degli Chat Noir. Due proposte anch’esse di sapore rigorosamente minimale.

 
programma winter 2009

5|12|09
BASSI BRAVO DUO
Aldo Bassi, tromba
Alessandro Bravo, pianoforte

6|12|09
FRANCO D’ANDREA TRIO
Franco D’Andrea, pianoforte
Daniele D’Agaro, clarinetto
Mauro Ottolini, trombone

7 |12|09
CHAT NOIR
Michele Cavallari, pianoforte
Luca Fogagnolo, contrabbasso
Giuliano Ferrari, batteria

Il festival Teano Jazz, nato nel 1993, è la più antica manifestazione di settore della Campania. Le capacità organizzative e relazionali degli organizzatori, non disgiunte da una buona capacità di progettare l´evento sotto l´aspetto artistico, hanno consentito al festival di crescere in modo esponenziale in breve lasso di tempo. Teano Jazz, oltre a essere una manifestazione di rilievo del panorama nazionale e punto di riferimento per appassionati e addetti ai lavori, rappresenta attualmente, anche uno dei momenti culturali più prestigiosi e importanti della intera provincia di Caserta. Teano Jazz Winter è l´espressione invernale della manifestazione estiva, di cui segue, in modo più spregiudicato, le linee guida. Elemento comune e imprescindibile per entrambe le rassegne è l´alta qualità dei contenuti. È attiva dal dicembre 2005.

VIAGGIO NEL JAZZ MODALE

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miles davis

di Aldo Bassi

Kind of Blue, è considerato la pietra miliare del jazz modale. I toni pacati, gli andamenti ritmici leggeri, le strutture ampie e le armonie dai cambi lenti, la moderazione delle scale modali, delineano il clima della nuova era, quella del jazz modale per come lo ha inteso Miles. Niente a che vedere, per quanto riguarda i toni pacati e la moderazione delle scale, con My Favorite Things anch’esso modale, ma suonato da Coltrane anni dopo.

L’improvvisazione di questo jazz consiste nella utilizzazione di modulazioni lente, che non fanno riferimento a progressioni armoniche come nel sistema tonale, hanno quindi strutture formate da pochissimi accordi, tenuti per più misure sui quali l’improvvisatore utilizza delle scale, dette anche modi, che sono diverse dalle scale maggiore e minore o bebop in uso prima. Si dà origine quindi ad una musica più dilatata, più “orizzontale”.

I modi più utilizzati sono ricavati partendo da ogni grado della scala maggiore. Ovviamente la stessa cosa è possibile farla utilizzando, come scala base, le scale minori armonica e melodica ascendente. L’improvvisazione modale si è andata nel tempo perfezionando attraverso la sperimentazione sui modi fatta dai musicisti jazz. Così, dalla stretta aderenza alle note del modo si è passati alla utilizzazione di note di abbellimento e di passaggio estranee, “verticalizzando” così anche il sistema modale.

Tutte queste forme di sperimentazione sui modi hanno portato l’improvvisazione jazz verso forme lessicali ed espressive più libere, sino ad essere completamente svincolate da qualsiasi struttura e forma con il free jazz.

STRUTTURE MODALI
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All’interno delle strutture modali si possono avere quattro tipi di modulazioni:

– tra modi che usano la stessa scala, per es. tra Re Dorico e Fa Lidio (Do Magg.);

– tra un tipo di modo allo stesso tipo in un altro tono, per es. tra Re Dorico e Mib Dorico;

– tra modi diversi sullo stesso tono, per es. tra Do Dorico e Do Frigio o Lidio;

– tra modi completamente diversi, per es. tra Do Dorico e Do# Misolidio.

Volendo prendere come brano di riferimento So What, la modulazione che lo riguarda è del tipo 2, ovvero tra un tipo di modo allo stesso tipo in un altro tono, tra Re Dorico e Mib Dorico, ed è improvvisa cioè senza preparazione.

La struttura di So What è molto semplice: A A B A di 8 misure ciascuna per un totale di 32 misure. Le A sono composte dall’accordo di Dm7 per tutte e otto le misure e la B è composta dall’accordo di Ebm7 per tutte e 8 le misure.

Facendo un’analisi dell’assolo di Miles in So What, si evince sin dalle prime note che Davis non ha nessuna intenzione di sorprendere con guizzi tecnici, come faceva il suo precursore Gillespie o il mitico, prematuramente scomparso, Clifford Brown. Bensì, egli usa quasi esclusivamente note cordali o dell’estensione dell’accordo fino ad utilizzare tutte le note del modo, con ritmi semplici composti da ottavi, quarti e minime. Una sorta di cool jazz più moderno. Ma la sua peculiarità, anche in questo caso, la troviamo nel genio del suo microcosmo, ovvero in uno stile che fonda le proprie radici nella sfumatura, nel “non suonato”, nell’effetto del mezzo pistone o nell’inflessione del labbro sulla nota, creando un forte “swing sottinteso”, molto diverso da quello dei suoi “colleghi predecessori”.

Davis, come dicevamo, si muove all’interno del modo, dando lezioni di classe ed eleganza, utilizzando di tanto in tanto note blu per ricordare la sua estrazione musicale. Altra nota che esula dal modo dorico è il Do# (la sensibile, che fa parte della scala minore melodica di re) che sia Davis che gli altri solisti usano un pò tutti.

Rispetto a Miles che sembra essere il più “integralista”, gli assoli di Coltrane e di Cannonball sono ricchi di scale che esulano dalla “costrizione” del modo creando sapientemente un contrasto decisivo con il leader.

Gli altri musicisti completano il quadro musicale con i loro accompagnamenti e i loro assoli pienamente a fuoco nel “nuovo” lessico jazzistico soprattutto il grande Bill Evans, che senza il suo grande apporto compositivo, non avrebbe avuto modo di esistere Kind of Blue.

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Due versioni di So What,  l’originale tratta dal disco stesso con Bill Evans al piano, la seconda tratta da un live dello stesso anno con Wynton Kelly al piano.

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So What – Originale da Kind of Blue

 
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So What – riedizione live aprile 1959

MORE LINKs
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>> Blog WordPress dedicato a Miles (English)

>> KIND OF BLUE TRIBUTE, auditorium 9.11.09

>> Aldo Bassi Tribute to Miles Davis (Concerto all’Alexanderplatz)

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AIRES TANGO all’AUDITORIUM

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Mar. 10/11/2009
Javier Girotto & Aires Tango “10/15”
ROMA JAZZ FESTIVAL ’09  – 33a ed.  >>> PROGRAMMA
JAZZ LABELS
Auditorium Parco della Musica
Sala Sinopoli
h. 21:00 15 €  >> evento su Facebook

Javier Girotto sassofono soprano e baritono
Alessandro Gwis pianoforte, live electronics
Marco Siniscalco basso
Michele Rabbia batteria, percussioni

Continua all’Auditorium Parco della Musica il Roma Jazz Festival 2009, rassegna giunta alla 33 edizione, quest’anno dedicata alle Jazz Labels, le case discografiche del jazz storiche e le nuove etichette.

Questa sera il Festival ospiterà gli Aires Tango formazione nata nel 1994 dalle mani del sassofonista imprevedibile anche come compositore, Javier Girotto, capace di riportare a noi la memoria del proprio backgroud musicale, intenso come solo la cultura del tango sa essere, percorrendo le strade del jazz e senza mai lasciare prevaricare un colore su un altro,  ma creando una perfetta sintonia e dimostrando un totale controllo sullo strumento anche quando lo suona in modo complesso. La fantasia e il ritmo sono due doti evidenti in Javier e il suo modo di suonare mi ha veramente colpito per la grande fisicità che esprime nel momento. Una forza che tenta di dominare lo strumento, che a volte invece sfugge al controllo e sembra voler fuggire via. Ma è sempre nel punto più alto che Girotto riesce a nuovamente a dominarlo. Tanta forza e poesia contemporaneamente con richiami ai grandi compositori del tango pur mantenedo intatta l’originalità del repertorio ricco di momenti improvvisativi che perfezionano la performance.

TRIBUTO A KIND OF BLUE

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8-30|11|2009
Kind of Blue Tribute
ROMA JAZZ FESTIVAL ’09  – 33a ed. >>
more info
JAZZ LABELS
Auditorium Parco della Musica
h. 21:00  da 15 a 20 €

Ho chiesto di presentare questo concerto ad un artista che conosce molto bene Miles Davis, soprattutto della sua musica. 

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di Aldo Bassi  www.aldobassi.it

Il 9 novembre 2009 alle 21,00 al Roma Jazz Festival, ci sarà un evento eccezionale. Un tributo a Kind of Blue (CBS, Columbia con varie ristampe) per il cinquantenario dell’ uscita del disco di jazz più venduto in assoluto, con di circa 10 milioni di copie.

A fare questo omaggio al grande Miles, saliranno sul palco della sala Sinopoli dell’Auditorium di Roma 6 musicisti di jazz tra i più apprezzati al mondo. Jimmy Cobb alla batteria, Wallace Roney alla tromba, Vincent Harring al sax alto, Javon Jackson al sax tenore,  Larry Willis al pianoforte ed infine Buster Williams al contrabbasso, che insieme hanno costituito la So What Band, per rievocare le atmosfere magiche dei 5 brani contenuti in Kind of Blue.

I brani incisi, So What, Freddie Freeloader, Blue in Green, All Blues, Flamenco Sketches furono attribuiti tutti a Davis, Blue in Green e Flamenco Sketches firmati insieme a Bill Evans. Milioni di persone hanno goduto di questo capolavoro, gioendo, piangendo, gemendo, sorridendo o provando tante altre emozioni al suono ipnotizzante di questo disco.

La formazione originale era di tutto rispetto: Julian “Cannonball” Adderly al sax contralto; John Coltrane al sax tenore; Wynton Kelly (solo su Freddie Freeloader) e Bill Evans al piano; Paul Chambers al contrabbasso; il sopracitato Jimmy Cobb alla batteria, e naturalmente Miles alla tromba.

 
wynton kelly                                      bill evans

Dice Jimmy Cobb, l’unico ancora in vita dei 5 musicisti che erano con Miles in quei giorni del ’59, che mentre registravano il disco non avrebbero mai immaginato di lasciare impressa sul vinile una musica che sarebbe stata considerata da molti il capolavoro assoluto del guru della tromba e del suo spettacolare sextet.

Tornando ai giorni nostri, i musicisti che ascolteremo al concerto del 9 novembre, non so se eseguiranno filologicamente tutto il disco, o se nel loro omaggio faranno degli riferimenti più o meno forti, ad ogni modo sapranno sicuramente cogliere in pieno il linguaggio del jazz di quegli anni. La Musica di Miles fa parte del loro bagaglio culturale e questo si avverte ancora di più nel suono altamente davisiano della tromba di Wallace Roney.

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Ma ora la questione si fa più complessa. Aldo Bassi, trombettista jazz, ci porta a conoscere da vicino questo tipo di jazz che trova il suo milestone proprio nell’opera Kind of Blue  >>> VIAGGIO NEL JAZZ MODALE di A.Bassionline dal 10.11.09

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>> Aldo Bassi Tribute to Miles Davis (Concerto all’Alexanderplatz)

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