USHER -Tributo a Michael Jackson

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Non poteva esserci nulla di più appropriato per il Re del Pop. Un Tributo pieno di emozione e di grande musica, che ci ha  ricordato lo spessore di una certa musica d’oltreoceano e allo stesso tempo capace di rispecchiare il carattere distintivo dell’artista Michael Jackson.

Anche se con la  sua performance Stivie Wonder è riuscito come sempre a toccarci  nel profondo dello stomaco e del cuore, l’omaggio di Usher per me è stato il momento più alto da tutti i punti di vista.

Diventato popolare nei primi anni 1990 come performer R&B, dalla decade successiva Usher si può considerare tra i più popolari interpreti del genere, avendo raggiunto significativi successi con i suoi album ed i suoi pezzi singoli.

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Usher – Gone too soon – MJ R.I.P.  – Los Angeles 7/07/209

PERCENTO ROCK!

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Vi segnalo un appuntamento interessante per questo fine settimana romano 

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Giov. 9|07|09  ROCK
PERCENTO ROCK!

Concerto di UP
Apertura Mono[ph]ase e Madreperla
Ingresso Gratuito
h 22:00

Chiudono la serata gli allievi del corso DJ di Percentomusica e Biplano Studio

Seconda e ultima serata della mini rassegna Percento Rock! al Circolo degli Artsti nell’ambito della Festa dell’Unità. La serata del 1 Luglio ha visto sul palco del Circolo i Tristema, una band emergente che ha già ottenuto molti riconoscimenti, e le partecipazione speciale del chitarrista Leonardo Porcheddu.

La serata del 9 Luglio vedrà sul palco gli UP con la partecipazione speciale della ballerina Haley Lahmiesc, con apertura a cura dei Mono[ph]ase e dei Madreperla.

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BIO gruppi
 

UP – Gli UP nascono nel 2006 da un’idea del chitarrista e compositore Leonardo Vitacolonna.  Il Leitmotiv che ha guidato la creazione del gruppo è quello di dar luogo ad un progetto che non subisca limiti e vincoli dalla definizione dei generi, l’ecletticità e la professionalità dei componenti degli UP, i quali vantano tutti individualmente importanti collaborazioni, sono tali da creare un repertorio originale nel quale, con sorprendente armonia, si fondono sonorità rock con l’elettronica e con atmosfere soul ed R’n’B. Il progetto nasce dunque per sfuggire alle definizioni e si caratterizza soprattutto per l’impatto emotivo che suscita. 

Leonardo Vitacolonna  chitarre, sinth e musiche
Laura Zara  voce, FXS e testi 
Marco Maracci  tastiere, percussioni e computer programming  
Pasquale Angelini
  batteria  
Daniele Dezi basso  
Massimo Colagiovanni chitarre  
Massimo Degl’Innocenti  voce e clarinetto –

Con la partecipazione speciale di Haley Lahmiesc ballerina e coreografa.

 

Madreperla sono 

Teodoro Pizzolante chitarra elettrica  
Fabio Prevedello chitarra elettrica, voce  
Giuseppe Nobile  basso elettrico, cori  
Andrea Del Vecchio  batteria, percussioni  
Attilio D’Errico sax

Mono[ph]ase sono

Paolo Spampinato voce e chitarra
Fabio Maggi batteria
Massimo Maggi  chitarra
Dario Tommasino basso  
Davide Caresta tastiere

JACKO RACCONTATO DA ZEFFIRELLI

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In questi giorni, anzi, in questi ultimi anni molte persone si sono schierate contro Jackson. Sappiamo delle accuse e dei sospetti. Colpe, solo presunte, di aver commesso azioni che  però sono troppo  in contrasto con l’immagine dell’uomo che invece siamo stati abituati a percepire soprattutto attraverso la sua musica – la forma d’arte con la quale si è espresso.

Ora qualcuno inizia a dire come stanno le cose, come era la persona Michael Jackson. Fra questi ho notato nell’edizione del Messaggero del 1 luglio ’09 un articolo di Franco Zeffirelli, che lo ha incontrato più volte nella sua vita e che lo descrive come la buona persona che sembrava. Per altro sto cercando di verificare la notizia secondo cui il bambino che all’epoca  lo accuso’ di molestie sessuali, oggi divenuto uomo e alla luce della sua scomparsa confessa di essere stato obligato dalla famiglia a confermare i fatti. Certo tutto questo, se confermato, fa veramente schifo!

A seguire riporto il brano intero di Zeffirelli pubblicato dal Messaggero al  >> LINK

 

Il mio Amico Michael Jackson

 di Franco Zeffirelli

ROMA (1 luglio) – Avvenne allo stadio Flaminio nel 1988. Organizzammo una festa a casa mia assieme a Quincy Jones, il suo produttore. Invitammo Sofia Loren, che venne con il figlio. E c’erano Arbore, Ramazzotti, Bertolucci… Lui fu sensazionale, gentilissimo, beneducato, per nulla arrogante, un angelo. Indossava la sua uniformetta rossa, era anche innamorato. Non portava ancora i segni delle deturpazioni orrende che i chirurghi gli hanno poi lasciato in faccia. Gli restituii la visita nel 1991, in occasione del matrimonio di Liz, la Taylor, che sposava in abito giallo di Valentino il suo ottavo marito, Larry Fortensky, un oscuro manovale dal quale ha poi divorziato. Ero fra i duecento invitati, compresi i due presidenti Usa Gerald Ford e Ronald Reagan, e Gregory Peck con la moglie, a Neverland, il ranch di Jackson (nella foto con Liz Taylor e Franco Zeffirelli, ndr), che aveva offerto la sua sontuosa dimora, con un parco di piante stupende, al ricevimento di nozze.

Fu fantastico e dolcissimo anche in quel frangente. In un’altra occasione dovevo consegnargli un libro che mi aveva chiesto, e lo facevo con piacere capitai da lui in estate. Era molto caldo, mi dissero se potevo attendere perché Michael riposava ancora. In giardino c’era un sacco di biciclettine, macchinette, giocattoli. Amava stare con i bambini, con dei cuccioletti intorno, ma non ha mai usato loro violenza. Sono state le madri tremende di alcuni, assetate di soldi, a montare storie assurde, coartando i ragazzini perché dicessero certe cose contro Jackson.

Lui ha sempre solo tentato di ricostruire la propria infanzia. Ha sofferto molto. Si è fatto sfigurare, si è lasciato andare al meccanismo dello star system, stritolato dalle operazioni, dai farmaci, dai soldi, dai debiti e ancora dai soldi. Ma era un fenomeno vero. Un talento naturale esploso in tutto il mondo. La sua fine tragica non può non averci colpito. Terribili le descrizioni del suo corpo, ridotto alle sole ossa, con nello stomaco unicamente tracce di medicinali. Michael è stato un bambino dolce e insicuro. E un bambino non meritava questo tragico the end.

 
franco zeffirelli

 

JAZZ NELLA CAVEA

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Dom.  05|07  Cavea h. 21:00
Auditorium Parco della Musica
Doppio Concerto
da 15,00 a  20,00 €

BRAD MEHLDAU Solo PIANO

 PMJO
 

Dal 2005 Brad Mehldau è ospite fisso della programmazione di Musica per Roma. Le sue esibizioni sempre diverse hanno fatto apprezzare lo straordinario talento e l’incredibile varietà stilistica dell’artista.

Sul palco della cavea, il pianista si esibirà subito prima della Parco della Musica Jazz Orchestra, l’orchestra residente dell’Auditorium Parco della Musica, attiva dal 2005, che presenterà in anteprima le musiche originali del nuovo disco, contenente inediti assoluti e i migliori brani di un repertorio perfezionato nel corso di quattro anni di attività.  

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short bio MEHLDAU:

(tratto da wikipedia) Brad Mehldau è salito alla ribalta giovanissimo negli anni Novanta. Pianista di formazione classica si è presto convertito al jazz. A New York frequenta la Nuova Scuola per le Ricerche Sociali e ha come insegnanti i pianisti Fred Hersch, Kenny Werner e il batterista Jimmy Cobb. Quest’ultimo lo assolda per suonare nella sua band e il sassofonista Joshua Redman lo chiama per il suo quartetto. Nel 1994 Mehldau forma un trio sulle orme e sotto l’influenza del pianista Bill Evans a cui si ispira e dal quale ha ereditato la capacità armonica e introspettiva. Incide il primo album intitolato Introducing nel 1995, un manifesto dei suoi prossimi lavori in trio. Nel 1999 concepisce Elegiac Cycle, album solista, diverso dal solito, vagamente impressionista, postmoderno, minimale, dove sono udibili gli studi classici che impregnano la sua cultura musicale. Nel 2000 arriva il disco Places, sempre in trio e forse il migliore di tutti. Incide nel 2002 Largo non più con il suo abituale trio ma con gruppi diversi: altri spazi si stanno aprendo alla musica di Mehldau. Con Live in Tokyo conferma la maturità raggiunta come solista e la rivista statunitensa di jazz “Down Beat” ne glorifica la sua arte premiandolo come miglior pianista jazz del 2004.

>>> WEB

Mehldau suona composizioni originali, standard jazz e arrangiamenti jazz di canzoni famose, con una preferenza per la musica di Radiohead di Nick Drake e dei Beatles. È conosciuto soprattutto come leader del Brad Mehldau Trio, con il bassista Larry Grenadier e i batteristi Jorge Rossy e Jeff Ballard (che ha sostituito Rossy nel 2005).

Mehldau a volte è confrontato con Bill Evans ma non gli piace il confronto, come spiega nell’introduzione a The Art of the Trio IV. Paragonato anche a Keith Jarrett, descrive i lavori solisti di Jarrett più come ispirazione che influenza. Altre influenze citate sono Miles Davis, Larry Goldings, Kurt Rosenwinkel, Jesse Davis, David Sanchez, e gli altri membri del suo trio. La sua formazione classica è evidente, e spesso suona una diversa melodia con ciascuna mano, in insoliti metri quali 5/4 e 7/4.

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MEMO:

Vi ricordo che il concerto della PMJO, dedicato al repertorio di Duke Ellington, che si doveva tenere a Villa Adriana il 26 giugno scorso – rimandato causa maltempo – si terrà nei prossimi giorni di Luglio nella stessa location >> POST COMPLETO 

MICHAEL JACKSON E’ ANCORA VIVO!

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Come per tutti i grandi del mondo che andando via lasciano un vuoto difficile, se non impossibile,  da colmare, anche intorno alla morte di Michael Jackson sta prendendo forza l’idea di una presunta finta morte. Da sempre, da quando è morto, esiste una consistente parte di pubblico convinto che Elvis sia ancora vivo. Nella stessa maniera oggi si comincia ad ipotizzare che ci sia stata una fuga clamorosa di Jacko e ci si aspetta, tra qualche tempo, un ritorno alla scena tra i più spettacolari della storia.

Sarebbe bello! E vorrei sperare in un suo ritorno. Invece sento che Mickael Jackson è veramente morto. Tuttavia mi preme riportare ai lettori di Romalive le parole di un collega blogger, Derek Clontz, che si sta dedicando all’approfondimento della vicenda. A seguire quindi un estratto tradotto dal suo blog, che vi invito a leggere in futuro.

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dal blog Derek Clontz:”MICHAEL JACKSON IS ALIVE!”
traduzione e adattamento Romalive

Miliardi di persone in tutto il mondo pensano che il genio pop Michael Jackson sia morto e destinato ad essere sepolto, ma nulla potrebbe essere più lontano dalla verità.

Vivo oppure no? Siate voi a dirlo. In realtà, fonti vicine dicono che la superstar abbia finto la sua morte per sfuggire alle forti pressioni che la vita esercitava su di lui e che rischiavano di frantumare la fishbowl in cui era rinchiuso (ndr. Palla di vetro per pesci) ed ora si trova nascosto in una località esclusiva dell’Europa dell’Est – probabilmente in Ungheria – lontano dal clamore e dall’agitazione dei paparazzi e dei reporter che nel sud della California seguono le vicende legate all’autopsia e al funerale.

Ma il risvolto più strano, a detta degli insider, è che quando si sarà riposto e sarà nuovamente pronto, Jackson, 50 anni, rivelerà la burla e inizierà il più spettacolare e lucrativo tour di concerti nella storia del rock ‘n’ roll. “Michael sta seguendo le orme di un uomo che ha molto ammirato – un’altra icona del rock, Elvis Presley, il quale, come lui ha finto la sua morte ed oggi è ancora vivo” dice William Stern, che ha scritto ampiamente su Presley.

“A differenza di Elvis, tuttavia, Michael si ritira dalla sua celebrità prima che lo possa distruggere. E sta già pianificando un ritorno senza uguali nella storia del rock che avverrà quando si sarà riposato e riorganizzato.

“Non cadete nell’errore. Jackson è un genio, sia come performer sia come showman, nel marketing e nella promozione. Ricordate quando ha fatto un’offerta per acquistare i resti di Elephant Man da un museo del Regno Unito solo per ottenere pubblicità? Ricordate quando si diceva che stava cercando il modo per vivere in eterno passando ore all’interno di una un camera iperbarica?

“Se si guarda alla sua storia, ad alcune delle trovate che ha rilanciato per mantenere se stesso, agli occhi dell’opinione pubblica, avvolto in un alone di mistero riguardo a chi è realmente, l’idea che potrebbe fingere la sua morte avrebbe un senso.

“Ammettiamolo – Michael è stato diffamato dalla stampa e da persone a cui semplicemente non piace. E’ stato accusato di pedofilia. E ‘stato chiamato ‘Wacko Jacko’ (ndr. Eccentrico) e ‘Pop Weirdo’. (ndr. tipo strano). Sì, ha avuto milioni di fan. Sì, forse ha venduto un miliardo di dischi e CD. Ma per tutto l’amore che viene, ci sono coloro che sono stati e continuano ad essere cattivi e meschini

“Voglio fare una scommessa. Forse si prenderà sei mesi o forse un anno o due, non importa: quando si sarà riposato e si sentirà pronto Michael tirerà su il sipario sulla sua falsa morte e il mondo si fermerà. Con tutto il rispetto dovuto al Presidente degli Stati Uniti, Michael nel suo ‘Back from the Dead Tour’ farà di Barack Obama una celebrità di serie B”

Fonti di Stern dicono che Jackson stava pianificando la sua fuga da almeno 16 mesi, ma nessuno, neppure coloro che gli sono più vicini, lo hanno preso sul serio, fino ad oggi, dicono gli esperti. “Non è chiaro dove si sia recato. Negli ultimi anni ha menzionato più volte l’America del Sud, il Canada, la Russia, il Kenya, il Giappone e l’Australia, ma senza dubbio è fumo negli occhi – ha continuato Stern – la migliore ipotesi che suggerisco è che si trovi in Europa dell’est in un castello medievale, forse in Ungheria.

“Al momento, le mie fonti dicono ‘Lasciatelo da solo. Lasciatelo riposare, dategli tempo’. Dicono che i fan possono contribuire al suo recupero mostrando il loro amore e il rispetto per lui. Credetemi, lui sta osservando tutto quello che accade. Dicono ancora le fonti che i fan possono dare un impulso positivo a Michael facendo il segno della pace alle telecamere – come lui stesso usava fare sempre – e dicendo a tutti che è vivo.

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Il sondaggio

Michael Jackson ha finto la sua morte?

41%  SI. Rispecchia il suo stile di vita e penso che il suo ritorno sarà storico.

59%  NO. Michael è stato un grande artista. Lui, purtroppo, è morto.

(se vuoi partecipare al sondaggio vai su Polldaddy.com)

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MORE ABOUT

 
>>> JACKO raccontato da Zeffirelli

>>> MILES interpreta Human Nature

>>> In memoria

>>> Concerto Tributo a Roma (ANNULLATO)  

 

28DiVino JAZZ

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28DiVino Jazz Club
via Mirandola, 21
00182 Roma
infoline 340 82 49 718
email : 28divino@libero.it ­

Vista la tromba d’aria e la pioggia di queste ultime ore a Roma, che ha distrutto alberi e tutto quello che c’era sotto, sarebbe il caso di andare ad ascoltare un po’ di musica al riparo dalle intemperie.

Vi consiglio il 28DiVino in via Mirandola, a due passi da Piazza Ragusa (Stazione Tuscolana), un piccolo locale su due livelli con l’atmosfera giusta e una calda accoglienza riservata dallo staff. Al piano terra si può mangiare in vero relax e nello scantinato si suona il jazz tra pareti di mattoni e soffitti a botte, proprio come le cantine di una volta. Nuova Gestione e nuova Direzione Artistica. Marc Reynaud e Natacha Daunizeau hanno ridato vita al cartellone animando i fine settimana di buon jazz, in ogni suo genere e senza barriere. Spesso si alternano sul palco del 28DiVino jazzisti dell’area romana che nei loro viaggi hanno incontrato differenti forme dello stesso linguaggio, dando vita a nuova musica. Come nel caso del concerto di Luca Nostro, visto al 28DiVino poco tempo fa >>link  o come il concerto che vedremo questo sabato 4 luglio di TRIANGLE 4tet, un quartetto con influenza italo-americano-tedesco. Al 28DiVino si può ascoltare la musica sorseggiando un ottimo bicchiere di vino, magari accompagnato da un tagliere di formaggi, salumi ricercati, crudité stuzzicanti e altro …

3 -11-17-18  luglio 2009
SUMMER JAM
Palco aperto ai musicisti
h. 22:30

conduce la jam:

Steve Mariani contrabbasso
Nicola Jocola  batteria
Alberto Parmegiani chitarra

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Sab. 4/07/2009
TRIANGLE 4tet
 
From Boston, Frankfurt but Italians
h.22:30

Claudio Zanghieri electric bass, live-electronic
Ale Strizzi piano
Carlo Petruzzellis  guitar, live-electronic, synth
David Lo Cascio drums

“Triangle” prende il nome dalla figura geometrica i cui vertici del triangolo rappresentano le tre parti del mondo da cui provengono i musicisti, USA, Germania e Italia.
La caratteristica del triangolo è che tutti i vertici sono collegati tra di loro mediante i lati; nello stesso modo ognuno dei 4 musicisti è collegato agli altri membri della formazione da un rapporto di collaborazione passata. Per la prima volta si incontrano per dar vita ad un mix di sonorità, che ha come punto di partenza il jazz ma che si sviluppa per andare oltre le barriere stilistiche a favore della contaminazione. Composizioni originali, sguardo rivolto al futuro, estro e virtuosismo sono gli ingredienti che stanno alla base del progetto: Un sapore di un noto ” College ” di BostonŠ

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Ven. 10/7/2009
Franco Ferguson vs The Jam Session
h.22:30

 

WOODSTOCK 40 ANNI

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August 15 -18, 1969
Woodstock Music & Art Fair
Bethel, New York

Ieri all’Auditorium serata di Lezioni di Rock dedicata ai 40 anni del festival più importante di tutti i tempi. A condurre la lezione come sempre i due giornalisti con la G maiuscola, Gino Castaldo e Ernesto Assante, molto preparati e in particolare, ieri, ancor più emozionati per l’argomento. Perchè Woodstock è stato un momento che sicuramente ha segnato e cambiato anche la loro visione delle cose e l’ho capito dall’entusiasmo nei loro occhi mentre ci raccontavano le vicende di quei tre o quattro giorni meravigliosi nel cuore del 1969.

Io non ero nata nel ’69, ma porto dentro di me la memoria tramandata di quell’evento a dir poco ‘perfetto’ da tutti i punti di vista, della musica e dell’organizzazione, che ha regalato al mondo una lezione di pace e unione e ci dimostra che, se le vogliamo, entrambe le cose sono possibili.

Woodstock è diventato un mito perchè rappresenta tutto quello che vorremmo essere. Prima di tutto musicalmente. Ma anche umanamente, liberi e al sicuro, riuscendo a godere in pieno della vita e sentirci uniti in questo. Woodstock rappresenta la voglia di pace espressa dalla massa ma è anche un susseguirsi di eventi ‘naturali’. Perchè naturalmente ‘si è fatto da se’. Potrebbe sembrare una facile allusione ai contorni festosi del festival, la droga prima di tutto, invece è la verità. Il festival infatti pensato per accogliere 70 mila persone, improvvisamente assume una nuova forma, quando in 500 mila si sono visti arrivare ed invadere pacificamente un’intero villaggio nelle campagne di Bethel, nello Stato di New York.

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un giovanissimo Santana – Soul Sacrifice – Woodstock 1969

Gli organizzatori di un festival oggi sanno benissimo che  sarebbe impossibile agire di fronte a variazioni così repentine e giganti come fu per Woodstock l’aumento spropositato di pubblico. Piuttosto si annullerebbe l’evento. Invece a Woodstock si andò avanti in maniera assolutamente naturale, con quel pizzico di incoscienza tipica di quando si è giovani, ma con la consapevolezza di dover proseguire una grande opera. Gli organizzatori, il più anziano di loro aveva 26 anni, hanno dimostrato una grande intelligenza, totale flessibilità e una ampia visione sull’umanità. Quattro ragazzi che hanno cambiato la storia della musica, ma come  giustamente ha sottolineato Assante, la Storia stessa. Oggi con una terminologia contemporanea si direbbe che la ‘macchina organizzativa’ ha funzionato alla perfezione. Per Woodstock invece si deve parlare di Anima, una grande anima che dall’alto della sua importanza e soprattutto della sua modestia, quella dell’artista nei confronti della musica, ancora dopo 40 anni illumina il cammino della musica da seguire ed è giovane e attuale. Credo che lo sarà per sempre..

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 Joe Cocker – A Little Help From My Friends – Woodstock 1969

 

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links

>> WIKIPEDIA Woodstock

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>>>> ESTATE ROMANA, Tutti gli eventi
>>>> in MUSICA di Roma giugno-settembre 2009

  

LA MILONGA DI NATALIO

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da Merc. 1 |07|2009
Tango dopo la mezzanotte
dal Giovedì alla Domenica
a Villa Celimontana

LA MILONGA DI NATALIO
Bosco di Villa Celimontana
nell’ambito di Villa Celimontana Jazz Festival
Piazza della Navicella
Tutte le sere a partire dalle 24:00

Selezione musicale a cura di Natalio Mangalavite

Ingresso:
dopo le 12:00 5,00 €
scuole tango 4,00 €

Nel bosco di Villa Celimonatana quest’anno una grande sorpresa per il pubblico e gli amici del festival del jazz di Roma. Tra luci soffuse e profumi incantevoli si dazerà il Tango dopo la mezzanotte. La Milonga di Natalio inaugura la pista il prossimo mercoledì 1 luglio nel cuore della villa accanto all’area concerti. La pista è ampia e si trova in un’area piena di vegetazione, che contribuisce a rendere l’atmosfera ancora più fantastica. Ci sarà Tango da ballare tutte le sere con la selezione musicale curata dal noto musicista argentino Natalio Mangalavite.

 

>>> BIOGRAFIA di Natalio Luis Mangalavite

 

Segnati all’evento su Facebook

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Info

  
Ufficio stampa: Romalive di Cristiana Piraino Musica Eventi  cristiana.piraino@gmail.com

nella foto di cover: ‘Caschè’  opera di Maurizio Yorck acrilico su tela 100×150