TRACCE di Antonella Vitale Quintet

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Per concludere la settimana vi lascio traccia di una serata di qualche mese fa alla Casa del Jazz di Roma, dal titolo Jazz Colours, la musica che ti gira intorno, una rassegna di 12 incontri ideata da Alfredo Saitto allo scopo di evidenziare il jazz e le sue tante contaminazioni.

In particolare la serata a cui si riferisce il video seguente è stata dedicata al Jazz e Pop Song, perchè citando lo stesso Saitto “il jazz ed il pop si sposano spesso, si incrociano, si colorano l’un l’altro e, spesso, con risultati fantastici ed inattesi“. E così è stato. Di quella sera ho recuperato un video della performance di Antonella Vitale Quintet, che conferma le sue ottime doti canore e interpretative eseguendo un celebre brano di Burt Bacharach This Guy in Love With You, accompagnata da quattro musicisti di altissimo livello. Il brano è parte di un repertorio di canzoni del compositore americano che Antonella interpreta in chiave jazz.

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ANTONELLA VITALE QUINTET

Antonella Vitale, voce
Aldo Bassi, tromba e flicorno
Domenico Sanna, pianoforte
Francesco Puglisi, basso elettrico
Alessandro Marzi, batteria

>> pagina dell’Evento del 30.11.2009 su Facebook

ALDO BASSI incontra BROWNIE

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Giov. 11.02.2010
JAM SESSION ‘Clifford Brown’

guided by Aldo Bassi
Charity Cafè Jazz Club
Via Panisperna, 68
h. 22:00 Ingresso gratuito con consumazione

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Ven. 12/02 ALDO BASSI QUARTET al Charity

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Aldo Bassi guiderà una jam session dedicata al grandissimo trombettista statunitense Clifford Brown (1930-1956). Una vita breve e una carriera intensa per chi oggi è considerato uno dei padri dell’Hard bop. Aldo Bassi, anche lui trombettista, per l’occasione ha selezionato alcune composizioni di Brownie, che rappresentano pietre miliari per dell’Hard bop suonati tra il ’53 e il ’56 al culmine della sua carriera. Insieme a Bassi ci saranno come ritmica di base Alessandro Bravo al pianoforte e Stefano Nunzi al contrabbasso. E’ piuttosto raro che musicisti contemporanei, ancor di più trombettisti, affrontino un repertorio complesso di se e ancor più temibile per il confronto che verrebbe automatico pensare. Per questo ho chiesto al musicista romano di raccontarci i perché di questa scelta tanto interessante quanto ardita.

ROMALIVE: Come si affronta il repertorio di Cliffrod Brown, un mostro sacro del trombettismo?

ALDO BASSI: Innanzi tutto bisogna cercare di entrare nella sua pronuncia oltre che nel suo linguaggio perchè CB aveva una pronuncia molto nitida e uno staccato molto evidente. Il suo linguaggio era l’Hard bob, uno stile direi alquanto energico e difficile da suonare.

ROMALIVE: Che significa ‘avere uno staccato molto evidente’?

ALDO BASSI: Quando ogni nota è ben distinta e separata e viene pronunciata con la lingua. E’ come se ogni trombettista avesse una pronuncia, così come avviene quando si parla. La sua pronuncia è molto chiara, decisa, incisiva. 

ROMALIVE: Al di la’ delle evidenti difficoltà tecniche, esiste un aspetto culturale che è importante sottolineare. Il cool jazz che nasce a New York a cavallo tra Be bop e Hard bop, influisce sulla cultura di Brown?

ALDO BASSI: Il cool non ha influito molto sul giovane Clifford, nel senso che lui ha vissuto certamente in quel il periodo ma è come se non avesse posto la sua attenzione su quel filone. Il cool viene intrapreso da Miles nel ’49 con il disco birth of the cool con gli arrangiamenti di Gil Evans, album che segna la nascita del Cool Jazz a New York, mentre Clifford in questo periodo era ancora uno studente. Il Cool nei primi anni ’50 si sposta nella west cost e per molti musicisti di quella parte degli USA diventa una ragione di vita. Proprio in questo periodo Clifford Brown continua a suonare Be bop come i suoi predecessori, Roy Heldrige ma soprattutto Dizzy Gillespie e Fats Navarro.

ROMALIVE: New York sente l’esigenza di ritornare al Be bop andando verso il nuovo più contemporaneo linguaggio del Hard bop, come si colloca Brownie in questo contesto?

ALDO BASSI: L’esigenza dei musicisti Newyorkesi deriva dal loro identificarsi di più con questo genere che nel passare degli anni si trasforma in un qualcosa di più completo perchè vengono trattati anche altri ritmi innovativi. Nel Hard bop assistiamo a situazioni che preannunciano il funky – più che altro il r’nb da cui poi deriva il funky che allora dava dei primissimi segni di esistenza. L’ Hard bop prosegue un percorso di questo tipo soprattutto dopo la sua morte avvenuta nel ’56. Quindi è più giusto dire che Brown ha aperto la strada verso nuove esperienze che purtroppo non ha potuto portare avanti. Quello che penso è che all’epoca Clifford Brown non aveva la consapevolezza di suonare Hard bop, come spesso è accaduto anche in altre ere musicali. Lui suonava il suo Be bop che solo in seguito viene ‘etichettato’ come Hard bop e di conseguenza Brownie viene riconosciuto come uno dei padri insieme a Sonny Rollins per il sassofono, all’epoca diciannovenne, Max Roch per la batteria o Horace Silver per il pianoforte.

ROMALIVE: Tu sei un trombettista di matrice post-hard-bop, anche se nel tuo stile risuonano echi di cool e bebop, e le struttture si basano su un misto di tonale e modale, dunque in che modo ti senti di voler interpretare Clifford Brown, e perchè lo hai scelto per questa Jam proprio ora che il tuo nuovo disco è stato pubblicato?

ALDO BASSI: Cerco di calarmi nel suo linguaggio come dicevo al principio e di trattare la sua  musica nel modo più puro, provando a togliere quegli elementi che altrimenti sarebbero anacronistici e che fanno parte del mio linguaggio attuale. L’ho scelto per vari motivi, in primo luogo perché mi piace molto, inoltre credo che sia stato il più brillante dei trombettisti di jazz di tutti i tempi e poi perché è fondamentale avere sempre un orecchio al passato del jazz anche per aprire nuove strade.

ROMALIVE: Muore giovanissimo dopo solo quattro anni di carriera. Come sarebbe diventato in seguito Clifford Brown?

ALDO BASSI: Penso che sarebbe rimasto fedele all’Hard bop perchè quello era il suo modo di esprimersi e vi sarebbe rimasto radicato come Dizzy nel bebop e Chet nel cool fino all’ultimo giorno.

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>>> ABOUT BROWNIE 

>>> Pagina FB di Aldo Bassi  

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Clifford Brown A night in Tunisia

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BASSVOICE PROJECT

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8 e 9/02/2010
BASSVOICE PROJECT
  
Presentazione dell’album
Alexanderplatz
Via Ostia 9
h.22:00 Ingresso Gratuito

Pippo Matino, basso
Silvia Barba, voce

Special guests
Francesco Bearzatti, sax
Jorge Bezerra, percussioni
Claudio Romano, batteria 
Peter de Girolamo, tastiere
Paolo Recchia, sax
Roberto Skiano, trombone

La manifestazione è sostenuta dall’Assessorato alle Politiche culturali del Comune di Roma.

L’Alexanderplatz ospita la presentazione del nuovo lavoro di un duo, basso e voce, di grande intensità artistica ed emotiva. Il progetto nato circa due anni fa dall’incontro di Pippo Matino, bassista dalla personalità spiccata che in musica trova il massimo dell’espressività e Silvia Barba, il cui nick Silviavoice già la dice lunga, ha sollecitato un dialogo fittissimo, un interplay serrato culminato in un vero e proprio racconto di vita in duo.

Silvia Barba, giovane talento romano, ha un timbro vocale di una bellezza disarmante, una di quelle voci rare e perfette come una goccia d’acqua. Pippo Matino gioca in questo lavoro la carta della grande esperienza e della riconosciuta fama internazionale, non deludendo mai quanti di noi si aspettano da lui il massimo. Una giovane donna accanto a un ‘navigato’ musicista. L’ingenuità e la vecchia volpe, che di queste due peculiarità riescono a mostrare il lato migliore. 

L’album e il progetto inseguono l’idea della vocalità nuda in contrasto e contemporaneamente in sintonia con il groove, in un contesto di contaminazione sonora di provenienza mediterranea. Dalle parole dei protagonisti ‘E’ l’incontro di due opposti – la profondità e la semplicità – che ritrovano l’uno nell’altro una forma di compensazione’. Un omaggio al pop ma anche al jazz moderno, di tradizione melodica e, a sorpresa, accoppiamenti insoliti. Il risultato è emozionante per noi che ascoltiamo e visibilmente per chi suona.

Il disco BASSVOICE PROJECT verrà presentato all’Alexanderplatz con alcuni special guests, strumenti che si sono aggiunti di volta in volta al progetto ‘duo’ che si dimostra anche in questo trasversalmente a favore della musica e basta senza etichette. Quella che un musicista sente dentro. Francesco Bearzatti ai sax e Jorge Bezerra jr, per chi non lo conoscesse ancora, il percussionista di Joe Zawinul & Zawinul Syndicate. Inoltre accompagneranno Sivia e Pippo il batterista Claudio Romano, Peter de Girolamo alle tastiere, l’emergente astro del Jazz italiano Paolo Recchia al sax, Roberto Skiano al trombone.

…Una domanda a Silvia Barba…

ROMALIVE: Riferendoti al progetto parli di ‘un processo in continua evoluzione, profondità e semplicità. Puoi spiegami questi due contrasti, a cosa associ la profondità e a cosa invece associ la semplicità?

SILVIA: Processo in continua evoluzione per dare l’idea della Progettualità. Non è un genere definito, ma ogni musicista che interviene apporta il suo punto di vista sulla cosa. E’ l’essenza della contaminazione, non solo fra generi, ma anche fra idee. La profondità è Pippo con la sua esperienza poliedrica. La semplicità è la mia voce che nuda e cruda, “sporca” a volte, non mira a virtuosismi nè a particolari effetti. E’ semplicità che non vuol dire superficialità ovviamente, il mio modo di pensare “solo” alle parole che canto, dalla prima all’ultima.

Il contrasto c’è perchè ogni tanto con Pippo ci passiamo la palla. In qualche pezzo emerge forse la vocalità in altri il suo modo completo di concepire il basso.

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JAZZ SENSITIVE – mostra fotografica

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28/01/2010-28/02/2010
JAZZ SENSITIVE

mostra fotografica di Roberto Panucci  >> Biografia
28 DiVino Jazz – associazione culturale
Via Mirandola, 21    >>> Evento su Facebook
h. 19:00 Ingresso Gratuito
h. 22:00 musica Jazz live, con ospiti a sorpresa!

Le foto potranno essere acquistate dopo la mostra.

Il fotografo Roberto Panucci presenterà parte del suo lavoro al 28DiVino Jazz, dal 28 Gennaio al 28 Febbraio in una mostra personale dedicata ai suoi scatti più significativi. Il fotografo romano è diventato una presenza insostitubile sotto i palchi piccoli e grandi, del jazz soprattutto, ma anche di altri generi musicali. Attraverso le sue foto è capace di fermare l’attimo e, come più volte è stato detto di lui, di ‘farti sentire la musica’.

Un ringraziamento particolare va a Natasha e Marc del 28DiVino per organizzare iniziative sempre speciali e interessanti e per la loro capacità di rappresentare oggi a Roma il vero luogo di incontro del Jazz e dei suoi protagonisti. Un posto dove passare sempre e comunque con la certezza che un amico ce lo troverai.  

…qualche domanda a Roberto Panucci…

ROMALIVE: Roberto, è passato un anno o poco più dall’inizio di questa ‘avventura’ senza fine sotto i palchi del jazz e oggi il tuo nome, ma soprattutto le tue foto, spiccano nei book di ogni jazzista che si rispetti. Ora anche una mostra importante intorno alla quale si sta creando un grande movimento di persone, soprattutto i musicisti che verranno a dimostrarti la loro stima con la loro presenza.

Fotografo sì, ma anche un po’ psicologo, perchè capace di cogliere lo stato d’animo. Quale pensi che sia il ruolo di un fotografo di musica live?

R.P.: Molte volte mi sento di essere più amico e confidente che “ladro” di immagini. Ci sono momenti dove capisco che mi devo fermare e non scattare, dove il musicista, l’artista merita rispetto e umanità…e loro se ne accorgono e apprezzano molto questo mio atteggiamento.

ROMALIVE: Da questa mostra in poi cosa pensi che succederà?

R.P.: Sono molto felice e stupito di tutto ciò che mi stà accadendo in questo fantastico, momento. Sarò il fotografo ufficiale della Tosky records. Poi ho nel cassetto un libro sul jazz, un bel libro di qualità, ma non posso dire di più. Molti jazz festival chiedono la mia collaborazione. In tutto ciò, io pero’ cerco di rimanere con i piedi per terra..

ROMALIVE: … la tua umiltà è un esempio! Puoi dare un consiglio a chi comincia a scattare da sotto-palco?

R.P.: Sicuramente il mio consiglio è di non buttarsi giù alle prime delusioni sia tecniche, perchè fotografare i live non è molto semplice,  sia umane, tantissime perchè in certi casi ci si trova davanti a un muro. Bisogna essere tenaci e prima o poi i sogni si avverano.

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JAM SESSION AL Caffè Latino

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Mart. 22/12/2009 JAZZ
JAM SESSION
Jazz Colours Christmas Party 2009

Caffè latino
Via di monte Testaccio 96, Roma

h.  22.00

A conclusione del ciclo dei 12 incontri di “Jazz Colours – La musica che ti gira intorno” alla Casa del Jazz organizzata dal giornalista, scrittore e musicologo Alfredo Saitto, saranno riuniti in una sola sera, caso più unico che raro, tutti i musicisti che hanno partecipato agli incontri. Sono inoltre invitati tutti i musicisti romani che vorranno partecipare, i DJs più autorevoli e profondi conoscitori della musica per il più incredibile Christmas Party a base di Jam Session, allegria, DJ Set e brindisi natalizio.

Come dice Alfredo sarà ‘Una serata indimenticabile ad alto, e Lussuoso tasso di creatività sonora, nel nome del vero amore per la buona musica e della voglia di partecipare ad una serata unica’

Insomma assolutamente da non perdere perchè sarà l’occasione per incontrare finalmente tutti insieme, i musicisti del jazz, il pubblico che lo segue e tanti, come  Romalive, che di jazz ne scrivono e ne parlano.

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Programma

JAM SESSION
Master of Ceremony Mr. Alfredo Posillipo

Musicisti in ordine alfabetico:

Fabio Accardi (batteria) – Federica Baioni (voce) – “Silviavoice” Barba (voce) – Daniele Basirico (basso elettrico) – Aldo Bassi (tromba e flicorno) – Giuseppe Bassi (contrabbasso) – Riccardo Biseo (pianoforte) – Pierpaolo Bisogno (marimba e percussioni) – Alfredo Bochicchio (chitarra) – Luca Bulgarelli (basso elettrico, contrabbasso & electronics) – Massimo Calabrese (basso elettrico e voce) – Steve Cantarano (contrabbasso) – Giosi Cincotti (pianoforte e tastiere) – Claudio Colasazza (pianoforte) – Eric Daniel (sax e flauto) – Marina De Santis (voce) – Maria Pia De Vito (voce & electronics) – Dario Esposito (batteria) – Riccardo Fassi (pianoforte) – Jacopo Ferrazza (basso elettrico e contrabbasso) – Alessandro Gwis (pianoforte & electronics) – Mats Helberg /chitarra) – Giovanni Imparato (percussioni) – Paolo Innarella (strumenti a fiato) – Pino Jodice (pianoforte) – Emilio Marinelli (pianoforte) – Alessandro Marzi (batteria) – Pippo Matino (basso elettrico) – Stefano Micarelli (chitarra) – Eddy Palermo (chitarra) – Maurizio Perrone (contrabbasso) – Désirée Petrocchi (voce) – Davide Pistoni (pianoforte, tastiere e voce) – Francesco Puglisi (basso elettrico e contrabbasso) – Michele Rabbia (batteria, percussioni & electronics) – Simona Rizzi (voce) – Domenico Sanna (pianoforte) – Rinaldo Santiago (batteria) – Carlos Sarmiento (pianoforte) – Emanuele Smimmo (batteria) – Giuliana Soscia (fisarmonica) – Susanna Stivali (voce) – Marcello Surace (batteria) – Fulvio Tomaino (voce) – Fabiola Torresi (voce) – Marco Valeri (batteria) – Giuliano Valori (pianoforte) – Franco Ventura (chitarre e voce) – Aldo Vigorito (contrabbasso) – Antonella Vitale (voce) – Derek Wilson (batteria) – Ezio Zaccagnini (batteria e percussioni) – Aidan Zammit (pianoforte e voce) – Jan Carlos Albelo Zamora (violino e armonica a bocca) – Rocco Zifarelli (chitarre ed electric oud)

Luxury DJ set h. 24.00 circa
Master of Ceremony: Mr. Foxy John

With (in alphabetical order):

Gino Woody Bianchi (jazz funk) – Claudio Casalini (swing jazz) – Filippo Clary (jazz lounge) – Stefano De Nicola (soul jazz) – Giancarlino (acid jazz) – Paolo Micioni (jazz rock) – Gianni Sponti (latin jazz) – Mario Tagliaferri (italian jazz pop) – Andrea Torre (international jazz pop)

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INFORMAZIONI

Per info e prenotazione tavoli:

Vittorio 333-4607256 o 392-7949781

Valentina 339-5319442

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ROBERTO PANUCCI Fotografo Jazz di Roma

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Sab. 5/12/2009 MOSTRA FOTOGRAFICA
ROBERTO PANUCCI  Fotografo Jazz
Kinà Art Cafè
C.so Trieste 49/a  (MARINO) >> more Locali di Roma
Tel 0693667719 – 0693661096
h.19:00

Ho conosciuto Roberto all’inizio della primavera scorsa, durante un concerto al 28diVino, vicino piazza Ragusa. Quella sera suonava Luca Nostro, pregiato chitarrista romano con il suo >> Organ Trio. Roberto era lì per fotografare il palco e con lui, come è mia consuetudine fare alla fine di ogni concerto con chi fa le foto, scambiai i biglietti da visita. L’indomani ricevo da Roberto in mail alcune di quelle foto e per me è stato un vero ‘colpo di fulmine’ artistico e una rivelazione di talento.

Tecnicamente, eccellente. Mi è difficile pero’ dare una definizione al suo modo di fotografare, sembra quasi che il suo occhio riesca a centrare sempre il momento in cui, quella piccolissima piega del viso o goccia di sudore impervista, particolari apparentemente insignificanti, riescono invece a trasmettere l’intero stato d’animo dell’artista e per assurdo a far ‘sentire’ la musica, fissata dall’obiettivo di Robero Panucci.

Roberto spesso ringrazia tutti, compresa la redazione di Romalive, per avergli dato spazio e fiducia, basti fare un giro sul suo sito ufficiale per leggere le decine di pensieri a lui rivolti dai musicisti, dalla stampa, dai noi blogger. Ma la verità è che questo Artista associa al grande talento che la vita gli da’ una professionalità e serietà nel lavoro che pochi hanno. La sua  è la passione ed è contagiosa.

<<Mesi fa, quando tutto è iniziato non riuscivo a credere a quello che stava accadendo. Artisti che per me rappresentavano dei miti, degli idoli del jazz contemporaneo distavano meno di un metro da me ed io stavo lì a fotografarli, scoprendone i pregi, i difetti, catturando le loro emozioni e la loro musica in fotografie, le mie fotografie: un’emozione indescrivibile!!!

Poterli vivere e scoprire, essere partecipi di un evento e viverlo da dentro mi faceva emozionare come non mai!! 

Non potrò mai dimenticare l’esperienza vissuta durante il sound check di Maria Pia de Vito, io accanto a lei appoggiato al piano e lei a suonare – per me – le mie sue canzoni preferite, oppure gli abbracci di Fabrizio Bosso dopo qualche tempo che non ci eravamo più visti.

L’educazione e la timidezza di Javier Girotto, il suo suono incredibile, il suo respiro, che ad un metro da lui sentivo entrare dentro me come una sofferenza, come un dolore, durante l’esecuzione di un brano dedicato ai desaparecidos!! L’umanità di Marco Siniscalco alle tre di notte davanti ad una birra, sotto le stelle di Villa Celimontana o l’umiltà di Franco Cerri che ad 84 anni ancora si emoziona come al primo concerto !!!

E ogni sera è una sfida! Una gara tra me e loro! Cercare di avvicinarsi entrando in sintonia oppure allontanarsi nel rispetto della loro timidezza o riservatezza! E quando riesci a trasmettere l’emozione, la loro emozione e la mia di spettatore privilegiato, tutto sembra, come il tempo in un attimo congelato dal clic! O come la goccia di sudore che scivola sulle ciglia di qualcuno che guardandomi negli occhi mi regala un sogno. Il suo sogno e la sua musica!

Spero davvero che le mie foto trasmettano tutti i miei mille sogni e le mille emozioni che ogni sera accanto a loro provo ascoltando la musica dei miei artisti preferiti! E se certe volte, guardando le mie foto lo spettatore si fermerà un attimo rapito da quel suono e da quel sospiro allora vorrà dire che le mie lacrime di gioia che talvolta scorrono sono arrivate fino a lui!! In quel sottile filo che unisce l’artista, il fotografo e lo spettatore, come quel qualcosa di magico che ci fa sentire parte unica di un sogno.>>

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>>> BIOGRAFIA su Romalive.biz

>>> WEB UFFICIALE

>>> FACEBOOK  Evento Mostra Fotografica

>>> FOTO DI ROBERTO su Flickr.com

BIOGRAFIA: Roberto Panucci

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joy garrison 

Nato a Roma il 10 Ottobre 1965. A 13 anni apprende grazie al suo insegnante di Tecnica a stampare in bianco e nero in camera oscura. Innamoratosi della fotografia decide di approfondire la tecnica presso l’IPSIA Panfilo Castaldi di Roma, specializzandosi in Fotoriproduzione e ottendendo poi un diploma in Arti Grafiche.

Inizia da subito a lavorare nel campo pubblicitario ma continua  a coltivare la passione per la fotografia che cresce di pari passo con la passione per la musica Live, scoperta sin da giovanissimo e che comincia a coltivare frequentando pub e sale concerti dove ascolta e rock, la fusion, ed in particolar modo il JAZZ.

(nella foto: enrico rava)

Nel marzo 2009 al concerto dei Segnali Project, dove Roberto stava fotografando, avviene un incontro con Michele e Cinzia Villari che segnerà un grande cambiamento nella sua vita.

Rimasti entrambi affascinati e colpiti dalle foto lo invitano a fotografare alla manifestazione Percorsi in Jazz all’Auditorium di Santa Cecilia, dove Michele Villari si esibisce insieme ad altri grandi del Jazz come Javier Girotto, Roberto Gatto, Stefano Pagni, Andrea Polinelli, direttore d’orchestra e docente presso la Fonderia Delle Art,  ed altri ancora.

Da allora alle successive esperienze con Cinzia e Michele Villari e altre compagnie teatrali,  Roberto inizia a scattare nelle grandi manifestazioni musicali come Villa Celimontana Jazz Festival, Summertime alla Casa del Jazz e inizia, come lui stesso ama dire “un percorso vorticoso che lo ha catapultato in una fantastica avventura”. Molti grandi artisti del jazz lo apprezzano per le sue foto ma anche per le qualità umane, per quel suo modo di essere ‘accogliente’  e quella sua abilità nel raccontare la musica attraverso delle immagini tanto vive e significative. Questo gli consente spesso di avere libero accesso con la macchina fotografica anche nei back stage per i cogliere momenti non musicali.

Vi consiglio di visitare il suo sito per scoprire tutte le cose bellissime che i dicono di lui. 

 >> WEB

>> MOSTRE IN CORSO (28.01-28.02.2010)

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solo alcune delle Collaborazioni di Roberto Panucci:

Villa Celimontana Jazz (fotografo ufficiale), Alexanderplatz (fotografo ufficiale) Ciampino Jazz (fotografo ufficiale) Ponte Milvio ‘Musica senza Confini’ (fotografo ufficiale) 28diVino jazz (fotografo ufficiale) Conservatorio di Santa Cecilia ‘Percorsi in Jazz’ ‘Festa Europea della Musica al Campidoglio, Estate al parco Meda Tiburtino, Teatro Arciliuto Jazz, Teatro del Sogno Jazz, Nutrimenti Jazz, Terni Summertime, s. Louis College of Music, Casa del Jazz, The Romans a Castel S. Angelo, Charity JAzz& Blues, Circolo degli Artisti, Geronimo’s, Room26, Stazione Birra, The Place, etc…

ANTONELLA VITALE – BIO & DISCOGRAPHY

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Antonella Vitale, Italian Jazz Vocalist

SHORT BIO Ha iniziato i suoi studi musicali nel 1990 presso la Scuola Popolare di Musica Testaccio di Roma, dove ha frequentato corsi di canto con Giuppi Paone e pianoforte con il Maestro Andrea Beneventano e i laboratori di improvvisazione jazz tenuti da Nicola Stilo e Roberto Ottini, entrando a far parte della big band di Danilo Terenzi come cantante solista.

Ha cantato in varie formazioni di Trio e Quartetto con Andrea Beneventano, Nicola Angelucci, Pietro Ciancaglini, Lorenzo Tucci, Francesco Puglisi, Nicola Stilo, Stefano Sabatini, Alessandro Marzi, Eddy Palermo, Nicola Puglielli, Aldo Bassi, Marco Valeri, Marco Loddo, Claudio Colasazza, Gianni Savelli, Mauro Verrone, Mauro Battisti, Carlo Battisti, Stefano Cantarano, Gianluca Renzi, Stefano Nunzi, Cinzia Gizzi, Andrea Avena, Massimo D’Agostino, Paolo Tombolesi, Paolo Recchia, Gerardo Di Lella Big Band, Enzo Scoppa, Fabrizio Bosso, Luca Bulgarelli, Antonello Vannucchi, Marcello Di Leonardo, Massimiliano Coclite, Mauro De Federicis, Luca Bulgarelli, Riccardo Biseo, Gerry Popolo, Claudio Colasazza, Fabrizio Mandolini.

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DISCOGRAFIA

ULTIMO CD:

2010. L’elegante voce di Antonella Vitale, matura ed equilibrata, offre un’incredibile performance attraverso brani di musica italiana, scelti in maniera pressoché casuale “Random”, appunto nel nostro ”passato prossimo” musicale. Con lei, un gruppo di musicisti dal “grande suono”, in grado di seguirla su percorsi impegnativi di un pop elevato ad un grado di raffinatezza inusuale. Una registrazione effettuata con un approccio ricercato e diretto, dove gli strumenti sono stati “ripresi” e non “ricreati” per conservarne il carattere e la dinamica, il respiro e l’emozione, pur mantenendo la precisione ed il controllo della performance in studio. Un disco da ascoltare tutto di un fiato per apprezzare al meglio le doti di impianti estremamente raffinati, pronto a diventare il prossimo riferimento negli ascolti più audiophile.

Nel giugno 2008 viene pubblicato  “Raindrops” il nuovo e terzo CD prodotto da Velut  Luna e distribuito Egea,  una originale rilettura in chiave jazz dei più grandi successi di  B. Bacharach,  oltre a tre composizioni originali  da lei scritte. Collaborano con Lei, Andrea Beneventano, Francesco Puglisi, Alessando Marzi, Jerry Popolo, Aldo Bassi, Enrico Bracco.

Nel giugno del 2006 è ospite come vocalist del Cd di Massimiliano Coclite “Live alla Palma”, insieme a Vittorio Matteucci, Fabrizio Bosso, Luca Bulgarelli, Marcello di Leonardo, Fabrizio Mandolini, Bruno Marcozzi, Mauro de  Federicis.

Nel novembre 2003 viene pubblicato il suo secondo Album come cantante solista dal titolo “The Island” (AudioRecords); collaborano con lei Andrea Memeo, Francesco Puglisi, Alessandro Marzi.

Nell’aprile del 2003 viene pubblicato il suo primo Album come cantante solista dal titolo “The Look Of Love” (Alfamusic); collaborano con lei Andrea Beneventano, Francesco Puglisi, Lorenzo Tucci ed Aldo Bassi.

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booking and contacts:  cristiana.piraino@gmail.com