PERCENTO ROCK!

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Vi segnalo un appuntamento interessante per questo fine settimana romano 

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Giov. 9|07|09  ROCK
PERCENTO ROCK!

Concerto di UP
Apertura Mono[ph]ase e Madreperla
Ingresso Gratuito
h 22:00

Chiudono la serata gli allievi del corso DJ di Percentomusica e Biplano Studio

Seconda e ultima serata della mini rassegna Percento Rock! al Circolo degli Artsti nell’ambito della Festa dell’Unità. La serata del 1 Luglio ha visto sul palco del Circolo i Tristema, una band emergente che ha già ottenuto molti riconoscimenti, e le partecipazione speciale del chitarrista Leonardo Porcheddu.

La serata del 9 Luglio vedrà sul palco gli UP con la partecipazione speciale della ballerina Haley Lahmiesc, con apertura a cura dei Mono[ph]ase e dei Madreperla.

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BIO gruppi
 

UP – Gli UP nascono nel 2006 da un’idea del chitarrista e compositore Leonardo Vitacolonna.  Il Leitmotiv che ha guidato la creazione del gruppo è quello di dar luogo ad un progetto che non subisca limiti e vincoli dalla definizione dei generi, l’ecletticità e la professionalità dei componenti degli UP, i quali vantano tutti individualmente importanti collaborazioni, sono tali da creare un repertorio originale nel quale, con sorprendente armonia, si fondono sonorità rock con l’elettronica e con atmosfere soul ed R’n’B. Il progetto nasce dunque per sfuggire alle definizioni e si caratterizza soprattutto per l’impatto emotivo che suscita. 

Leonardo Vitacolonna  chitarre, sinth e musiche
Laura Zara  voce, FXS e testi 
Marco Maracci  tastiere, percussioni e computer programming  
Pasquale Angelini
  batteria  
Daniele Dezi basso  
Massimo Colagiovanni chitarre  
Massimo Degl’Innocenti  voce e clarinetto –

Con la partecipazione speciale di Haley Lahmiesc ballerina e coreografa.

 

Madreperla sono 

Teodoro Pizzolante chitarra elettrica  
Fabio Prevedello chitarra elettrica, voce  
Giuseppe Nobile  basso elettrico, cori  
Andrea Del Vecchio  batteria, percussioni  
Attilio D’Errico sax

Mono[ph]ase sono

Paolo Spampinato voce e chitarra
Fabio Maggi batteria
Massimo Maggi  chitarra
Dario Tommasino basso  
Davide Caresta tastiere

JAZZ NELLA CAVEA

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Dom.  05|07  Cavea h. 21:00
Auditorium Parco della Musica
Doppio Concerto
da 15,00 a  20,00 €

BRAD MEHLDAU Solo PIANO

 PMJO
 

Dal 2005 Brad Mehldau è ospite fisso della programmazione di Musica per Roma. Le sue esibizioni sempre diverse hanno fatto apprezzare lo straordinario talento e l’incredibile varietà stilistica dell’artista.

Sul palco della cavea, il pianista si esibirà subito prima della Parco della Musica Jazz Orchestra, l’orchestra residente dell’Auditorium Parco della Musica, attiva dal 2005, che presenterà in anteprima le musiche originali del nuovo disco, contenente inediti assoluti e i migliori brani di un repertorio perfezionato nel corso di quattro anni di attività.  

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short bio MEHLDAU:

(tratto da wikipedia) Brad Mehldau è salito alla ribalta giovanissimo negli anni Novanta. Pianista di formazione classica si è presto convertito al jazz. A New York frequenta la Nuova Scuola per le Ricerche Sociali e ha come insegnanti i pianisti Fred Hersch, Kenny Werner e il batterista Jimmy Cobb. Quest’ultimo lo assolda per suonare nella sua band e il sassofonista Joshua Redman lo chiama per il suo quartetto. Nel 1994 Mehldau forma un trio sulle orme e sotto l’influenza del pianista Bill Evans a cui si ispira e dal quale ha ereditato la capacità armonica e introspettiva. Incide il primo album intitolato Introducing nel 1995, un manifesto dei suoi prossimi lavori in trio. Nel 1999 concepisce Elegiac Cycle, album solista, diverso dal solito, vagamente impressionista, postmoderno, minimale, dove sono udibili gli studi classici che impregnano la sua cultura musicale. Nel 2000 arriva il disco Places, sempre in trio e forse il migliore di tutti. Incide nel 2002 Largo non più con il suo abituale trio ma con gruppi diversi: altri spazi si stanno aprendo alla musica di Mehldau. Con Live in Tokyo conferma la maturità raggiunta come solista e la rivista statunitensa di jazz “Down Beat” ne glorifica la sua arte premiandolo come miglior pianista jazz del 2004.

>>> WEB

Mehldau suona composizioni originali, standard jazz e arrangiamenti jazz di canzoni famose, con una preferenza per la musica di Radiohead di Nick Drake e dei Beatles. È conosciuto soprattutto come leader del Brad Mehldau Trio, con il bassista Larry Grenadier e i batteristi Jorge Rossy e Jeff Ballard (che ha sostituito Rossy nel 2005).

Mehldau a volte è confrontato con Bill Evans ma non gli piace il confronto, come spiega nell’introduzione a The Art of the Trio IV. Paragonato anche a Keith Jarrett, descrive i lavori solisti di Jarrett più come ispirazione che influenza. Altre influenze citate sono Miles Davis, Larry Goldings, Kurt Rosenwinkel, Jesse Davis, David Sanchez, e gli altri membri del suo trio. La sua formazione classica è evidente, e spesso suona una diversa melodia con ciascuna mano, in insoliti metri quali 5/4 e 7/4.

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MEMO:

Vi ricordo che il concerto della PMJO, dedicato al repertorio di Duke Ellington, che si doveva tenere a Villa Adriana il 26 giugno scorso – rimandato causa maltempo – si terrà nei prossimi giorni di Luglio nella stessa location >> POST COMPLETO 

28DiVino JAZZ

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28DiVino Jazz Club
via Mirandola, 21
00182 Roma
infoline 340 82 49 718
email : 28divino@libero.it ­

Vista la tromba d’aria e la pioggia di queste ultime ore a Roma, che ha distrutto alberi e tutto quello che c’era sotto, sarebbe il caso di andare ad ascoltare un po’ di musica al riparo dalle intemperie.

Vi consiglio il 28DiVino in via Mirandola, a due passi da Piazza Ragusa (Stazione Tuscolana), un piccolo locale su due livelli con l’atmosfera giusta e una calda accoglienza riservata dallo staff. Al piano terra si può mangiare in vero relax e nello scantinato si suona il jazz tra pareti di mattoni e soffitti a botte, proprio come le cantine di una volta. Nuova Gestione e nuova Direzione Artistica. Marc Reynaud e Natacha Daunizeau hanno ridato vita al cartellone animando i fine settimana di buon jazz, in ogni suo genere e senza barriere. Spesso si alternano sul palco del 28DiVino jazzisti dell’area romana che nei loro viaggi hanno incontrato differenti forme dello stesso linguaggio, dando vita a nuova musica. Come nel caso del concerto di Luca Nostro, visto al 28DiVino poco tempo fa >>link  o come il concerto che vedremo questo sabato 4 luglio di TRIANGLE 4tet, un quartetto con influenza italo-americano-tedesco. Al 28DiVino si può ascoltare la musica sorseggiando un ottimo bicchiere di vino, magari accompagnato da un tagliere di formaggi, salumi ricercati, crudité stuzzicanti e altro …

3 -11-17-18  luglio 2009
SUMMER JAM
Palco aperto ai musicisti
h. 22:30

conduce la jam:

Steve Mariani contrabbasso
Nicola Jocola  batteria
Alberto Parmegiani chitarra

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Sab. 4/07/2009
TRIANGLE 4tet
 
From Boston, Frankfurt but Italians
h.22:30

Claudio Zanghieri electric bass, live-electronic
Ale Strizzi piano
Carlo Petruzzellis  guitar, live-electronic, synth
David Lo Cascio drums

“Triangle” prende il nome dalla figura geometrica i cui vertici del triangolo rappresentano le tre parti del mondo da cui provengono i musicisti, USA, Germania e Italia.
La caratteristica del triangolo è che tutti i vertici sono collegati tra di loro mediante i lati; nello stesso modo ognuno dei 4 musicisti è collegato agli altri membri della formazione da un rapporto di collaborazione passata. Per la prima volta si incontrano per dar vita ad un mix di sonorità, che ha come punto di partenza il jazz ma che si sviluppa per andare oltre le barriere stilistiche a favore della contaminazione. Composizioni originali, sguardo rivolto al futuro, estro e virtuosismo sono gli ingredienti che stanno alla base del progetto: Un sapore di un noto ” College ” di BostonŠ

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Ven. 10/7/2009
Franco Ferguson vs The Jam Session
h.22:30

 

WOODSTOCK 40 ANNI

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August 15 -18, 1969
Woodstock Music & Art Fair
Bethel, New York

Ieri all’Auditorium serata di Lezioni di Rock dedicata ai 40 anni del festival più importante di tutti i tempi. A condurre la lezione come sempre i due giornalisti con la G maiuscola, Gino Castaldo e Ernesto Assante, molto preparati e in particolare, ieri, ancor più emozionati per l’argomento. Perchè Woodstock è stato un momento che sicuramente ha segnato e cambiato anche la loro visione delle cose e l’ho capito dall’entusiasmo nei loro occhi mentre ci raccontavano le vicende di quei tre o quattro giorni meravigliosi nel cuore del 1969.

Io non ero nata nel ’69, ma porto dentro di me la memoria tramandata di quell’evento a dir poco ‘perfetto’ da tutti i punti di vista, della musica e dell’organizzazione, che ha regalato al mondo una lezione di pace e unione e ci dimostra che, se le vogliamo, entrambe le cose sono possibili.

Woodstock è diventato un mito perchè rappresenta tutto quello che vorremmo essere. Prima di tutto musicalmente. Ma anche umanamente, liberi e al sicuro, riuscendo a godere in pieno della vita e sentirci uniti in questo. Woodstock rappresenta la voglia di pace espressa dalla massa ma è anche un susseguirsi di eventi ‘naturali’. Perchè naturalmente ‘si è fatto da se’. Potrebbe sembrare una facile allusione ai contorni festosi del festival, la droga prima di tutto, invece è la verità. Il festival infatti pensato per accogliere 70 mila persone, improvvisamente assume una nuova forma, quando in 500 mila si sono visti arrivare ed invadere pacificamente un’intero villaggio nelle campagne di Bethel, nello Stato di New York.

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un giovanissimo Santana – Soul Sacrifice – Woodstock 1969

Gli organizzatori di un festival oggi sanno benissimo che  sarebbe impossibile agire di fronte a variazioni così repentine e giganti come fu per Woodstock l’aumento spropositato di pubblico. Piuttosto si annullerebbe l’evento. Invece a Woodstock si andò avanti in maniera assolutamente naturale, con quel pizzico di incoscienza tipica di quando si è giovani, ma con la consapevolezza di dover proseguire una grande opera. Gli organizzatori, il più anziano di loro aveva 26 anni, hanno dimostrato una grande intelligenza, totale flessibilità e una ampia visione sull’umanità. Quattro ragazzi che hanno cambiato la storia della musica, ma come  giustamente ha sottolineato Assante, la Storia stessa. Oggi con una terminologia contemporanea si direbbe che la ‘macchina organizzativa’ ha funzionato alla perfezione. Per Woodstock invece si deve parlare di Anima, una grande anima che dall’alto della sua importanza e soprattutto della sua modestia, quella dell’artista nei confronti della musica, ancora dopo 40 anni illumina il cammino della musica da seguire ed è giovane e attuale. Credo che lo sarà per sempre..

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 Joe Cocker – A Little Help From My Friends – Woodstock 1969

 

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links

>> WIKIPEDIA Woodstock

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ADV:

>>>> ESTATE ROMANA, Tutti gli eventi
>>>> in MUSICA di Roma giugno-settembre 2009

  

LA MILONGA DI NATALIO

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da Merc. 1 |07|2009
Tango dopo la mezzanotte
dal Giovedì alla Domenica
a Villa Celimontana

LA MILONGA DI NATALIO
Bosco di Villa Celimontana
nell’ambito di Villa Celimontana Jazz Festival
Piazza della Navicella
Tutte le sere a partire dalle 24:00

Selezione musicale a cura di Natalio Mangalavite

Ingresso:
dopo le 12:00 5,00 €
scuole tango 4,00 €

Nel bosco di Villa Celimonatana quest’anno una grande sorpresa per il pubblico e gli amici del festival del jazz di Roma. Tra luci soffuse e profumi incantevoli si dazerà il Tango dopo la mezzanotte. La Milonga di Natalio inaugura la pista il prossimo mercoledì 1 luglio nel cuore della villa accanto all’area concerti. La pista è ampia e si trova in un’area piena di vegetazione, che contribuisce a rendere l’atmosfera ancora più fantastica. Ci sarà Tango da ballare tutte le sere con la selezione musicale curata dal noto musicista argentino Natalio Mangalavite.

 

>>> BIOGRAFIA di Natalio Luis Mangalavite

 

Segnati all’evento su Facebook

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Info

  
Ufficio stampa: Romalive di Cristiana Piraino Musica Eventi  cristiana.piraino@gmail.com

nella foto di cover: ‘Caschè’  opera di Maurizio Yorck acrilico su tela 100×150

PMJO: DUKE ELLINGTON A VILLA ADRIANA

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Lun. 29/06/2009  PMJO
Duke Ellington Memorial Concert
VILLA ADRIANA Tivoli
h. 21:00   €  15,00

JAZZ  EVENTO RIMANDATO CAUSA MALTEMPO ( al 12 Luglio)

>>> Programma completo del festival

 

Concerto della PMJO Parco della Musica Jazz Orchestra, l’orchestra jazz residente della Fondazione Musica per Roma, diretta  dal sassofonista di grande esperienza e sensibilità artistica Maurizio Giammarco (nella foto in basso).

Al Festival di Villa Adriana, nella splendida cornice della residenza imperiale di Tivoli, la PMJO presenta parte del repertorio del compositore americano Duke Ellington, importante e fondamentale nella storia della musica afroamericana per lo straordinario fascino che ha sempre caratterizzato le sue composizioni. E’ considerato il più importante compositore di sempre negli Stati Uniti, che lo hanno premiato in vita e più volte da morto.

Edward Kennedy, detto Duke, ragazzo di colore nato a Washington DC alla fine del ‘800, proveniva da una famiglia benestante che gli ha permesso di compiere studi classici e per questo di avere un’ottima conoscenza dei grandi compositori. Esperienza che Duke è riuscito a trasferire nella musica jazz – che lui stesso pero’ non definiva Jazz, piuttosto American Music.

A partire dalla fine degli anni ’20, percorrendo sulla cresta dell’onda gli anni del boom dello swing, per arrivare a giorni più recenti – fino al 1974, data della sua scomparsa da questa terra, Duke Ellington ha avuto l’orchestra più longeva della storia del Jazz, regalando per circa 50 anni uno spettacolo di musica sofisticata e colta. Lo ricordiamo anche per essere stato il padre del jungle style ed uno dei più produttivi compositori della storia della musica. 

Siamo lieti e orgogliosi che la nostra PMJO possa raccogliere per una sera l’eredità della grande orchestra di Ellington.

PMJO Parco della Musica Jazz Orchestra:

 
foto di Roberto Panucci al Campidoglio

Maurizio Giammarco direzione, arrangiamenti, sassofoni
Mario Corvini, Pino Iodice arrangiamenti
Gianni Oddi, Daniele Tittarelli sax contralto, soprano, clarinetti e flauti
Gianni Savelli, Marco Conti sax tenore, soprano, clarinetti, flauti
Elvio Ghigliordini sax baritono, clarinetto, flauto
Fernando Brusco Claudio Corvini, Giancarlo Ciminelli, Aldo Bassi, trombe, flicorni
Mario Corvini, Massimo Pirone, Luca Giustozzi, Roberto Pecorelli tromboni
Pino Iodice pianoforte
Luca Pirozzi contrabbasso
Pietro Iodice batteria

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LINKs

>>> un assaggio di musica di Duke

>>> wikipedia Duke Ellington

EZRA POUND TRIBUTE a Villa Celimontana

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Merc. 24 giugno 2009
Tribute to Ezra Pound ‘CONCERTO PER UN POETA’
Villa Celimontana Jazz Festival
Piazza della Navicella

h. 22:00

con Giorgio Albertazzi

Ideato e prodotto da Giampiero Rubei

Musicisti:
Riccardo Biseo, pianoforte
Aldo Bassi, tromba e flicorno
Simone Salza, sax soprano, contralto e clarinetto
Paolo Recchia, sax contralto
Gianni Savelli, sax tenore e flauto
Elvio Ghigliordini, sax baritono e flauto
Marco Siniscalco, basso
Davide Pettirossi, batteria
Fabrizio Aiello, percussioni

Lo spettacolo dal titolo “Concerto per un poeta” ideato e prodotto da Giampiero Rubei, direttore artistico dell’intera manifestazione, è uno straordinario omaggio a colui che ha rivestito un ruolo vitale nella letteratura del ventesimo secolo non solo come poeta, ma anche per l’intensa attività da critico, editore, produttore e traduttore.

In scena i ricordi più vividi, le passioni artistiche, i luoghi della sua esistenza, la guerra, la prigionia, l’isolamento e la follia, l’incontro con Pasolini (verranno proiettati spezzoni dell’intervista del 1967 Un’ora con Ezra Pound, girato nell’autunno del 1967 e trasmesso dalla RAI, nell’ambito della rubrica “Incontri” nel 1968) e soprattutto l’amore per Olga: squarci di una vita vissuta intensamente.

Parole, poesie, canzoni, musica: elementi che si intrecciano per formare un immenso puzzle artistico affidato alla sapiente voce del grande Giorgio Albertazzi che con la sua presenza renderà l’evento ancora più importante.

A sottolineare l’intera piece otto tra i migliori musicisti jazz della scena contemporanea italiana, diretti dal pianista Riccardo Biseo, compositore della parte musicale.

La produzione di questo spettacolo in assoluta sintonia con lo spirito del Festival di Villa Celimontana, che sta proponendo al pubblico dell’Estate Romana, ogni sera, diverse forme d’arte sta a sottolineare il grande impegno culturale della manifestazione e la volontà di “investire” e promuovere nuove idee. “questo anno – dice Giampiero Rubei – abbiamo superato la qualità degli anni passati, in cui avevamo presentato questo spettacolo da noi prodotto, infatti con la presenza di Albertazzi diventa un evento più impegnato e di maggior spessore”

 

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Pasolini e Ezra Pound