NATALI DI ROMA 2010 – MA I ROMANI DOVE SONO?

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Inserito originariamente da cristiana.piraino

Oggi 21 aprile Roma compie 2763 anni, ricordando i Natali di Roma, che risalgono alla fondazione avvenuta nel 753 a.C., come leggenda vuole. Il Comune ha organizzato numerosi appuntamenti all’aperto e non per celebrare la ricorrenza. Durante la giornata infatti il programma è veramente ricco di eventi, dalle rievocazioni storiche ai seminari di approfondimento. E poi ancora visite guidate ai principali monumenti e i musei civici che rimarranno aperti anche di sera. La ormai immancabile e giusta deposizione della corona d’alloro al Milite Ignoto e poi tanta poesia e canzoni romanesche che risuoneranno tra vicoli e palazzi.

Una Roma tutta da vivere e, per contro, una città che non si ferma lavorativamente. Dunque per chi sono fatte queste iniziative? I Romani, non ne potranno godere a pieno se non richiedendo al datore di lavoro un giorno di ferie. Certo i turisti che, magari ignari della ricorrenza, si trovassero nel bel mezzo del festeggiamento, tra centurioni e squilli di trombe, non dimenticheranno mai la loro Vacanza Romana. Ma questa giornata dovrebbe diventare non-lavorativa per i Romani, in modo che possano godere pienamente della loro città nel giorno del suo ‘compleanno’ e ritrovare così quel sentimento di attaccamento alle proprie radici, che oggi più che mai si sta perdendo.

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>> TUTTI GLI EVENTI DEI NATALI DI ROMA

>>> INFO 060608

NUOVO LAYOUT per Romalive.biz

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Era un po’ che ci pensavo, ma non mi decidevo, perchè fare un cambiamento non è sempre facile e ci vuole coraggio. E’ stato un po’ come tagliare i capelli. Da lunghissimi a cortissimi, direi. In questo caso dal Nero più profondo al Bianco più candido. Non so perchè l’ho fatto, probabilmente ne avevo bisogno. Un grande bisogno  di apportare modifiche che di tanto in tanto bussa alla porta della propria vita. Intanto inizio dal Blog, che poverino ormai con il vecchio design, il ChaoticSoul, era diventato troppo statico

Il nuovo layout, PressRow disegnato da Chris Pearson, offre prima di ogni cosa un fondo bianco per una lettura più ‘comoda’, il precedente invece con la sua black board la rendeva più complicata, cosa che molti lettori spesso negli anni mi hanno criticato. Inoltre ora lo spazio non ha confini prestabiliti o tracciati, ma le singole sezioni si affiancano l’una all’altra conferendo al Blog grande ariosità e senso di libertà. Ora più che mai le parole correranno libere sul nuovo formato di Romalive.biz .

Anche la foto nell’Header è cambiata . Il microfono in attesa di un artista che per oltre un anno è stata l’immagine del blog, viene sostituito dalla tromba di Aldo Bassi, in uno scatto della fotografa Silvia Lisotti al Charity Jazz Club nel 2008 >> www.silvialisotti.com Questa scelta sta a rappresentare non solo l’immagine dell’artista sul palco, ma nello specifico un musicista di Jazz e uno degli strumenti che più lo rappresentano, proprio a voler sottolineare la grande vicinanza di Romalive.biz con il Jazz della capitale.

Per tutto il resto è sempre lo stesso Blog che tenta di rendere uno spaccato della vita della città di Roma sulla musica che anima i tanti siti, per tanto continuate a leggere queste pagine come ormai fate da un po’. E grazie per questo!

LEONARDO CORRADI, un talento innato

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Un talento innato, l’appartenenza alla musica sin dalla primissima infanzia e un notevole bagaglio di conoscenze musicali. Queste sono le principali doti di Leonardo Corradi, che gli addetti ai lavori già conoscono. Sono sicura che tra quache tempo basterà dire Leo, per indicare uno degli hammondisti più interessanti della scena musicale. 

Nato in Liguria nel 1992, a soli 18 anni appena compiuti, rappresenta oggi una delle più significative novità del jazz italiano. Batterista a soli due anni, passa subito dopo al piano vincendo a otto un concorso per giovani musicisti. La svolta decisiva, quella che gli sta regalando una carriera importante, avviene a 12 anni, quando suo padre lo accompagna a sentire un concerto di Jimmy Smith. In quel momento, colto da una forte ispirazione, decide di passare all’hammond. Di recente Leonardo ha vinto una serie di premi, tra i quali primo posto al Jimmy Woode Award  e premio per il miglior talento a Tuscia in Jazz Festival, dove viene giudicato da una commissione composta da grandissimi signori del jazz quali Tony Monaco, Dado Moroni, Bobby Watson, Ray Mantilla, Flavio Boltro, Shawnn Monteiro, Karl Potter, Giorgio Rosciglione, ed Italo Leali, solo per citarne alcuni.

Oggi Leonardo, grazie anche agli organizzatori di Tuscia in Jazz e alla omonima etichetta, ha pubblicato il suo primo disco. Mauro Dolci, che ne cura la direzione, insieme a Italo Leali, patron di Tuscia in Jazz, gli hanno affiancato per questa produzione artisti come Abraham Burton, Tony Monaco, Eddy Palermo, Gege Munari, Massimo Davola e Fabio Rotondo dando vita a un disco strabiliante, pieno di forza e suonato con la determinazione che distingue un grande musicista.

Ma non dimentichiamo che Leo è un ragazzo che va ancora a scuola, anche se poi la sera, riposti i libri di storia, sale sul palco insieme ai grandi del Jazz italiano ed internazionale per dilettare intere platee con la sua maniera di suonare. Italo Leali dice di lui: “Leonardo è senza ombra di dubbio il miglior talento che mi sia capitato di incontrare durante il mio percorso. Hammondista energico, pieno di estro e dotato di un walk in bass straordinario, riesce a coinvolgere il pubblico ai concerti come pochi artisti sanno fare. Ha una velocità di apprendimento straordinaria ed un gusto musicale unico. Di lui ne sentiremo parlare tanto e non solo in Italia”.

Nei prossimi giorni ascolteremo Leonardo Corradi durante il Ronciglione Jazz Sprin Festival suonare con vari artisti, tra i quali Flavio Boltro, Aldo Bassi e persino Rick Margitza. (>> Post programma). Tra una prova e un concerto l’ho raggiunto per una piccola e rapidissima intervista.

ROMALIVE: Cosa significa suonare con grandissimi ed avere 18 anni? come la vivi? LEO: È una cosa bellissima perchè oltre al piacere di suonare con grandissimi musicisti, riesco a prendere molti nuovi spunti sul modo di accompagnare, il modo di improvvisare e questo mi fà crescere molto rapidamente. Ora ho finalmente 18 anni e fra pochi giorni ho l’esame per la patente quindi sarà una vera pacchia andare in giro con la propria macchina e con un organo nel portabagagli!!!!!

ROMALIVE: Che musica ascolti prevalentemente, a parte il jazz? LEO: in realtà ascolto un pò di tutto perchè a me piace tutta la musica in generale anche se preferisco prima di tutti il blues il blues poi la samba il rock il punk, r&b e ovviamente il jazz.

ROMALIVE: Quale musicista del passato ti ha influenzato maggiormente? e chi dei contemporanei? LEO: Sicuramente il musicista che mi ha fatto partire con il mio Hammond è stato Jimmy Smith che 5 anni fà venne a suonare nella mia città. Ora mi sono allargato molto nell’ascoltare musica e specialmente nel prendere “spunti”. Quindi non per forza i miei mentori devono essere organisti. Certo tra loro ci sono Tony Monaco, Joey DeFrancesco, Rhoda Scott, ma sono più preso nell’ascolto di pianisti come Chick Korea, Oscar Peterson ed al primo posto la giovane pianista giapponese Hiromi Uehara.

ROMALIVE: Notevole, questa giovane pianista, concordo pienamente. Certo che per arrivare in alto l’impegno in termini di studio è enorme. Come riesci a conciliare la vita del Jazzista con la scuola? LEO: A Febbraio ho compiuto 18 anni e sono al quarto anno scuola superiore. E’ abbastanza difficile riuscire effettivamente far combaciare la vita scolastica con quella musicale, ma fin ke dura!!!!!=)

ROMALIVE: Fino ad oggi hai fatto un percorso molto mirato, fatto di studio, con le persone giuste e di suonare con musicisti che ti hanno sicuramente ‘dato’ molto in termini di esperienza. Cosa vedi nel tuo futuro? o meglio cosa vorresti diventare? LEO: Io prima di tutto nella musica cerco di metterci tutto il cuore e l’anima di cui dispongo, spero proprio che questo diventi il mio lavoro a tempo pieno, con progetti sempre migliori anche più strani. Beh alla domanda “cosa vorresti diventare” è molto facile rispondere: il MUSICISTA!!!

FRANCESCO FORNI “Solo”

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Photo by Simone Cecchetti

Merc. 24/03/2010
FRANCESCO FORNI “Solo”
dal vivo chitarra e voce
Riunione di condominio
Via dei Luceri 13 (San Lorenzo)
h. 22:30 Ingresso gratuito

Francesco Forni è un artista incredibile. La sua capacità di comunicare attraverso la musica rivela una grande dedizione e una forte preparazione musicale alla base della sua arte. E’ un vero musicista, come sinonimo di colui che conosce la musica. Non me ne vogliano altri, ma oggi in questa esplosione continua di ‘talenti’ spinti a venir fuori da un sistema che ne produce a iosa, non sempre però il talento è sostenuto dal sapere. Francesco Forni, cantautore e compositore, è invece un bel pozzo di scienza musicale in primo luogo, ma è anche una persona colta e intellettualmente raffinata, con il quale parlare significa compiere un’esperienza costruttiva.

In questo ultimo periodo Francesco alterna il suo lavoro in teatro, come compositore di musiche originali, con la scrittura di brani che presto diventeranno il nuovo album, atteso da un pubblico che ha già potuto apprezzare Tempi Meravigliosi, primo album d’esordio dallo stile omogeneo ma ricco di momenti di musica diversa, dal blues al folk alla canzone popolare e dove, di tanto in tanto, spiccano rispettosi omaggi al jazz.

Mercoledì 24 marzo al Riunione di Condominio, nuovo locale di San Lorenzo che si propone tra i siti di musica dal vivo romani con un concetto assolutamente innovativo, di cui vi parlerò in seguito, vedremo Francesco Forni esibirsi in Solo, accompagnato nell’apertura dalla voce di Ilaria Graziano e dal basso di Emanuele Brignola.

Con la chitarra e voce, sarà un percorso fra i Tempi Meravigliosi, tributi a grandi interpreti e a sopresa qualche brano inedito, tanto per assaporare il nuovo album, la cui uscita è prevista per la prossima estate.

 

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>>> post ‘francesco forni il blues d’autore’ 

LEGGERE LA CANZONE: Masters of War

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Ci sono brani nella storia della musica la cui importanza è fondamentale per comprendere i valori più profondi ai quali l’umanità deve assolutamente attenersi per sopravvivere. Dichiarazioni per una Vita che potrebbe essere migliore se a questi brani fosse data una legittimità. Se nelle scuole venissero insegnati o se diventassero le leggi per una comunità. 

Masters of  War scritto nel 1963 da Bob Dylan è proprio uno di questi brani. Un testo forte, diretto e senza mezzi termini, a volte ‘violento’ nell’uso delle parole contro i signori della guerra, quelli che si arricchiscono vendendo armi e promuovendo nuovi conflitti per il proprio tornaconto. Vili, che si nascondono dietro una scrivania mentre nel mondo le loro bombe uccidono. Come Giuda, traditori dell’umanità. Non degni del sangue che gli scorre nelle vene. Il monito di Dylan risuona pieno di rabbia quando scrive ‘tutti i soldi che farete, non vi serviranno a riavere la vostra anima’ o quando ancora dice ‘voi che non costruite mai nulla, ma siete solo capaci di distruggere’ .

Questo brano tutt’ora viene considerato da molti un inno al pacifismo, essendo datato in un momento in cui la guerra del Vietnam mostrava tutti gli errori e gli orrori del conflitto bellico. Sebbene la lettura che va data al testo della canzone in realtà è diversa e a dirlo è lo stesso Bob Dylan in un’intervista del 2001 rilasciata a USATODAY: “Purtroppo, le persone sono state portate sulla strada sbagliata da pseudo-intellettuali che non hanno mai veramente colto lo spirito culturale che si respirava nel momento in cui scrivevo determinate canzoni. Masters of War, per esempio, viene definita una canzone pacifista contro la guerra. Non è una canzone contro la guerra, ma contro ciò che Eisenhower chiamava il complesso militare industriale, in un momento in cui il suo mandato di Presidente era quasi concluso. Questo ‘spirito’ era nell’aria e io l’ho colto“. 

Per ascoltare questo brano ho scelto la versione live dei Pearl Jam, che offrendo un’ interpretazione magnifica, dimostrano di percepire pienamente lo spirito con il quale Dylan otre ’40 anni fa scrisse queste parole e musica. Il brano non ha tempo e non sarà mai superato fino a che ci saranno i Signori della Guerra.

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MASTERS OF WAR Bob Dylan 1963

dall’Album “The Freewheelin’ Bob Dylan”

Come you masters of war
You that build all the guns
You that build the death planes
You that build the big bombs
You that hide behind walls
You that hide behind desks
I just want you to know
I can see through your masks

You that never done nothin’
But build to destroy
You play with my world
Like it’s your little toy
You put a gun in my hand
And you hide from my eyes
And you turn and run farther
When the fast bullets fly

Like Judas of old
You lie and deceive
A world war can be won
You want me to believe
But I see through your eyes
And I see through your brain
Like I see through the water
That runs down my drain

You fasten the triggers
For the others to fire
Then you set back and watch
When the death count gets higher
You hide in your mansion
As young people’s blood
Flows out of their bodies
And is buried in the mud

You’ve thrown the worst fear
That can ever be hurled
Fear to bring children
Into the world
For threatening my baby
Unborn and unnamed
You ain’t worth the blood
That runs in your veins

How much do I know
To talk out of turn
You might say that I’m young
You might say I’m unlearned
But there’s one thing I know
Though I’m younger than you
Even Jesus would never
Forgive what you do

Let me ask you one question
Is your money that good
Will it buy you forgiveness
Do you think that it could
I think you will find
When your death takes its toll
All the money you made
Will never buy back your soul

And I hope that you die
And your death’ll come soon
I will follow your casket
In the pale afternoon
And I’ll watch while you’re lowered
Down to your deathbed
And I’ll stand o’er your grave
‘Til I’m sure that you’re dead

ISPIRAZIONE

>> Lezioni di Rock Lezioni di Pace

FONTI

>> USATODAY

>> Originale Masters Of War di Bob Dylan

INFO

TRACK LIST

Blowin’ in the Wind
Girl from the North Country
Masters of War
Down the Highway
Bob Dylan’s Blues
A Hard Rain’s a-Gonna Fall
Don’t Think Twice, It’s All Right
Bob Dylan’s Dream
Oxford Town
Talkin’ World War III Blues
Corrina, Corrina
Honey, Just Allow Me One More Chance
I Shall Be Free

DANILO REA ricorda Fabrizio De Andrè

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Gio. 11/03/2010
DANILO REA omaggio a Fabrizio De André
Sala Petrassi
Auditorium P.d.M.  >> music club di Roma
Viale de Coubertin
h. 21:00 € 15:00/20:00

Danilo Rea è un pianista incredibile. Jazz soprattutto, ma non solo. La sua cultura musicale è vasta e spazia dalla classica al progressive. Lo riconoscerei ad occhi chiusi perchè il suo tocco è come un ‘marchio di fabbrica’. Come descrivere questo enorme talento tanto da far comprendere o tentare di immaginare il suo bel suono? Per iniziare, consiglio di non perdere il  concerto di questa sera all’Auditorium, dove Rea presenterà un personale omaggio a Fabrizio de Andrè. Di certo la poesia del catautore genovese troverà una nuova forma d’espressione attraverso l’interpretazione del pianista vicentino. Il suo modo di suonare il pianoforte è più un dialogare attraverso lo strumento che si trasforma nelle sue mani, dotate di fluidà assoluta, in una voce ora forte ora delicata di una conversazione sempre molto melodica. Caratteristica comune ai due artisti.

Tra i brani presentati nel programma ci sono le canzoni più famose di De Andrè come La canzone di Marinella, La canzone dell’amore perduto, Via del campo, Girotondo, Inverno, Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers, Il Pescatore e Bocca di rosa.

CLASSIFICA VENDITE dopo SANREMO: parlano i numeri

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I numeri parlano. Parlano bene o male, ma partendo dai numeri si arriva sempre al dunque. Se qualcuno dubitasse del risultato finale del Festival di Sanremo 2010, cosa che a quanto pare è successa anche a Carlo Rienzi, presidente del Codacons, visto che ha richiesto il sequestro dei dati del televoto della finale, abbiamo un modo semplice per eliminare ogni possibile dubbio. I cari amici numeri!

Ecco la classifica ad oggi degli artisti più scaricati dal web. Tra i quali di certo non risulta nessuno dei tre arrivati sul podio del festival. Mentre sono presenti proprio i cantanti che il pubblico ha apprezzato sin da subito e che effettivamente hanno rappresentato i brani migliori di questa edizione anche a detta della critica e della rete.

Quindi se la matematica non è un’opinione e dato che i numeri parlano,  per quanto riguarda l’impiccio sanremese, comincio a sentire l’esigenza di ulteriori numeri che possano fare luce su una situazione che chiara non è affatto. Caro Rienzi ci faccia sapere.

ARTISTI TOP

(fonte dada musica)

1. Noemi

2. Ke$ha

3. Helping Haiti

4. Jovanotti

5. Edoardo Bennato

6. Simone Cristicchi

7. Michael Jackson

8. Arisa

9. Gianna Nannini

10. Malika Ayane

CONVOGLIA, JAZZ SUI BINARI

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Nasce un nuovo locale di musica live a Roma, il CONVOGLIA situato nell’Ala Mazzoniana della Stazione Termini in Via Giolitti. Le sue ampie vetrate interne affacciano direttamente sui binari regalando al frequentatore una vista insolita e affascinante della stazione più importante di Roma.

Aperto già da tempo come luogo di ristorazione oggi il Convoglia fa il suo ingresso tra i locali di musica dal vivo dell’area romana con un’offerta che si basa principalmente sul Jazz senza pero’ rinunciare ad altri generi musicali, ma cercando di rispettare i parametri della musica di qualità. La sapiente direzione artistica di Riccardo Manenti, musicista, insieme alle doti organizzative di Giovanni Simone, hanno dato vita a una nuova esperienza per la città di Roma. Un incontro di due diversi mondi, quello delle serate mondane e modaiole organizzate dal PR romano e il Jazz voluto giustamente da Manenti per questa location. Il risultato è molto positivo. Sabato scorso durante l’inaugurazione del Convoglia gli ospiti, che visibilmente non seguono il jazz, hanno saputo apprezzare il sax di Michael Rosen accompagnato dalla giovane pianista Sade Mangiaracina, un vero nuovo talento del Jazz italiano. Un dato confortante per la buona musica nell’ottica della profiqua divulgazione e nei risultati reali che dimostrano che avvicinare un pubblico tutto sommato privo di formazione è possibile e anche giusto.

Una gentilissima Belinda Bortolan, Direttore marketing e comunicazione del Convoglia, mi ha condotto in una visita del locale – “la nostra mission è di realizzare un vero  e proprio Viaggio di sapori dove la cucina italiana di gusto contemporaneo è destinata a una clientela trasversale e inserita in un contesto architettonico di particolare effetto. La Cappa Mazzoniana che ci ospita, progettata dall’arch. Angiolo Mazzoni, è un pregevole esempio di architettura razionalista. L’attuale intervento di restyling ha conservato la pulizia delle linee e i materiali base. Cio’ che abbiamo perseguito nel nuovo progetto, è stata la volontà di rendere caldo e dinamico un ambiente razionalista: le ampie vetrate si affacciano su un mondo multietnico e lo rendono uno spazio aperto.

Abbiamo prediletto un interior design moderno e allo stesso tempo confortevole. Anche gli arredi non minimali, ma comode sedie e poltroncine, banquette e sgabelli alti per i tavoli sociali, contribuiscono a dare una solida concretezza al locale. I valori di ispirazione sono la tradizione e la memoria della cucina italiana, con i suoi profumi e sapori, il benessere psico-fisico, la volontà di essere un luogo ove si esprima uno stile di vita condivisibile e auspicabile”

Dopo l’inaugurazione della scorsa settimana continuano i sabati Live al Convoglia. Per il mese di Marzo con due appuntamenti di Jazz molto validi. Sabato 13 suona Aldo Bassi, trombettista e compositore con il suo trio e una special guest, il pianista Riccardo Biseo. Mentre sabato 27 sarà la volta di un sassofonista e compositore di grande spessore Gianni Savelli con il suo progetto Media Res.  Un’inizio veramente magnifico per un vero ‘principiante’ a cui vanno i nostri migliori auguri!

CURIOSITA’

I numeri del Convoglia – Viaggio di sapori

1700 mq Superficie complessiva
400 coperti Capienza totale
40 nuovi posti di lavoro nell’ambito recupero sociale del quartiere Esquilino
5 aree di ristorazione
3 milioni di euro di investimento
2 anni di lavori per la restituzione ai cittadini della Cappa Mazzoniana
1 parcheggio multipiano è situato a via Giolitti a circa 150 m. e un secondo a circa 300 m. in via Marsala.

INFO

Indirizzo:
Cappa Mazzoniana, Ala Mazzoniana Stazione Termini
Via Giolitti, 36 Roma (ingressi da via Giolitti 36 – dal binario 24 della Stazione Termini – dalla galleria commerciale dell’Ala Mazzoniana)

Tel. 39 06 99701300
WEB: convoglia.it
e.mail: convoglia@convoglia.it

Orari apertura: 07.00 – 01.00