NICOLA MINGO, album tributo a Brownie

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Roma. Città che non smette di stupire con la sua arte, visibile in mille modi, sapendola riconoscere. Anche l’arte di concepire e realizzare progetti ambiziosi. Come è accaduto lo scorso 28 luglio alla casa del Jazz, quella che sta diventando sempre di più un punto di riferimento del jazz mood capitolino. Eh si, perché nonostante i tagli e una crisi visibile a tutti gli effetti, c’è chi, grazie anche ad una istituzione come quella della CdJ residente in Villa Osio, riesce a realizzare uno di quei sogni a lungo attesi.

back stage

Il set è di quelli importanti, l’atmosfera è ricca di particelle di buon umore perchè proprio in questa giornata nascerà un disco dal titolo WE REMEMBER CLIFFORD – The Blues Walk di Nicola Mingo, chitarrista che trae spunto del periodo pre e post bop, e che ha voluto per questo progetto, dedicato alle prodezze compositive di Clifford Brown, una band veramente speciale. Oltre alla presenza di Antonio Faraò al piano e di Marco Panascia al contrabbasso, vanta la super star statunitense Tommy Campbell, alla batteria. Il repertorio comprende le composizioni più importanti del trombettista hard bop della fine degli anni sessanta, ma include anche una serie di brani che Mingo ha dedicato alla memoria del grande Brown come C.B Blues, Another Once, Remember Clifford e Easy Bop. La seduta di registrazione e’ durata tre giorni ed è stata preceduta dalla presentazione in anteprima del progetto al festival jazz di Atessa 2010 dove la band ha ricevuto un grande consenso di pubblico.

Nicola Mingo tribute to Clifford Brown

Uno staff di persone totalmente dedicate aiuterà a realizzare nell’arco della giornata un lavoro discografico che non passerà inosservato. Tra artisti e operatori si aggira il fotografo Roberto Panucci, che abbiamo l’onore di avere tra i collaboratori di Romalive, il quale senza perdere uno scatto, ha immortalato la giornata realizzando le foto per lo stesso album. In esclusiva per i lettori di Romalive presentiamo l’intero set fotografico che potete vedere sul canale flickr di Romalive.  Vai al >> LINK per vedere le foto.

Abbiamo chiesto a Nicola Mingo di raccontarci il percorso e i pensieri che lo hanno portato a realizzare questo lavoro: “We Remember Clifford vuole essere un tributo alla musica di Clifford Brown, trombettista compositore e sicuramente uno dei grandi geni della storia del jazz. Musicista al quale mi sono ispirato fin dall’inizio della mia carriera poiché, pur essendo io chitarrista, ho sempre prediletto il fraseggio dei fiati in particolare quello di Dizzie Gillespie e Charlie Parker che hanno dato origine all’evoluzione stilistica dell’hard bop influenzando in particolare Art Blakey e i Jazz Messengers (*)  dove militava Clifford Brown. Come è ben noto, Brownie, muore a soli 26 anni, lasciando però una quantità notevole di composizioni a suo nome alle quali ho deciso di dedicare il mio nuovo lavoro discografico. Il progetto è equamente diviso in sue composizioni e miei pezzi originali. Ho inserito i brani piu’ rappresentativi del trombettista come Daahud, Sandu, La Rue,  Joy Spring, The Blues Walk  e  Jordu (di D. Jordan). Mentre i brani di mia composizione ed arrangiamento hanno il sapore  hard bop e sono in linea con il sound di Brownie. 

Ho cercato di rispettare la tradizione riportandola a canoni più contemporanei, ossia di  fare il punto nel 2010 su un linguaggio storico quale l’hard bop, cercando però di innovarlo e farlo rivivere al nostro tempo. Le atmosfere percio’ sono tradizionali, ma guardano anche al sound delle produzioni americane del jazz degli ultimi 40 anni, con un accento particolare alle influenze stilistiche di ciascuno di noi. (ndr. per Mingo: Wes Montgomery e George Benson; per Faraò: M.Coy Tyner o Herbie Hancock; per Panascia Ray Brown o Cristian Mc Bride; per Campbell: Max Roach o Elvin Jones). Insomma ho scelto questa squadra perchè ho cercato un sound molto hard bop per questo album e ho deciso di chiamare Tommy perchè attraverso le sue performance con Dizzie e Sonny Rollins ho capito che il suo tipo di Drumming sarebbe stato perfetto allo scopo. E così è stato.

Tommy Campbel
Tommy Campbell, nella foto di Roberto Panucci, ha messo a disposizione tutta la sua esperienza donando al progetto un segno distintivo. Alla fine dei tre giorni di lavoro la band ha fatto un salto a Villa Celimontana dove a sorpresa del pubblico Tommy è stato invitato sul palco a suonare qualche brano.

Una storia molto interessante, quella che Nicola Mingo ci ha raccontato. Per sapere come è andata a finire, comprate il disco!

WE REMEMBER CLIFFORD, the blues walk

1. Joy Spring
2. Jordu
3. Brown’s Blues
4. Daahoud
5. One more time
6. We remember Clifford
7. Sandu
8. Narona
9. Easy Bop
10. La rue
11. The Blues walk

 NICOLA MINGO QUARTET

Nicola Mingo, chitarra
Antonio Farao’ piano
Marco Panascia’contrabbasso
Tommy Campbell Batteria

(*) Art Blakey nel 1955 fondò con Horace Silver i Jazz Messengers, un gruppo di Hard Bop che è stato scuola per molti giovani musicisti del 1950, 1960, e 1970, e con cui collaborarono, come solisti o come parte della formazione, musicisti quali Wayne Shorter, Hank Mobley, Kenny Dorham, Donald Byrd, Bobby Timmons, Benny Golson, Bill Hardman, Thelonius Monk, Chuck Mangione, Keith Jarrett, Curtis Fuller, Johnny Griffin, Freddie Hubbard, Lou Donaldson, Clifford Brown, Jackie McLean, Lee Morgan, Terence Blanchard, Bobby Watson, James Williams, Cedar Walton, Branford Marsalis e Wynton Marsalis. Art portò avanti il gruppo da solo dopo l’abbandono di Horace, con il nome Art Blakey and the Jazz Messengers, continuando a suonare in tutto il mondo fino ai tardi anni ’80 

28DIVINO presenta la sua JAZZ BAND

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Dom. 12/09/ 2010
Jazz on the beach” con  28DIVINO JAZZ BAND
Stabilimento balneare “Eco del Mare”
Lido di Maccarese
dalle h. 18:30 con aperitivo € 15,00
dalle h. 20:30 con consumazione €10,00
INFO: 06 66 72 028 – cell: 349 78 00 250

Michele Villari, direzione , sax contralto e clarinetto
Danielle Di Majo, sax contralto
Alberto di Giannfelice, sax tenore
Carmen Falato, sax tenore
Gian Domenico Murdolo, sax baritono
Raffaele Ferrari, pianoforte
Andrea Colella, contrabbasso
Andrea Maria Bonioli, batteria

Ricomincia la stagione nei locali del Jazz romano. Ma dato che il sole è alto ancora a Roma e scalda il cuore, proprio dal mare partiranno i festeggiamenti per augurare un buon ritorno in città e per dare un ultimo abbraccio alle amate spiagge. Il 28Divino presenta ad apertura di stagione la sua Jazz Band, composta da 8 elementi guidati dal sassofonista Michele Villari dal repertorio trasversale, dallo swing al hard bop, fatto di pezzi originali e standards di notevole percussione. “Questo progetto, mi scrive Marc – che insieme a Natachà, gestisce con successo il 28DiVino – nasce nell’ambito del nostro jazz club, che è ormai diventato un vero e proprio luogo d’incontro a Roma per i tanti jazzisti.” Questa formazione, nata proprio da un’idea di Marc Reynaud e Michele Villari, con il sostegno della presidente dell’associazione Natachà Daunizeau, diventa oggi a pieno titolo la jazz band stabile e ufficiale a nome di un Jazz Club – la prima di questi ultimi anni e sicuramente ad oggi l’unica a Roma, tra i locali di jazz. “Abbiamno una gran voglia – continua Marc – di sostenere la creazione di un primo progetto dedicato al Jazz culturalmente aperto a diverse collaborazioni che possano trovare uno “spazio”, adesso finalmente reale. Sarà un luogo per provare le melodie, le tecniche, i linguaggi e gli arrangiamenti.” Il giorno 28 di ogni mese la medium Jazz Band del 28DiVino si esibirà in performance che promette di sorprendere. Segnatevi la data, dunque, e non perdete questa domenica 12 settembre il jazz in riva al mare. Raffinatezza, semplicità e spirito jazz sono le dosi giuste per passare una serata “on the beach” originale e divertente.

PROGRAMMA:

– Apertura dalle 18.30
– Tramonto
– Aperitivo e buffet, musica acid-soft-funky-swing jazz, con la She Jay “Dirty Harry”
– 20.45 concerto della 28Divino Jazz Band jB
Il concerto sarà fissato su carta dall’artista di live paintingValerio Scarapazzi
– A fine concerto Jam Session
– Per tutta la serata, come sempre immancabile (e sempre a titolo gratuito) i “tarocchi di Peppe”

Vi ricordo invece che il 28DiVino Jazz riaprirà Venerdi 17 settembre con i BASE ONE e Tony Formichella, mentre Sabato 18 con il trio CHAT NOIR

Musica Classica (gratis) per tutti

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Sab. 11/9/2010
di Brahms “Requiem Tedesco
The September Concert Orchestra
Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Lorin Maazel, direttore (nella foto)

Auditorium Parco della Musica
Viale Pietro de Coubertin
Sala Santa Cecilia
h. 11:00 (ingresso in sala)
Il concerto è ad ingresso libero fino ad esaurimento posti

VISEGNALO QUESTA OTTIMA INIZIATIVA, anche per i più piccoli dato che sarà in orario diurno. Fonte comunicato Auditorium: In occasione del September Concert, Il Gioco del Lotto offrirà a tutti gli appassionati di musica classica la prova aperta del concerto del Maestro Lorin Maazel, che ha acconsentito con entusiasmo a far intervenire il pubblico alle prove dell’evento commemorativo per le vittime delle Twin Towers. Il Gioco del Lotto – Lottomatica, con questa iniziativa, conferma il proprio impegno nella valorizzazione e nella diffusione della cultura e delle arti. Il Gioco del Lotto e September Concert insieme per diffondere con la musica un messaggio di pace.

ESTATE ROMANA 2010

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Per rivedere l’elenco di tutti i  CONCERTI DELL’ESTATE  ROMANA 2010 le foto e ricordare le location e gli artisti di un’altra indimenticabile Estate a Roma

>> Eventi ESTATE 2010


>> FOTO – del fotografo ufficiale R. Panucci


>> FOTO – del Forum amatoriale dei lettori 

 

-> Casa del Jazz
-> Circolo degli Artisti
-> Cose a India
-> FestiVal di Villa Adriana, Tivoli
-> Festival dei Due Laghi
-> Fiesta 2010
-> Luglio Suona Bene, Auditorium PdM
-> Roma In Rock 2010
-> Teatro Romano di Ostia Antica
-> Tuscia in Jazz
-> Villa Ada – Roma Incontra il mondo    
-> Villa Celimontana Jazz Festival 2010
-> 28DiVino

Per info e richieste romaliveventi@gmail.com

 

UNA VERA STORIA DI TANGO

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Giov. 12/08/2010
NORMA BEATRIZ SANTILLO

Rassegna “TANGO IN VILLA”
Villa Celimontana Jazz Festival
Via della Navicella (Metro B Colosseo)
Info 06 58335781/3297826420
h.. 22:00 € 9,00

Norma Beatriz Santillo, voce
Oscar Del Barba, pianoforte
Gianni Iorio, bandoneon
Juan Carlos Albelo Zamora, violino
Carlos “Tero”Buschini, Contrabasso

Quella di Norma Beatriz è una storia di Tango vera. Mi scuserà la stessa, spero, perchè ne parlo pur sapendo che non ne ha fatto notizia, in genere. Questa storia è un misto di passione e determinazione, di incredibili ascese verso il successo come dirigente nel mondo Azienda, ma di rapide e inattese picchiate verso il fondo, per poi risalire nuovamente con una nuova veste, in una sorta di rinascita dove la musica è paragonabile alle ali di una appena nata farfalla.

Nei fondali di questa umanità, dove una malattia di quelle che non amiamo nominare, ha isolato e messo a dura prova la persona, nessuno avrebbe creduto che l’artista sarebbe rivissuta, come nella migliore tradizione Tanguera, emergendo dai ‘bassifondi’ dell’anima. Un miracolo per cui il Tango è stato il motivo e il mezzo per risalire e per rivoluzionare una vita intera. Oggi Norma, in piena forma fisica, vive tutt’altra ‘battaglia’ per affermare con la sua voce il genere musicale che conserva nel proprio DNA e consacrarlo nella sua forma più originale, attraverso il Tango Canzone. Nessuno meglio della argentina Norma Beatriz Santillo è capace di tramandare la tradizione musicale del suo paese con tanto vero trasporto. Dei concerti che Villa Celimontana presenta per la rassegna Tango in Villa, questo lo consiglio a chi ama il genere nella sua forma più pura.

Norma mi racconta sempre che “Il Tango, come diceva Jorge Luis Borges, è un modo di camminare, un modo di sentire la vita, che colora, un po’ come è accaduto con il Jazz, anche le vicende dei suoi protagonisti e dei suoi interpreti”. A lei va un ringraziamento e l’offerta di totale carta bianca per raccontare, se vorrà, la sua storia, qui dalle pagine di Romalive.

TUSCIA IN JAZZ: il Jazz è qui

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Tuscia in Jazz – Serate finali
NEPI IN JAZZ

Sulla Piazza di Nepi
h. 21:30 Ingresso gratuito

13/08/2010 HOT TRIO
Special Guest Marco Tamburini
Hot Trio di Gianni Giudici, uno dei più importanti hammondisti italiani

14/08/2010 ALDO BASSI TRIO
Aldo Bassi, tromba
Stefano Nunzi, contrabbasso
Andrea Nunzi, batteria

A Nepi si chiude l’edizione 2010 del Tuscia in Jazz, festival incredibilmente ricco di eventi e sorprese. Nato dalla passione per il jazz del suo direttore artistico Italo Leali (nella foto), giunge oggi alla nona edizione e viene ripagato da un bagno di folla e dalla presenza di nomi eccellenti del jazz italo-mondiale a testimonianza del successo della rassegna e della qualità della musica.

Non sono solo io a dirlo, ma i tanti del settore che hanno visitato Tuscia in Jazz quest’estate. Come le grandi testate giornalistiche italiane e molti giornalisti USA venuti appositamente per la manifestazione tra cui Howard Mendel, presidente dell’associazione internazionale dei giornalisti jazz. Infatti anche quest’anno il Tuscia in Jazz è stato chiamato a New York a rappresentare l’Italia del Jazz durante i festeggiamenti del Columbus Day, per un evento realizzato in collaborazione con il Jazz at Lincoln Center, l’importante istituzione presieduta da Winton Marsalis.

Chi è passato in Tuscia, ha respirato un’atmosfera elettrizzante e può testimoniare un evento dinamico e ricco di colpi di scena, dove il Jazz è veramente stato al centro di tutto, dove non si è badato alle formalità ma alla sostanza, ottenendo in questo un grandissimo risultato nei numeri prima di tutto, con gli oltre 50.000 spettatori. I tanti che conoscono le atmosfere del Jazz made in Italy, non hanno avuto difficoltà a paragonare questo festival laziale ai primi anni di un ben noto cugino umbro, che ormai pero’ offre fin ‘troppe’ certezze. Per le strade del Tuscia uno dopo l’altro i più grandi nomi del jazz italiano mescolati ad altrettanti nomi internazionali, hanno offerto il loro punto di vista e regalato sorrisi e foto, oltre alla loro grande musica. La ricetta per il successo ha sempre un ingrediente segreto, nel caso di Tuscia si può individuare nella spontaneità meglio declinata nella mancanza di schemi.

La rassegna viterbese ci ha ricordato che il jazz deve nascere e crescere in mezzo alla gente e per sottolineare il proprio credo, ogni sera immancabilmente si è consumato il rituale più sacro, la Jam Session, perché è qui che si tramanda e si sviluppa la musica – nel momento in cui l’artista si mette in gioco e il suo pensiero corre liberamente. Proprio in questa ‘mostra’ di sacro e profano il grande musicista tramanda il suo linguaggio al più giovane, affinché anche lui un domani lo sappia tramandare alle generazioni che verranno. Qui è il Jazz.

A Nepi con i concerti del 13 e 14 agosto si chiuderà ufficialmente la nona edizione del Tuscia in Jazz Festival con due appuntamenti dedicati alla tromba, lo strumento che rappresenta il jazz nell’immaginario collettivo e che, insieme all’Hammond, ha dominato l’intera edizione. Saranno Marco Tamburini con l’Hot Trio di Gianni Giudici e Aldo Bassi con il suo trio i protagonisti di questa tappa oramai consolidata del festival. Due appuntamenti unici e imperdibili, e come sempre gratuiti.

TRICOLOR in Villa, con una grande sorpresa finale.

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Tricolor, tre colori di una bandiera o tre differenti culture… Se pensiamo a questo progetto, allora il nome è un po’ sottodimensionato. Gioco di parole. Perchè in realtà è stato un concerto di mille colori, quello del 27 luglio scorso a Villa Celimontana per la rassegna Latin Jazz, evento nell’evento. Quattro musicisti straordinari che posseggono il talento unito all’esperienza, la padronanza del linguaggio e insieme la capacità di offrire sempre qualcosa di nuovo. Con un repertorio Brasilian ricco di melodia e ritmo, sono stati veramente interessanti e piacevoli come bere un qualcosa di rinfrescante. La musica volava nell’aria regalando il sorriso a quanti l’hanno saputa ascoltare con il cuore, oltre che con le più regolari orecchie. Potenti, direi. Nell’insieme hanno dato prova di armonica unità, nelle singole improvvisazioni hanno regalato ciascuno momenti da brivido. Michael Rosen, ormai ottimo amico di Roma, ha voluto per questo progetto dei veri numeri uno, come Natalio Mangalavite pianista argentino, o direttamente da Rio il pluripremiato Alfredo Paixao e infine Israel Varela nato a Tijuana in Mexico, prestigioso musicista e grande esperto di ritmiche latine. Vorrei sottolineare la grande emozione regalata da ognuno dei quattro musicisti, in particolare ho trovato un pianista, Natalio Mangalavite, che ormai arriva a toccare il cielo con le dita. Nelle sue mani c’è musicalmente l’intera cultura Latin che lui tramanda con passione, delicatezza ed estrema precisione. Bravo, anzi bravissimo.

Il risultato è stata una serata veramente divertente ed esplosiva e, come se non bastasse assolutamente a sorpresa è salito sul palco il batterista statunitense, Tommy Campbell, a Roma in questi giorni per la registrazione di un disco alla Casa del Jazz per Nicola Mingo, con Antonio Faraò e Marco Panascia. Campbell, artista colossale, è stato riconosciuto dai musicisti tra il pubblico, ed invitato ad eseguire un pezzo con il gruppo. Nel brano il drummer di Philadelphia, ma residente a Tokio, ha dato prova di ‘equilibrismo’ con un assolo suonato incrociando mani e piedi, al contrario e, in pratica, contro le più note leggi della fisica.

>> FOTO DELLA SERATA

Vodpod videos no longer available.
Per il Forum Multimediale un breve video amatoriale della serata