MICHAEL ROSEN AFFRONTA IL BRASIL

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Gio. 4/02/2010
TRICOLOR Brasilian Music
MICHAEL ROSEN
Ducati Music Caffè  >>> music club rome
Via delle Botteghe Oscure, 35
Largo Argentina (Centro)
Tel. 06 6889 1718

dalle 20:30  Ingresso: vedi Info

Michael Rosen, sax
Alfredo Paixao, basso e voce
Ettore Gentile, piano

Nel segno della bossa, del samba e del chora si incontreranno magicamente al Ducati Café tre musicisti straordinari di diverse nazionalità. L’americano Michael Rosen, sassofonista eccellente, capace di regalare vibrazioni uniche e portatore ‘sano’ di tutta la cultura afroamericana, il brasiliano Paixao, che per sua natura e attraverso i suoi strumenti – basso e voce – interpreta le principali caratteristiche di questo genere musicale e infine il pianista italiano Ettore Gentile, trait d’union melodica tra le due realtà d’oltreoceano.

Il Ducati Cafè con le sue enormi vetrate che abattono visivamente il limite architettonico con il contesto urbano di Largo Argentina in cui è inserito e la forza dei colori che stanno a sottolineare il design ricercato dell’arredamento, si offre come luogo adatto a sviluppare un evento a metà tra passato e contemporaneità, tra folclore tradizionale e interpretazione jazzistica in chiave moderna.

La musica non sarà l’unico elemento della serata ma sarà accostata ad una accurata selezione culinaria che viene proposta come ‘capace di stuzzicare i palati più passionali’. Da questa settimana dunque il Ducati Music Caffè, rafforzerà la propria offerta di entertainment presentando ogni giovedì uno spettacolo di musica dal vivo sotto la direzione artistica di Riccardo Manenti e le pubbliche relazioni di Giovanni Simone, che presenteranno ogni settimana artisti diversi, trasversalmente colti, italiani e internazionali.

SHORT PROFILE: Michael Rosen, New Yorkese, sassofonist e compositore, abita in Italia dal 1987. Sia nel ambito jazz che nel pop e’ un solista ricercatissimo che collabora e appare sui dischi di artisti come Mina, Celentano, Renato Zero, Franco D’Andrea, Danilo Rea, Antonello Salis, Roberto Gatto, Rosario Bonacorso, Carl Anderson, Stefano Bollani, Enrico Rava, Danilo Perez, Duduka DaFonseca, Nelson Veras, Benny Maupin, Sarah Jane Morris. Nel 2010 sara’ ospite solista con Bobby McFerrin ed alcuni musicisti dell’Orchestra della Scala di Milano.

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Info:

La PRENOTAZIONE della CENA è OBBLIGATORIA (ultimi posti disponibili) dalle 20.00

oppure si può partecipare direttamente per dopocena dopo dalle 22.00

Prenotazioni e Info  Giovanni Simone 349 8097889

‘BONDING’ AL BLOOM CLUB

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Dom. 31/01/2010 
BONDING
Bloom   >>> music clubs di Roma
Via del Teatro Pace, 30
Zona Piazza Navona
dalle 19:00 Ingresso libero
Info e tavoli 349 809.78.89

Il Bloom ospiterà la presentazione del libro Bonding di Antonio Lorenzo Falbo, torinese classe 1981 artista video-maker e educatore presso una clinica psichiatrica. Bonding è il suo primo romanzo

Ad accompagnare la serarata la musica live del pianista Karim Blal e a seguire il Dj Set di “Dan Cox”, per un aperitivo gustoso ed elengante. Ospite d’onore Mariana Jennifer, la cantante argentina-americana, sintesi di calore latino e creatività anglosassone.

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IL ROMANZO

Bonding è un termine inglese che significa “legame”, “attaccamento”. È un fenomeno di base presente in natura; in termini fisici si stabilisce quando due particelle si avvicinano e si attraggono proprio intorno al “bonding” ruota tutto il romanzo. Henry Jakobs è un ragazzo che lavora come dog-sitter e ogni giorno assiste al grave e progressivo incedere della malattia della madre. La difficoltà a capire e a sostenere il complicato rapporto con la madre, accentuata dal deteriorarsi del suo sistema nervoso a causa di un disturbo del sonno che lo colpisce, trasformano a poco a poco la sua percezione della realtà, fino all’esplosione incontrollabile della violenza, che lo porta a stuprare Angela, la proprietaria di uno dei cani di cui si prende cura. Arrestato e portato in carcere, riceve la visita di Angela, che gli prospetta la possibilità che da quella violenza sia nata una figlia. Henry darà il via ad un folle progetto per rapire la bambina e riappropriarsi di una sua dimensione stabile nella realtà. Bonding è un romanzo di tensione psicologica, una trama fitta che affonda fra le pieghe della sofferenza di rapporti difficili e convulsi tra genitori e figli.

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ITINERARI JAZZ. 24 ore a Umbria Jazz Winter

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Locandina di Umbria Jazz Winter 17° ed
Photo by cristiana.piraino

Il jazz d’inverno è come mettere sù un braciere per scaldare l’anima*. Con questa convinzione sono partita da Roma, per arrivare a Orvieto, gioiello umbro a  un’ora dalla capitale, che dal 30 dicembre al 3 gennaio è stata lo scenario della 17° edizione del festival di Umbria Jazz Winter. Per cinque giorni la cittadina si è trasformata in un contenitore soprattutto di musica, d’arte in genere e di molti eventi culturali.

Passare ventiquattro ore lì è stato magnifico. Abbiamo provato l’entusiasmo del bambino dentro un ‘parco giochi’ perchè Orvieto è scenario e protagonista allo stesso tempo di questo spettacolo di ottima musica che da 17 anni anima e celebra il jazz invernale in italia. Le sue viuzze fanno da sipario che d’improvviso di apre ora sulla facciata millenaria del duomo, cui la costruzione risale alla fine del XIII sec., ora sulla bellezza del campanile dodecagonale della basilica paleocristiana di S. Andrea, sorta  nel VI sec., o sugli scorci della vallata sottostante la rupe di tufo sulla quale sorge la cittadina al confine con la provincia di Viterbo, che di tanto in tanto fa capolino in mezzo ai palazzi. Insomma è stato un viaggio nel viaggio e la musica è stata sempre presente.  


Duomo di Orvieto h. 2:30 di notte
Photo by cristiana.piraino

*CITAZIONE: Gino Castaldo, Musicologo e Giornalista, nonché il mio Guru

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POST APPROFONDIMENTO

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>>> PASSEGGIATA POMERIDIANA CON IL FUNKY

>>> CENA INSIEME AGLI STANDARD

>>> DOPOCENA IN VIAGGIO CON LA GUITAR HISTORY

>>> GIG NOTTURNA DEI TOP JAZZ ITALIANI

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PASSEGGIATA POMERIDIANA CON IL FUNKY

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Funk Off nelle strade di Orvieto 
Photo by 
cristiana.piraino

Appena giunti in città, dopo solamente un’ora di treno da Roma, ti accoglie per le strade della città una formazione di incredibile forza i Funk Off la marchin’ band nata nel 1988 da un’idea del sassofonista Dario Cecchini e che partecipa da allora in importanti manifestazioni di street art e molti festival tra i quali anche Umbria Jazz Winter dove hanno suonato in più edizioni.

Al loro passaggio inizia una grandissima festa, la gente è entusiasta e i bambini urlano sorpresi dall’emozione alla vista di questa coloratissima band che a suon di funky marcia danzando per le strade aprendo con la forza delle note e tutta le loro energia un varco tra la folla che li segue formando un fiume festaiolo..

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CENA INSIEME AGLI STANDARD

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Alessandro Bravo  
Photo by cristiana.piraino

Passare da un bar a un’enoteca nelle vie del centro nell’ora dell’aperitivo, significa anche percorrere un piccolo itinerario tra i vari generi musicali e assaporarne l’ebrezza. Un po’ di blues nel baretto di Luca in via del Duomo, un pizzico di smooth jazz in via Cavour e un po’ di classical jazz con Allan Harris Quartet al Palazzo dei Sette.

Assaggi di note, che come il tipico aperitivo ci portano verso la cena per la quale scegliamo il San Giovenale e gli standard del quartetto del sassofonista umbro Filippo Bianchini (nella foto) accompagnato al pianoforte da Alessandro Bravo.

Filippo Bianchini sax
Alessandro Bravo pianoforte
Andrea Ambrosi contrabbasso
Lucio Giovannella Batteria

Ospite del quartetto Benedetta Gelati voce

Partendo da via del Duomo e percorrendo via Cavour in direzione nord, superata la basilica di S.Andrea ci si addentra in viuzze e vicoletti che si aprono d’improvviso sulla piazza dominata dal San Giovenale nel Quartiere Medievale. Il colpo d’occhio è notevole. L’edificio dalla imponente facciata costituita da finestroni gotici è con ogni probabilità la prima chiesa costruita a Orvieto dagli Agostiniani nel 1264. Questo enorme finestrone che da’ sulla piazza, ricavato in seguito ai più recenti restauri, ha riportato alla luce la vecchia struttura e oggi ospita l’omonimo ristorante che insieme alla Chiesa di San Giovenale, considerata dagli storici il primo Duomo di Orvieto, e al Convento degli Agostiniani rappresenta uno degli angoli più suggestivi del borgo.

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DOPOCENA IN VIAGGIO CON LA GUITAR HISTORY

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John Scofield 
Photo by gdcesare

John Scofield & Larry Goldings
h. 22,00
Palazzo del Popolo – Sala de i 400

Accompagnati dalla chitarra del grande John Scofield ripercorriamo un viaggio nella storia dello strumento. Brani suonati da una delle leggende viventi del chitarrismo jazz.

John Scofield e Larry Goldings hanno presentato un repertorio trasversale dando anima a sonorità particolarmente ‘rare’ dal funk jazz al blues arrivando a regalare la loro personale interpretazione del più contemporano (post) hard-bop. La chitarra di Scofield si completa con l’hammond di Goldings creando una perfetta sintonia.

Molti hanno aderito con la dovuta elettrica emozione all’evento, scegliendolo tra i tanti concerti in cartellone per ovvi motivi. Ma poi  assistendo alla performance devo dire, per onor di cronaca, che invece è stata decisamente noiosa. Il John Scofield che tutti conoscono non c’era. Il repertorio presentato era un monologo introspettivo incapace di trasmettere un vero e proprio messaggio univoco. Dunque dispersivo e contraddittorio e non riportava neanche lontanamente il ricordo del John Scofield dei tempi di Davis o Pastorious.

A peggiorare la situazione un caldo insopportabile nel gremito e imponente salone dei 400 e un’acustica penosa.

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GIG NOTTURNA DEI TOP JAZZ ITALIANI

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Trio di Roma – Umbria Jazz Winter
Photo by cristiana.piraino

TRIO DI ROMA
Rea Pietropaoli Gatto
Club Bevipiano (…ma suona Jazz )
Centro storico
h.24:00

Usciti dal Salone dei 400  a concerto non proprio finito (vd. post precedente), ci ritroviamo in molti nelle stradine di Orvieto. Il confronto è inevitabile e i commenti ci trovano tutti d’accordo. Scofield ci ha deluso. Di discorsi se ne possono fare tanti, ‘non era la serata giusta’, ‘ il repertorio era sbagliato’, ‘l’acustica inadatta’ .. etc.. resta il fatto che i sentimenti post-concerto vanno dalla delusione all’incazzatura forse anche per i 28 euro versati a biglietto..

Ma la notte ci riserva ancora un grande momento, a cui tutti cerchiamo di partecipare. Al Bevipiano sta per iniziare una Gig con il Trio di Roma. Tre amici per la pelle con la loro amicizia nata tra i banchi di scuola a Roma e che oggi rappresentano una delle formazioni più interessanti a livello nazionale che si riflette anche sulla scena internazionale, portando il jazz italiano sui palchi più prestigiosi.

A parte queste considerazioni che sono dati di fatto, il gruppo è strepitoso e la loro musica ci coinvolge dalla prima all’ultima nota. La gig è stata l’apice di una giornata da sogno!!

Il Trio di Roma ha presentato alcuni brani del loro ultimo (e primo) lavoro discografico dedicato alle colonne sonore di film celebri e meno noti. L’idea è unica in quanto lo è lo stile e la realizzazione stessa. Più volte sono stati presentati progetti in jazz legati a importanti colonne sonore, ma questo lavoro non è assolutamente scontato e rappresenta una vera novità anche perchè, dopo oltre 20 anni di intensa collaborazione, questo disco effettivamente è il primo per lo storico Trio. Alla fine del concerto ho acquistato il CD e ora me lo sto ascoltando per il piacere del mio udito.

Infine una bella sorpresa. Il Trio ha invitato sul palco due amici colleghi, Rosario Giuliani e Aldo Bassi, per suonare insieme due pezzi e concludere in modo esplosivo una performance indimenticabile (nella foto il momento in cui Aldo e Rosario sono saliti sul palco del Bevipiano). I pezzi suonati sono stati Straight no Cesar e Cherokee.

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BASSVOICE PROJECT

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8 e 9/02/2010
BASSVOICE PROJECT
  
Presentazione dell’album
Alexanderplatz
Via Ostia 9
h.22:00 Ingresso Gratuito

Pippo Matino, basso
Silvia Barba, voce

Special guests
Francesco Bearzatti, sax
Jorge Bezerra, percussioni
Claudio Romano, batteria 
Peter de Girolamo, tastiere
Paolo Recchia, sax
Roberto Skiano, trombone

La manifestazione è sostenuta dall’Assessorato alle Politiche culturali del Comune di Roma.

L’Alexanderplatz ospita la presentazione del nuovo lavoro di un duo, basso e voce, di grande intensità artistica ed emotiva. Il progetto nato circa due anni fa dall’incontro di Pippo Matino, bassista dalla personalità spiccata che in musica trova il massimo dell’espressività e Silvia Barba, il cui nick Silviavoice già la dice lunga, ha sollecitato un dialogo fittissimo, un interplay serrato culminato in un vero e proprio racconto di vita in duo.

Silvia Barba, giovane talento romano, ha un timbro vocale di una bellezza disarmante, una di quelle voci rare e perfette come una goccia d’acqua. Pippo Matino gioca in questo lavoro la carta della grande esperienza e della riconosciuta fama internazionale, non deludendo mai quanti di noi si aspettano da lui il massimo. Una giovane donna accanto a un ‘navigato’ musicista. L’ingenuità e la vecchia volpe, che di queste due peculiarità riescono a mostrare il lato migliore. 

L’album e il progetto inseguono l’idea della vocalità nuda in contrasto e contemporaneamente in sintonia con il groove, in un contesto di contaminazione sonora di provenienza mediterranea. Dalle parole dei protagonisti ‘E’ l’incontro di due opposti – la profondità e la semplicità – che ritrovano l’uno nell’altro una forma di compensazione’. Un omaggio al pop ma anche al jazz moderno, di tradizione melodica e, a sorpresa, accoppiamenti insoliti. Il risultato è emozionante per noi che ascoltiamo e visibilmente per chi suona.

Il disco BASSVOICE PROJECT verrà presentato all’Alexanderplatz con alcuni special guests, strumenti che si sono aggiunti di volta in volta al progetto ‘duo’ che si dimostra anche in questo trasversalmente a favore della musica e basta senza etichette. Quella che un musicista sente dentro. Francesco Bearzatti ai sax e Jorge Bezerra jr, per chi non lo conoscesse ancora, il percussionista di Joe Zawinul & Zawinul Syndicate. Inoltre accompagneranno Sivia e Pippo il batterista Claudio Romano, Peter de Girolamo alle tastiere, l’emergente astro del Jazz italiano Paolo Recchia al sax, Roberto Skiano al trombone.

…Una domanda a Silvia Barba…

ROMALIVE: Riferendoti al progetto parli di ‘un processo in continua evoluzione, profondità e semplicità. Puoi spiegami questi due contrasti, a cosa associ la profondità e a cosa invece associ la semplicità?

SILVIA: Processo in continua evoluzione per dare l’idea della Progettualità. Non è un genere definito, ma ogni musicista che interviene apporta il suo punto di vista sulla cosa. E’ l’essenza della contaminazione, non solo fra generi, ma anche fra idee. La profondità è Pippo con la sua esperienza poliedrica. La semplicità è la mia voce che nuda e cruda, “sporca” a volte, non mira a virtuosismi nè a particolari effetti. E’ semplicità che non vuol dire superficialità ovviamente, il mio modo di pensare “solo” alle parole che canto, dalla prima all’ultima.

Il contrasto c’è perchè ogni tanto con Pippo ci passiamo la palla. In qualche pezzo emerge forse la vocalità in altri il suo modo completo di concepire il basso.

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