28DIVINO presenta la sua JAZZ BAND

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Dom. 12/09/ 2010
Jazz on the beach” con  28DIVINO JAZZ BAND
Stabilimento balneare “Eco del Mare”
Lido di Maccarese
dalle h. 18:30 con aperitivo € 15,00
dalle h. 20:30 con consumazione €10,00
INFO: 06 66 72 028 – cell: 349 78 00 250

Michele Villari, direzione , sax contralto e clarinetto
Danielle Di Majo, sax contralto
Alberto di Giannfelice, sax tenore
Carmen Falato, sax tenore
Gian Domenico Murdolo, sax baritono
Raffaele Ferrari, pianoforte
Andrea Colella, contrabbasso
Andrea Maria Bonioli, batteria

Ricomincia la stagione nei locali del Jazz romano. Ma dato che il sole è alto ancora a Roma e scalda il cuore, proprio dal mare partiranno i festeggiamenti per augurare un buon ritorno in città e per dare un ultimo abbraccio alle amate spiagge. Il 28Divino presenta ad apertura di stagione la sua Jazz Band, composta da 8 elementi guidati dal sassofonista Michele Villari dal repertorio trasversale, dallo swing al hard bop, fatto di pezzi originali e standards di notevole percussione. “Questo progetto, mi scrive Marc – che insieme a Natachà, gestisce con successo il 28DiVino – nasce nell’ambito del nostro jazz club, che è ormai diventato un vero e proprio luogo d’incontro a Roma per i tanti jazzisti.” Questa formazione, nata proprio da un’idea di Marc Reynaud e Michele Villari, con il sostegno della presidente dell’associazione Natachà Daunizeau, diventa oggi a pieno titolo la jazz band stabile e ufficiale a nome di un Jazz Club – la prima di questi ultimi anni e sicuramente ad oggi l’unica a Roma, tra i locali di jazz. “Abbiamno una gran voglia – continua Marc – di sostenere la creazione di un primo progetto dedicato al Jazz culturalmente aperto a diverse collaborazioni che possano trovare uno “spazio”, adesso finalmente reale. Sarà un luogo per provare le melodie, le tecniche, i linguaggi e gli arrangiamenti.” Il giorno 28 di ogni mese la medium Jazz Band del 28DiVino si esibirà in performance che promette di sorprendere. Segnatevi la data, dunque, e non perdete questa domenica 12 settembre il jazz in riva al mare. Raffinatezza, semplicità e spirito jazz sono le dosi giuste per passare una serata “on the beach” originale e divertente.

PROGRAMMA:

– Apertura dalle 18.30
– Tramonto
– Aperitivo e buffet, musica acid-soft-funky-swing jazz, con la She Jay “Dirty Harry”
– 20.45 concerto della 28Divino Jazz Band jB
Il concerto sarà fissato su carta dall’artista di live paintingValerio Scarapazzi
– A fine concerto Jam Session
– Per tutta la serata, come sempre immancabile (e sempre a titolo gratuito) i “tarocchi di Peppe”

Vi ricordo invece che il 28DiVino Jazz riaprirà Venerdi 17 settembre con i BASE ONE e Tony Formichella, mentre Sabato 18 con il trio CHAT NOIR

ESTATE ROMANA 2010

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Per rivedere l’elenco di tutti i  CONCERTI DELL’ESTATE  ROMANA 2010 le foto e ricordare le location e gli artisti di un’altra indimenticabile Estate a Roma

>> Eventi ESTATE 2010


>> FOTO – del fotografo ufficiale R. Panucci


>> FOTO – del Forum amatoriale dei lettori 

 

-> Casa del Jazz
-> Circolo degli Artisti
-> Cose a India
-> FestiVal di Villa Adriana, Tivoli
-> Festival dei Due Laghi
-> Fiesta 2010
-> Luglio Suona Bene, Auditorium PdM
-> Roma In Rock 2010
-> Teatro Romano di Ostia Antica
-> Tuscia in Jazz
-> Villa Ada – Roma Incontra il mondo    
-> Villa Celimontana Jazz Festival 2010
-> 28DiVino

Per info e richieste romaliveventi@gmail.com

 

UNA VERA STORIA DI TANGO

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Giov. 12/08/2010
NORMA BEATRIZ SANTILLO

Rassegna “TANGO IN VILLA”
Villa Celimontana Jazz Festival
Via della Navicella (Metro B Colosseo)
Info 06 58335781/3297826420
h.. 22:00 € 9,00

Norma Beatriz Santillo, voce
Oscar Del Barba, pianoforte
Gianni Iorio, bandoneon
Juan Carlos Albelo Zamora, violino
Carlos “Tero”Buschini, Contrabasso

Quella di Norma Beatriz è una storia di Tango vera. Mi scuserà la stessa, spero, perchè ne parlo pur sapendo che non ne ha fatto notizia, in genere. Questa storia è un misto di passione e determinazione, di incredibili ascese verso il successo come dirigente nel mondo Azienda, ma di rapide e inattese picchiate verso il fondo, per poi risalire nuovamente con una nuova veste, in una sorta di rinascita dove la musica è paragonabile alle ali di una appena nata farfalla.

Nei fondali di questa umanità, dove una malattia di quelle che non amiamo nominare, ha isolato e messo a dura prova la persona, nessuno avrebbe creduto che l’artista sarebbe rivissuta, come nella migliore tradizione Tanguera, emergendo dai ‘bassifondi’ dell’anima. Un miracolo per cui il Tango è stato il motivo e il mezzo per risalire e per rivoluzionare una vita intera. Oggi Norma, in piena forma fisica, vive tutt’altra ‘battaglia’ per affermare con la sua voce il genere musicale che conserva nel proprio DNA e consacrarlo nella sua forma più originale, attraverso il Tango Canzone. Nessuno meglio della argentina Norma Beatriz Santillo è capace di tramandare la tradizione musicale del suo paese con tanto vero trasporto. Dei concerti che Villa Celimontana presenta per la rassegna Tango in Villa, questo lo consiglio a chi ama il genere nella sua forma più pura.

Norma mi racconta sempre che “Il Tango, come diceva Jorge Luis Borges, è un modo di camminare, un modo di sentire la vita, che colora, un po’ come è accaduto con il Jazz, anche le vicende dei suoi protagonisti e dei suoi interpreti”. A lei va un ringraziamento e l’offerta di totale carta bianca per raccontare, se vorrà, la sua storia, qui dalle pagine di Romalive.

TUSCIA IN JAZZ: il Jazz è qui

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Tuscia in Jazz – Serate finali
NEPI IN JAZZ

Sulla Piazza di Nepi
h. 21:30 Ingresso gratuito

13/08/2010 HOT TRIO
Special Guest Marco Tamburini
Hot Trio di Gianni Giudici, uno dei più importanti hammondisti italiani

14/08/2010 ALDO BASSI TRIO
Aldo Bassi, tromba
Stefano Nunzi, contrabbasso
Andrea Nunzi, batteria

A Nepi si chiude l’edizione 2010 del Tuscia in Jazz, festival incredibilmente ricco di eventi e sorprese. Nato dalla passione per il jazz del suo direttore artistico Italo Leali (nella foto), giunge oggi alla nona edizione e viene ripagato da un bagno di folla e dalla presenza di nomi eccellenti del jazz italo-mondiale a testimonianza del successo della rassegna e della qualità della musica.

Non sono solo io a dirlo, ma i tanti del settore che hanno visitato Tuscia in Jazz quest’estate. Come le grandi testate giornalistiche italiane e molti giornalisti USA venuti appositamente per la manifestazione tra cui Howard Mendel, presidente dell’associazione internazionale dei giornalisti jazz. Infatti anche quest’anno il Tuscia in Jazz è stato chiamato a New York a rappresentare l’Italia del Jazz durante i festeggiamenti del Columbus Day, per un evento realizzato in collaborazione con il Jazz at Lincoln Center, l’importante istituzione presieduta da Winton Marsalis.

Chi è passato in Tuscia, ha respirato un’atmosfera elettrizzante e può testimoniare un evento dinamico e ricco di colpi di scena, dove il Jazz è veramente stato al centro di tutto, dove non si è badato alle formalità ma alla sostanza, ottenendo in questo un grandissimo risultato nei numeri prima di tutto, con gli oltre 50.000 spettatori. I tanti che conoscono le atmosfere del Jazz made in Italy, non hanno avuto difficoltà a paragonare questo festival laziale ai primi anni di un ben noto cugino umbro, che ormai pero’ offre fin ‘troppe’ certezze. Per le strade del Tuscia uno dopo l’altro i più grandi nomi del jazz italiano mescolati ad altrettanti nomi internazionali, hanno offerto il loro punto di vista e regalato sorrisi e foto, oltre alla loro grande musica. La ricetta per il successo ha sempre un ingrediente segreto, nel caso di Tuscia si può individuare nella spontaneità meglio declinata nella mancanza di schemi.

La rassegna viterbese ci ha ricordato che il jazz deve nascere e crescere in mezzo alla gente e per sottolineare il proprio credo, ogni sera immancabilmente si è consumato il rituale più sacro, la Jam Session, perché è qui che si tramanda e si sviluppa la musica – nel momento in cui l’artista si mette in gioco e il suo pensiero corre liberamente. Proprio in questa ‘mostra’ di sacro e profano il grande musicista tramanda il suo linguaggio al più giovane, affinché anche lui un domani lo sappia tramandare alle generazioni che verranno. Qui è il Jazz.

A Nepi con i concerti del 13 e 14 agosto si chiuderà ufficialmente la nona edizione del Tuscia in Jazz Festival con due appuntamenti dedicati alla tromba, lo strumento che rappresenta il jazz nell’immaginario collettivo e che, insieme all’Hammond, ha dominato l’intera edizione. Saranno Marco Tamburini con l’Hot Trio di Gianni Giudici e Aldo Bassi con il suo trio i protagonisti di questa tappa oramai consolidata del festival. Due appuntamenti unici e imperdibili, e come sempre gratuiti.

TRICOLOR in Villa, con una grande sorpresa finale.

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Tricolor, tre colori di una bandiera o tre differenti culture… Se pensiamo a questo progetto, allora il nome è un po’ sottodimensionato. Gioco di parole. Perchè in realtà è stato un concerto di mille colori, quello del 27 luglio scorso a Villa Celimontana per la rassegna Latin Jazz, evento nell’evento. Quattro musicisti straordinari che posseggono il talento unito all’esperienza, la padronanza del linguaggio e insieme la capacità di offrire sempre qualcosa di nuovo. Con un repertorio Brasilian ricco di melodia e ritmo, sono stati veramente interessanti e piacevoli come bere un qualcosa di rinfrescante. La musica volava nell’aria regalando il sorriso a quanti l’hanno saputa ascoltare con il cuore, oltre che con le più regolari orecchie. Potenti, direi. Nell’insieme hanno dato prova di armonica unità, nelle singole improvvisazioni hanno regalato ciascuno momenti da brivido. Michael Rosen, ormai ottimo amico di Roma, ha voluto per questo progetto dei veri numeri uno, come Natalio Mangalavite pianista argentino, o direttamente da Rio il pluripremiato Alfredo Paixao e infine Israel Varela nato a Tijuana in Mexico, prestigioso musicista e grande esperto di ritmiche latine. Vorrei sottolineare la grande emozione regalata da ognuno dei quattro musicisti, in particolare ho trovato un pianista, Natalio Mangalavite, che ormai arriva a toccare il cielo con le dita. Nelle sue mani c’è musicalmente l’intera cultura Latin che lui tramanda con passione, delicatezza ed estrema precisione. Bravo, anzi bravissimo.

Il risultato è stata una serata veramente divertente ed esplosiva e, come se non bastasse assolutamente a sorpresa è salito sul palco il batterista statunitense, Tommy Campbell, a Roma in questi giorni per la registrazione di un disco alla Casa del Jazz per Nicola Mingo, con Antonio Faraò e Marco Panascia. Campbell, artista colossale, è stato riconosciuto dai musicisti tra il pubblico, ed invitato ad eseguire un pezzo con il gruppo. Nel brano il drummer di Philadelphia, ma residente a Tokio, ha dato prova di ‘equilibrismo’ con un assolo suonato incrociando mani e piedi, al contrario e, in pratica, contro le più note leggi della fisica.

>> FOTO DELLA SERATA

Vodpod videos no longer available.
Per il Forum Multimediale un breve video amatoriale della serata

TOM HARRELL, la sua Roma in un disco

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E’ stata una grande emozione vedere una così bella performance prima e parlare con lui dopo. Scoprire che dietro a un musicista perfetto, capace di dosare la sua grande forza come un pennello leggero con cui dipingere immagini di cristallina bellezza, si cela una persona carica di emotività, apparentemente delicata come una farfalla.

Tom Harrell alla Casa del Jazz di Roma il 19 luglio scorso ha veramente stregato tutti con il suo quintetto, in un crescendo musicale di notevole intensità, con un repertorio dedicato a Roma e contenuto nel nuovo disco Roman Nights, notti romane. Per il tempo del concerto l’attenzione del pubblico è stata massima e i tre bis concessi alla fine, oltre al tentativo di richiesta del quarto bis, dimostrano un apprezzamento totale. Nella performance risaltano i suoi tratti più tipici che già conoscevamo come il suo affinato lirismo, la sua inesauribile vena compositiva, la sua generosità verso i musicisti che lo accompagnano, Wayne Escoffery al sax tenore, Danny Grissett al piano, Ugonna Okegwo al basso e Johnathan Blake alla batteria, quattro musicisti di primissimo ordine. Colpisce la compostezza di questa ritmica, che apparentemente rimane in disparte svolgendo per lo più un ruolo di accompagnamento, ma che senza voler strappare l’applauso rivela grandi capacità e costanza nello sviluppo dei temi e nella straordinarietà dei solo. Un ritmo incalzante, quando vuole ricordare la bossa o la ‘dance’ di fine anni settanta, sempre senza esagerare e superando ogni possibile cliché. Così è la musica di Tom Harrell, fonte di ispirazione per moltissimi artisti, anche in Italia. Il suo jazz è melodico anche quando affronta lo swing; è perfettamente impregnato della cultura afroamericana di sempre ma proiettato ai giorni nostri, con il sostegno di una ritmica che si lancia in sound accattivanti e più familiari alla contemporaneità. La tromba diventa lo strumento ideale attraverso il quale Mr. Tom Harrell esprime la sua grande sensibilità e una totale padronanza del linguaggio.

Ho avuto la fortuna di scambiare con lui una battuta alla fine del concerto. Già salendo le scale verso il suo camerino ho provato una grande emozione e nel vedermi davanti a lui ho sentito un vero tuffo al cuore. Impossible astenermi dal fargli ‘la’ domanda che sin dal primo momento avrei voluto chiedergli: … Tom che cosa di Roma ti ha dato l’ispirazione per scrivere un nuovo lavoro e dedicarlo proprio alla mia città?

Tom: “Cio’ che mi ha sempre interessato qui è la cultura in generale e lo stile di vita in particolare. Io seguo con molto interesse i temi legati alla longevità, e ho scoperto che l’olio d’oliva racchiude delle proprietà “antietà” uniche; proprio questo stile di vita in Italia, che io reputo salutare è importante per me, perché quando stai bene con te stesso e in salute allora sei capace di essere positivo anche con il mondo che ti circonda, di conseguenza hai la possibilità di essere più gentile nei confronti di tutti. Inoltre mi sento legato a Roma perché mia madre mi ha sempre detto che nella nostra famiglia c’è qualche radice romana” ….Allora sei uno di noi Tom! Sei un po’ romano anche tu!! Tom: “Oh si!! Sono anche io un po’ romano” (..ridendo di cuore!)

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Questo post è privo di immagini in quanto Tom Harrell ultimamente non desidera essere né fotografato, né registrato, né ripreso in video. Nel rispetto di questa decisione non abbiamo nessun contenuto multimediale per il suo concerto. Ci rimane il bellissimo ricordo di una serata veramente unica e indimenticabile alla Casa del Jazz di Roma.

FORUM MULTIMEDIALE: Seduta a un tavolo al 28…

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di Alessandra Mancini

…chi sistema le ance del sax, chi si fuma la sigaretta all’ingresso, chi sorseggia una falanghina al bancone. Mark e Natasha, i gestori del locale, mi accolgono con il calore di sempre che li contraddistingue. In un angolo della sala intercetto Peppe: un tatuaggio sull’avambraccio e un’espressione seria e misteriosa; sta leggendo i tarocchi. Sono curiosa. Tra le sue mani, curatissime, danzano l’Imperatrice, l’Appeso, l’Eremita, la Papessa, in un tripudio di colori. Lo sbircio…poi , con un misto di stupore e timore faccio cenno di voler interrogare le carte. Mi siedo al tavolo che è diventato una sorta di altare e per qualche istante dimentico di trovarmi in via Mirandola. Peppe mi trasporta con la sua intuizione, sensitività e immaginazione nel futuro fino a quando la musica prorompente di un clarinetto basso s’insinua nella divinazione. Scendo al piano inferiore dove è iniziato il concerto. Il batterista Ivano Nardi e Marco Colonna con i suoi clarinetti disegnano melodie modali. Mi faccio preparare un cocktail: il Blue Note, un’esplosione di pompelmo, soda e zenzero. Inizio ad avere visioni oniriche avvolta nella musica e cullata dalla lettura delle testimonianze raccolte da Carola De Scipio nel libro “Vita morte e musica di Massimo Urbani”, brillante sassofonista scomparso prematuramente, col quale lo stesso Nardi esordì nel ’75. Ospiti della serata i Letturama, un gruppo di giovani “scrittori lettori” della provincia di Latina, che si alternano sul palco del 28 con le loro performance di reading divertenti e piccanti. La serata si conclude con la jam session animata tra gli altri dal chitarrista Adriano Lanzi e il sassofonista Tony Formichella che regala un momento cool… i suoni caldi, il fraseggio rilassato sembrano dilatare lo spazio del locale. E così mentre sta ancora suonando salgo le scale, passo tra le foto di Roberto Panucci che sembrano scrutarmi dai muri, strizzo l’occhietto ai robots e me ne torno a casa. Ci si rivede a settembre!!!

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