GIG NOTTURNA DEI TOP JAZZ ITALIANI

Standard


Trio di Roma – Umbria Jazz Winter
Photo by cristiana.piraino

TRIO DI ROMA
Rea Pietropaoli Gatto
Club Bevipiano (…ma suona Jazz )
Centro storico
h.24:00

Usciti dal Salone dei 400  a concerto non proprio finito (vd. post precedente), ci ritroviamo in molti nelle stradine di Orvieto. Il confronto è inevitabile e i commenti ci trovano tutti d’accordo. Scofield ci ha deluso. Di discorsi se ne possono fare tanti, ‘non era la serata giusta’, ‘ il repertorio era sbagliato’, ‘l’acustica inadatta’ .. etc.. resta il fatto che i sentimenti post-concerto vanno dalla delusione all’incazzatura forse anche per i 28 euro versati a biglietto..

Ma la notte ci riserva ancora un grande momento, a cui tutti cerchiamo di partecipare. Al Bevipiano sta per iniziare una Gig con il Trio di Roma. Tre amici per la pelle con la loro amicizia nata tra i banchi di scuola a Roma e che oggi rappresentano una delle formazioni più interessanti a livello nazionale che si riflette anche sulla scena internazionale, portando il jazz italiano sui palchi più prestigiosi.

A parte queste considerazioni che sono dati di fatto, il gruppo è strepitoso e la loro musica ci coinvolge dalla prima all’ultima nota. La gig è stata l’apice di una giornata da sogno!!

Il Trio di Roma ha presentato alcuni brani del loro ultimo (e primo) lavoro discografico dedicato alle colonne sonore di film celebri e meno noti. L’idea è unica in quanto lo è lo stile e la realizzazione stessa. Più volte sono stati presentati progetti in jazz legati a importanti colonne sonore, ma questo lavoro non è assolutamente scontato e rappresenta una vera novità anche perchè, dopo oltre 20 anni di intensa collaborazione, questo disco effettivamente è il primo per lo storico Trio. Alla fine del concerto ho acquistato il CD e ora me lo sto ascoltando per il piacere del mio udito.

Infine una bella sorpresa. Il Trio ha invitato sul palco due amici colleghi, Rosario Giuliani e Aldo Bassi, per suonare insieme due pezzi e concludere in modo esplosivo una performance indimenticabile (nella foto il momento in cui Aldo e Rosario sono saliti sul palco del Bevipiano). I pezzi suonati sono stati Straight no Cesar e Cherokee.

.

ARCILIUTO JAZZ: Bassi Bravo Duo

Standard

Merc. 9/12/2009 JAZZ
BASSI BRAVO DUO
Arciliuto Jazz Festival
Teatro Arciliuto, Sala Anfiteatro
Piazza di Montevecchio 5 (Piazza Navona)
infoline 06 6879419  info@arciliuto.it

h. 21:30 Ingresso € 12,00
(€ 10,00 riduzione studenti musicisti e amici MySpace di Arciliuto)

Aldo Bassi tromba e flicorno
Alessandro Bravo pianoforte

Nella splendida Sala Anfiteatro del Teatro Arciliuto di Roma si sta svolgendo la prima edizione del Teatro Arciliuto Jazz Festival. Iniziato il 7 ottobre il festival prosegue fino al 16 dicembre con concerti jazz di altissimo livello proposti da musicisti italiani molto noti ed attivi nel panorama musicale sia italiano che internazionale. Il filo conduttore dei concerti è la contaminazione tra il linguaggio jazz, inteso come libertà di creazione estemporanea, come concezione di una musica aperta a generi e strutture, e la nostra cultura musicale italiana. Direttore Artistico del festival è Mario Di Marco, musicista e compositore.

BASSI BRAVO DUO formatosi nel 2005, ha avuto un percorso musicale molto vario. Partendo da un repertorio jazz di brani americani, ha sconfinato nella musica classica proponendo in chiave jazzistica autori di elevato spessore quali Bach, Bartok e Debussy, per poi interpretare un autore di jazz moderno molto raffinato quale Enrico Pieranunzi. Attualmente il repertorio è formato da brani originali di Aldo Bassi e di Alessandro Bravo che stilisticamente si accostano sia al mondo europeo che a quello americano. Discografia: Sirio – 2008 EFFEMUSIC

>>> BASSI BRAVO DUO press kit

>>> EVENTO SU FACEBOOK

>>> PROGRAMMA ARCILIUTO JAZZ

Feedback: una sera tra canzoni jazz e pop

Standard

Bella serata ieri sera alla Casa del Jazz di Roma. Per chi se lo fosse perso, lo racconto io. 

Iniziata con due momenti molto intensi. Il video di Miles che suona Time After Time di Cindy Lauper e un ‘attacco’ dal sapore nostalgico e ricolmo di affetto a Mina da parte di Alfredo Saitto, organizzatore della serata. Il giornalista lamenta il fatto che da anni  la nostra voce ‘più importante’ non abbia pubblicato un album che possa definirsi veramente buono. Il consiglio di Alfredo: cara Mina, fatti scrivere i brani dai grandi autori italiani e non farteli fare in casa. (ndr: Effettivamente!)

Si è parlato della canzone e delle influenze che dal jazz al pop, o viceversa, la trasformano, dei tanti esempi di contaminazione che si comprende meglio se si pensa ad un fenomeno come Norah Jones, che ha saputo mescolare le sue capacità jazzistiche alle esigenze impellenti della sua giovane età, realizzando il suo primo album che rappresenta entrambi i generi. Con relative milioni di copie vendute ..

Tra un video e un racconto Alfredo introduce il primo gruppo: Federica Baioni, una voce accompagnata da una tipica ritmica jazz, con un repertorio di brani originali e alcune chicche d’autore, come la bella versione del Cielo in una Stanza, famoso brano di Gino Paoli, che Federica avrebbe voluto tanto avere come zio. Pero’ ripensandoci qualche somiglianza artistica tra i due c’è.

La serata prosegue con un video di una performance, ormai entrata nella storia. Una formazione con Sting, Gil Evans, suo figlio Miles trombettista, Brandford fratello di Winton Marsalis al sax contralto, il trombettista Lewis Soloffs e tanti altri cui  non ricordo i nomi. Tutti grandissimi artisti che in occasione di  Umbria Jazz  1988 si incontrarono sul palco per suonare una versione della meravigliosa Little Wing di Jimi Hendrix. Questo video  ha fatto emozionare il pubblico presente proprio per la forza artistica che tali musicisti trasmettono da sempre.

Poi sale sul palco il secondo gruppo. Una piccolissima (ma notevole) formazione. Il bassista Pippo Matino, al basso come unico strumento accompagnato da una giovane voce. Silvia Voice di provenienza pop,  ma con tendenze ad allargare le braccia verso più musica.  Una voce limpida, e decisa. Matino al basso è veramente bravo. Da solo sembravano almeno in tre! Mi ha emozionato la loro Regginella, brano che canto e adoro da sempre.. magari avere solo un decimo della sua vocina di usignolo.

Proseguendo, si va deeper nella musica jazz più riconoscibile. Così, non poteva mancare il video del brano Vieni via con me di Paolo Conte  (da ti du ti du ci bum ci bum bum..) Sono contenta che lui rappresenti il volto del jazz italiano nel mondo e questo brano è fantastico. Per me uno di quei pezzi che potrei ascoltare 20 volte di seguito senza annoiarmi! E’ un’immagine quasi perfetta del nostro paese..

Terzo ed ultimo gruppo, dulcis in fundo, una formazione puramente jazzistica. Il quintetto di Antonella Vitale che ha saputo ammaliare una platea intera con una voce dai toni ora morbidi ora squillanti e sempre pronta a dueattare in armonia con la tromba, suonata con grande delicatezza da Aldo Bassi. Il quintetto ha presentato un repertorio di brani di Burt Bacharach arrangiati dal M° Andrea Beneventano. La voce di Antonella è incredibile e con addosso tale repertorio sembra essere perfettamente a suo agio. Nella formazione oltre a due colonne della ritmica, Puglisi e Marzi, c’è un giovane pianista Domenico Sanna. Veramente bravo e uno di quei musicisti che diventano una cosa sola con lo strumento suonato, tanta è la naturalezza con la quale lo affrontano.

Tra gli applausi del pubblico contento e una serie di abbracci tra amici e colleghi finisce un’altra puntata di Jazz Colours, la musica che ti gira intorno.. Appuntamento a lunedì prossimo con uno spaccato su Jazz e Cinema.

____________________________________

MORE LINKs

 

>> POST EVENTO

>> VIDEO Norah Jones

>> VIDEO Sting Gil Evans a Umbria Jazz 1988

JAZZ DI TANTI I COLORI

Standard

Questa sera a Roma, vi propongo di compiere con me un piccolo Jazz Tour che ci porterà alle ore 19:00 alla Casa del Jazz dove potremo assistere al 9° appuntamento della rassegna Jazz Colours, il  jazz e le sue contaminazioni, ideato e condotto dl giornalista Alfredo Saitto. Ascolteremo tra gli altri progetti, Antonella Vitale Quintet, che si avvale della presenza del trombettista romano Aldo Bassi in un repertorio di brani di Burt Bacharach arrangiati da Andrea Beneventano, interpretati da una delle voci più sensuali e intense del jazz italiano.

A seguire ci sposteremo all’Alexanderplatz, dove ascolteremo il meraviglioso Paolo Recchia Trio. Bebopper veri e incalzanti! Una formazione che sta infiammando le notti più jazzose del nostro paese.

Dunque, che il nostro piccolo tour notturno per le vie del jazz abbia inizio! 


alfredo saitto  

Lun. 30|11|2009
JAZZ COLOURS
    >> MORE INFO
12 incontri sul jazz e le sue contaminazioni
Conduce Alfredo Saitto
Regia multimediale di Vittorio Malpassuti
Auditorio della Casa del Jazz
Viale di Porta Ardeatina, 55 – 00153 Roma

h. 19.00 Ingresso gratuito

ANTONELLA VITALE QUINTET
Antonella Vitale, voce
Aldo Bassi, tromba e flicorno  >> http://www.aldobassi.it/
Domenico Sanna, pianoforte
Francesco Puglisi, contrabbasso
Alessandro Marzi, batteria

Il suo Quintetto, ormai ben conosciuto, da  anni si compone di una ensemble ‘forte’ che segue le idee di Antonella con grande intelligenza, mettendo sempre sul piatto la propria esperienza di anni. Come quella di Andrea Beneventano, pianista con la P,  o del trombettista Aldo Bassi. Luigi Onori, stimato critico musicale dice di lei: “La Vitale ha ottimi mezzi vocali ed un carisma che discende da una voce duttile e personale sia che canti in italiano, inglese o brasiliano”. Io aggiungo che arriva a toccare punte di grande poesia e passione nell’interpretazione . Un’artista attenta alle sfumature e capace di dosare i colori nel modo più giusto, ora delicatamente, ora con grande  energia.

 

LuN. 30|12|2009
PAOLO RECCHIA TRIO
Alexanderplatz Jazz Club >> MORE ABOUT

h. 22:30 Ingresso con tessera

Paolo Recchia, sax
Nicola Angelucci, batteria
Nicola Muresu, contrabbasso.

I tre artisti sono considerati tra i più interessanti talenti del panorama jazz italiano. Il trio di Recchia è frutto di un progetto incentrato principalmente sugli standards della grande tradizione jazzistica, fonte di comune formazione e ispirazione, ed arricchito con l’inserimento di alcuni brani originali di Recchia ed Angelucci.

La dimensione musicale di questo trio porta i musicisti ad esplorare terreni armonici e soprattutto ritmici, arricchendo l’esecuzione degli standards con l’utilizzo di poliritmie e tempi dispari: un trio che opera precise e coraggiose scelte stilistiche proponendosi di ripercorrere, con originalità e intelligenza interpretativa, alcuni capolavori del jazz tradizionale oltre alla elaborazione di temi originali.

Il comune percorso formativo permette loro di approcciare il materiale musicale in maniera compatta e di dare una direzione univoca e diretta al suono complessivo ed il risultato è garantito dalla innegabile sintonia e dal feeling musicale ed umano che lega i tre musicisti.

JAZZ COLOURS: LA MUSICA CHE TI GIRA INTORNO

Standard


Federica Baioni – Voce

Lun. 30|11|2009
JAZZ COLOURS
12 incontri sul jazz e le sue contaminazioni
Conduce Alfredo Saitto
Regia multimediale di Vittorio Malpassuti
Auditorio della Casa del Jazz
Viale di Porta Ardeatina, 55 – 00153 Roma

h. 19.00 Ingresso gratuito (SU PRENOTAZIONE tel. o mail)

Reservation:
Valentina 339.5319442 valentina@vaint.it
Giorgia 393.8707319 giorgia@vaint.it

________________________

PROGRAMMA

9° incontro: Jazz e Pop Song

A differenza di quello che accade spessissimo nel pop, nel jazz non c’è la corsa alla composizione e la cosa si spiega facilmente: sono in tanti a presumere di avere l’ispirazione per scrivere una canzone, una forma di espressione che da sempre va considerata popolare, mentre per comporre un brano jazz serve una preparazione tecnica indubbiamente più alta. Accade che, talvolta, una grande canzone riesca a superare i confini della sua tradizionale fruizione, per trasformarsi in un evergreen (sfidando lo scorrere del tempo) e, in casi molto particolari, in standard jazz (o meglio: new standar) beneficiando dell’estro, del talento e del genio espressivo di musicisti che preferiscono intervenire su quello che è accreditato come bello, invece di rischiare la propria creatività in brani originali a rischio di risultati scontati. Il jazz ed il pop si sposano spesso, si incrociano, si colorano l’un l’altro e, spesso, con risultati fantastici ed inattesi. Quasi sempre, i jazzisti che decidono di appropriarsi di una canzone pop, la prima cosa che fanno, è sacrificare il testo. Non vanno, comunque, dimenticate le canzoni pop che nascono con una certa predisposizione jazzy che rientrano in una sfera più sofisticata, molto gradita da un pubblico dal palato fino. (fonte: uff. stampa casa del jazz)

________________________

performing:

BASSVOICE PROJECT
Pippo Matino (basso elettrico)
“Silviavoce” Barba (voce)

ANTONELLA VITALE QUINTET
Antonella Vitale, voce
Aldo Bassi, tromba e flicorno  >> http://www.aldobassi.it/
Domenico Sanna, pianoforte
Francesco Puglisi, contrabbasso
Alessandro Marzi, batteria

FEDERICA BAIONI QUARTET
Federica Baioni, voce
Giuliano Valori, pianoforte
Maurizio Perrone, contrabbasso
Dario Esposito, batteria

________________________

MORE INFO on facebook:

>>> this EVENT ON FACEBOOK: link yourself !!!

>>> MORE ABOUT ALDO BASSI (jazz trumpet)

 

 

 

TEANO JAZZ WINTER 2009

Standard

5-6-7/12/2009
TEANO JAZZ FESTIVAL

Chiesa di San Pietro in Aquaris
Teano – Caserta
h.20:30 Ingresso Gratuito

Questa V edizione del Teano Jazz Winter mostra, forse più che in altre precedenti edizioni, la sua anima minimalista. Tutto è ridotto al minimo. Il numero delle serate, i gruppi invitati e la composizione degli stessi, le atmosfere minime della Chiesa di San Pietro in Aquaris, nel centro medievale dove da anni ha luogo la rassegna. Tutto portato al minimo, all’essenziale, a quanto occorre tuttavia per proporre una manifestazione che abbia un senso dal punto di vista artistico culturale. E’ forse una metafora , una chiave di lettura dei tempi che viviamo.

La rassegna che si svolge dal 5 al 7 dicembre, è incentrata sulla figura di una icona del jazz italiano, il pianista Franco D’Andrea (nella foto) che a 68 anni mostra una vitalità invidiabile e sembra rivivere una seconda giovinezza. La presenza del suo nome e dei suoi progetti in molti cartelloni di festival sia estivi che invernali è la riprova di questa ritrovata energia. La sua esibizione in trio al festival è un omaggio dovuto non solo ad un Maestro del jazz, ma soprattutto ad un uomo dalla sensibilità non comune. Franco D’Andrea è accompagnato nella sua esibizione del 6 dicembre a Teano da due musicisti molto apprezzati, Mauro Ottolini al trombone e Daniele D’Agaro al clarinetto.

Nell’ambito delle proposte Altre, cui il festival, nella sua edizione invernale, avremo due proposte di sicuro interesse. Il 5 dicembre ad aprire la rassegna una formazione d’eccezione, il duo Bassi-Bravo, tromba e piano, del trombettista Aldo Bassi e del pianista Alessandro Bravo, mentre il 7 dicembre si esibisce la giovane, ma già nota formazione, degli Chat Noir. Due proposte anch’esse di sapore rigorosamente minimale.

 
programma winter 2009

5|12|09
BASSI BRAVO DUO
Aldo Bassi, tromba
Alessandro Bravo, pianoforte

6|12|09
FRANCO D’ANDREA TRIO
Franco D’Andrea, pianoforte
Daniele D’Agaro, clarinetto
Mauro Ottolini, trombone

7 |12|09
CHAT NOIR
Michele Cavallari, pianoforte
Luca Fogagnolo, contrabbasso
Giuliano Ferrari, batteria

Il festival Teano Jazz, nato nel 1993, è la più antica manifestazione di settore della Campania. Le capacità organizzative e relazionali degli organizzatori, non disgiunte da una buona capacità di progettare l´evento sotto l´aspetto artistico, hanno consentito al festival di crescere in modo esponenziale in breve lasso di tempo. Teano Jazz, oltre a essere una manifestazione di rilievo del panorama nazionale e punto di riferimento per appassionati e addetti ai lavori, rappresenta attualmente, anche uno dei momenti culturali più prestigiosi e importanti della intera provincia di Caserta. Teano Jazz Winter è l´espressione invernale della manifestazione estiva, di cui segue, in modo più spregiudicato, le linee guida. Elemento comune e imprescindibile per entrambe le rassegne è l´alta qualità dei contenuti. È attiva dal dicembre 2005.

VIAGGIO NEL JAZZ MODALE

Standard


miles davis

di Aldo Bassi

Kind of Blue, è considerato la pietra miliare del jazz modale. I toni pacati, gli andamenti ritmici leggeri, le strutture ampie e le armonie dai cambi lenti, la moderazione delle scale modali, delineano il clima della nuova era, quella del jazz modale per come lo ha inteso Miles. Niente a che vedere, per quanto riguarda i toni pacati e la moderazione delle scale, con My Favorite Things anch’esso modale, ma suonato da Coltrane anni dopo.

L’improvvisazione di questo jazz consiste nella utilizzazione di modulazioni lente, che non fanno riferimento a progressioni armoniche come nel sistema tonale, hanno quindi strutture formate da pochissimi accordi, tenuti per più misure sui quali l’improvvisatore utilizza delle scale, dette anche modi, che sono diverse dalle scale maggiore e minore o bebop in uso prima. Si dà origine quindi ad una musica più dilatata, più “orizzontale”.

I modi più utilizzati sono ricavati partendo da ogni grado della scala maggiore. Ovviamente la stessa cosa è possibile farla utilizzando, come scala base, le scale minori armonica e melodica ascendente. L’improvvisazione modale si è andata nel tempo perfezionando attraverso la sperimentazione sui modi fatta dai musicisti jazz. Così, dalla stretta aderenza alle note del modo si è passati alla utilizzazione di note di abbellimento e di passaggio estranee, “verticalizzando” così anche il sistema modale.

Tutte queste forme di sperimentazione sui modi hanno portato l’improvvisazione jazz verso forme lessicali ed espressive più libere, sino ad essere completamente svincolate da qualsiasi struttura e forma con il free jazz.

STRUTTURE MODALI
_________________

All’interno delle strutture modali si possono avere quattro tipi di modulazioni:

– tra modi che usano la stessa scala, per es. tra Re Dorico e Fa Lidio (Do Magg.);

– tra un tipo di modo allo stesso tipo in un altro tono, per es. tra Re Dorico e Mib Dorico;

– tra modi diversi sullo stesso tono, per es. tra Do Dorico e Do Frigio o Lidio;

– tra modi completamente diversi, per es. tra Do Dorico e Do# Misolidio.

Volendo prendere come brano di riferimento So What, la modulazione che lo riguarda è del tipo 2, ovvero tra un tipo di modo allo stesso tipo in un altro tono, tra Re Dorico e Mib Dorico, ed è improvvisa cioè senza preparazione.

La struttura di So What è molto semplice: A A B A di 8 misure ciascuna per un totale di 32 misure. Le A sono composte dall’accordo di Dm7 per tutte e otto le misure e la B è composta dall’accordo di Ebm7 per tutte e 8 le misure.

Facendo un’analisi dell’assolo di Miles in So What, si evince sin dalle prime note che Davis non ha nessuna intenzione di sorprendere con guizzi tecnici, come faceva il suo precursore Gillespie o il mitico, prematuramente scomparso, Clifford Brown. Bensì, egli usa quasi esclusivamente note cordali o dell’estensione dell’accordo fino ad utilizzare tutte le note del modo, con ritmi semplici composti da ottavi, quarti e minime. Una sorta di cool jazz più moderno. Ma la sua peculiarità, anche in questo caso, la troviamo nel genio del suo microcosmo, ovvero in uno stile che fonda le proprie radici nella sfumatura, nel “non suonato”, nell’effetto del mezzo pistone o nell’inflessione del labbro sulla nota, creando un forte “swing sottinteso”, molto diverso da quello dei suoi “colleghi predecessori”.

Davis, come dicevamo, si muove all’interno del modo, dando lezioni di classe ed eleganza, utilizzando di tanto in tanto note blu per ricordare la sua estrazione musicale. Altra nota che esula dal modo dorico è il Do# (la sensibile, che fa parte della scala minore melodica di re) che sia Davis che gli altri solisti usano un pò tutti.

Rispetto a Miles che sembra essere il più “integralista”, gli assoli di Coltrane e di Cannonball sono ricchi di scale che esulano dalla “costrizione” del modo creando sapientemente un contrasto decisivo con il leader.

Gli altri musicisti completano il quadro musicale con i loro accompagnamenti e i loro assoli pienamente a fuoco nel “nuovo” lessico jazzistico soprattutto il grande Bill Evans, che senza il suo grande apporto compositivo, non avrebbe avuto modo di esistere Kind of Blue.

______________________________________

Due versioni di So What,  l’originale tratta dal disco stesso con Bill Evans al piano, la seconda tratta da un live dello stesso anno con Wynton Kelly al piano.

Vodpod videos no longer available.

So What – Originale da Kind of Blue

 
Vodpod videos no longer available.

So What – riedizione live aprile 1959

MORE LINKs
___________

>> Blog WordPress dedicato a Miles (English)

>> KIND OF BLUE TRIBUTE, auditorium 9.11.09

>> Aldo Bassi Tribute to Miles Davis (Concerto all’Alexanderplatz)

>> Aldo Bassi on Facebook

TRIBUTO A KIND OF BLUE

Standard

8-30|11|2009
Kind of Blue Tribute
ROMA JAZZ FESTIVAL ’09  – 33a ed. >>
more info
JAZZ LABELS
Auditorium Parco della Musica
h. 21:00  da 15 a 20 €

Ho chiesto di presentare questo concerto ad un artista che conosce molto bene Miles Davis, soprattutto della sua musica. 

___________________________

di Aldo Bassi  www.aldobassi.it

Il 9 novembre 2009 alle 21,00 al Roma Jazz Festival, ci sarà un evento eccezionale. Un tributo a Kind of Blue (CBS, Columbia con varie ristampe) per il cinquantenario dell’ uscita del disco di jazz più venduto in assoluto, con di circa 10 milioni di copie.

A fare questo omaggio al grande Miles, saliranno sul palco della sala Sinopoli dell’Auditorium di Roma 6 musicisti di jazz tra i più apprezzati al mondo. Jimmy Cobb alla batteria, Wallace Roney alla tromba, Vincent Harring al sax alto, Javon Jackson al sax tenore,  Larry Willis al pianoforte ed infine Buster Williams al contrabbasso, che insieme hanno costituito la So What Band, per rievocare le atmosfere magiche dei 5 brani contenuti in Kind of Blue.

I brani incisi, So What, Freddie Freeloader, Blue in Green, All Blues, Flamenco Sketches furono attribuiti tutti a Davis, Blue in Green e Flamenco Sketches firmati insieme a Bill Evans. Milioni di persone hanno goduto di questo capolavoro, gioendo, piangendo, gemendo, sorridendo o provando tante altre emozioni al suono ipnotizzante di questo disco.

La formazione originale era di tutto rispetto: Julian “Cannonball” Adderly al sax contralto; John Coltrane al sax tenore; Wynton Kelly (solo su Freddie Freeloader) e Bill Evans al piano; Paul Chambers al contrabbasso; il sopracitato Jimmy Cobb alla batteria, e naturalmente Miles alla tromba.

 
wynton kelly                                      bill evans

Dice Jimmy Cobb, l’unico ancora in vita dei 5 musicisti che erano con Miles in quei giorni del ’59, che mentre registravano il disco non avrebbero mai immaginato di lasciare impressa sul vinile una musica che sarebbe stata considerata da molti il capolavoro assoluto del guru della tromba e del suo spettacolare sextet.

Tornando ai giorni nostri, i musicisti che ascolteremo al concerto del 9 novembre, non so se eseguiranno filologicamente tutto il disco, o se nel loro omaggio faranno degli riferimenti più o meno forti, ad ogni modo sapranno sicuramente cogliere in pieno il linguaggio del jazz di quegli anni. La Musica di Miles fa parte del loro bagaglio culturale e questo si avverte ancora di più nel suono altamente davisiano della tromba di Wallace Roney.

__________________________

Ma ora la questione si fa più complessa. Aldo Bassi, trombettista jazz, ci porta a conoscere da vicino questo tipo di jazz che trova il suo milestone proprio nell’opera Kind of Blue  >>> VIAGGIO NEL JAZZ MODALE di A.Bassionline dal 10.11.09

__________________________

more

>> Aldo Bassi Tribute to Miles Davis (Concerto all’Alexanderplatz)

>> Blog WordPress dedicato a Miles (English)

>> Aldo Bassi on Facebook