DISCO. Nicola Angelucci “The first One”

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Nonostante i 25 album presenti nella sua discografia realizzati come side-man accanto ai nomi del Jazz tra i più importanti della scena internazionale, Nicola Angelucci prova una grande emozione a presentare il suo primo lavoro “The First One” prodotto dalla Via Veneto Jaz, nel quale intraprende la strada del band leader proponendo brani inediti, standards e originals con personali arrangiamenti. Il disco sarà in vendita nei negozi a partire dal 19 marzo prossimo.

Il risultato a mio parere è notevole. Le sue doti di batterista sono da tempo riconosciute, anche da Benny Golson, con il quale collabora dal 2004 e che lo considera “Il miglior batterista con il quale ho suonato in Europa”, e ancora da Steve Grossman, Wess Anderson, Andy Gravish, Enrico Pieranunzi, solo per citare alcune delle sue collaborazioni. Ma in questo lavoro Angelucci mette in risalto anche le sue qualità come compositore e negli arrangiamenti molto attenti a rispettare la tradizione ma allo stesso tempo con una buona dose di contemporaneità, che rende l’album piacevolmente comprensibile e per noi ‘gente di oggi’ in grado di trasmettere buone vibrazioni.

Qualche sera fa all’Alexanderplatz di Roma Nicola Angelucci Quartet ha presentato l’album che è stato accolto molto bene dal pubblico. In questa occasione ho chiesto a Nicola di raccontarci qualcosa in più sul suo “The First One”: <<Quando ho pensato a questo progetto il mio intento è stato di omaggiare la tradizione jazzistica, alla quale sono molto legato, senza pero’ tralasciare l’originalità della musica e ricercando un sound giusto per la band. In questo ho tentato di sottolineare le capacità e la creatività di ogni singolo musicista che partecipa al progetto come parte integrante di esso. Le dinamiche e le poliritmie – e ovviamente lo swing – sono caratteristiche che contraddistinguono il mio quartetto che io considero d’eccezione. Siamo una formazione compatta e affiatata e il risultato più grande per me è essere riuscito a fare in modo che ognuno degli artisti abbia trovato nel progetto ampi spazi per esprimere la propria personalità. Sono tutti musicisti di elevato talento e suonare con loro per me è un onore oltre che un grande piacere ogni giorno. Per questo album ho chiesto ad alcuni colleghi musicisti di essere presenti, tra loro oltre a Sam Yahel, Kengo Nakamura e Johannes Weidenmueller, c’è anche Jeremy Pelt con il quale già da tempo ho il piacere di suonare quando viene in Europa a portare i suoi progetti. Li ringrazio veramente per essere stati special guest in questo mio primo disco.>>

ROMALIVE: questa sera il pubblico ha apprezzato. Dichiarare le prossime date .. N.A. Suoniamo a Roma al Gregory’s  il 12 marzo mentre il 25 marzo andremo in studio da Jazz Channel per promuovere il cd! In Aprile ho un paio di cose in Abruzzo e per quella occasione il Quartetto diventerà un Quintetto con Fabrizio Bosso alla tromba e Luca Mannutza al piano.

NICOLA ANGELUCCI QUARTET:

Nicola Angelucci, batteria
Paolo Recchia, sax alto & soprano
Roberto Tarenzi, piano
Francesco Puglisi, contrabbasso

JAZZ PER EDWARD HOPPER

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26.02 – 12.05 2010
JAZZ alla mostra di E. Hopper
 
Museo del Corso
Via del Corso, 320
Ingresso Gratuito  h. 18:30  * con presentazione di biglietto della mostra (anche in data precedente)
prenotazione obbligatoria 
alla biglietteria del Museo 
oppure telefonando al numero: 06 6786209.

>>> evento su Facebook

In occasione della retrospettiva dedicata al pittore realista Edward Hopper (1882-1967), il più popolare e noto artista americano del XX secolo, allestista al Museo del Corso fino al 13 giugno, la Casa del Jazz organizza una serie di concerti tematici. Hopper ha ispirato intere generazioni di artisti molti dei quali musicisti. Il suo sguardo è rivolto alla solitudine come condizione esistenziale dell’America contemporanea. Nei suoi dipinti le luci fredde e artificiali volutamente illuminano la ‘parte sbagliata del sogno americano’ mostrando senza pietà le angolazioni più profonde e recondite dell’animo che soffre per la propria esistenza, spesso contraddittoria e senza via d’uscita. E’ lo stesso uomo delle canzoni di Tom Waits che dichiaratamente si è lasciato ispirare dal pittore americano e che è riuscito a creare in musica le atmosfere di quei bar dove senza speranza sostano i personaggi di Hopper in attesa del niente e in balia dei propri vizi, che li rendono ancora più deboli e irrimediabilmente perdenti.

Programma:

Ven. 26 febbraio h. 18.30
Biseo/ Sanjust Quartet
Gianni Sanjust clarinetto
Riccardo Biseo pianoforte
Guido Giacomini contrabbasso
Lucio Turco batteria

Merc. 3 marzo h. 18.30
ALDO BASSI QUARTET
Aldo Bassi tromba
Alessandro Bravo pianoforte
Stefano Nunzi contrabbasso
Pietro Iodice batteria

Ven. 12 marzo h. 18.30
Michael Supnick & Sweetwater Jazz Band
Michael Supnick tromba, trombone, voce
Sebastiano Forti sax soprano e tenore, clarinetto, voce
Sergio Piccarozzi banjo
Paolo “Bruto”D’Amore basso tuba
Nick Mandarino batteria

Merc. 24 marzo h. 18.30
Luca Velotti Quartet
Luca Velotti clarinetto e sassofoni
Giorgio Cuscito pianoforte
Guido Giacomini contrabbasso
Alfredo Romeo batteria

Ven. 2 aprile h. 18.30
Michele Ariodante Trio
Michele Ariodante chitarra
Gerardo Bartoccini contrabbasso
Massimiliano De Lucia batteria

Merc. 7 aprile h. 18.30
Dino Piana Quartet
Dino Piana trombone
Stefano Nencha chitarra
Francesco Puglisi contrabbasso
Pietro Iodice batteria

Ven. 16 aprile h. 18.30
Michael Supnick Trio
Michael Supnick tromba, trombone, voce
Sergio Piccarozzi banjo
Paolo “Bruto”D’Amore basso tuba

Merc. 21 aprile h. 18.30
Enrico Zanisi Trio
Enrico Zanisi pianoforte
Pietro Ciancaglini contrabbasso
Ettore Fioravanti batteria

Ven. 30 aprile h. 18.30
Paolo Recchia Trio
Paolo Recchia sax alto
Nicola Muresu basso
Nicola Angelucci batteria

Merc. 5 maggio h. 18.30
Luca Velotti Quintet
Luca Velotti clarinetto e sassofoni
Francesco Lento tromba
Marco Di Gennaro pianoforte
Vincenzo Florio contrabbasso
Marco Valeri batteria

Merc. 12 maggio h. 18.30
ALDO BASSI QUARTET
Aldo Bassi tromba
Alessandro Bravo pianoforte
Stefano Nunzi contrabbasso
Pietro Iodice batteria

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QUALCOSA DI DIVERSO: Tango canzone

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Ven. 19.2.2010 Tango Cancion y Milonga
ALGO DIFERENTE
Viaggio nel cuore del Tango
Norma Beatriz Santillo
La Voz del Tango
BARRIO ARTE.
Via di Petralata 135
Info e Prenotazioni 06 64469345 cell 349 5629314

Norma Beatriz Santillo, voce
Alejandro Aguilera, piano
Juan Carlos Alberto Zamora, violino

Concerto h.21:00
Milonga h. 23:00
22,00 € cena e Milonga
10,00 € concerto e milonga

>>> BIO Norma Beatriz Santillo

Gabriel Alejandro Aguilera. Argentino. Pianista, compositore, arrangiatore e interprete di Tango e Folclore Argentino in diverse formazioni strumentali tra le quali ricordo La Minga, Angel Febre Quintetto (Tango). Intenso e colto ha collaborato in Italia e Argentina con molti artisti importanti del tango e cantautori connazionali. Con il suo piano accompagna Norma in questo viaggio pieno di emozioni celate sotto ogni singola nota che Gabriel riesce a rivelare con grande bravura.

Juan Carlos Abelo Zamora, Cubano, nato a Cienfuegos. Figlio d’arte. Inizia da professionista sin dalle prime esperienze a Cuba in grandi orchestre che in alcuni casi lui stesso dirige, come l’Orchestra di musica popolare de la Avana. In seguito entra far parte di diversi gruppi musicali di primaria importanza e di livello internazionale quali Charanga Latina e l’orchestra Rubalcaba. Polistrumentista, suona violino, mandolino, piano, armonica a bocca cromatica. In Italia ha collaborato con artisti veramente unici, potrei ricordare tra questi Gabriella Ferri, Pino Daniele, Toni Esposito, Tullio De Piscopo e il bassista Matthew Garrison. Ma basta sentirlo suonare per capire che Juan Carlos è un artista brillante, versatile e incredibilmente bravo.

UN POPOLO CHE SCOMPARE E’ UNA FERITA PER LA TERRA

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Mart. 23/02/2010
NUKAK MAKU’ “Io esisto”

parole e musica per un popolo in via di estinzione
i grandi nomi del jazz e le voci del teatro
in una serata dedicata al popolo Nukak

Circolo degli Artisti
Via Casilina Vecchia, 42
h. 21.00  8,00 €

Massimo Nunzi presenta, coordina e suona con
i mucicisti:
Javier Girotto, sax
Natalio Mangalavite, pianoforte
Enrico Zanisi, pianoforte
Emanuele Smimmo, batteria
Lorenzo Feliciati, basso
Alessandro Gwiss, pianoforte
Alvaro Startua, voce
Reciteranno alcuni brani gli attori:
Marcello Mazzarella, Lucia Bendia e Alessandro Tiberi

I Nukak Makù sono un popolo indigeno millenario che vive nella selva colombiana. Sfollati dai loro territori a causa del conflitto armato e decimati dalle malattie, oggi vivono relegati in accampamenti privi di ogni servizio di base. Per questo i Nukak sono a rischio d’estinzione. L’incasso della serata organizzata dal musicista e compositore Massimo Nunzi e promossa dall’Associazione A Sud, sarà interamente devoluto al progetto di assistenza sanitaria al popolo Nukak Makù.

 

intervista a Javier Girotto

“”Ogni popolo che scompare è una grave ferita per la vita, riduce la vita e lascia posto alla sopravvivenza. Ogni volta che si estingue una specie, l’uomo si avvicina alla propria estinzione“” sono parole tratte dal “Testamento del Popolo U’wa” della Colombia, che alla fine degli anni ’90 minacciò il suicidio di massa se fossero proseguite le ricerche di petrolio nel loro territorio. Gli U’wa consideravano il petrolio il sangue della terra e in questa circostanza, per loro nefasta, diffusero il testamento come monito alle future generazioni. Il solo pensiero fa rabbrividire e anche se siamo lontani geograficamente, è impossibile non sentire amore e solidarietà verso questi esseri umani. Abbiamo chiesto a Javier Girotto, sassofonista argentino, di spiegarci cosa si prova in più davanti a un simile episodio, perchè anche lui viene da quella parte del mondo.

ROMALIVE: Javier, la tua presenza alla serata dedicata al popolo colombiano dei Nukak Makù è significativa in quanto essendo argentino rappresenti questa parte del mondo, da dove arriva la richiesta di aiuto.  Qual è il messaggio principale che vuoi trasmettere attraverso la tua presenza e la tua musica?

JAVIER GIROTTO: Non conosco bene la situazione del popolo Nukak Maku’ anche se vedendo le fotografie mi ricordo di averli visti in qualche documentario o in altre occasioni di solidarietà. Io stesso mi dedico e seguo le travagliate vicende di molte popolazioni che da anni sono costrette a vedere annullati i propri diritti e ad avere la dignità calpestata nella negazione dei loro usi e costumi. La maggior parte sono popoli che vivono in armonia con l’ambiente circostante all’interno di Comunità che cercano di proteggere dalle insidie dell’esterno. Ad oggi l’ONU e gli enti mondiali preposti si muovono con lentezza e spesso con disinteresse e quindi dobbiamo fare almeno noi occidentali qualcosa per portare a conoscenza dell’opinione pubblica il loro dramma e far comprendere allo stesso tempo la bellezza della loro esistenza. Le persone qui vanno a vedere Avatar al cinema, ma basta guardare popoli come i Nukak Maku’ per ritrovare in loro tutto ciò. 

ROMALIVE: Nella vostra storia nazionale esistono esempi di “sterminio” e immagino che in qualche modo tu possa capire ancora di più una simile vicenda.

JAVIER GIROTTO: Sì, anche in Argentina ci sono tantissime comunità minori come i mapuche, araucanos, quechua, che non trovano il loro spazio perchè i vari governi hanno tolto loro le terre che gli appartenevano da secoli e adesso sono relegati in piccoli fondi con terreni difficili da coltivare perchè posti in zone impervie e aride. Inoltre sono trattati con indifferenza e totalmente abbandonati. Quando Massimo Nunzi mi ha chiamato per questa serata mi è piaciuta l’idea perchè almeno così posso testimoniare il mio interesse verso queste problematiche e lo ringrazio fin da ora per aver pensato a me in un evento di solidarietà. Quando mi è possibile io partecipo sempre a queste iniziative anche con Amnesty International e altre associazioni di volontariato per aiutare il più debole o l’emarginato, o  semplicemente aiutare dove c’è bisogno.

ROMALIVE: E noi cosa possiamo fare per essere ancora più vicini a questa popolazione colombiana?

JAVIER GIROTTO: Partecipare il 23 sera insieme noi! Venire al concerto sarà un contributo enorme per un’iniziativa nata, si può dire, tra amici. Ringrazio ancora Massimo e l’Associazione a Sud che hanno questa grande coscienza civile e solidale. Al concerto probabilmente la questione del popolo Nukak Maku’ sarà descritta con maggiori dettagli, perciò coloro che saranno con noi quella sera potranno approfondire la storia di questa comunità e con la loro presenza aiutare ad aumentare i fondi che saranno devoluti interamente a questa popolazione colombiana. In cambio offriremo la nostra musica .. per cui vi aspettiamo. 

CONTRABBASSO & TROMBONE, un duo insolito

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Mart. 16.02.2010
PIRONE NUNZI DUO

Enoteca Vicino >> locali di musica live a Roma
Via del Pigneto, 25 • 00176 Roma
h. 21.30 – ingresso gratuito
tel. 06.4544.1867 – info@enotecavicino.com

Massimo Pirone, trombone
Stefano Nunzi, contrabbasso

Vi consiglio di non perdere domani 16 febbraio un evento piuttosto raro per il tipo di strumenti e per l’alta qualità dei musicisti. Tombone e contrabbasso saranno in scena all’Enoteca Vicino con il duo formato da Massimo Pirone, trombonista e compositore e una validissima ‘colonna’ ritmica, Stefano Nunzi al contrabbasso. Il duo nasce da una collaborazione decennale tra i due musicisti che li vede impegnati sia in brani originali di Pirone che in standards rivisitati con il sound originale della formazione veramente atipica trombone-contrabbasso.

Da non perdere!!

MORE INFO

FOOD HAPPY HOUR. Per coloro che prenoteranno – via email o telefono – un tavolo per la cena sarà offerto il bicchiere del musicista.

web:  enotecavicino.com
FB: facebook.com/enoteca.vicino

 

TRACCE di Antonella Vitale Quintet

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Per concludere la settimana vi lascio traccia di una serata di qualche mese fa alla Casa del Jazz di Roma, dal titolo Jazz Colours, la musica che ti gira intorno, una rassegna di 12 incontri ideata da Alfredo Saitto allo scopo di evidenziare il jazz e le sue tante contaminazioni.

In particolare la serata a cui si riferisce il video seguente è stata dedicata al Jazz e Pop Song, perchè citando lo stesso Saitto “il jazz ed il pop si sposano spesso, si incrociano, si colorano l’un l’altro e, spesso, con risultati fantastici ed inattesi“. E così è stato. Di quella sera ho recuperato un video della performance di Antonella Vitale Quintet, che conferma le sue ottime doti canore e interpretative eseguendo un celebre brano di Burt Bacharach This Guy in Love With You, accompagnata da quattro musicisti di altissimo livello. Il brano è parte di un repertorio di canzoni del compositore americano che Antonella interpreta in chiave jazz.

Vodpod videos no longer available.
 
 
 

 

ANTONELLA VITALE QUINTET

Antonella Vitale, voce
Aldo Bassi, tromba e flicorno
Domenico Sanna, pianoforte
Francesco Puglisi, basso elettrico
Alessandro Marzi, batteria

>> pagina dell’Evento del 30.11.2009 su Facebook

S.P.Q.R. Sono Pazzi Questi Romani. NEVE!!!!

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colosseo con la neve 12.2.2010
PHOTO BY Roberto Filoni

Roma 12 febbraio 2010. Alle prime ore del giorno, mentre la città beve il suo primo caffè e i bambini si preparano per andare a scuola, accade qualcosa di veramente unico per la nostra città. Piccoli fiocchi di neve iniziano a scendere intorno alle 7:30, aumentando di volume e di quantità per ogni minuto che passa fino a trasformare una pioggerella di nevischio in una indimenticabile e consistente nevicata. La gioia di grandi e piccoli è incontenibile!! In poche ore, circa tre, la città si trasforma in un meraviglioso paesaggio in cui il bianco domina attenuando il colori urbani. Le strade, gli alberi e i monumenti di Roma assumono un nuovo romantico e sorprendente aspetto !!  Siamo tutti felici anche se decidiamo di bloccare la città (forse esageratamente) ci godiamo questo evento per noi storico.

Eccola Roma incredula  e tornata bambina davanti a una sporveratina di neve.. SPQR dunque? Si penso che ancora una volta Sono proprio Pazzi Questi Romani.

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Vodpod videos no longer available.

video realizzato dal romano Marco Costantini

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MORE INFO

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Incredibile la presenza di testimonianze soprattutto fotografiche raccolte per lo più in una Fun Page di Facebook e su un profilo Flickr che vi consiglio di visitare.

>>> Foto su flickr

>>> Pagina su Facebook

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IL QUINTETTO CHE HA CAMBIATO IL JAZZ

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nella foto Wayne Shorter

Di questa formazione lo stesso Miles successivamente disse « I knew right away that this was going to be a motherfucker of a group. » (Capii subito che sarebbe stato un gruppo coi controcazzi)

Nel 1963 Davis contattò un sassofonista che Coltrane gli aveva consigliato, George Coleman, un bassista amico di Chambers dai tempi di Detroit, Ron Carter, e due promettenti giovani musicisti, il batterista diciassettenne Tony Williams e il pianista Herbie Hancock. Tuttavia i rapporti tra Coleman e il resto del gruppo non erano buoni  perchè considerato troppo tradizionale e il sassofonista finì per andarsene. Già alla fine dell’estate del ’64 Davis aveva convinto Shorter, di cui anche gli altri membri del gruppo erano entusiasti, a lasciare la formazione di Art Blekey di cui faceva parte. Fu così che una serata all’ Hollywood Bowl segnò l’inizio del più grande quintetto della storia del jazz.

Lo stile del gruppo si allontanava dall’approccio all’improvvisazione tipico dell’hard bop e stabilì uno stile che venne da alcuni chiamato “freebop” o anche “time no changes”. Uno stile in cui l’esecuzione, invece di concentrarsi sul giro armonico, si concentra sul tempo e sul ritmo, mentre la parte armonica viene sviluppata in maniera modale. Lo spirito di modernità  fu uno degli elementi principali di questo gruppo che verrà ricordato a Roma il prossimo 27 febbraio.

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Sab. 27/02/2010
Expanding Miles ’65-’68
PMJO special guest Flavio Boltro
Progetto originale per la Fondazione Musica per Roma
Auditorium  – Sala Sinopoli  >>> Acquista biglietti  
h. 21:00  € 12.00

Rielaborazioni per big band dall’ultimo grande quintetto di Miles Davis

Torna ad esibirsi all’Auditorium la Big Band romana, Parco della Musica Jazz Orchestra con un ospite d’eccezione, il trombettista Flavio Boltro. Il progetto “Expanding Miles ’65-’68” con gli arrangiamenti di Maurizio Giammarco, cerca di ritrovare quelle magiche atmosfere del quintetto che Miles Davis aveva formato proprio alla fine degli anni ’60. Ron Carter al basso, Tony Williams alla batteria, Herbie Hancock al pianoforte e Wayne Shorter al sax, furono, insieme a Miles, il quintetto più importante della storia del jazz.  Una miscela inconfodibile, 5 vere leggende del Jazz, un sound unico e un elevato livello di improvvisazione.

MORE INFO:

Maurizio Giammarco direzione e arrangiamenti
Flavio Boltro tromba

Gianni Oddi, Daniele Tittarelli sax contralto, soprano, clarinetti e flauti
Gianni Savelli, Marco Conti sax tenore, soprano, clarinetti, flauti
Elvio Ghigliordini sax baritono, clarinetto, flauto
Fernando Brusco, Claudio Corvini, Giancarlo Ciminelli, Aldo Bassi trombe, flicorni
Mario Corvini, Massimo Pirone, Luca Giustozzi tromboni
Roberto Pecorelli trombone basso
Roberto Tarenzi pianoforte
Luca Pirozzi contrabbasso
Pietro Iodice batteria

fonte approfondimenti wikipedia

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Vodpod videos no longer available.

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CONSIGLIATO PER I PIU’ ATTENTI

A seguire vi consiglio di non perdere la puntata di LEZIONI di ROCK, a cura di Gino Castaldo e Ernesto Assante, dedicata ai Weather Reports, uno dei gruppi jazz fusion più significativi degli anni settanta e ottanta. La band nacque alla fine degli anni sessanta da uno spin-off di un gruppo di musicisti che ruotavano intorno a Miles Davis. Il nucleo stabile del gruppo è stato costituito dal pianista Joe Zawinul e dal sassofonista Wayne Shorter. >>> EVENTO SU FACEBOOK  

Dom. 14/03/2010
WEATHER REPORT – I SING THE BODY ELECTRIC
Rassegna Lezioni di Rock
Auditorium Parco della Musica
Teatro Studio
h. 11:00 a.m. 5,00 €

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